
Sperando che l'inverno finisca presto e che la primavera porti tanti adorabili roditori nei nostri giardini.

Sperando che l'inverno finisca presto e che la primavera porti tanti adorabili roditori nei nostri giardini.
Come ben sapete, sono una grande amante della polemica sterile.
Si tratta senza dubbio di una delle poche cose che mi tengono in vita, considerando quanta poca soddisfazione mi dà questa città di morti.
Vista la scarsità di soggetti cui sottoporre le mie arringhe insensate e le soventi minacce di defenestrazione provenienti dai miei irati genitori, ho deciso di considividere parte delle mie riflessioni con voi, Amati Lettori.
Quest'oggi l'oggetto della mia analisi poco seria è il video di "Kings and Queens" dei 30 Seconds to Mars, una band che ho sempre ignorato, probabilmente perché costruita per rispondere alle esigenze di un target in cui non rientro. Quel genere di target che comprende gente che va in visibilio di fronte ad un video da svariati milioni di dollari e roba simile.
Quindi, premesso che l'unica cosa che so dei 30 Seconds to Mars è che il leader della band è Jared Leto, a me noto esclusivamente come attore, chiedo remore per l'incompletezza di ciò che segue.
Ma veniamo al dunque.
Cosa mi turba di questo video?
Quando lo vidi per la prima volta su Mtv mi lasciò dubbiosa.
Cos'erano tutti quei ciclisti? Perché alla fine del video sembra che vadano a suicidarsi giù dal molo? Che senso ha la vicenda del tizio che viene investito e che poi si rialza come se niente fosse? È forse un superuomo? Un dio? Un'incarnazione di Santa Caterina da Alessandria (protettrice dei ciclisti)? E il cavallo? Che senso ha il cavallo?
Il video è forse un riferimento alla pratica chiamata Critical Mass? Se sì, che senso ha se viene praticata di notte, con le strade deserte? Nessuno, ovviamente.
Quindi, se non è Critical Mass, che cos'è? Generico nulla? Qualcosa che vuole sembrare accattivante, cool, politicamente schierato?
Apparentemente sì, a giudicare dal trionfo di splendidi/e ciclicisti/e e dallo sfoggio di iconografia palesemente banksiana.
Per trovare una risposta a tutte queste attanaglianti domande, mi rivolsi a Wikipedia. In un'intervista citata nella pagina dedicata al singolo "Kings and Queens", il nostro amico Jared Leto, che è anche il regista del video, afferma:
"Ma l'idea della biciclettata notturna... Ho alcuni amici che stavano partecipando a Critical Mass, Crank Mob e People's Ride a Los Angeles ed è una di quelle cose scoperte per caso, quando alcune persone hanno cominciato a parlarmene. Poi un mio amico ha cominciato ad avere l'attrezzatura, poi un altro ancora... Ho pensato che il mondo fosse davvero interessante e che potesse essere un bellissimo sfondo per il nostro video."
D'accordo Jared, il video ha un certo impatto. Non per niente mi ha spinta a scrivere questo post.
Eppure non penso che delle motivazioni estetiche giustifichino l'uso che qui viene fatto di una pratica con un forte significato politico. Il modo in cui è stata trasposta la fa sembrare una semplice parata di gente in bici.
Soprattutto se facciamo riferimento ad un'altra dichiarazione di Jared Leto, che spiega la scelta di girare il video a Los Angeles:
"Penso che questa città sia un posto bellissimo di notte, le strade deserte. È come se fosse un paesaggio dimenticato... Molto sereno." (da Wikipedia)
Ora, che senso ha collocare una scena di critical mass in un posto dove non c'è traffico? Non ci vuole un genio per rispondere a questa domanda.
E non apro parentesi sul numero esponenziale di fixed bike che compaiono nel video, altrimenti potrei scrivere per altri due giorni.
In conclusione, pare proprio che il video di "Kings and Queens" millanti un'anima che non ha. E pensare che qui in redazione (=nel mio cervello) speravamo che si trattasse di un qualcosa di pregevole, di cui poter scrivere con gioia.
Pare che ci siano casini al magazzino delle Poste di Vicenza. Il penultimo numero di Internazionale mi è arrivato questa mattina. Ho finito per leggere il mio oroscopo online.
Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Rimango sempre sconcertato quando, parlando dell'influenza di Saturno, certi astrologi intonano il gospel del pessimismo cosmico. Secondo me il pianeta degli anelli ci fa il regalo più grande che possiamo immaginare: ci stimola a diventare quello che siamo destinati a essere. Ci aiuta a tenerci alla larga dagli obiettivi che non sono in sintonia con la nostra anima. Ci costringe a rinunciare a fantasie vuote che, anche se si realizzassero, non ci renderebbero felici. Di conseguenza, sono lieto di darti una buona notizia. Da ora fino all'ottobre del 2012, Saturno viaggerà per buona parte del tempo nel tuo segno. E ti spingerà a eliminare le distrazioni inutili che non ti fanno concentrare su quello che ti spetta di diritto. (di Rob Brezsny)
Spero che questo significhi che ad aprile andrò a zappare sull'isola di Inis Mor. Se così non fosse dovrò ripiegare su qualche progetto di fuga alternativo.
Come suggerivo qualche post fa, la terra berica sta facendo di me una dissociata. Per quanto mi sforzi di vedere la questione in termini goffmaniani, questo non mi solleva dalla tragicità del dato empirico. Il dato empirico dice che, onde evitare detonazioni emozionali poco consone ad una persona con gli occhiali, faccio l'equilibrista tra la senilità più sprezzante e l'etilica spensieratezza adolescenziale. Il bello di tutto ciò è che riesco a prendermi sul serio pur sapendo che sto ragionando per stereotipi.
Questi cazzo di anni zero -come li chiama la leggenda vivente Vasco Brondi- sono stati per me gli anni della pre-adolescenza/adolescenza/prima post-adolescenza. E chiedo scusa per l'uso di queste segmentazioni su cui ho costruito il mio status di ggggiovane osservatrice dei ggggiovani.
Che dire? Cosa racconterò io di questi cazzo di anni zero? Ma soprattutto a chi?
Al di là delle problematiche macro, sulle quali preferisco soprassedere, che ricordi conserverò di questo decennio?
Forse...
- Ero alle medie, seduta su una panchina dell'istituto cattolico con la mia migliore amica dell'epoca. Lei mi passò un auricolare e dal suo walkman tenuto insieme con lo scotch uscì Serve the Servants. Ovvero: il mio primo ascolto dei Nirvana.
- Il fatto che durante gli anni zero tutti i miei morosi si chiamassero Luca.
- Le suore
- Underbreath
- L'orgoglio isolazionista e i capelli tagliati sempre più corti, fino al giorno in cui Luca2 aka Pacci mi rasò con estrema ignoranza.
- Il mio Guru
- L'ubriachezza molesta e il quartiere di Laghetto
- Il fatto che ad un certo punto la gente abbia cominciato ad apprezzarmi. Alcuni dicono per l'intelligenza. Altri per il senso dell'umorismo. Io continuo a non spiegarmi queste affermazioni.
- Il giorno in cui mi fu comunicato che durante la ricreazione non potevo andare nel corridoio della mia amica Giulia perché "avevo una cattiva influenza su di lei."
- Il giorno in cui cominciai ad odiare il mio medico di base.
- Il giorno in cui mi tolsi l'apparecchio per i denti e festeggiai l'evento comprando "Rubber Soul".
- Il giorno in cui andai in tv e vidi centinaia di signore in pelliccia che facevano la coda per gelarsi il culo in un capannone senza riscaldamento. Pensai: "Wow. Questo è il male".
- La mia sbronza #1, che in realtà ricordo a pezzi e dalla quale mi ripresi tre giorni dopo.
- La sera in cui vidi il mio primo tardivo concerto dei Derozer e ascoltai per la prima volta Spiderland.
- I risvolti piacevoli dell'università: un certo numero di compagne sensate, il corso del mio relatore e quello del prof isterico, che corso non era.
- L'uso massivo della bici. In particolar modo in condizioni atmosferiche avverse.
- La perdita della faccia.
- I sabati al Cancelletto, le mille varianti dello spritz, la conquista dello status sotto forma di bicchiere di vetro.
- La settimana in quel di Meledo, con i miei amici di Laghetto, Luca1, Luca2 aka Pacci, Viola e il mio amico malvagio. In particolar modo: la gara dell'abuso di caffé, l'odore di perdizione, le porte chiuse a chiave, la birra onnipresente, le conversazioni a bordo piscina che trasudavano frustrazione sessuale, la monotonia del cibo che diveniva motivo di festa, gente in armatura handmade che correva tra gli alberi in piena notte.
- La prima manifestazione nazionale del No Dal Molin, in particolar modo il momento cui realizzai quanta gente c'era.
- Amsterdam parte I e parte II
- Il mio primo concerto degli Offlaga Disco Pax al Capannone, che era pieno di trentenni vestiti in modo pretenzioso.
- Il periodo in cui la Subaru M80 fu l'unica macchina a pois della città e i sedili cominciarono a staccarsi.
- Un collage di momenti in cui mi dissi: "Sono passata oltre." L'ultimo è stato ieri sera, mentre bevevo una prugna al Sartea.
- I primi segnali della mia passione per l'accumulo di libri.
- Un certo numero di schiene
- La prima volta che udii il verbo di Moz attraverso il mio Guru.
- Gli Arcade Fire al Rock en Seine
- Gli anfibi come insignificante punteggiatura del mio vestire. In particolar modo i miei primi anfibi, abbandonati quest'estate nel campeggio della Route du Rock.
- Il giorno in cui vidi per la prima volta Baldra con la sua maglietta di Goo e gli chiesi: "Ma come ti chiami veramente?"
- Il giorno in cui, tornando verso casa con la mia bici, mi trovai di fronte alla demolizione del centro sociale Ya Basta. Ero alle medie e non ci avevo mai messo piede.
- La provincia finita di significato Pacci, che include tutte le nostre interazioni dal giorno in cui mi portò una copia di Let it Bleed a quello in cui abbandonammo il campeggio delle esonazioni fognarie poco fuori Barcellona e tornammo a casa.
- I gelidi marmi palladiani di Piazza Matteotti e il fatto che avessimo tutti le stesse scarpe.
- La letteratura francese spiegata dalla mia prof delle superiori
- La cantina di Luca1 (i ricambi per auto, le coperte sporchissime, una copia di Meat is Murder su vinile, l'ubriachezza molesta, Pacci vestito da coniglio, i Crash Test, il voler forzare le cose, due capodanni di devastazione).
...
[So che molte delle cose che compaiono nella lista sono incomprensibili. L'ho stesa perché mi andava di farlo e penso che pubblicarla sia l'unico modo per non perderla.
Grazie per l'ascolto e buon rito di passaggio a tutti.]
- Da circa un mese sto ascoltando ossessivamente un solo artista. Le uniche eccezioni sono i Rodan, gli Shellac e gli Hüsker Dü, che mi concedo a volumi letali nei momenti in cui vorrei essere altrove. (A)
- Faccio grafici per la tesi e poi li sbatto in faccia alla gente per dimostrare che le mie turbe mentali hanno un fondamento (?)
- Faccio grafici e me ne vanto (V)
- Quando esco in un orario diverso da quello dello spritz prendo caffè corretto prugna o semplice prugna (V+ veneto)
- Ho sia gli occhiali per vedere da lontano sia quelli per vedere da vicino (V)
- Mi capita di passare ore intere accasciata sul divano a fissare il buio ascoltando la musica indicata al primo punto (A+)
- Sono stata malissimo per settimane perché il più antico e malvagio tra i miei amici -ovvero colui con cui mi ubriacavo a sedici anni, l'unico che non mi abbia ripudiata nel frattempo- non rispondeva ai miei messaggi (A++)
- Penso di aver accettato l'idea che il più antico e malvagio tra i miei amici -ovvero colui che questa mattina ha disegnato croci rovesciate e altre cose blasfeme sulla bozza della mia tesi e sui miei grafici- sia meno interessato alla mia salute mentale di quanto pensassi (V)
- Ho citato per la prima volta il più antico e malvagio tra i miei amici -colui che lasciò un unico commento ad uno dei miei post anni or sono e quel commento era una bestemmia- in uno dei miei scritti, anche se in realtà c'é anche nella mia tesi (?). Lì l'ho citato in quanto attivista del No Dal Molin. Gli ho fatto un'intervista qualche settimana fa e ho sbagliato un sacco di cose perché la situazione prescriveva che ci ubriacassimo di brandy subito dopo pranzo "come ai vecchi tempi"* (A). Poi abbiamo parlato di massimi sistemi nella semioscurità e guardato video del No Dal Molin e di gruppi hc su youtube finche non è tornata a casa mia mamma (A+)
- Ho fumato nascostamente una sigaretta seduta su un marciapiede (A) e sono stata sgamata dalla mia migliore amica (A+)
- In questo periodo riesco a leggere solo gialli. Tutto il resto non riesce a catturare la mia attenzione (V)
- Sono venuta meno al mio voto di sobrietà (V) tingendomi i capelli di un rosso che turba mia madre (A)
- Sono stata cattiva (A+) e non mi sono sentita in colpa (V)
- Ho usato lo slogan del No Dal Molin "resisteremo un minuto di più" parlando di relazioni sentimentali (V)
- Ho visto i Melvins dal vivo (A)
- La mia tesi si compone, tra le altre cose, di paragrafi molto poco sociologoci che il mio relatore ha definito "divertenti". Si tratta ovviamente di pseudo generalizzazioni senza fondamento in puro stile Underbreath (A)
- Penso che a breve mi farò un tatuaggio la cui stupidità vi lascerà basiti (A+). Vi do un indizio: è molto più stupido dei miei tatuaggi attuali (=un minotauro di radioheadiana memoria che piange e un ombrello)
- Due giovedì fa ero così depressa a causa dello stallo sul fronte tesi e del silenzio del mio amico malvagio che durante il dj set al Sabotage ho bevuto quattro prugne e ho messo i Suicide (A+++)
- Ho pagato per vedere un concerto dei Los Fastidios (?) e poi sono rimasta fuori dal locale per tutto il tempo a dire (cito testualmente): "Ma quando cazzo dura questa merda?" (V+)
- Mentre ponevo questa domanda una bottiglia di vino dal gusto spiacevole trafugata da casa faceva capolino dalla mia borsa (A) ed intorno a me trionfavano discorsi sessisti pronunciati da gente che si dipinge come di estrema sinistra. Ad un certo punto ho anche insultato un tizio perché le sue affermazioni erano nauseabonde (V).
- Penso di essere stata etichettata come "femminista #1" all'interno di una cerchia sociale che ho frequentato negli ultimi tempi perché la gente teme la mia ira e sa che ho i dati alla mano per dimostrare il contrario di qualsiasi boiata sessista venga detta in mia presenza (V).
- Qualche giorno fa ho spaccato uno specchietto della macchina (A as neopatentato o V as persona decrepita) uscendo dal cancello di casa. Poi ho pescato un cd a caso dal mucchio dei cd strisciati. Erano le Peel sessions degli Smiths. Ho guidato canticchiando e mentre ero ferma ad uno stop ho realizzato che erano almeno due anni che non pronunciavo quelle frasi trovando tracce dei loro contenuti sul mio corpo (A)
post scritto ieri notte mentre ero in preda all'insonnia
*in realtà prima di allora non avevo mai bevuto brandy subito dopo pranzo
Che ne è stato dei post relativi ai miei turbamenti, alle mie cazzate quotidiane? Li scrivo a mente e poi li lascio lì, perché la mia personalissima situazione geopolitica è mutata negli ultimi anni.
Ora potrei offendere qualcuno. Qualcuno che non merita di essere offeso.
Quando nessuno dei miei conoscenti pareva interessato a quello che scrivevo dovevo preoccuparmi solo delle suore e delle mie compagne di scuola.
Quindi sappiate che io continuo a scrivere a mente. Quasi quasi mi trasferisco su iobloggo e vi costringo tutti a chiedermi la password per poter filtrare il mio flusso di coscienza.
"Cosa stai combinando in questo periodo?", mi chiedete voi.
Bah. In questo periodo soffro d'insonnia, fingo di non essermi arenata sul fronte tesi, rifletto sul primo episodio secessionistico della Santa Alleanza dei Guerriglieri Verdi. Cos'altro? Progetto i prossimi tatuaggi da farmi, mi faccio prendere dal panico, leggo Goffman e la Arendt, osservo l'espansione delle mie occhiaie.
Ho tre interviste intatte che aspettano solo di essere sbobinate.
Stasera vado a mettere musica da uomini al Sabotage. La chiamo musica da uomini per denigrare gli uomini, sia chiaro.
Quando andai al Sabotage la prima volta ricordo che un metallaro disgustoso sulla quarantina mi urlò: "Ehi, rossa! Vieni a sederti qui [indicando le sue ginocchia]".
Queste sì che sono esperienze formative. Tra l'altro all'epoca non avevo neanche i capelli rossi.
Mio padre vuole farsi tatuare il logo del Chelsea. L'aspetto divertente della questione è che ha rivelato questa intenzione a mia madre un paio di mesi fa e io l'ho saputo del tutto collateralmente mentre stavo mangiando la mia minestra domenica scorsa. C'è mancato poco che non finisse sotto i ferri del batterista dei Derozer.
Un altro aspetto divertente della questione è che qualsiasi vicentino calciofilo che si rispetti dovrebbe avere poca simpatia per il Chelsea.
Possibile che io sia l'unica a scandalizzarmi?
A parte questo me la passo alla grande. Sono piegata su me stessa a causa del disfacimento ovarico mensile e bestemmio la categoria dei proibizionisti con passione ed inedito pathos.
A causa di qualche strana coincidenza astrale continuo ad imbattermi in articoli sul cancro all'utero e sui dolori premestruali.
La nonna di Baldra dice che quest'ultimi passano con il primo parto.
Poi ci sono quelli in camice bianco che consigliano di prendere ormoni e dicono: "c'è così tanta disinformazione! Se tutte queste giovini sapessero che basta riempirsi di merda per non stare più male, sarebbero molto più produttive e non ci sarebbe nulla di cui lamentarsi."
Durante le mie peregrinazioni internautiche ho scoperto che i preparati di calendula sono d'aiuto su questo fronte, solo che bisogna assumerli tutti i giorni e io non sono brava con questo genere di cose.
Per anni ho fatto affidamento sugli antidolorifici generici. Li prendevo anche per il mal di denti causato dall'apparecchio e per il mal di testa.
Ora ci mettono qualcosa come sei/otto ore per farmi effetto.
L'unica sostanza da me sperimentata che abbia calmato il dolore senza spiacevoli effetti collatorali (=gravidanza, dimenticanze letali, schifo nel sangue) sfortunatamente è illegale.
Peccato che sia il prodotto di una pianta. Una pianta che fino a qualche tempo fa cresceva rigogliosa in Veneto. Una pianta che, secondo me, ha anche un suo valore ornamentale.
Sono troppo seria per scrivere queste cose? Normalmente potrei esserlo.
Ma, come ho detto recentemente ad un amico, mi sento come avessi nuovamente diciassette anni, solo che ora la mia collezione di dischi tristi si è espansa a dismisura.
N.B. Questo post non particolarmente dotato di senso è rimasto a fare la muffa sul mio desktop per qualche giorno. A voi!
Talvolta l'assenza di eventi è tale da spingerti a fare cose che reputi stupide.
Recentemente mi sono recata al cinema per assistere ad una proiezione di "Angeli e Demoni". La scelta era tra il suddetto e "Transformers 2".
L'anno scorso e l'anno precedente mi sono trovata in situazioni analoghe. È stato così che ho visto capolavori d'inutilità come "Transformers" e "Miami Vice".
Quest'anno Baldra ed io abbiamo resistito a lungo prima di cedere, anche se sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto.
Di "Angeli e Demoni" dirò solo che non mi sono vergognata di scartare delle caramelle durante la proiezione. Da un lato posso capire che sia apprezzato da un pubblico americano che ignori totalmente il sistema burocratico su cui si regge la Chiesa Cattolica o l'esistenza di un tizio chiamato Bernini.
Trovo però agghiacciante la sola idea che sia stato distribuito in Italia così come l'ho visto. Ma dato che nessuno si è lamentato evidentemente il problema non sussiste.
Ciò su cui vorrei soffermarmi non è il ridicolo film che mi ha tenuto compagnia durante una serata afosa, bensì sui trailer che ho visto prima dell'inizio della proiezione.
Vedere i trailer in un cinema dove il volume è costantemente altissimo mi piace molto. Ad esempio l'altro giorno sono rimasta colpita da due film. Il primo è "Il Messaggero", un horror basato sull'usuale formula arraffa-idioti che tutti noi conosciamo. Il secondo è "2012", l'ennesima scempiaggine apocalittica, direttamente dal regista di "The Day After Tomorrow" (che comunque aveva un suo senso) e "Independence Day".
Questi due film rappresentano l'ennesimo disperato tentativo di spaventare e al contempo far godere il pubblico sfruttando due temi -i morti viventi e l'Apocalisse- che dall'alba dei tempi scatenano terrore atavico nel cervello umano.

Oggi pomeriggio sono tornata a riflettere su tale questione mentre stavo schematizzando uno dei libri che devo preparare per l'esame di scienza politica.
Fin dagli anni delle superiori nutro una particolare passione per un'opera -che non ho mai letto- del carissimo Thomas Hobbes.
L'opera in questione è il Leviatano. Anni fa, non ricordo né come né quando, ebbi una visione.
Tale visione consisteva in un trailer fracassone sullo stile di quelli dei vari "Transformers", solo che l'opera ivi rappresentata era un certo LEVIATHAN - THE MOVIE.
Oggi ho scoperto che esiste già un film che porta questo nome, solo che il titolo fa riferimento al mostro marino biblico, non allo Stato hobbesiano.
La mia proposta di oggi, che spero raggiunga qualche produttore di Hollywood e che sono lieta di condividere con voi, consiste nel porre fine allo scempio rappresentato dalle migliaia di film inutili ed oggettivamente senza senso che ogni settimana occupano sale cinematografiche che potrebbero ospitare ben altro. Anziché farci martellare il cervello od adattarci a stare a stare inevitabilmente a casa con i nostri film scaricati, perché non godere invece di una pellicola sanguinolenta, piena di effetti speciali, ma soprattutto tratta da una delle opere più importanti che siano mai state scritte?
Il film potrebbe aprirsi su uno scenario accattivante, che di certo soddisferà gli amanti delle pellicole piene di esplosioni e combattimenti all'ultimo sangue. Sto parlando ovviamente della trasposizione banalizzata di una serie espressioni di memoria hobbesiana, quali "homo homini lupus" e "bellum omnium contra omnes". Fiumi di sangue e paura agghiacciante, dunque.
Come tutti voi saprete, Hobbes afferma che per uscire dallo stato di natura sia necessario stipulare un patto con il quale gli uomini cedono i loro diritti naturali ad un sovrano. Citando Wikipedia:
"Hobbes nega decisamente la possibilità dell'insurrezione. Definisce legittima la resistenza del suddito al sovrano nell'unico caso in cui questi non minacci l'incolumità fisica del suddito; tuttavia, nel momento in cui il suddito resiste al sovrano, anche legittimamente, il sovrano ha ancora il diritto di combattere contro il suddito che gli resiste, e di ucciderlo: difatti la resistenza del suddito al sovrano non è altro che una riproposizione dello stato di natura, all'interno del quale tutti hanno diritto a tutto, e la vittoria è del più forte.
Da notare inoltre che Hobbes assegna al sovrano la possibilità di stabilire cosa sia omicidio, furto o minaccia alla sicurezza: per questo il sovrano può legittimamente ordinare ai sudditi di uccidere un altro suddito, o di andare in guerra, nel momento in cui lo ritenga necessario alla sicurezza dello Stato. Per quanto riguarda la forma dello Stato, Hobbes afferma che il sovrano può essere un individuo solo (un monarca) o un'assemblea. Tuttavia, esprime chiaramente la sua preferenza per la monarchia, in quanto un'assemblea può più facilmente dividersi in fazioni e giungere alla guerra civile. La guerra civile, in cui una parte dello Stato avoca a sé il potere del sovrano, è definita da Hobbes come una ricaduta nello stato di natura, e dunque nel peggiore dei mali. Se Hobbes afferma che il suo Stato assoluto può degenerare in una tirannide, tuttavia ripete a più riprese che questa situazione sarà sempre migliore e più sopportabile della guerra civile."
Devo aggiungere altro? Qui abbiamo il materiale per un film estremamente rumoroso, pieno di personaggi di buon cuore schiacchiati dalla tirannide e pronti a tutto per sovvertire il malvagio Leviathan, chiunque egli sia.
Poniamo fine una volta per tutte ai film basati sul vuoto siderale. Cominciamo a sfruttare le opere dei grandi pensatori del passato!
Nelle ultime due settimane ho assistito al collasso del rapporto che intrattenevo con la mia oramai ex migliore amica.
Il tutto ebbe inizio più di un anno fa, quand'ella rese pubblica la sua relazione con questo tizio, comunemente definito "nazi" dal popolo del Capannone Sociale, poi confluito nel No Dal Molin. Nonostante questo decisi di far finta di niente e di sorvolare sulle nostre divergenze, sperando che la mia amica continuasse a disprezzare l'omofobia e a non odiare "gli extracomunitari".
Sfortunatamente il tutto degenerò e io me ne resi contro il giorno in cui constatai che non avrei più potuto esprimermi come un tempo.
I motivi sono molteplici.
Come prima cosa non volevo risultare inopportuna ed offendere la mia amica. Volevo dimostrare a me stessa di poter avere una conversazione civile anche con persone che hanno votato Borghezio alle ultime politiche e che raccontano come se niente fosse di aver pestato degli stranieri e di essersi divertiti un mondo. Inoltre constatai ben presto la tendenza di Tizio a buttare i discorsi problematici in vacca.
A questo si aggiunse l'evento che per primo minò la mia fiducia nello stato delle cose. Ricordo che la mia ex amica, Baldra ed io ci trovavamo al bar; stavo riferendo il racconto di un professore sulla ricerca di una collega sul No Dal Molin e sulle difficoltà che stava incontrando nell'analizzare tutto il materiale che aveva a disposizione. A quel punto la mia ex amica mi disse che Tizio sarebbe arrivato a breve e mi fece intendere che, per evitare casini, forse avrei dovuto evitare argomenti come quello del No Dal Molin.
Al di là della totale incoerenza di una persona che vota Lega, va in giro con i nazi e ritiene che l'ampliamento della base Nato, piena di militari extracomunitari, sia una buona cosa, percepii come il caos si stesse sostituendo alla mia pace mentale.
In seguito riuscii a limitare le incazzature alle questioni più agghiaccianti, come il giorno in cui stavano mostrando un concerto per Mandela in tv, e Tizio disse che lo festeggiavano così tanto solo perché si trattava di "un negro". Fu poi straordinario porre delle domande e constatare che tizio ignorava completamente la storia della persona che aveva appena insultato. Non sapeva neanche quale fosse il suo paese d'origine.
La mia ex amica se l'è presa parecchio quando non sono più riuscita a sopportare la situazione e, qualche giorno fa, le ho chiesto come facesse a stare con una persona che dice cose simili, come potesse ridere alle sue battute squallide.
Tutti mi dicono che avrei dovuto cambiare aria fin da subito.
Nonostante io abbia cercato di portare avanti questa amicizia sono stata accusata di avere pregiudizi, di non sapermi relazionare con chi è diverso da me.
È triste notare come tanti concetti vengano mescolati e confusi. In questo caso opinione ed appartenenza, neonazisti e diversità.
Ciò che Tizio e la mia ex amica non sono riusciti a capire, nonostante abbia espresso il mio risentimento in varie occasioni, è che insultare qualcuno non significa insultare solo lui/lei. Ad esempio, al termine della frase, i miei valori potrebbero essere stati insultati, oppure alcuni dei miei amici, o magari le persone che subiscono violenza inaudite per fuggire dal loro paese, e poi magari, prima ancora di poter mettere piede sul suolo italiano, vengono rispedite "a casa".
Constatare che, molte delle persone in cui avevo riposto fiducia in passato, oggi banchettano con qualunquisti e gente che non sembra in grado di sostenere una conversazione, mi turba un po'. Fortunatamente ho ancora i miei punti di riferimento, che però vedo di rado.
Il motivo per cui mi sono trovata a scrivere questo post è semplice. Nel corso di questi ultimi giorni ho ricevuto appellativi interessanti e coloriti. Io stessa, dopo aver chiesto che ci vedessimo per parlare varie volte, non avendo ottenuto risposte accettabili, mi sono vista costretta ad usare il vile mezzo dell'email per spiegare la mia isteria e successivamente per porre fine alla nostra amicizia ormai putrescente.
Una delle ultime email che ho ricevuto mi descriveva come persona incoerente e giudicona, ma soprattutto maniaca dello studio.
Questo è un punto tragico, su cui spesso mi trovo a riflettere. Perché mai una persona che si informa e, amando ciò che studia, si trova talvolta a raccontare ciò che ha letto o sentito all'università, deve passare per megalomane, snob e rompiballe? Perché?
Come ho già spiegato varie volte, non ho problemi ad ammettere la mia ignoranza. Ma dovrei forse fingere che ciò che mi sta a cuore non mi interessi per non turbare nessuno? Perché in questo paese, la persona deliberatamente ignorante vince sempre? Non sto parlando di mio nonno comunista scledense con la seconda elementare, che mi risulta abbia vinto molto di rado. Sto parlando di chi, indipendentemente dal proprio titolo di studio, se ne fotte di tutto ciò che non lo riguardi in prima persona.
Interrogo voi, amati lettori. Dovremmo forse far finta di niente? Farci insultare, star zitti quando disponiamo dell'arte dialettica per denigrare chiunque dimostri di meritarselo, purché non sia un avvocato o abbia un avvocato sotto mano.
L'idiozia di questa vicenda ha raggiunto il suo apice quando, dopo essere stata accusata di essere incoerente, ho portato quest'esempio: a differenza della mia ex amica, che può dirsi vegetariana perché sua mamma le compra puntualmente seitan e simili, io affronto quotidianamente conversazioni sfibranti e ridicole con i miei genitori che, nonostante siano persone sensate, mi considerano una fanatica e di certo non mi facilitano sul fronte "alimentazione sostenibile e responsabile".
Ciò che mi ha permesso di dimostrare dialetticamente che la mia ex amica è stata plagiata e che non ha mai preso in considerazione i miei discorsi più accorati è stata la risposta alla seconda parte dell'esempio. Ho infatti scritto che, dato che sono incoerente e irresponsabile, ho passato circa due settimane infernali perché mio padre ritiene che il giardino debba essere composto da prato, siepe e fiori, mentre io ho occupato l'unica zona in cui batte il sole con un piccolo orto, nel quale ho piantato pomodori.
Questo gesto è l'ennesimo tentativo che faccio di produrre qualcosa di commestibile a casa mia, in modo del tutto biologico.
La mia ex amica, che si dice amante della natura, ha denigrato tutto ciò definendo i miei pomodori "pomodorini" e dicendo che conflitti domestici derivati dal mio disperato tentativo di fare qualcosa di buono per l'ambiente (in un paese in cui sembra strutturalmente impossibile) non sono "veri problemi".
Se solo non vivessi in un paese dove, nonostante tutto quello che è successo, Berlusconi è ancora al governo, potrei far finta di niente e tornare al mio quieto vivere. Sfortunatamente sono qui; Berlusconi e la sua faccia di merda non si sono mossi di un millimetro e io sto scrivendo questa cosa nonostante mi fossi ripromessa di evitarlo. Sotto lo sguardo impassibile, le battute postume e lo stile granitico, la vostra blogger incostante non-più-preferita piange la perdita della sua migliore amica e il suo passaggio al lato oscuro*.
Amen.
*se non altro è un'astensionista di ferro, il ché significa che non dovrebbe mai votare PdL, Lega o Forza Nuova.