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Dio, Chiesa & Co. Archives

30.07.07

Because You're Frightened

E' Dio lo Gnomo Mongoloide
Laghetto, Hey: Yeh (Palindrome Song)

B000000HZF.01.MZZZZZZZ.jpgChiamai i miei nonni veneti per salutarli. Mercoledì parto per Amsterdam.
Mio nonno, la cui parlata scledense talvolta mi risulta incomprensibile, bestemmiò più volte, in concomitanza con l'acquisizione delle seguenti notizie:
- vado ad Amsterdam, un luogo notoriamente pericoloso e pieno di brutta gente
- ci vado con “il mio amico” ventunenne Baldra, non con delle persone adulte.
Mio nonno è un grandissimo amante della bestemmia. Un tempo questo fatto mi turbava, anche perché quando ero piccola e cattolica mi avevano spiegato che udendo simili offese rivolte contro Dio era bene ripetere nella propria testa: “Sia benedetto il nome di Gesù Cristo”.
Ovviamente quando mi trovavo in compagnia di mio nonno mi vedevo costretta a pronunciare mentalmente questa formula svariate centinaia di volte al giorno, il che mi sembrava stupido.
Fortunatamente quand'ero alle medie scoprii che tutte queste faccende non erano altro che cazzate volte a fuorviare la mia mente di fanciulla.
Negli anni successivi imparai ad ignorare le bestemmie altrui anche se, da buona veneta, talvolta mi risultava difficile non ridere di fronte a certi prodigi linguistici. Oggi sono una giovane la cui infanzia/adolescenza fu devastata da una serie di derivati del concetto di Dio (Uno e Trino): le scuole cattoliche, il rosario, i funerali religiosi, Le Confessioni di S.Agostino, il Giubileo e via dicendo. Probabilmente queste cose vi dicono ben poco, perché avete avuto la fortuna di nascere in una comune dedita alla coltura delle verdure biodinamiche.
Personalmente durante gli ultimi vent'anni della mia vita sperimentai ognuna di queste cose, mentre Mater attraversava le sue celebri crisi mistiche, che la videro traghettare verso svariati ashram (negli Stati Uniti e i India) e solo successivamente verso il noto santuario della Madonna di Monte Berico (Vicenza).
Tutto ciò è quanto mai evidente se si contemplano le librerie situate nella mia dimora. Il reparto dedicato al ciarpame mistico occupa scaffali interi e potrebbe essere equiparato a quello degli autori italiani (situati nella mia camera).
Mia nonna (quella nordica) mi telefona ogni anno un paio di giorni prima di Natale e mi costringe a prometterle che andrò a Messa. Poi mi fa ammettere che credo fermamente nella misericordia di Dio e che magari andrò anche a confessarmi.
Tutte queste menzogne escono dalla mia bocca perché non voglio che mia nonna muoia. Scoprire quali sono i miei reali pensieri potrebbe portarla all'infarto.

Su un complesso sistema di bugie e falsità si basa il mio lato mistico. Vado ai funerali dei parenti e, nel tentativo di essere minimamente coerente, evito di ripetere come un pappagallo le formule previste. Sento gli sguardi altrui, straziati dal dolore che si poggiano fugacemente su di me.
Non mi so comportare.
Non posso fare a meno di ridere quando mio nonno dice: “Dio canarin”.

[Magazine "Because You're Frightened]

31.10.07

God Only Knows

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Sono giorni bui.
Mi dedico a letture religiose per il bene della mia opera, prematuramente denominata Spiderland. Se mai la concluderò spero che David Pajo mi denunci.
Sarebbe emozionante.

Non appena avrò un po' di tempo, abbandonerò i testi di critica e mi dedicherò alla Bibbia.
Cercavo svago in un romanzo e senza rendermene conto mi sono trovata nel bel mezzo de “I Sotterranei del Vaticano” di Gide.
So che questo non è un buon segno.

Mentre svolgo le mie attività quotidiane, come prendere un treno puzzolente o mangiare insalata con le bacchette all'entrata della Facoltà di Scienze Politiche, non posso fare a meno di pensare al mio passato e al modo in cui fui indottrinata.
Se da un lato la vicenda di cui sto scrivendo è una sottile vendetta verso i miei educatori, dall'altro la furia con cui mi dedico alla raccolta di documentazione è un tentativo di trovare risposte.

Qualche giorno fa, mentre seguivo una lezione di Sociologia della Conoscenza, constatai che la mia visione del pensiero di Heidegger era completamente priva di senso.
Non sono riuscita a provare odio o risentimento nei confronti della mia professoressa di filosofia, responsabile dei miei problemi con l'amico Martin, nel liceo cattolico di cui tanto scrissi. E' una brava persona.
Il problema in tutta questa faccenda è che lei è una suora. Probabilmente non vede nulla di male nel fornire ai suoi studenti interpretazioni dal puzzo cattolico.
Non dimenticherò mai un giorno in cui a ricreazione stavo vagando per la scuola. Ero in quarta superiore e già da svariati anni mi professavo atea, anche se non in contesto scolastico (questo avrebbe peggiorato ulteriormente la mia posizione). Passai davanti all'aula di una delle quinte e osservai cosa stava accadendo.
Pareva ci fosse una lite in corso tra la mia professoressa di Filosofia e una studentessa. Per qualche motivo quest'ultima si era vista costretta ad affermare pubblicamente che secondo la sua opinione Dio non era che un'invenzione umana. Rimasi sconvolta e pressoché pietrificata di fronte alla reazione della mia prof, che per poco non si mise ad urlare affermando che tali supposizioni erano frutto di ignoranza. Diceva che era l'esistenza di Dio è evidente; chi tenta di confutarla finisce sempre nell'errore.

Ho un problema con la Chiesa Cattolica.
Innanzitutto la odio per avermi reso cieca, per aver abusato del mio cervello, del mio spirito.
La odio per ciò che mi ha fatto credere.
Odio il modo in cui si è radicata nel mio corpo.
Sono anni che faccio immani sforzi di volontà per scacciare tutti i residutati della mia patetica fede. Eppure non passa giorno senza che io mi ritrovi intenta a rimuginare su dogmi e ciarpame simile.
Talvolta mi sento inconsapevolmente in colpa per quello che faccio, perché mi era stato detto che è sbagliato e che Dio, che è ovunque e ci guarda, non approva simili comportamenti.
Cacciare questo senso di fastidio, che è come un prurito non localizzabile, risulta spesso più complesso del previsto, indipendentemente dalle mie certezze. Credo che Dio sia un'invenzione eppure non faccio altro che inciampare su di lui. Leggo Christopher Hitchens e, alzando lo sguardo, vedo un'immagine della Madonna, presente nella mia cucina dall'anno della conversione di mia madre. La fisso, scaccio il desiderio di buttarla via.
Credevo fermamente in Dio, lo amavo, pregavo con una imbarazzante regolarità, anche se già alle elementari ero riuscita a mettere in crisi qualche catechista con delle domande infantili.

La Chiesa ha forgiato il mio spirito, direttamente ed indirettamente.
Ieri leggevo che Ratzinger si è recato ad una convention di farmacisti cattolici, dove ha affemato che dovrebbero evitare di vendere la pillola del giorno dopo o più in generale medicine "che abbiano scopi chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia"
Questa è pura istigazione al disservizio. In un paese civile le reazioni sarebbero state ben più significative, dato che la questione sfocia inesorabilmente nell'illegalità.

Essere stata cresciuta sotto una cupola di marmo cattolico mi fa vergognare di me stessa.
Tutto il mio risentimento giace impilato sulla mia scrivania, sotto forma di libri, articoli di giornale, appunti e foglietti.
Se solo ne avessi il tempo mi dedicherei anima e corpo alla loro rielaborazione.

[Temple of the Dog: Say Hello 2 Heaven]

16.11.07

La cultura non ha ritmo!

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Get Yourself an Education
M.I.A.

Ieri sera mi recai al cinema in compagnia del mio autista di nome Baldra (io sono la sua portaborse). Grazie ad una simpatica offerta, visionammo gratis il film “Come Tu Mi Vuoi”.
Per sopportarlo fino alla fine fui costretta a drogarmi di Pepsi e a sfottere più volte il pubblico pagante.
Ci sarebbero all'incirca un milione di critiche da muovere contro questa pellicola. Alcune di esse sono esplicitate da Baldra in questo post. Io ve ne presento solo una: la trama.

C'è questa tizia che chiameremo Capotondi, che studia Scienze della Comunicazione e che appare particolarmente unta e sfigata. Al contempo c'è anche questo tizio che chiameremo Il Figo (?) che vive alle spalle del padre facendo la bella vita tra culi, tette, ecc. Il Figo finge di studiare presso la facoltà di Scienze della Comunicazione, difatti si porta a casa una lunga serie di 18 e 19 solo sorridendo alle assistenti dei professori (?).
Capotondi è una povera pezzente, motivo per cui decide di dare ripetizioni di Economia Politica. Il Figo, messo alle strette dal padre, va a ripetizioni da Capotondi. Decide poi di sedurla per ottenere gratis il servizio.
Inizialmente Capotondi sembra resistere alle avances del Figo, dimostrando di avere dei saldi principi morali. Ella è difatti una fanciulla incredibilmente colta che detesta i figli di papà ed il loro mondo di apparenza, falsità e vacuità mentale.
Ma, per qualche inspiegabile motivo, dopo qualche minuto di proiezione il Figo riesce a scoparsi Capotondi. Accecata dal potere del Fallo, Capotondi crolla dunque ai piedi del Figo, rinnegando il suo credo.
A questo punto compare un altro personaggio, che chiameremo La Stronza.
La Stronza, un'amica del Figo, inebetisce Capotondi (che dunque si rivela a noi in tutta la sua stupidità) convincendola a mettere da parte i suoi brufoli e i suoi vestiti da nonna. La porta dunque da un amico stylist che la fa diventare figa nel giro di un paio d'ore.
A quel punto Capotondi scopre che mostrando le tette può ottenere quello che vuole. Diventa infatti assistente di uno dei suoi professori senza neanche aver ottenuto la laurea triennale (?!?). Nel frattempo scopriamo che per pagarsi i vestiti di Gucci e Richmond, Capotondi ruba tanti soldini nella trattoria dove lavorava per pagarsi gli studi.
Ma è un periodo molto triste per Capotondi, che sente la mancanza del Fallo e scopre di provare dei veri sentimenti per il Figo, che nel frattempo si è scopato tutta Roma.
Con l'aiuto della Stronza, che le insegna una serie di regole fondamentali per essere figa (tra cui: i discorsi intellettualodi fanno schifo! “La cultura non ha ritmo”), riesce quindi a riconquistarlo, presentandosi pressoché nuda e senza occhiali (!) ad una festa presenziata al Figo. A quel punto si ubriaca di Absolut Vodka e si impossessa nuovamente del Fallo.
Capotondi si innamora poi pazzamente del Figo.
Nel frattempo scopriamo che una tizia di nome Strafiga è molto incazzata perché aveva fallito nel suo tentativo di scoparsi il Figo. Egli infatti l'aveva offesa terribilmente facendo in modo che il Fallo non reagisse minimamente di fronte ai suoi strusciamenti.
Strafiga si vendica su Capotondi -povera innocente- invitandola ad una festa in discoteca, che si svolgeva a sua insaputa ogni giovedì, durante la quale il Figo si denudava e poggiava le sue mani sui culi e sulle tette di alcune tizie, che poi prontamente si scopava.
Per vendicarsi, Capotondi finge di essere svanita nel nulla e, durante l'esame di Economia Politica (che da anche lei) (!!!), non passa le risposte al Figo.
A quel punto scopriamo che Capotondi è diventata una sottospecie di troietta corrotta, pronta a tutto per sistemarsi. Il Figo invece fa le ramanzine al padre, lo umilia davanti alla madre e lo accusa di non aver mai guardato il frutto della sua creatività, ovvero delle foto piene di tette e culi (che all'inizio del film Capotondi aveva denigrato, definendole “vuote). Tutto questo accade perché il Figo ha scoperto di amare davvero Capotondi.
Qualche tempo dopo il Figo va a fare l'esame di Comunicazioni di Massa e viene interrogato da Capotondi (???), che lo trova preparato e gli da 30. Il Figo infila nelle risposte delle accuse violente e delle dichiarazioni d'amore. A quel punto Capotondi impazzisce e, durante l'interrogazione successiva, si mette a rincorrere il Figo. Nell'ultima scena i due si baciano con passione sotto il sole (che ha un ruolo fondamentale all'interno della sceneggiatura).

A questo punto, se non avete proprio niente di meglio fa fare, vi invito a leggere la seconda parte del post, contenente alcuni frammenti della storia della mia vita. Tra di essi: Del Perché E' Bene Essere Orgogliosi del Proprio Status di Sfigati.

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26.11.07

Per un Ateismo Decerebrato ed Inconcludente (o: I Treni in Ritardo Stimolano la Riflessione Filosofica e Permettono di Dedicare Tempo alla Lettura)

Ci sono giorni in cui vorrei essere un ghiro. L'idea del letargo mi solletica non poco, in particolar modo in quegli istanti in cui realizzo di essere su un treno puzzolente diretto a Padova.
Quest'oggi ho cominciato il secondo periodo del primo semestre. Mi sono svegliata presto per andare a studiare nella biblioteca di facoltà un po' prima della lezione di Storia del Pensiero Sociologico. Una volta giunta in aula ho scoperto che il professore non c'era.
A Padova queste cose capitano abbastanza spesso. Immagino accada lo stesso in molte altre città universitarie, anche se mi è stato detto che il livello di disorganizzazione della mia facoltà è aumentato sensibilmente negli ultimi anni.
Sono ormai una pendolare rassegnata. Contemplo i ritardi dei treni con passiva desolazione. Quando scopro di aver sprecato due ore della mia vita in spostamenti inutili non faccio altro che cercare un libro nel mio zaino. Amo leggere finché occhi e cervello reggono, per dimenticare il mio Paese, Trenitalia e la mia amata facoltà di Scienze Politiche.
Quest'oggi, mente sfogliavo uno degli ultimi numeri dell'Internazionale, non ho potuto fare a meno sogghignare silenziosamente. Il motivo della mia ilarità era questa striscia di Max Cannon*.

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Da un paio di mesi mi sento come una studiosa delle religioni alle prime armi. Sto leggendo la Bibbia, in particolar modo in Nuovo Testamento, e l'interessantissimo “Sociologia dell'Islam” di Enzo Pace, per il mio esame di Sociologia della Religione. Ho letto inoltre “Dio non è grande” di Christopher Hitchens, “Contro Ratzinger” di un autore anonimo e “Apocalissi”, una raccolta di scritti dedicati ai vari libri della Bibbia.
Una nuova religione, che sto ancora delineando, sarà tra i “protagonisti” del mio romanzo.
La mia speranza è che, quando ne saprò abbastanza di religione, quando non sentirò più l'esigenza di definirmi atea per sottolinare costantemente e a chiare lettere la mia avversione per tutto ciò che implica il silenzio della ragione, allora potrò vivere in pace la mia vita.
Mia madre, che gravita tra culto cattolico, misticismo montanaro e meditazione, non apprezza il mio nuovo atteggiamento. Quando stavo studiando gli esistenzialisti avevo condiviso parte delle loro idee. Trovavo commovente il modo in cui Sartre parlava di ateismo come scelta razionale, non immune da soffrenza e talvolta da disperazione**.
Negli ultimi tempi invece ho constatato che, finché qualcun'altro dei miei parenti/amici non morirà, probabilmente sarò in grado di vedere la cosa da un diverso punto di vista. Convivo con la prospettiva di un Nulla che mi attende dietro l'angolo e non mi sento male quando ci penso. E' un obiettivo adolescenziale raggiunto.
Leggendo la striscia di Max Cannon ho pensato ai miei nonni cattolici, alle mille sette sciite che sto studiando, ai pentecostali, al misticismo folle di mia madre, ai mormoni, e via dicendo.
Credono tutti di avere ragione sull'Aldilà. Riderci sopra è il minimo che possa fare.


*Sull'Internazionale era stata tradotta in modo da risultare più semplice per noi italiani. Per chi non lo sapesse L.Ron Hubbard è il fondatore di Scientology.

**Non sono sicura che la mia idea della filosofia di Sartre abbia completamente senso, perché, come scrissi qualche tempo fa, la mia ex professoressa di filosofia è una suora. Di recente ho scoperto che a volte le sue lezioni sul pensiero di alcuni filosofi potevano dirsi fuorvianti. Ad ogni modo è grazie a lei che ho cominciato ad apprezzare questa materia di studio e gliene sono grata.

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