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21.10.07

Don't you cry tonight*

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Ieri sera, mentre stavo indossando i miei occhiali tartarugati, fui colta dal fulmine dell'ispirazione. Controllai l'aderenza dei miei anfibi al suolo e risi nascostamente.
Non ero ubriaca. Non avevo fumato.
Avevo però incontrato l'amico A., il cui vero nome è Luca. Tra di noi non c'è mai stato dialogo. In genere lui ama raccontare delle sue visioni, delle sue prese di coscienza dettate dall'abuso di sostanze stupefacenti e via dicendo.
Ieri si limitò a fare una serie di gesti riprodotti in loop per una decina di volte.

Mi chiesi dunque se quello era il massimo cui il collega ed io potessimo aspirare per sfogare la nostra ira infrasettimanale. Da ciò scaturì l'idea per una nuova rubrica, profondamente autoreferenziale, forse un tantino inutile. Tra vent'anni tornerò a leggere tutti i miei interventi e farò un grafico.
La nuova rubrica si chiama “Cosa ho fatto sabato sera” ed il suo scopo è quello di delineare in poche righe gli eventi che hanno fatto battere il mio cuore in quello che dovrebbe essere il momento più salvifico della settimana. Spero di poter dotare questo angolo di una ombreggiatura tragicomica, per rendervela più sopportabile.

E ora: Cosa Ho Fatto Sabato Sera pt.1 (20/10/07)

- 18.30: Mi reco al noto spritz bar Cancelletto in compagnia di Baldra e Giulia. Conversiamo amabilmente tentando di scaldarci con l'alcol. Baldra riceve via sms un invito per una cena soli-uomini a casa di Dada, il deprecando pantofolaio di cui già scrissi qui.
- Ora Imprecisata: Dopo aver accompagnato Giulia alla fermata dell'autobus Baldra ed io torniamo a piedi verso la mia dimora, dove ci nutriamo di minestra di dado vegetale. Guardiamo una puntata e mezza dei Simpsons in lingua originale.
- 21.30: Dopo aver constatato che nessuno sarebbe venuto al Cancelletto per partecipare a quello che è l'unico momento di aggregazione giovanile berica privo di discriminazione, Baldra ed io raccattiamo la macchina e andiamo a nutrirci presso la Birreria n°1, luogo solitamente pieno di famiglie e infestato da animali impagliati. Io mangio una bruschetta. Baldra mangia degli gnocchi e un'insalatina.
- 22.30: Ci rechiamo presso il Capannone Sociale, che ha riaperto di recente. Ovviamente è popolato dal popolo del No Dal Molin e da un numero sconvolgente di giovinetti.
- 22.35: Incontriamo A., che fa il mimo per noi
- 22.40: Scopriamo che l'entrata è gratis con la tessera Arci. Sfoggiamo dunque la nostra tessera Arci.
guns.jpg- 22.41: Constatiamo che il gruppo che sta suonando è una cover band composta da tre chitarristi, un bassista, un batterista e una cantante. Il repertorio oscilla tra Led Zeppelin, Guns 'n Roses e AcDc. La band, il cui intelligentissimo nome è Danger, suona per un periodo di tempo indefinito. I membri del gruppo sono giovani e conseguentemente accompagnati dai genitori, fatto incredibile per gli standard del Capanno. Dopo un po' guardo Baldra e affermo: “Manca solo Stairway to Heaven”. Egli aggiunge: “E Paradise City”.
E' dunque straordinario constatare che i due pezzi successivi sono proprio quelli citati. La band è orripilante. Si perde in assoli infelici e poco riusciti. La cantante ritiene opportuno mantenere lo stesso tono di voce per tutta la durata del concerto. Baldra ed io riflettiamo sul fatto che a Vicenza una cover band dei Pearl Jam o dei Radiohead sarebbe vista assai negativamente. Per non parlare di chi si scrive i propri pezzi.
- Ora Imprecisata: Si presentano sul palco degli sfigati ubriachi. Indossano magliette che ci permettono di classificarli come adepti dell'HC (Nabat, The Casualities, etc). Come prima cosa propongono un'intro durante la quale tentano di rappare delle bestemmie.
Quando cominciano a suonare il cuore di Baldra esplode di tristezza. Ce ne andiamo.
- 01.00: Una volta giunti a casa beviamo acqua di rubinetto. Poco dopo ci piazziamo davanti alla tv con la mia gatta grigia. Guardiamo una serie di cose a caso, tra cui l'inizio di Arma Letale 3, Marzullo e parti di un programma su Gambero Rosso sulla coltura del peperoncino.
- 2.00: Ci infiliamo nel mio letto, schiacciati come sardine.

[Mogwai: Don't Cry* (Peel Session) (Guns 'n Roses cover)]

28.10.07

Cosa ho fatto Sabato Sera pt.2

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Dopo aver intrapreso la via dello stordimento alcolico, contemplai i fiumi di villici che si riversavano in centro a causa della “Mezza-Notte Bianca”.
Ovviamente non si tratta di un simpatico gioco di parole; a Vicenza i Grandi Capi hanno realmente scelto quel nome, che a mio avviso non è altro che una gigantesca presa il culo.
Ad ogni modo la Notte Bianca di Vicenza è una delle nostre più cementicee certezze. Ogni anno suonano gli stessi gruppi, spesso addirittura nelle stesse piazze. L'angolo Giovani, ovvero lo spiazzo di fronte al bar Da Renato era inverosimilmente pieno di gente. Lì suonarono ben quattro band. Alcuni facevano emo generico, altri facevano emocore. Che gioia per le nostre stanche e impure orecchie!
Li insultammo con poco entusiasmo tra una canzone e l'altra.
Nell'angolo Giovani (che chiamo così solo perché il resto del centro era occupato da gente incartapecorita e sdegnosa) individuai gente del mio asilo, della mia scuola elementare, della mia scuola media, del liceo Pigafetta, dell'Istituto Farina, del catechismo, delle mie svariate compagnie. C'era inoltre la mia ex migliore amica che non mi rivolge la parola da quattro anni. Più o meno tutti, dunque.
Mentre cercavo di apparire normale nonostante la quantità ingente di spritz ingeriti troppo velocemente, mi scoprii intenta ad imitare il modo in cui il cantante di un gruppo emocore, che sul MySpace si autodefinisce erroneamente post hardcore, chiamato A Decadence History* stava presentando un brano.
Credo di aver insistito molto sulla mancanza di poesia dei giovani emo berici e sulla loro palese idiozia.
Dopo un minuto di soliloquio mi voltai e notai che una signora di mezza età mi stava lanciando uno di quegli sguardi che di solito a Vicenza sono riservati ai profanatori di chiese. Mi stupii, perché stavo indossando i miei occhiali tartarugati, che credevo capaci di farmi apparire intelligente.

Successivamente Baldra affermò che era il caso di andare al bar Astra per contemplarne la fauna. Dopo qualche resistenza mi accodai. Una volta giunti nel luogo in questione notai che stava suonando la stessa band ska dell'anno scorso. Qualche istante dopo Baldra vide Pacci e lo salutò, fatto che mi gettò in un catino di disperazione e mi spinse alla fuga.
Il resto della serata fu dedicato alla salubre attività del Pensare Ad Altro. Quando decisi di ritirarmi nelle mie stanze Baldra mi seguì fino a casa. Fu a quel punto che molto intelligentemente lo chiusi fuori.

[Fugazi**: Repeater]

*A Decadence History: band berica che non apprezzai soprattutto a causa dei loro testi imbarazzanti.
**Morte ai giovani emo che ignorano i loro padri.

09.11.07

Cosa ho fatto Sabato Sera pt.3

Ulan Bator @ Shindy, Bassano del Grappa

11.11.07

Cosa ho fatto Sabato Sera pt.4/Bolognina Revolution

1.Sono andata a bere un calice di rosso da due soldi al Cancelletto. Mentre sorseggiavo il vino in questione cercando di ignorare il freddo non ho potuto fare a meno di provare un pizzico di disprezzo per i miei statici concittadini alcolisti. Il fatto che persino Baldra -un giovane diplomatico come pochi- si sia sbilanciato pronunciando parole irose ha gettato una dose significativa di concime alle radici del mio nuovo credo*.
2.Una volta giunta a casa sono collassata sul divano con Baldra. Abbiamo ingerito qualche tazza di brodo vegetale dividendo una coperta gigante.
3.Abbiamo poi guardato “Decameron” subendolo stoicamente come una martellata sui denti.
4.Siamo andati a dormire presto per recuperare le energie dissipate venerdì a Bologna.

Il mio nuovo credo:
Vicenza non è solo terra di morte intellettuale. E' anche un luogo in cui essere sfigati è incredibilmente cool.

Per sfigati questa volta non intendo “giovinette tristi”, “gente disposta a fare 200 km di sola andata per un concerto” o “individui che provano disprezzo per l'ignoranza crassa in cui sono costretti a nuotare.”
Sto parlando invece di gente che non ha mai un letto un libro e se ne vanta, gente che afferma di amare la musica e che poi non compra MAI un solo disco, che va a vedere solo concerti di amici vari, contribuendo così al collasso dell'industria discografica e dei negozi che miracolosamente esistono ancora.
Siete voi gli sfigati. Voi e il vostro cuore arido. Voi e la vostra passione per tutto ciò che è vacuo.
Il vostro imbarazzante Totem, i vostri sabati fatti di alcol e vuoto siderale, le vostre crudeli occhiate.
La resistenza che ponete ad ogni accenno di vera novità.
Il vostro servilismo. Le banalità di cui farneticate.
La semplicità con cui togliete il saluto.

Anni passati a sopportare la deficienza e la crudeltà altrui sono implosi questo venerdì sera, mentre ballavo al Covo.
Ho guardato le persone della mia età che si muovevano intorno a me e mi sono sentita libera.
Non dovevo più mentire, ignorare le urla del mio spirito, annuire con diplomazia dicendo: “Sì, sì, certo. Hai proprio ragione.”
I miei problemi di adattamento non sono veri problemi.
Ora non resta che andarmene.

09.12.07

Cosa ho fatto Sabato Sera pt.5

Ieri sera mi sono addormentata ad un concerto di Giorgio Canali.

16.02.08

This Town Ain't Big Enough for Both of Us

max_weber.jpgPrima di studiare sociologia non credevo nella sociologia.
Eppure facevo sociologia spicciola senza rendermene conto.
Raccoglievo dati, tentavo di definire assiomi, scrutavo per anni gli stessi soggetti, proponevo questionari camuffati.
Per qualche settimana tentai la via della ricerca sul campo. Mi “sporcai le mani”, entrai al Totem, finsi interesse.
Trasudavo idiozia e scrivevo post divertenti.

Dopo la fine delle superiori archiviai qualche personaggio e non ricevetti più minacce di denuncia totalmente infondate.

Questa sera indosserò i miei anfibi più nuovi, necessari per sorreggermi quando sarò troppo instabile per camminare sui tacchi, e mi recherò a casa del diavolo. Il luogo in questione si trova non molto lontano dalla mia umile dimora, nell'area di Vicenza tradizionalmente adibita alla prostituzione. E' una discoteca minimal chic il cui target dichiarato è “over 26”.
Dopo mesi e mesi di trattative e svariati rendez-vous andati in fumo, cenerò finalmente in compagnia dei miei ex compagni di classe.
L'odio che ci unisce è palpabile. Una cena in discoteca è stato l'unico argomento capace di porre fine anni di isteria mal celata.

Come mi colloco io in tutto questo? Senza dubbio tra i vinti.
-Studio Scienze Politiche a Padova, dunque sono una fancazzista drogata, una povera di spirito con i vestiti marci.
-Non ho ancora scritto un nuovo libro. Quando mi verrà posta la domanda di rito, dovrò rispondere che ho fallito.
-Odio le discoteche. Difficilmente riuscirò a non lamentarmi. Inoltre non so come vestirmi.
-Odio le discoteche. Specialmente quelle dedite all'house. L'unica via d'uscita è l'ubriachezza molesta.
-Avrei potuto declinare l'invito, ma non l'ho fatto perché sono una sentimentale viscida e calcolatrice.
-Non fumo. Mentre tutti faranno accattivanti pause-cicca io mi guarderò intorno trattenendo le lacrime.

Durante la serata farò del mio meglio per immagazzinare informazioni interessanti.
Aspettatevi dunque un post di revival in stile blog defunto.

25.03.08

Offlaga Disco Pax @ CSC, S.Vito di Leguzzano (VI) (21/03/08) + Settlefish @ Capannone Sociale, Vicenza (22/03/08)

Vicenza è un luogo infernale in cui la musica indie viene immancabilmente presa a bastonate. La natura ignava del berico si scontra con la voce della sua Terra. I messaggi della Terra sono immancabilmente in dialetto e parlano di Lavoro, Impresa e Senso del Dovere.

Queste sono le prime righe del mio post relativo al ridente fine settimana musicale appena trascorso, che ha visto comparire in territorio vicentino addirittura due band rilevanti.
Quest'oggi lo trovate nella vetrina di Vitaminic. Da domani scivolerà nell'archivio.
Siete liberi di commentare qui sotto.

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