Avere lezione fino alle otto o alle nove di sera non è bello, come potrete immaginare anche voi. Non è bello soprattutto se il tuo intelletto è stato ininiterrottamente massacrato per dieci, dodici ore.
Quando entri in aula constatando che mezza facoltà è già buia e che gli ultimi superstiti sono i disperati che trascorrono la loro intera esistenza nell'aula studio bunker [a Trento vanno molto le aule studio interrate e conseguentemente prive di illuminazione naturale], sai già che ne uscirai sotto forma di bidoncino dell'umido, dove tutta la tua gioia di vivere e la tua spensieratezza si stanno decomponendo poco a poco.
Però tu ci vai lo stesso a lezione alle sette di sera, a fare questi corsi opzionali di inglese C1b e di analisi della conversazione, perché è solo e soltanto in quelle date circostanze che riesci a convincerti di essere nel posto giusto, nonostante tutto.
Sì, ok, l'analisi della conversazione non ti è ancora così chiara, ma se non altro ti sono chiari tutti quei discorsi non spendibili sul mercato del lavoro che ne rappresentano le premesse. Quelli che Goffman fa ne "L'ordine dell'interazione", per (non) interderci. E ciò che dice il signor Garfinkel.
Al corso di inglese ci vai per rispolverare, riassettare e riscoprire. In previsione di un bando che potrebbe condurti altrove.
Ecco. Vai dunque a lezione all'ora di cena. A volte resti fuori a bere uno spritz aperol a tre euro e trenta centesimi con le tue colleghe e il tuo Collega, investendo ciò che resta delle tue energie nel gossip, nella nostalgia del clima patavino e nello scambio di nuove, vitali informazioni su questo e quest'altro corso.
Quando torni a casa non c'è più nulla che possa ridestarti. Nulla. Non Porta a Porta. Non Santoro. Non l'ennessimo reality show di merda su Mtv.
Mangi il tuo riso basmati biologico e semiscondito in catalessi finché, girando a caso tra i canali del digitale terrestre, non ti imbatti in una cosa terribile.
Una cosa terribile che si chiama "Adolescenti: Istruzioni per l'uso" e che ben presto identifichi come un nuovo programma di La7.
Guardi la puntata dall'inizio alla fine, rapita dal modo in cui un problema di comunicazione tra madre e figlia quidicenne viene progressivamente declinato come un problema esclusivamente della ragazza. Il format prevede la presenza di una psicologa o di uno psicologo, denominati per l'occasione "coach".
Il coach entra nella vita della famiglia oggetto della puntata analizzando "immagini di repertorio", dalle quali emerge in modo lampante una rottura tra genitori e figli. Nel caso della punta visionata ieri sera, una madre poco espansiva impedisce alla figlia di chattare su MSN e critica fortemente i suoi gusti in fatto di abbigliamento (tendenzialmente scollacciato) e di trucco (vistoso). La figlia depreca la madre per questo e continua a chattare su MSN biascicando imprecazioni.
La psicologa/coach analizza ciò che abbiamo appena visto dicendo che c'è un problema di comunicazione tra le due e gettando poi su di noi un'informazione che, nel caso in cui fino a quel momento avessimo simpatizzato per le istanze della figlia, ci farà sicuramente cambiare idea. A quanto pare la madre ha impedito alla giovane di Sharon di usare la chat di MSN perché tempo addietro quest'ultima vi pubblicò delle sue foto in cui compariva in mutande e reggiseno.
E' qui che l'ago della bilancia viene spostato per la prima volta. La coach, che fino a quel momento era parsa abbastanza imparziale, focalizza la sua attenzione solo ed esclusivamente su Sharon, facendo così passare un messaggio molto chiaro: Il problema è dei figli; sono loro che devono mutare per adeguarsi ai desideri dei genitori.
Come emergerà poi dalla visione della puntata, buona parte dello spazio è dedicato a Sharon e al percorso ch'ella deve intraprendere per diventare una buona figlia. I genitori non vengono considerati, come se essi non avessero peso nell'equazione della comunicazione domestica. Sono figure statiche, che vengono allontanate da casa "per prendersi una vacanze". Il dato implicito è che al loro ritorno troveranno una Sharon diversa, più aperta e disposta a condividere i suoi segreti (in barba al fatto che la segregazione degli spazi e l'emersione di segreti sono parte integrante e fondamentale del processo di crescita di una persona).
E' dunque Sharon l'unica a dover intraprendere il percorso che dovrebbe migliorarne l'atteggiamento nei confronti della sua famiglia. Per fare ciò, la coach la porta in Liguria, dove le farà fare una passeggiata in spiaggia e la costringerà poi a scrivere una pagina di diario sulle sue emozioni. Tale pagina verrà poi trasformata nel testo di una canzone con l'aiuto di un Emerito Nessuno (che a quanto pare ha partecipato a X-Factor).
Sharon ed Emerito Nessuno ("grande cantautore", secondo la coach) compongono così una canzone nel giro di venti minuti e la registrano anche. Successivamente la coach la fa lavorare per un paio d'ore in un centro di animazione per bambini, dove ella si dimostra competente. La coach non perde l'occasione per sottolineare che il successo di Sharon è dovuto alla sua indole dolce e premurosa, il che ti porta a pensare che, se l'adolescente protagonista della puntata fosse stato un ragazzo, di certo non gli avrebbero fatto svolgere lo stesso lavoro, così coerente con le "innate virtù femminili". Lo avrebbero mandato a scalare una montagna, a caccia di bisonti o ad iscriversi ad un corso di laurea di Ingegneria.
Il sospetto che la trasmissione sia una scemenza, in cui per altro vengono rinsaldati i soliti stereotipi di genere, trova conferma nell'ultima parte del "percorso" di Sharon. E' qui che il programma si rivela per ciò che è: l'ennesima declinazione del format del "make-over", questa volta in salsa pseudo-psicologica.
Dopo aver scoperto che Sharon ha tutte le carte in regola per essere una giovane donna per bene (ricordiamo che è dolce e premurosa), la coach le presenta una stylist e una truccatrice, che la costringono a scegliere vestiti che non la convincono e a truccarsi in un certo modo (usando comunque una tonnellata di fondotinta, per la cronaca). Sharon non dice niente, ma si vede benissimo che non è convinta di ciò che la stylist sta scegliendo per lei.
Alla fine della trasmissione madre e figlia si riuniscono. Figlia trucca Madre (che non ama dipingersi la faccia, ma accetta comunque la tortura per trovare uno spazio d'incontro con la prole), Madre e Padre ascoltano la canzone che Figlia ed Emerito Nessuno hanno scritto e poi tutti si abbracciano e si vogliono tanto bene. Nel frattempo la coach se ne va, come una novella Mary Poppins.
Alla fine del programma non sai se ridere o piangere. Ti alzi dalla sedia della cucina, fai i cinque passi necessari a raggiungere il letto e crolli addormentata. I piatti restano da lavare.
E' confortante sapere che, per quanto io mi distragga o dedichi ad altro, Elena Donazzan continuerà a fare dichiarazioni ridicole o a redarguire colleghi e colleghe colpevoli di tutti i mali del mondo. 



Aspettavamo con ansia l'ennesima edificante dichiarazione di Elena Donazzan, che molti di voi ricorderanno come assessore all'istruzione della Regione Veneto. E la bassanese non si è fatta attendere più di un paio di giorni.
Amore 14 è dunque uno di quei film la cui la cui stupidità è tale da mettere in imbarazzo anche una fetta significativa del suo presunto target: le adolescenti isteriche. Non avendo letto il libro, scavo nei miei ricordi alla ricerca del 



