Recently in Soft Revolution Category

- Ode al coraggio - Una chiacchierata digitale con Maria Antonietta. Il nuovo disco di Maria Antonietta è così bello che mi è parso giusto intervistarla. Il pezzo è una collaborazione Soft Revolution/La Lotta Armata al Bar zine.

- You've only seen me for the clothes that I wear - Punk indonesiani, adulti dai capelli blu e altri indesiderabili. Alcune riflessioni che fondamentalmente sono scaturite dal fatto che comincio a farmi problemi a tingermi i capelli di colori assurdi e questo mi rattrista un po'.

- "Tutti insieme appassionatamente" Appreciation Moment. Uno dei miei altarini segreti ora non è più segreto.

- Zines: Queste sconosciute. Il primo capitolo della nuova rubrica dedicata alle fanzine.

- Please ignore my vacant stares - "Glue", i Violent Femmes e la frustrazione sessuale dell'adolescente solingo. Un film bellissimo e un disco bellissimo. La frustrazione sessuale, invece, è meno bella.

- Triangoli dorati nel cielo. L'editoriale di febbraio, in cui parlo di quanto ero alle elementari e riflettevo su enormi problemi teologici.

Inoltre, un sacco di nastroni!

- Una guida per riconoscere i tuoi santi. Canzoni dedicate al tema della santità.

- Is My Heart Really That Colder?. Canzoni dedicate allo stato intermedio tra adolescenza ed età adulta.

- I know it's true, 'cuz God told me to tell it to you (Ratzinger version). Canzoni dedicate al paladino del Bene contro il Male: Joseph Ratzinger. (assemblato insieme a Valeria)

- Okay, one more time. Canzoni che Valeria ed io ascoltiamo ossessivamente in questo periodo.

- Cuccurucucù. Paloma, make me mambo. Canzoni demenziali che Valeria ed io ascoltiamo ossessivamente in questo periodo.

- L'editoriale di gennaio, che ho steso mentre mi stavo riprendendo dai postumi di Capodanno.
- Wintered with the Hawk and the Fox - Undici libri per prepararsi alla primavera. I miei libri preferiti su giardinaggio, orticoltura e vegetali.
- A volte ritornano - Le reunion che mi hanno fatto perdere la fiducia nell'umanità. Si va dalle Spice Girls ai My Bloody Valentine.
- Wes Anderson è una persona meravigliosa (o: alcuni motivi per amare Moonrise Kingdom alla luce del solo trailer). Per chi ancora non l'avesse capito, questo è il post con cui dichiaro il mio amore incondizionato a Wes Anderson.
- Smokin' Boys, Smokin' Girls - Dichiarazioni di status e rituali che trascendono confini. Questo è un post che, avendo più tempo a disposizione, avrei espanso ad oltranza. E' dedicato ad un volume fotografico che ho trovato alla svendita di libri del negozio del MoMA.
- Happy and Bleeding - Una lista di rimedi più o meno legali e fattibili per affrontare i dolori mestruali. Prendete e consumatene tutti.

E con Valeria:
- Il nastrone della settimana: Getting off while they're all downstairs, singing prayers. Questo è forse il nastrone più idiota che sia mai uscito su Soft Revolution. E' dedicato alla masturbazione.

Post monoautoriali:
- Alla ricerca del pop sbarazzino: un'intervista alle Gretels
- Why do all the girls have to buy pink stuff and all the boys have to buy different color stuff? - Siamo d'accordo con la giovane Riley
- D'arcy Wretzky Appreciation Moment

Insieme a Valeria:
- Pellicole domestiche pt. 1
- Pellicole domestiche pt. 2
- Il nastrone della settimana: A Place Called Home (di cui vado particolarmente fiera)

Post collettivi con le colleghe della redazione:
- Cose che ci sono piaciute nel 2011, pt.1. Qui ho scritto di: la letale maratona di Harry Potter.
- Cose che ci sono piaciute nel 2011, pt.2. Qui ho scritto di: "Accabadora" di Michela Murgia, "Let England Shake" di PJ Harvey, "La mia famiglia e altri animali" di Gerald Durrell, fingere di essere una volpe.

Solo un post per la settimana che va concludendosi:

Come impersonare il Terrificante Mostro Novembrino e posticipare la venuta dello Spirito Natalizio.

Altro nonsense, come potrete immaginare dal titolo.

Questa settimana contavo di scrivere di più, ma il mio piano è saltato quando ho passato quasi cinque ore su un post che probabilmente leggerete a dicembre, di cui non vi anticipo l'argomento (sì, rodetevi le mani dalla curiosità!). Ormai sono specializzata nello scrivere fino alla consunzione, di cui mi rendo conto solo quando è troppo tardi. A volte mi viene la nausea da eccesso di scrittura. Non sto scherzando.
Sbatto il portatile sul letto, lontano dal mio corpo assopito, e cerco di riposarmi il cervello per dieci minuti. Il problema è che ho troppe idee (ah, la megalomania!) e che ci metto troppe ore a svilupparle. E questo è il mio "tempo libero". Gli sprazzi di tempo in cui dovrei riprendermi da tutto il resto. Dalle lezioni, dai laboratori, dalle presentazioni, dalla devastazione alcolica con cui festeggiamo le presentazioni andate bene.
Se non altro da qualche tempo a questa parte tendo a scrivere soprattutto di cose belle. Un tempo scrivevo di cose brutte, solo che nessuno se ne accorgeva, perché i miei post facevano ridere. Scrivere di cose brutte mi risultava molto facile.
Ora preferisco scrivere di quelle cose che sono così belle da farmi stare male o di quelle cose belle che mi pare siano degne di essere divulgate, perché al mondo c'è fin troppo ciarpame.

- Nothing Matters When I'm Dancing. Il nastrone della settimana di Soft Revolution è dedicato alle danze solitarie, ai supermercati e al rapporto tra di essi e i National. Non molto lineare, lo ammetto. Se avete bisogno di chiarimenti, li trovate nel post. Ah, vi ricordo che dalla settimana scorsa i nastroni si possono scaricare, oltre che ascoltare in streaming. Il file resta online per sette giorni giusti giusti, quindi vi consiglio di affrettarvi.

- Cinque raffinate tecniche per distrarsi in classe e guadagnare 150 "Punti Sarcasmo". Il tema del mese su Soft Revolution è il Do It Yourself. Questo significa che molti degli articoli che stiamo pubblicando sono delle guide pratiche per costruire/diventare/distruggere/realizzare qualcosa. Non mancano i pezzi squisitamente nonsense, come quello che vi segnalo. Lo consiglio in particolar modo a chi rimpiange i tempi in cui il mio blog faceva ridere (circa 2005).

Inoltre:
- seguici su Twitter
- la nostra pagina su Facebook
- della sana autoironia:

Dopo un mese dedicato alla correzione delle altrui bozze e all'intenso rimuginare, ho prodotto qualche nuovo post.

- Good Porn, in cui troverete qualche notizia sulla pornografia femminista, in particolar modo sul lavoro della regista svedese Erika Lust.

- Come un animale, il nastrone della settimana, con annesso resoconto del mio più recente incontro con una coppia di volpi depresse.

- Plain Jane. Come farsi cambiare la vita da un paio di scarpe e da una sbruffona inglese. Ovvero: la mia analisi del omonimo programma di makeover marchiato TheCW e mandato in onda da Mtv Italia.

Ricordo ai lettori e alle lettrici di questo mesto blog che siamo ancora alla ricerca di collaboratrici. Sono benvenute anche fotografe e illustratrici. Fatevi vive scrivendo a softrevzine [at] gmail.com.

Vi ho mai parlato delle pile di libri e riviste che accumulo periodicamente sul comodino e sul termosifone della mia stanza per causarmi i sensi di colpa?
Ognuno di quei libri e ognuna di quelle riviste rappresenta un post che ho delinato a mente e che aspetta solo di essere battuto sulla mia tastiera bianca. Li lascio in giro a prendere polvere per costringermi a scrivere. Li guardo cinque, venti, cento volte, fino a dimenticarmi quello che volevo dire.
Nei mesi ho accumulato un vecchio numero di Max, la september issue di Vogue e un discreto ammasso di libri di narrativa e di saggistica. Tutti arretrati. Tutti minacciosi, con le loro copertine rosa e rosse, le loro pagine illustrate.
Alcuni sono fermi da così tanto tempo che credo non li riprenderò più in mano.

Nel narrare le mie attività nel retroscena di Soft Revolution finisco sempre più spesso per dire che mi servirebbe una stagista, così potrei scrivere ogni tanto. Oppure immagino che un giorno tutto questo lavoro verrà ripagato in qualche modo, anche se non saprei come.
Nel frattempo correggo bozze, fisso lo schermo del portatile cercando di dare fluidità alle voci delle ragazze della redazione e mi dedico alle due rubriche settimanali che in origine dovevano essere le più impersonali del nostro repertorio.
La prima è Grassroots Internet Revolution, in cui vengono raccolti i link della settimana, segnalati dalle autrici di SR. La seconda è Il nastrone della settimana.

Facendo un giretto tra i post archiviati nel corso delle ultime cinque settimane mi sono resa conto di aver scritto solo di musica, in modo implico od esplicito. Le mie bozze seguono lo stesso semplice pattern. Spesso mi capita di voler segnalare qualcosa, un disco, una canzone e due ore dopo mi ritrovo un post tra le mani. Un post imprevisto, che nulla ha a che fare con le mie scalette e la manipolazione continua di Google Calendar.
Lo stesso vale per i commenti ai nastroni che compongo ogni settimana.
Più la playlist diviene concreta, magari attraverso la stesura di una lista di canzoni papabili su carta, più è difficile che io riesca ad abbandonarla, priva di un commento, su 8tracks.
L'impersonalità sta diventando una caratteristica difficile da mantenere. Gli argomenti che scelgo di raccontare ricalcano le canzoni che mi ossessionano in questo periodo, le canzoni che ascolto in loop quando ogni altra attività sembra intollerabile o quando mi sposto da sola per Trento.

Il nastrone di questa settimana si chiama Drivin' on 9, you could be a shadow. Ho cominciato a delinearlo su carta una decina di giorni fa, dopo essermi resa conto che nella mia testa risuonavano soprattutto canzoni dedicate a viaggi in auto, in cui la voce narrante non era impegnata nella guida e poteva dunque concentrarsi sul mutare dell'orizzonte e lo scorrere degli alberi lungo la strada.
Mi manca il poter guidare da sola, attraverso un perpetuo susseguirsi di zone industriali e paesi amministrati da gente della Lega. Da quando la mia nonna paterna è morta e io mi sono trasferita a Trento ho smesso quasi del tutto di percorrere certe strade. E' strano, perché sono strade che conosco a memoria; credo che alcune di esse non le rifarò mai più, dato che i luoghi ai quali conducono sono per me vuoti.
Alcune delle canzoni che ho inserito nella playlist parlano di luoghi vuoti, in cui permangono solo le tracce di un passato in cui brulicavano di vita, di corpi umani.

Drivin' on 9
You could be a shadow
Beneath the street light
Behind my home

(The Breeders, Drivin' on 9)

La stanchezza talvolta mi rende cieca. Non riesco a mettere a fuoco gli oggetti, gli edifici e gli animali che si stagliano fuori dalla portafinestra della mia stanza. Gli occhi doloranti sono l'eredità più crudele che potessi ricevere, perché nell'oscurità non riesco a scorgere nulla, non riesco ad immagazzinare immagini.
L'ultimo pezzo di cui ero convinta che ho scritto l'ho scritto dopo aver passato ore immagazzinando immagini. Da allora mi sono affidata alle immagini dipinte da voci diverse dalla mia. Sono immagini circoscritte in canzoni, la cui consultazione richiede uno sforzo emotivo limitato rispetto a quello richiesto dalla produzione di resoconti propri.

Silver Birch against a Swedish sky
The singer in the band made me want to cry
We're all inside our own heads now
We are leaving new friends
leaving this town
I wish you could be here with me
I would show you off like a trophy
The road it winds, it twists, it turns, oh my stomach burns

(Camera Obscura, Country Mile)

Ascolto questi pezzi e in alcuni casi mi sento assalire da forme inesplorate di smarrimento. Per questo sono portata a scriverne; per ritrovare la strada, ricondurre la mia prostrazione a qualcosa di razionale. Dire che a ridurmi in questo stato sia la mia incapacità di restare in me stessa al cospetto della bellezza suona banale, ma non ho altro modo di porre la questione.

I took the lights and radio towers out of my dreams
And we went all the way up to the small town where I'm from
With foggy air and the wind and the mountain top
And we clung to rocks and looked off and you held my hand
You almost got to start feeling me
I finally felt like I was breathing free
Under swaying trees we fell asleep and we had the same dream
The stars were bright, we dream the same every night
On my island home I spent some time with you

(The Microphones, The Moon)

Certe canzoni mi fanno irrigidire ogni volta che le ascolto. Certi versi evocano così tanto in me da impedirmi di pedalare attraverso la città senza che una smorfia compaia sul mio volto, senza che l'aria aderisca al mio corpo riportandomi su altre strade, ai piedi di persone che non ci sono più.

Alice died
in the night,
I've been learning to drive.
My whole life,
I've been learning.

(Arcade Fire, In the Backseat)

Settimane fa scherzavamo dicendo che poteva aver senso inaugurare il nuovo sito di Soft Revolution in concomitanza con l'inizio dell'anno scolastico, ovvero in lieve ritardo rispetto ai piani che avevamo fatto a luglio.
Poco importava che avessimo finito le superiori da un bel po' di tempo. Soft Revolution era ed è pur sempre, tra le altre cose, la nostra risposta agli input che ci giunsero durante gli anni della scuola dell'obbligo; una versione post-adolescenziale e squisitamente radicata nella provincia padana del verso tratto dal Riot Grrrl Manifesto che recita "Because we are angry at a society that tells us Girl = Dumb, Girl = Bad, Girl = Weak".
Ripartiamo dunque lunedì 12 settembre con un sito rinnovato e io non posso far altro che dirmi soddisfatta di ciò che abbiamo tenuto nascosto fino a ieri.
Spero che il nuovo sito vi piaccia e soprattutto che piaccia a chi la scuola dell'obbligo la frequenta ancora.

Divertitevi, commentate e aggiornate i feed rss!

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