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Concerti Archives

27.07.07

Little Monsters

comaneci3big.jpgDi recente narrai di episodi drammatici della mia inutile e vacua esistenza, durante i quali mi sentii provinciale ed incompresa più che mai.
Il particolar modo il mio spirito s'intorpidì quando il collega Baldra ed io fummo accusati di essere privi di spirito d'iniziativa.
L'assurda teoria che udii era più o meno questa: se nelle vostre terre d'origine non succede mai un cazzo è colpa vostra. Se vi impegnaste e organizzaste qualche serata la gente ne sarebbe lieta e vi parteciperebbe.

Questa è più o meno l'accusa più offensiva che mi sia stata rivolta negli ultimi due anni, un periodo in cui fui sbeffeggiata e derisa con una frequenza significativa. Di per sé potrebbe sembrare una delle mie grandi Paranoie di Giovane Frustrata. In realtà affermare ciò è girare il coltello in una piaga che non si rimarginerà mai e che è negli ultimi tempi si è riempita di pus.
Come ben sapete, Vicenza è una di quelle cittadine che paiono paeselli.
Essa è in provincia di Padova, ha un'università invisibile fatta di sedi distaccate di poli stranieri, è nota per i suoi marmi palladiani e la leggenda secondo cui le persone come me sarebbero solite mangiare i gatti. Tutto qua.
Affermare che se io mi impegnassi in qualche modo la situazione cambierebbe è dunque spaventosamente falso. Avendo subìto l'ingerenza del cattolicesimo nella mia vita in modo tragico mi permetto di abusare di una terminologia che non mi appartiene: quella teoria è una bestemmia.

Per provare la veridicità della mia tesi e demolire una volta per tutte quelle assurde e riprovevoli seghe mentali da persona sovrastimolata culturalmente mi sono basata sulla pratica e ho raccolto dati.
L'evento che Baldra ed io decidemmo di utilizzare per stilare un report fu il concerto di ieri sera dei Comaneci, una pregevole band di Ravenna che tutti voi dovreste conoscere ed amare incondizionatamente. La loro visita in terra vicentina fu proverbiale. Avevano infatti suonato la sera stessa in cui io ed il collega fummo accusati di essere dei falsi. Ci trovavamo a Bologna, città nota per il mostruoso numero di concerti od eventi d'interesse generico che si sovrappongono quasi ogni sera.

La prima fase del progetto prevedeva la propaganda mediatica. Disponendo dell'utile e costosa Vodafone Summer Card io e il collega ci impegnammo ad inviare un sms contentente un'esaltatoria pubblicità dell'imminente concerto dei Comaneci a tutti i vicetini di nostra conoscenza. Per tutti intento anche persone deprecabili con cui non avevamo più rapporti da anni, gente che abbiamo visto una volta e di cui non ci ricordavamo più la faccia. Tutti.
Successivamente io ne scrissi sul mio blog, linkando il pregevole MySpace dei Comaneci, di modo che chiunque potesse udire una selezione dei loro brani.
Durante la seconda fase del progetto ci recammo presso il nostro centro d'aggregazione prediletto, lo spritz bar Cancelletto, situato nei pressi di Piazza dei Signori, all'interno in una zona assai ristretta dove risiedono tutti i più significativi e frequentati spritz bar di Vicenza. Essi tendono ad essere in voga a rotazione, anche se il Cancelletto rimane per noi il luogo presso cui lo spritz è più buono e più economico. Esso è frequentato da un buon gruppo di persone pregevoli, alcune delle quali (tre o quattro) hanno un sano interesse per la musica degna. Fu così che sbandierammo l'evento serale e chiacchierammo amabilmente brindando ai Comaneci.
La terza fase del progetto preveva il recarci in giro per la città a raccogliere le poche persone interessate all'evento e impossibilitate a muoversi per qualche motivo.
Ricapitolando:
1.Abbiamo fatto davvero un sacco di pubblicità al concerto mandando sms e scrivendone online.
2.Abbiamo inseguito i pochi ascoltatori di musica degna della città per avvisarli.
3.Abbiamo accompagnato chi non sarebbe potuto andare Perarolo con mezzi propri.
Risultato?
Al concerto c'erano quasi solo persone interessate a mangiare maiali e a bere vino.
Le persone che dimostrarono di aver apprezzato veramente l'evento erano all'incirca dieci.
C'era mio padre, Marta, Faso, Pette con un amico, Al3sim e pochi altri.
Molti di quelli che ad inizio concerto si erano seduti al suolo millantando espressioni facciali da grande intenditore di musica se n'erano già andati dopo quaranta minuti, a dimostrazione della loro incredibile passione per l'arte.
Qualche maledetto bastardo aveva lasciato i figli isterici sotto il palco che, essendo dei bimbi presumibilmente delle elementari, erano iperattivi e rompicazzo. C'era poi chi faceva amabilmente conversazione, comportandosi proprio come se le persone che stavano suonando per loro non esistessero.
A questo punto credo di poter affermare con certezza che noi non meritiamo tutto questo, come invece sosteneva la mente illuminata che ci insultò a Bologna.
A nulla valsero il nostro impegno e la nostra dedizione.
A Perarolo ci limitammo ad ignorare le urla isteriche degli infanti e dei vecchi ubriachi.
Oramai siamo pronti a tutto.

Tra le persone che non sono venute ricordiamo:
-Dada, che ha preferito andare a rinchiudersi al Sartea come un analfabeta arteriosclerotico perchè Perarolo è troppo distante da Vicenza (11km scarsi) e la musica (la musica in genere, non “la musica dei Comaneci”) non gli piace.
-le circa centocinquanta persone che non hanno risposto ai nostri messaggi ma che erano a Vicenza e che con ogni probabilità non avevano un cazzo da fare.

Grazie! E' anche per merito vostro se viviamo in una città edificata sul letame.
Ringraziamo inoltre la redazione di CityLights, il mensile cittadino su cui dovrebbero comparire le attività culturali della provincia, per aver bellamente ignoranto il concerto dei Comaneci.
Grazie!

Leggi la mia recensione del concerto dei Comaneci su Vitaminic
Leggi il pregevole post di Marta sul concerto di ieri
Leggi le elucubrazioni di Baldra sul concerto dei Comaneci e sulla vacuità berica
Guarda un video del concerto (sotto)



[Comaneci "I'll be back soon" (demo version)]

23.08.07

Paris is Burning

Immag002.jpgTra non molto sarò su uno splendido treno notturno che mi condurrà in quel di Parigi. Ad attendermi c'è il Rock en Seine.
Sono alquanto isterica poiché questo è il primo vero festival della mia vita, con tanto di tenda, probabile diluvio e via dicendo.
Una volta tornata ne parlerò sia qui sia su Vitaminic.
Se siete particolarmente interessati all'evento potrete bearvi con qualche aggiornamento in diretta qui.
Io torno martedì mattina. Nel frattempo saluti amorevoli a tutti.

Il cielo si sta incredibilmente rasserenando.
Forse perché sta accogliendo la mia amatissima Subaru M80.
Oggi pomeriggio infatti le ho detto addio.
Ho raccolto i tappettini con i teschi, i mille gadgets dell'Ikea e poco altro.
Ora Mater possiede una nuova macchina. Io mi limito a prenderla in prestito.

[St. Vincent “Paris is Burning”]

03.09.07

You've got everything Now (1/2)

L'estate si è definitivamente chiusa, perché prima di uscire la sera ci portiamo dietro una felpina. Io sono così morta dentro che userei la mia gatta più affabile come sciarpa, ma ho paura che fugga e venga investita.

E' un periodo in tutto e per tutto straziante. Siamo stati dieci giorni ad Amsterdam e abbiamo goduto di ogni dettaglio. Poi altri quattro giorni a Parigi per il Rock en Seine, immersi nel fango.
Ora rimembro tutto ciò, bevendo succo alla pera, che è la mia droga, e per poco non cado a terra sibilando imprecazioni varie.
Baldra ed io abbiamo consolidato il nostro rapporto. Ora sappiamo con certezza che è necessario andarcene al più presto da qui. Fanculo l'università. Fanculo gli amici, o presunti tali. Fanculo tutto.
Da quando sono tornata sento rabbia allo stato puro dentro il mio stomaco.
Faccio a pezzi i giornali. Persino Repubblica.
Mi innamoro delle piante, ma non le so gestire.
Sono continuamente da scossa da istinti omicidi.
Tendo a stordirmi fin troppo frequentemente con l'alcol, cosa che sono arrivata a deplorare, perché a Vicenza è ancora paurosamente fashion, in quanto va a sostituire cose pregevoli come i concerti dei Comaneci.

Questa sera nella mia ridente città suonano gli Zero Assoluto.
Sento la puzza di eccitazione infantile nell'aria.
Qualche giorno fa invece ci recammo alla sagra di Sant'Andrea, senza sapere quale fosse il programma della serata. Poggiammo i nostri piedi sul noto asfalto e per poco non vomitammo.
C'erano i Vanilla Sky. Ovviamente tutte le giovini beriche che siamo soliti osservare in centro erano lì, in tenuta emo. Tutta la città era lì, dato che da noi in media c'è un "evento" a settimana. C'era addirittura chi osò dire: mi fanno schifo gli emo, però oggi mi sono vestita così per ridere. Ah Ah Ah.
Quanto sto ridendo!
La moda emo ha inebetito il mio popolo. Quest'estate pare si siano tutti tinti i capelli di nero, ma dubito fortemente che abbiano mai ascoltato il genere da cui proviene quel look.
Io odio gli emo. Rubano frammenti di mode da altre categorie umane. Mi impediscono di portare i miei vecchi vestiti. Infestano il mio bar, il mio quartiere, la mia biblioteca, la mia università.
Vedere degli adulti che pagavano la bellezza di cinque euro per assistere ad una tristissima performance dei Vanilla Sky mi ha quasi spinta alle lacrime.

Ieri volevo uccidere Baldra, forse perché lo amo e non voglio che soffra.
Forse perché tutta questa quiete mi disturba.

Non avrò pace finché non me ne sarò andata all'estero.

[The Flying Burrito Brothers “Down in the Churchyard”]
[The Slits “Typical Girls”]

29.09.07

Le Grandi Attività Culturali di Vicenza pt.4

Ci sono sere in cui, nonostante la totale assenza di eventi in terra berica, Baldra ed io decidiamo di sfidare il nulla e di uscire di casa.

Qualche settimana fa ci trascinammo alla sagra dell'Aracoeli.
Ciò che vedemmo, e che ho riportato qua sotto, è il quarto capitolo della sfortunata serie Le Grandi Attività Culturali di Vicenza, detto anche Quant'è bello deridere il tuo prossimo incompetente.



Ignoro il nome della band. Anche se dubito vi possa interessare.

09.10.07

Every Artist Needs a Tragedy

Sabato scorso toccammo il fondo.
Ci lanciammo in un folle giro della città recandoci ovunque ci fosse una parvenza di vita.
Dopo aver ingoiato vaghe reminiscenze di terrore, ci recammo al Sabotage Bar, dove qualche mese fa un eroinomane distrusse un finestrino della mia indifesa Subaru piegando la portiera anteriore destra.
Suonavano gli OJM, una band di cui avevamo già sentito parlare da qualche parte.
Dopo due minuti di esibizione per poco non vomitai davanti al palco. Ma evitai di farlo, perché ero circondata da uomini nerboruti poco rassicuranti.
Per la cronaca: gli OJM sono una band di Treviso che a breve partirà per un mini tour negli States. Fanno una sorta di hard rock anni '70 che incontra lo stoner. Potrebbero sembrare dei Led Zeppelin vestiti male muniti di cantante bruttissimo e con una voce orripilante. O in alternativa dei Wolfmother con un cantante dello stesso tipo, tutti dediti al recupero di amplificatori valvolari ed ignari del buon gusto.
Dopo aver constatato che ci stavamo facendo solo del male, scappammo di corsa.
A differenza di quanto ci era stato precedentemente comunicato, il Capannone Sociale era chiuso. Il suo popolo ha posto radici al Presidio Permanente. Questo non è che uno dei fatti deleteri connessi all'imminente edificazione della Ederle 2.
Abbandonammo dunque la zona industriale e ci recammo in via Quadri, dove da qualche anno sorge lo sfortunato Lynx Club, ex Midian.
Lì scoprimmo che l'entrata costava sei euro, una cifra improponibile per vedere i Cut, una band totalmente inutile del catalogo Homesleep.
battles200.jpg
Tutto ciò che volevo era ballare in pace, possibilmente da ubriaca, perché il Lynx è sempre vuoto, come testimonia questa vecchia foto, e io tendo ad imbarazzarmi facilmente.
Sono troppo povera per pensare di investire soldi in qualcosa che mi fa venire voglia di spararmi.
Sono masochista perché voglio ballare i Battles e qui pare che nessuno li conosca.
Il Totem ha riaperto. E' rincominciata la stagione dello scazzo serale, dell'esodo di massa verso discoteche costosissime piene di gente di merda, degli spritz che ti congelano le mani fuori dal Cancelletto.
Nel fine settimana ci guardiamo negli occhi e pensiamo: “droga”.

Come se non bastasse è ricominciata l'università e nel primo periodo del semestre corrente mi trovo a dover affronare sei ore buca. Il mercoledì sette. Vivo sulla mia pelle la mancanza di rispetto per i pendolari.
Ieri sono stata insultata da un tizio di mezza età che non approvava il modo in cui avevo parcheggiato la mia bici fuori dalla stazione. Gli ho detto: “Sì” e ho pianto mentalmente. Era troppo buio perché potessi reagire diversamente.

Mi conforta la certezza che nei prossimi tre anni non riuscirò ad andarmene da qui.
Nel frattempo contemplo le fonde della mia pianta dell'Ikea. Non so che pianta sia, perché sono cresciuta sull'asfalto, però è bella.

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In chiusura vi segnalo una serie di band che a mio avviso dovreste ascoltare. Io l'ho fatto e guardate come sono leggiadra e gaudente!

No Age:
"Weirdo Rippers" è uscito quest'anno per la Fat Cat. Non è un album, ma una sorta di raccolta di tutti i brani contenuti negli (introvabili) ep che i No Age hanno pubblicato negli ultimi tempi per svariate etichette statunitensi.
Compariranno senza dubbio nella top 10 dei miei dischi dell'anno.
- "Every Artist Needs a Tragedy"

Asobi Seksu:
E' da poco uscita (per One Little Indian) la ristampa del primo album omonimo. Tra qualche giorno ne scriverò su Vitaminic.
E' probabile che non capiate alcuni dei testi. Sono in giapponese :)
- “I'm So Happy But You Don't Like Me

Nervous Cabaret:
Nusrat Fateh Ali Khan incontra i Clash, Captain Beefheart e i Kocani Orkestar. Ne ho scritto oggi su Vitaminic.
-“Instant Lady

Hella:
Gente dedita ad un rumore à la Cedric Blixer-Zavala ed apprentemente fatta di acidi che ci regala brani straordinari come “Anarchists Just Wanna Have Fun”. Qui ne ho scritto più approfonditamente.
-“Hand that Rocks the Cradle

Land of Talk:
Amo la loro sconvolgente inutilità. Da qualche giorno non faccio altro che ascoltarli ballando da sola. Baldra dice che ricordano i Cardigans.
-“Summer Special

Forse un giorno guarirò da questa malattia che mi fa odiare l'indie pop svedese. Non sono ancora riuscita ad ascoltare tutto “Night Falls Over Kortedala” di Jens Lekman. Al secondo brano mi viene voglia di distruggere tutto quello che mi circonda.

28.10.07

Cosa ho fatto Sabato Sera pt.2

emo.png
Dopo aver intrapreso la via dello stordimento alcolico, contemplai i fiumi di villici che si riversavano in centro a causa della “Mezza-Notte Bianca”.
Ovviamente non si tratta di un simpatico gioco di parole; a Vicenza i Grandi Capi hanno realmente scelto quel nome, che a mio avviso non è altro che una gigantesca presa il culo.
Ad ogni modo la Notte Bianca di Vicenza è una delle nostre più cementicee certezze. Ogni anno suonano gli stessi gruppi, spesso addirittura nelle stesse piazze. L'angolo Giovani, ovvero lo spiazzo di fronte al bar Da Renato era inverosimilmente pieno di gente. Lì suonarono ben quattro band. Alcuni facevano emo generico, altri facevano emocore. Che gioia per le nostre stanche e impure orecchie!
Li insultammo con poco entusiasmo tra una canzone e l'altra.
Nell'angolo Giovani (che chiamo così solo perché il resto del centro era occupato da gente incartapecorita e sdegnosa) individuai gente del mio asilo, della mia scuola elementare, della mia scuola media, del liceo Pigafetta, dell'Istituto Farina, del catechismo, delle mie svariate compagnie. C'era inoltre la mia ex migliore amica che non mi rivolge la parola da quattro anni. Più o meno tutti, dunque.
Mentre cercavo di apparire normale nonostante la quantità ingente di spritz ingeriti troppo velocemente, mi scoprii intenta ad imitare il modo in cui il cantante di un gruppo emocore, che sul MySpace si autodefinisce erroneamente post hardcore, chiamato A Decadence History* stava presentando un brano.
Credo di aver insistito molto sulla mancanza di poesia dei giovani emo berici e sulla loro palese idiozia.
Dopo un minuto di soliloquio mi voltai e notai che una signora di mezza età mi stava lanciando uno di quegli sguardi che di solito a Vicenza sono riservati ai profanatori di chiese. Mi stupii, perché stavo indossando i miei occhiali tartarugati, che credevo capaci di farmi apparire intelligente.

Successivamente Baldra affermò che era il caso di andare al bar Astra per contemplarne la fauna. Dopo qualche resistenza mi accodai. Una volta giunti nel luogo in questione notai che stava suonando la stessa band ska dell'anno scorso. Qualche istante dopo Baldra vide Pacci e lo salutò, fatto che mi gettò in un catino di disperazione e mi spinse alla fuga.
Il resto della serata fu dedicato alla salubre attività del Pensare Ad Altro. Quando decisi di ritirarmi nelle mie stanze Baldra mi seguì fino a casa. Fu a quel punto che molto intelligentemente lo chiusi fuori.

[Fugazi**: Repeater]

*A Decadence History: band berica che non apprezzai soprattutto a causa dei loro testi imbarazzanti.
**Morte ai giovani emo che ignorano i loro padri.

09.11.07

Cosa ho fatto Sabato Sera pt.3

Ulan Bator @ Shindy, Bassano del Grappa

05.02.08

Un imperativo morale.

teen.png

Sabato 9 febbraio Baldra ed io mettiamo i dischi al Capannone Sociale.
Se siete di Vicenza e dintorni sappiate che la vostra presenza è obbligatoria.

Al momento la playlist è incerta, motivo per cui non ho ancora avuto modo di far sparire il casino che c'è nella mia camera. Ogni abbozzo di pulizia porterebbe inevitabilmente alla vanificazione della selezione dei dischi, che giacciono sparsi sull'intera superficie della scrivania, sul comodino e forse anche sul pavimento.

Vi basti sapere che esordiremo con del buon post-punk arcaico, in sintonia con il suono dei berici Dogma. Successivamente ci limiteremo a mettere quel genere di cose molto accattivanti che non sentirete mai al Totem.

N.B.: Non abbiate paura! Il Capannone Sociale non è il covo di comunisti puzzolenti di cui avete sentito parlare! E la musica indie non fa venire i brufoli!

12.03.08

Teenage Lobotomy: Un Simpatico Contest

engels.png

Vicenza è una terra frammentata.
Conosco persone che frequentano il Presidio Permanente e che al contempo trovano disgustosa l'idea di mettere piede al Capannone Sociale, pur sapendo che i due luoghi sono gestiti dagli stessi individui.
Ci sono berici di sinistra che evitano il Capannone perché si considerano troppo puliti per quel genere di ambiente.
I giovani di destra ne stanno alla larga poiché temono di essere pestati a sangue.
Gli ignavi permangono nella loro immobilità, scegliendo luoghi tradizionalmente considerati normali.

Sabato 22 Baldra ed io metteremo i dischi al Capannone Sociale (prima e dopo il concerto dei bolognesi Settlefish), presentandoci sotto forma di Un Pezzo della Redazione di Vitaminic.
L'ultima volta la serata è andata molto bene, anche se siamo stati platealmente piantati in asso dalla gente che avevamo contattato.
Per incentivare la presenza di lettori veneti di questo instabile blog ed evitare l'insorgere di una crisi esistenziale, ho deciso di organizzare un Simpatico Contest.
Al primo essere umano che mi si presenterà al Capannone dicendo di aver letto questo post, io donerò una scarna compilation ad edizione limitata (una sola copia numerata!), che realizzerò nei prossimi giorni.

Vi attendo numerosi!

25.03.08

Offlaga Disco Pax @ CSC, S.Vito di Leguzzano (VI) (21/03/08) + Settlefish @ Capannone Sociale, Vicenza (22/03/08)

Vicenza è un luogo infernale in cui la musica indie viene immancabilmente presa a bastonate. La natura ignava del berico si scontra con la voce della sua Terra. I messaggi della Terra sono immancabilmente in dialetto e parlano di Lavoro, Impresa e Senso del Dovere.

Queste sono le prime righe del mio post relativo al ridente fine settimana musicale appena trascorso, che ha visto comparire in territorio vicentino addirittura due band rilevanti.
Quest'oggi lo trovate nella vetrina di Vitaminic. Da domani scivolerà nell'archivio.
Siete liberi di commentare qui sotto.

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