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Ho sempre bramato una rubrica su qualche giornale. Questo desiderio si è intensificato dopo aver assistito alla tragica cancellazione del mio spazio -chiamato “Tiny Music From the Vatican Gift Shop”- dal giornalino (o meglio, dal foglio A3 piegato in due) del mio ex liceo cattolico.
All'epoca l'evento non suscitò particolare clamore, forse perché furono in pochi ad apprezzare la sola recensione che fui in grado di pubblicare. Il pezzo attraversò indenne il controllo operato dall'Autorità Scolastica. Fu solo quando ogni studente si trovò con una copia del Vox Beati* sul banco che sorsero i problemi. Scrivendo del glorioso box dei Nirvana “With The Lights Out” avevo usato -volutamente- l'aggettivo lucifero, nel senso di portatore di luce. Questo gesto fu preso come un affronto, non so se a Dio, alla scuola o chissaché. Fatto sta che dopo il numero successivo, per il quale scrissi un pezzo demenziale che voleva essere una finta analisi sociologica sugli studenti della scuola in relazione alle loro scarpe, fui defenestrata.
Le Autorità Scolastiche non mi spiegarono mai il motivo ed utilizzarono assai vilmente uno dei rappresentati d'istituto come messaggero.

Fu così che persi il mio angolino cartaceo e tornai mestamente a vomitare invettive contro la Tutti Dieci (che per altro occupava buona parte del Vox Beati con la sua rubrica, L'Oroscopo**) e la Nobile (che tutt'ora mi capita mi incrociare con il suo morosetto) sul mio blog.
Solo dopo qualche anno mi fu offerta una nuova rubrica, questa volta su Citylights, un mensile dell'Informacittà di Vicenza rivolto ai giovani.
Fu così che vide la luce Part Time Punks.
Immagino suoni falso, ma ripensandoci scrivere per Citylights è stata la mia massima soddisfazione dal punto di vista lavorativo.
Quand'ero minorenne i miei amichetti non leggevano il mio blog, nonostante fosse su Splinder e non su quella schifezza di msn.
Quando uscì il mio libercolo constatai che molti tra amici e conoscenti sarebbero stati disposti a leggerlo solo nel caso in cui avessi distribuito copie gratis a tutti. I più affettuosi lo presero in biblioteca o lo fecero acquistare dalla mamma.
L'anno abbondante passato nelle scuderie di Vitaminic passò del tutto inosservato in terra berica, a parte qualche saltuario: “Vitamine che?”
Citylights invece si trova nei bar e nei luoghi di aggregazione berici, dunque sono in molti a leggere la mia rubrica e a dirmi poi tante cose carine. Fa sempre piacere osservare qualcuno che ride mentre scorre ciò che hai scritto con tanta sofferenza e passione.

Tutto questo per dire che oggi vi segnalo l'ultimo pezzo di quest'anno. Il numero di questo mese è dedicato al Nido d'Amore.
Spero di poter continuare a collaborare con Citylights anche l'anno prossimo. Nel frattempo ecco a voi un riepilogo:

Gennaio: Primo Amore
Febbraio: Amore Maledetto
Marzo: Amore Virtuale
Aprile: Amore Sfigato
Maggio: Amori Paralleli
Giugno: Amori Lontani
Luglio/Agosto: Amori Estivi
Settembre: Colpo di Fulmine
Ottobre: Amore Platonico
Novembre: Amore Eterno
Dicembre: Nido d'Amore
nonché
Dr. House -Ricetta per uscire di casa

*Vox Beati: modestamente fui io a proporre questo nome per il giornalino d'istituto. In precedenza si era chiamato “Farina del nostro sacco”, con ogni probabilità il nome più infelice e idiota che potesse essere scelto, considerando l'appellativo di quel luogo. In effetti esso è intitolato all'ex vescovo di Vicenza nonché fondatore dell'istituto, tale beato Giovanni Antonio Farina. Quando proposi “Vox Beati” ero forse posseduta dal folletto della spiritosaggine; ricordo quegli istanti come alcuni dei più sovversivi della mia esistenza. All'epoca Farina era da poco stato dichiarato beato e tutti gongolavano come dei pazzi. Credevo fosse evidente che il mio era un gesto provocatorio; dovevo pur reagire in qualche modo ai provvedimenti dementi che gravavano sul mio capo e su quello dei colleghi più accorti.
Invece la maggior parte della redazione votò a favore. Persino la preside diede l'impressione di aver apprezzato. Sfortunatamente quel giorno indossavo una maglietta da ragazza poco seria, che metteva in evidenza le mie carni. Fu così che anziché ricevere una incoraggiante pacca sulla spalla, mi trovai una mano gelida nei pressi del collo. Non ho ancora chiarito il senso di quel gesto.
Ad ogni modo, anche dopo essere stata cacciata dalla redazione, l'osservare il nome “Vox Beati” su quei poveri fogli scatenava in me ondate di soddisfazione colossali.

**a nulla valsero i miei tentativi di demolire l'Oroscopo insistendo sul fatto che si tratta di ciarpame pagano.

p.s. Ciao Tomma! (N.B. Tomma era il mitico direttore del Vox Beati)

Catarro

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Un raffreddore fulminante mi costringe in casa. Accendo il computer per la prima volta dopo tre o quattro giorni; un'eternita.
Ricevo email generate automaticamente o scritte in preda all'isteria. Molte di esse sono richieste d'aiuto. C'è chi mi chiede di girare una petizione, qualcun'altro invece racconta di non sopportare più il contesto berico, indipendentemente dagli ultimi eventi che l'hanno riguardato.

Di questi tempi è facile ammalarsi.
Il decreto Gelmini viene convertito in legge. Nel frattempo ecco che sopraggiungono i crampi alla pancia. La prospettiva di poter tornare a casa con i treno delle cinque e cinque appare accattivante come mai prima d'ora. Invece alle sei e venti scopro di essere in Prato della Valle a manifestare, sotto un diluvio crudele e gelido. Solo in treno noto che i miei vestiti sono fradici.

Scrivo questo post indipendentemente dal mal di testa che mi sta menomando da qualche giorno.
Il senso di tutto ciò sta soprattutto nel mio desiderio di segnalarvi il mio ultimo articolo, uscito oggi su Citylights. Questo mese di parla di Amore Eterno.

Vi consiglio inoltre di dare un'occhiata al rapporto di Greenpeace "Energy [R]evolution 2008" e al video sottostante.

Chiedo perdono per la mancanza di logicità di questo intervento.
Saluti berici a tutti.

Spoiled

Spoiled  | No TrackBacks

Un post privo di commenti mi fa sempre uno strano effetto. Ammetto di essere viziata da questo punto di vista.
Aggiorno dunque il blog per due motivi:
1. per non avere più sotto il naso il post su Sell Out!, che continua a tormentarmi
2. per segnalarvi il mio scritto più recente su Citylights. Questo mese si parla di Amore Platonico.

santa.jpgNel corso della mia breve esistenza ho imparato che non è il caso di farsi costantemente rosee aspettative. Ecco perché suppongo sempre che a Vicenza non accada mai nulla di divertente.
Immaginate dunque il mio stupore quando, qualche sera fa, mi recai alla sagra di S.Andrea e vi trovai un gran numero di volti noti. Notai ben presto la presenza di alcuni tizi che stavano sistemando degli strumenti su di un palco le cui dimensioni furono in seguito definite come “sufficienti per ospitare i Mogwai”.
L'anno scorso la sagra di S.Andrea vide la partecipazione dei deprecabili Vanilla Sky. Dato che lo spettacolo era a pagamento mi limitai ad ascoltare le canzoni gratis bevendo un buon vino portato da casa.
La possibilità di andare altrove non fu contemplata, poiché altrove c'era il nulla, il vuoto siderale.
Quest'anno andai a S.Andrea solo perché ero stata invitata dalla mia amica Giulia. Non appena giunti sul posto Baldra ed io sperperammo i nostri averi a causa di una invitante bottiglia da mezzo litro di recioto, che sibilava nel reparto vini dolci. L'aroma mellifluo della bevanda in questione mi ricordò che nonostante tutto sono una graziosa ragazza veneta. Una di quelle ragazze venete cui è stato insegnato che la vendetta non si serve fredda, bensì surgelata.
Anni fa qualcuno diffuse delle malefiche nonché ridicole voci sul mio conto. A causa di queste voci il mio ex morosetto Pacci mi odia e sostiene che io abbia disintegrato la sua capacità di amare. Come conseguenza di tutto ciò molte persone che sono state in compagnia con me mi trattano con una certa deferenza.
Dato che Pacci non ha mai voluto rivelarmi l'identità del fedifrago sputtanatore, io vivo sapendo che una delle persone che sono solita invitare alle mie feste di compleanno è un vile bastardo. Negli ultimi mesi sono giunta alla conclusione che il colpevole possa essere uno solo dei miei ospiti.

Mi trovavo dunque alla sagra di S.Andrea quando il Colpevole comparve alle mie spalle. Dopo averlo salutato gli offrii dell'orzo che mi ero portata da casa. Lui mi guardò e disse: “Bevi l'orzata?”.
Io risposi: “No, bevo orzo.”
Il Colpevole studia architettura a Venezia e qualche volta lo trovo in treno. In quelle situazioni non può fare a meno di sfottermi, criticando i miei capelli. La vivida immagine di quei momenti troneggiava nella mia testa mentre gli sorridevo con aria amabile.
Il Colpevole è uno di quei personaggi che tutti voi amate deridere: è orgoglioso di essere veneto, vota Lega Nord, fa squallide battute sui meridionali o più in generale su chiunque non sia veneto (compresi i tedeschi), canta Faccetta Nera pensando che sia una cosa divertente e per alcuni mesi mi ha fatto presente che ho fianchi adatti a mettere al mondo i suoi figli. Ai tempi in cui eravamo in compagnia insieme il Colpevole ed io eravamo i più vecchi del gruppo; bevevamo buon vino veneto e parlavamo di quando avremmo avuto la patente.
Il Colpevole era un raro esempio di veneto stereotipato. Ricordo quando indossava il cappello da alpino di suo padre, versava un buon vino della zona e serviva la sopressa.

Sorrisi dunque al Colpevole reggendo il mio buon vino veneto. Gli dissi: “è forse vero ciò che ho sentito? Sei diventato astemio, o pseudo-tale?” Egli rispose affermativamente, con un tono che mi era estraneo. Troppo quieto, troppo piatto. Gli chiesi il perché. Lui disse che non ama essere alterato. Fu a quel punto che gli servii la mia vendetta congelata, quella che serbavo da mesi per un'occasione del genere.
Dissi: “Ma come? Tu? Un veneto? I veri veneti apprezzano un buon vinetto!”

Talvolta basta poco per demolire i giovani uomini che vedono in te un forno per figli. Una parola desueta, una insinuazione ridicola basata su stereotipi idioti.
Per una volta ho vinto anch'io. L'espressione sul suo volto ha compensato parte dei motivi per cui voglio andarmene da qui.
Ad ogni modo voglio che sappiate che ho un piano di fuga. Non mi limito più a blaterare nel vuoto.

Il resto della serata fu ricca di eventi. Ben presto notai su di un manifesto che avrebbero suonato quattro band, tra cui i torinesi Arsenico. Per poco non caddi a terra. Raggiunsi allora la mia amica Giulia e le dissi: “Ma suonano gli Arsenico!”
Lei rispose: “Eh sì”.
Gli Arsenico sono una delle poche band che l'ex morosetto Pacci mi fece apprezzare. All'epoca mi facevano schifo l'hardcore e l'oi, così Pacci decise di istruirmi.
Ammetto che i suoi corsi furono alquanto inutili. Tutt'ora alzo lo sguardo al cielo quando mi capita di ascoltare buona parte delle canzoni che mi passò in un cd riscrivibile.
22.jpgGli Arsenico si salvarono, forse perché il loro hardcore era venato di pop e i tesi mi piacevano.
“Forti di incomprensioni instabili”, il loro secondo album, mi regalò non pochi momenti di gaudio.
Immaginate dunque il mio sconcerto quando scoprii che di lì a poco avrei visto quella gente dal vivo. Ero proprio contenta. Il fatto che di recente i torinesi abbiano pubblicato un ep vomitevole non scalfì la mia fiducia nella buona riuscita della serata.
Durante le esibizioni della altre band gustai il mio costosissimo vino, conversai con Baldra e mi guardai attorno.

Gli Arsenico comparvero sul palco e come prima pensai che erano vestiti in modo imbarazzante, come dei metallari nerd. Suonarono solo cinque o sei pezzi. I primi tre e l'ultimo erano del nuovo ep. Il nuovo ep è una creatura in cui coesistono tristissimi chitarroni metal e una componente pop che fa pensare un po' troppo a gente come i Finley. I due brani rimanenti erano tratti da “Forti di incomprensioni instabili”. Il mio preferito, “Fratello Servo”, fu cantato per metà da un idiota pseudo punk di S. Pio X che non sa neanche pronunciare il nome degli Agnostic Front.

Tutto questo per dire che a Vicenza è bene non farsi grandi aspettative.

Per informarvi sugli eventi berici (e non solo) di settembre vi invito a consultare la versione digitale di Citylights. La mia raccomandazione rimane sempre quella di segnare le serate interessanti sull'agenda e poi fingere che siano schifezze.
Dato che si siete date una letta alla mia rubrica.

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Su Citylights/Informacittà:
Amori Estivi
All The Young Dudes (all'interno della Guida Informagiovani “Dr. House… ricetta per uscire di casa”; nella pagina segnalata trovate il pdf scaricabile. Il mio articolo è a pagina 8)

Su Vitaminic:
Melt Banana + Pissed Jeans @ Unwound, Padova (27/05/08)
Afterhours "I milanesi ammazzano il sabato"
Donvito e i Veleno "Hell Mundo!"
Bulbul "Bulbul 6"

Altrove

Altrove  | No TrackBacks

Lo slittamento di un esame ha recentemente fatto da ponte tra il periodo delle prove intermedie e la sessione estiva. Tutto ciò si è tradotto in due mesi di studio continuo e folle, durante i quali ho raggiunto uno dei miei massimi picchi di bruttezza e antipatia.
La mia presenza online è stata inoltre molto scarsa. Alle persone che si ostinano a chiedermi un contatto su msn rispondo sempre e comunque negativamente, poiché la mia vita è altrove e sono già sufficientemente cieca e segregata presso sedie scomode. Non credo sia il caso di morirci, su una di quelle sedie.
Per porre un minimo d'ordine all'interno di questo blog, infestato da segnalazioni di scritti pubblicati altrove, ho deciso di postare mensilmente un sunto delle mie produzioni più recenti.
Comincio da oggi:

Su Citylights
- Amori Lontani

Su Vitaminic
- Rhys Chatham & His Guitar Trio All-Stars: “Guitar Trio is My Life!” (Table of the Elements)
- Mínus: The Great Northern Whalekill (One Little Indian)

Verrà il giorno in cui i miei post smetteranno di essere segnalazioni e tragici lamenti.
Per il momento mi limito a condividere con voi, Amati Lettori, questo melenso scritto sull'Amore Sfigato.
Come al solito vi invito a commentare sulla pagina di Citylights.

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Per farmi perdonare ho creato un account su Muxtape e vi ho fatto una compilation.
Contiene cose vecchie e cose nuove. In questo periodo non riesco ad ascoltare altro.
Se i brani vi piacciono e volete scaricarli vi consiglio di leggere questo post di Daniele e agire con rapidità. Molti sostengono che Muxtape avrà vita breve.

I vicentini posso leggere il mio scritto sulla versione cartacea di Citylights, reperibile in giro per la città.
Tutti gli altri sono invitati a cliccare (e a commentare) qui.

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