Take me Somewhere Nice
Questa è una settimana che abbiamo voluto dedicare agli studi sociologici, all'autocommiserazione e ai progetti vacanzieri.
Presto ci sposteremo nello scenario acquatico di Amsterdam e con ogni probabilità non riusciremo a gestirlo. Già mi vedo delirante al suolo, travolta da un numero inaudito di possibili cose cui dedicarsi.
Di recente mi sono recata in quel di Bologna per un giocoso party domestico e ho scoperto un sacco di cose incredibili sul senso della vita.
La cosa più rilevante è questa, e in un certo senso la sapevo già: mai e poi mai io, Baldra e le persone con il nostro background culturale riusciranno ad integrarsi realmente con una qualche categoria umana pregevole/non pregevole.
Sabato mi sono divertita, ho conosciuto e rivisto delle persone adorabili, ma sotto sotto, nonostante il grado di alcol in corpo che cresceva, ho capito che io sono solo Margherita la lamentosa, che depreca l'indie pop acustico troppo allegro, che non può fare a meno di sbandierare le sue origini beriche, fatte di pianura, ignoranza diffusa, assoluta mancanza di curiosità.
Vicenza è il mio fardello e so che non me ne libererò mai.
Qui non riesco mai a fare i discorsi che mi premono. Se tento di abozzarne uno finisco per fare la figura dell'idiota.
A Bologna mi sono sentita accolta e protetta da alcune persone, ma guardando negli occhi qualcun'altro ho visto in me stessa quanto di più becero sia mai stato partorito negli ultimi tre secoli. Perché ho un approccio alla vita da provinciale, perché non ce la faccio ad ascoltare tutti i dischi che escono ogni giorno, perché alla fin fine non mi interessano queste cose.
Tornare a casa con il cervello saturo e un caffé orribile in corpo mi ha permesso di far fluire i pensieri, senza farci troppo caso. Ho capito che né lì né qui sarò mai a casa. E' irrilevante il fatto che da anni mi sia impossibile perdermi a Vicenza, che veda in essa il mio appiglio e la mia rovina intellettuale. Essa è il mio espediente narrativo, la mia principale fonte di frustrazione. Odio i turisti che vengono a visitarla, che restano un paio d'ore e poi scappano verso Padova, Verona o Venezia. Rimirano il marmo palladiano, il palazzo dove mia madre ogni giorno fa le veci del Ministero delle Finanze. Vicenza piace ai turisti. E' inspiegabilmente accogliente. Le case non sono troppo alte, McDonald's occupa il centro nevralgico di Corso Palladio.
Il centro si attraversa in dieci minuti. Poi è già periferia.
Siamo nati qui e abbiamo già perso.
Meritiamo di essere emarginati perché spendiamo tutti i nostri in benzina per spostarci il più possibile.
Ieri dicevamo: “Milano non è poi così lontana. Sono solo 205 chilometri da Vicenza Est”.
Ormai andare e tornare da Bologna è diventato uno scherzo.
[Mogwai Christmas Steps (J.Peel Sessions)]
Tra non molto sarò su uno splendido treno notturno che mi condurrà in quel di Parigi. Ad attendermi c'è il