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    <title>L&apos;odore dei pomeriggi (quando li butti via)</title>
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    <title>Gardenhead: Sleeping States</title>
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    <published>2010-03-15T19:13:24Z</published>
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        <![CDATA[<p>I vivai stanno diventando di plastica. Lo avete notato?<br />
A Vicenza ce n'è uno che vende addirittura i tappeti erbosi sintetici e poi li piazza nelle rotatorie commissionate dal Comune.<br />
E' l'idiozia da mall statunitense che si fonde con lo spirito masochista e gradasso del berico leghista.<br />
Per mesi siamo passanti accanto a quella rotatoria dicendo: "Mai dai! Non possono essere stati così idioti da mettere l'erba finta." Poi un giorno siamo scesi dalle bici, incuranti del rischio di farci ammazzare dal SUV di turno, e abbiamo toccato con mano lo schifo.<br />
Io sogno un'amministrazione comunale che dica no a queste perversioni e che la smetta di proporci manifestazioni e rassegne culturali che sono soporifere già dal nome. O addirittura controproducenti, come l'ilare "<a href="http://www.margheritaferrari.com/2010/01/saturday-night-in-vicenza.html">Vie di fuga</a>".<br />
Sogno anche dei vivai a misura d'uomo, ma soprattutto di pianta, come quelli che a volte si trovano fotografati nei libri di giardinaggio biologico anglofoni. </p>

<p>A volte mi domando da dove sia spuntata questa mia brama botanica, quest'irrefrenabile desiderio di ampliare la mia collezione di piante. Fino a non molti mesi fa, quand'ero giù di morale, mi concedevo qualche nuovo capo d'abbigliamento. Oggi prediligo creature viventi, anche se non disprezzo la <a href="http://www.hmthegardencollection.com/">nuova collezione ecologica di H&M</a>.</p>

<p>Come ho già scritto altre volte, in questo periodo non posso dire di essere una buona ascoltatrice delle ultime novità musicali. Macino tutto con una lentezza che ricorda i tempi in cui compravo i cd senza prima averli scaricati. <br />
Sono diventata pigra. Ho gli stessi dischi masterizzati in macchina da una vita.<br />
Che ne è stato del mio fanatismo per i negozi di dischi? Quello che frequentavo anni fa ha smesso di esaltarmi. Di rado riesco a trovare qualcosa di audace. D'altronde è ciò che il berico vuole: la Pausini, Vasco e Tiziano Ferro. I più raffinati optano invece per Peter Gabriel. Eppure io voglio bene a quel negozio, che nel frattempo ha anche cambiato sede. Sfoglio i dischi sapendo che il problema è mio. Gli avventori più giovani, nei quali un po' mi rivedo, comprano una copia di "OK computer" e sono più che soddisfatti.<br />
Oppure transito verso piazzale Mutilato e mi dirigo presso il negozio di dischi che un tempo mi incuteva timore. Faccio due chiacchiere con il proprietario, a volte gli ordino qualcosa, controllo che i vinili siano sempre gli stessi. Una volta comprai un 7" degli Arcade Fire su vinile trasparente, che era rimasto lì a fare la polvere per quasi un anno. In quel momento ricordo di essermi sentita molto sola. Com'era possibile che un oggetto così appetibile fosse rimasto invenduto per tutti quei mesi?</p>

<p>A volte penso che sia Vicenza a spingermi all'apatia musicale. Basta cambiare città per qualche ora ed ecco che la brama ritorna.<br />
Qui non faccio altro che scavare nicchie, perché le cosiddette "scene", che scene poi non sono, mi lasciano per lo più indifferente. Il fatto stesso che certi concittadini usino questo termine per definire quel poco che accade in terra berica mi fa venire voglia di prenderli a sberle. Se appartenere ad una "scena" qui significa mettersi le braghe corte mentre fuori gela, porre i vestiti prima della musica, allora preferisco coltivare la mia apatia altrove.<br />
Ovunque mi giri c'è un susseguirsi ininterrotto ed uniforme di hardcore di pessimo livello, cover band seguitissime, rap normalizzato, serate dark (che sono il meno peggio) e cose aventi a che fare con il reggae. <br />
Continuo a stupirmi che ci sia gente che ascolta sempre le solite cose, sempre i soliti generi, magari snobbando chi propone una serata un po' diversa, una volta tanto.<br />
So che dovrei smetterla, ma mi dà fastidio il fatto che al mio sforzo di ascoltare musica che non mi dice niente non corrispondano spiragli nei gusti o per lo meno nelle abitudini altrui. Dico questo perché ho visto fin troppi concerti oi e il mio cuore si è indurito.</p>

<p>Poi c'è il fatto che molte tra le persone di cui sto parlando non hanno la minima idea di cosa mi piaccia ascoltare concretamente. Conservo con gelosia il ricordo di un gran numero di episodi che testimoniano queste falle, alcune comiche, altre dolorose.<br />
Dico dolorose perché per me la musica non è solo un qualcosa da millantare, qualcosa di statico e certo, come dire: "Ascolto HC". Perché il più delle volte lo vedo già dai tuoi vestiti che ascolti HC; e dalle bestemmie che svolazzano fuori dalla tua bocca.<br />
Così capita che io stia ascoltando quel disco che avevo lasciato a far polvere per un anno, perché mentre era sul piatto avevo ricevuto la notizia che mio nonno era morto. Il fatto stesso che possegga quel disco su vinile dovrebbe essere un indizio, dovrebbe suggerire a te, vile monolita, l'importanza che quei suoni hanno per me. Eppure tu non esiti un secondo e mi fai notare che, dall'alto della tua conoscenza non enciclopedica, quei suoni sono merda e che non ci vuole niente per scrivere della musica del genere.<br />
Per la cronaca, l'artista in questione era <a href="http://www.myspace.com/colleenmusique">Colleen</a>.</p>

<p><img src="http://grahamnunn.files.wordpress.com/2009/12/sleeping-states.jpg" align="left">Così sabato sera, dopo aver adorato la perfomance di Sleeping States al Centro Stabile di Cultura, ho detto a Baldra che quello sarebbe stato il concerto ideale da portare come esempio ai miei conoscenti di granito. Come a dire: "non siete mai venuti ai concerti che proponevo io. Sleeping States al CSC potrebbe essere la summa di ciò che amo vedere dal vivo in terra berica." A dir la verità non avrei mai pensato di poter contemplare le terga di Markland Starkie senza dover uscire dal territorio della provincia di Vicenza. <br />
Ma i casi della vita sono imprevedibili.<br />
Quando vado al CSC bevo quasi sempre la cedrata e penso che è bello che esista un posto del genere nell'alto vicentino, tra i capannoni e le frazioni dove hanno vissuto i miei antenati del ramo materno. E' bello anche il fatto che Sleeping States abbia fatto un tour con i Githead, band di scarso interesse derivata dai Wire. A Vicenza c'è un sacco di gente che ama questo genere di cose; il popolo delle serate dark. Le carcasse della new wave attirano molto pubblico. Così a vedere l'apertura di Sleeping States per i Githead c'erano un po' di persone, quasi tutte sulla quarantina e vestite di nero.<br />
Io non so se Markland Starkie sia un appassionato di giardinaggio, però sicuramente ne sa qualcosa di paesaggi e spazio. Basta scorrere la track list e i titoli dei suoi album per rendersene conto (Gardens in the South, There the Open Spaces, Breathing Space, The Cartographer). <br />
Con il tempo ho scoperto di non essere brava a scrivere di musica. Riesco solo a vedere me stessa nelle composizioni altrui. Faccio una fatica incredibile a trovare le parole giuste per descrivere i generi musicali lambiti dai dischi che mi piacciono. <br />
Ecco. Sleeping States mi piace perché è composito; ascoltandolo si capisce che c'è un brulicare caotico di cose apparentemente inconciliabili dietro ad ogni canzone.<br />
Tempo fa, quando recensii uno dei suoi dischi, lessi che si era formato nella musica elettronica e che poi aveva deviato verso la quiete lo-fi che troviamo oggi nelle composizioni. Sulla sua pagina di <a href="http://www.myspace.com/sleepingstates">MySpace</a>, c'è una lista delle sue influenze, tra cui compaiono Robbie Basho, il lavoro a maglia, le stagioni, "Our Band Could Be Your Life", David Grubbs, Burt Bacharach e molte altre cose interessanti.<br />
Insomma, io voglio bene a Markland Starkie e penso che, se il vostro cuore non è stato corroso dalla musica cattiva, potrebbe piacere anche a voi.</p>

<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jstK6TjmdQo&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jstK6TjmdQo&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>

<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/__avWCO4nAg&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/__avWCO4nAg&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object><br />
</p>]]>
        
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    <title>There the Open Spaces</title>
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    <published>2010-03-15T16:42:08Z</published>
    <updated>2010-03-15T17:13:02Z</updated>

    <summary>Non so se vi è mai capitato di ordinare duemila bulbi su internet. Io l&apos;ho fatto qualche mese fa a nome del gruppo di guerrilla gardening. Scille siberiche, crochi, anemoni, narcisi, iris. Tutte varietà da inselvatichimento. Il bello era dire:...</summary>
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        <![CDATA[<p>Non so se vi è mai capitato di ordinare duemila bulbi su internet. Io l'ho fatto qualche mese fa a nome del gruppo di guerrilla gardening. <br />
Scille siberiche, crochi, anemoni, narcisi, iris. Tutte varietà da inselvatichimento.<br />
Il bello era dire: "Sai che noi del gruppo abbiamo comprato duemila bulbi da spargere in giro?" E poi stare a contemplare lo stupore altrui.<br />
Sono arrivati in una scatola piena di buchi, non particolarmente grande. Quando la signora del corriere mi ha consegnato il pacco, per poco non sono caduta per terra. Era molto più pesante del previsto.</p>

<p>Adesso questi duemila bulbi -che nel frattempo sono stati sparsi in giro per la città- <a href="http://ggvi.noblogs.org/post/2010/03/15/che-due-crochi-bulbami-09-pt.1">stanno cominciando a fiorire</a>. Proprio quest'oggi ho intravisto per la prima volta il giallo dei petali dei narcisi, mentre i crochi si sono manifestati già qualche settimana fa, tra una nevicata e l'altra.</p>

<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ggvi/4435825052/" title="Spartitraffico a San Lazzaro di Guerrilla Gardening Vicenza, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2785/4435825052_42fcb438a7.jpg" width="500" height="375" alt="Spartitraffico a San Lazzaro" /></a></p>

<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ggvi/4435826314/" title="Parchetto di via Sasso di Guerrilla Gardening Vicenza, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2724/4435826314_dd08fe58d1.jpg" width="500" height="375" alt="Parchetto di via Sasso" /></a><br />
</p>]]>
        
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    <title>Pensieri melanconici</title>
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    <published>2010-03-08T22:21:58Z</published>
    <updated>2010-03-08T22:28:33Z</updated>

    <summary> Magari cercando tra le varietà antiche ne troverò una che produca zucche grandi abbastanza da fungere da monolocale....</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.newyorker.com/humor" target="_blank"><img src="http://www.newyorker.com/images/2010/03/15/cartoons/100315_cartoon_b_a14678_p465.gif"></a><br />
Magari cercando tra le varietà antiche ne troverò una che produca zucche grandi abbastanza da fungere da monolocale.</p>]]>
        
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    <title>Fammi far solo una cosa che serva</title>
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    <published>2010-03-08T17:21:51Z</published>
    <updated>2010-03-08T22:11:45Z</updated>

    <summary>Non mi è mai capitato di imbattermi in una tesi di laurea di un amico blogger. Evidentemente non si usa condividere le proprie produzioni accademiche con schiere più o meno folte di lettori. Immagino che questa scelta dipenda almeno in...</summary>
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        <![CDATA[<p>Non mi è mai capitato di imbattermi in una tesi di laurea di un amico blogger. Evidentemente non si usa condividere le proprie produzioni accademiche con schiere più o meno folte di lettori.<br />
Immagino che questa scelta dipenda almeno in parte dal timore di annoiare. In effetti sappiamo fin troppo bene quando intollerabile e rivoltante possa essere lo "stile accademico".</p>

<p>Quando cominciai a scrivere la mia tesi, ricordo che consultai una piccola guida redatta da uno dei miei docenti, che conteneva alcune indicazioni tratte dal noto manualetto di Umberto Eco, nonché altri suggerimenti che immagino fossero opera sua. Quello che mi è rimasto più impresso prescriveva che i paragrafi fossero più o meno tutti della stessa lunghezza. <br />
Dopo aver scorso l'intero contenuto del file, decisi di non cestinarlo, ma di lasciarlo a marcire sul desktop del mio computer come monito.<br />
Il monito in questione era ed è tutt'ora: "L'accademia ti vuole noiosa e scarsamente creativa. Cerca di scrivere forzando i limiti del tuo mezzo e sii divertente."<br />
Fu così che la mia ricerca e la conseguente stesura della tesi divennero una sfida personale, moderatamente aliena alle strategie adottate da buona parte dei miei colleghi. <br />
Per mesi ho osservato il susseguirsi di colleghe impegnate con le loro tesi speculative, dichiaratamente "copia e incolla", così insipide da essere meramente prosciuganti. Scrutandole pensavo: "Cosa ci fanno qui?"<br />
Con questo non voglio proclamare la supremazia del mio lavoro, che per forza di cose è incompleto. Sto solo facendo notare che studiare sociologia per tre anni senza sviluppare un minimo di senso critico non è una bella cosa.<br />
E non ha neanche senso investire mesi (o settimane, in alcuni casi) di lavoro in un qualcosa che finisce poi per essere anonimo e vuoto. Scrivere in modo impersonale fa male allo spirito, almeno stando alla mia esperienza.<br />
Ovviamente buona parte del problema dipende dal modo in cui è gestita l'università italiana. Io ho semplicemente avuto la fortuna di imbattermi nel mio relatore, il cui modo di fare lezione ha poco o nulla a che fare con la barbosità accademica che i masochisti adorano. Quel genere di disgustosa barbosità di cui spesso parlano gli studenti di Giurisprudenza, ma che ho avuto modo di sperimentare anche Scienze Politiche.<br />
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://atelieraica.com/index.html" target="_blank"><img alt="aica.jpg" src="http://www.margheritaferrari.com/aica.jpg" width="565" height="356" class="mt-image-none" style="" /></A></span><br />
L'ultimo esame che ho fatto è stato una degna conclusione della mia carriera come studentessa presso l'Ateneo di Padova. Verso la fine di novembre mi sono tramutata in vaso. Per settimane mi sono ingozzata di nozioni che andavano imparate più o meno a memoria. Il libro su cui ho studiato era snello, eppure ho impiegato settimane a finirlo. Gli argomenti affrontati erano così astratti e criptici da costringermi a ricercare nei meandri del mio cervello degli esempi pieni di falle per memorizzarli. L'aspetto triste della questione è che i temi dell'esame mi interessavano, eppure giunsi ad odiarli. Avevo l'impressione di essere tra le mani stritolanti di un sadico.<br />
Alle superiori non riuscivo quasi mai ad ottenere voti molto alti in filosofia e la mia professoressa mi diceva sempre che i miei ragionamenti erano impeccabili, ma c'erano lacune nella terminologia. Questo perché io odio imparare a memoria cose che poi dimenticherò di lì a poco.<br />
Con quest'ultimo esame feci del mio meglio per mantenere vivide nella mia testa il maggior numero possibile di nozioni vuote. Se non l'avessi passato non avrei potuto laureami a marzo. Aspettai su di un pavimento sconnesso per qualche ora; poi mi accomodai di fronte al mio giudice e mi produssi in una sessione di vomito di nozioni, che oggi posso dire di aver in gran parte dimenticato. [La metafora del vaso e del vomito sfortunatamente non è opera mia, ma del mio relatore].<br />
Per certi versi sono contenta che la mia carriera a Padova si sia chiusa con un miserevole 19, che sul mio libretto imbrattava una pagina di 30 e 30 e lode.<br />
Vuol dire che in questi anni ho imparato a riconoscere il marcio nel nostro sistema scolastico e a riderne, entro i limiti del possibile.</p>

<p>Ho scritto la mia tesi consapevole del fatto che, se mi fossi attenuta alle regole, avrei lavorato esclusivamente per me stessa. Inoltre avrei annoiato il mio unico lettore.<br />
Avanzando poco a poco, mi trovai tra le mani degli scritti che non avrei esitato a rivedere un minimo e a pubblicare poi sotto forma di post. <br />
So di essere stata autoreferenziale. D'altronde il fatto di aver studiato un gruppo di cui faccio parte ha reso il lavoro quasi dissociante. Ci sono stati giorni in cui ho fatto veramente fatica a ripetermi che la Margherita ricercatrice e la Margherita guerrilla gardener erano solo due self tra tanti. </p>

<p>Tutto ciò per dire che vi consegno il frutto della mia consunzione. Spero di essere riuscita nel mio intento e di non aver annoiato troppo.<br />
Le mie manchevolezze sul fronte sociologico dipendono dal fatto che non sono una dottoranda, bensì una miserimma vittima del 3+2.</p>

<p>La mia tesi è scaricabile qui sotto:<br />
<a href="http://www.margheritaferrari.com/tesi.pdf"><strong>Guerrilla gardeners tra gli scarti urbani: nuovi attori del movimento ecologista?</strong></a></p>

<div style="text-align: center;">-------------</div>

<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-sa/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" property="dc:title" rel="dc:type">Guerrilla gardeners tra gli scarti urbani: nuovi attori del movimento ecologista?</span> by <a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="http://www.margheritaferrari.com/tesi.pdf" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL">Margherita Ferrari</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License</a>.<br />Permissions beyond the scope of this license may be available at <a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="http://www.margheritaferrari.com/" rel="cc:morePermissions">http://www.margheritaferrari.com/</a></p>]]>
        
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    <title>Problemi tecnici</title>
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    <published>2010-03-07T14:08:15Z</published>
    <updated>2010-03-07T14:31:26Z</updated>

    <summary>Come qualcuno di voi già saprà, Haloscan è sul punto di chiudere i battenti. Ho amato ed usato Haloscan per anni, prima e dopo essere passata a Movable Type. Ora mi trovo con un servizio sostitutivo chiamato Echo, che tra...</summary>
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        <![CDATA[<p>Come qualcuno di voi già saprà, Haloscan è sul punto di chiudere i battenti.<br />
Ho amato ed usato <a href="http://www.haloscan.com">Haloscan</a> per anni, prima e dopo essere passata a Movable Type.<br />
Ora mi trovo con un servizio sostitutivo chiamato <a href="http://js-kit.com/">Echo</a>, che tra qualche giorno smetterà di essere gratuito. Non avendo intenzione di pagare dieci dollari all'anno, ho tentato vie alternative (Disqus, ad esempio) fallendo.<br />
Al momento non ho né la forza né le competenze per trovare una soluzione alternativa.<br />
Il servizio per i commenti integrato di Movable Type è per me un grande punto interrogativo e attualmente l'archivio del mio blog è pieno di spam. <br />
Questo per dire che, se qualcuno vuole darmi una mano ad installare Disqus, gliene sarò infinitamente grata. In caso contrario resteremo senza commenti finché non sarò fulminata dalla conoscenza necessaria per arrangiarmi.<br />
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    <title>Le gioie confuse della fase liminale</title>
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    <published>2010-03-02T16:29:40Z</published>
    <updated>2010-03-02T17:05:55Z</updated>

    <summary>&quot;Non lavarti le mani quando tocchi la terra, l&apos;erba, piuttosto quando tocchi la maniglia di un cesso pubblico profumato di limone o di vaniglia.&quot; Uochi Toki Tra due settimane mi laureo. Non mi è ancora chiaro il giorno, poiché la...</summary>
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        <![CDATA[<div align="right">"Non lavarti le mani quando tocchi la terra, l'erba, piuttosto quando tocchi la maniglia di un cesso pubblico profumato di limone o di vaniglia."<bR>
Uochi Toki</div>
<BR>
<a href="http://www.flickr.com/photos/14926739@N03/4400447307/" title="Lavori nell'orto di Beneath the Valley of the Underdog, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4056/4400447307_4b2610ef2b.jpg" width="333" height="500" align="right" alt="Lavori nell'orto" /></a>Tra due settimane mi laureo. Non mi è ancora chiaro il giorno, poiché la segreteria non sembra intenzionata ad esporre gli orari.
La "dissertazione" durerà probabilmente dai tre ai cinque minuti, onde sottolineare l'inutilità della tesi triennale e la scempiaggine di chi, come la sottoscritta, ha ritenuto sensato dedicare sette/otto mesi di vita ad una cosa che vale sei crediti su centosessanta totali.
Quando penso a Padova e all'università mi passa ogni parvenza di buon umore che osi solcare la mia faccia.
Ciononostante ci sono buone probabilità che mi iscriva alla magistrale a Trento, sperando che lì sia un po' meglio.

<p>Nel frattempo evito di pensarci e mi dedico allo studio dei miei libri di giardinaggio e orticoltura. Durante gli ultimi sedici mesi credo di aver fatto dei buoni progressi, anche se resto ancora molto ignorante. <br />
Negli ultimi giorni ho finito di costruire le bordure per le tre sezioni del giardino che ho adibito ad orto; le prime due sono costituite da rami intrecciati e legati insieme, la rimanente da una rete che giaceva in garage da mesi. <br />
Ogni giorno faccio quale lavoro; oggi ad esempio ho aggiunto dei camminatoi di corteccia a quelli che avevo realizzato l'autunno scorso, onde evitare di compattare troppo il terreno -già semidisastrato- camminandoci sopra.</p>

<p>Quando contemplo il mio giardino esso diventa una fotografia semovente sulla quale sovrappongo un foglio di carta velina, con progetti che mutano di continuo. Essi restano perlopiù fedeli ad una suggestione ballerina frutto dell'ammirazione di giardini altrui. <br />
<img src="http://www.kokopelli.asso.fr/images/2006/annapurna.jpg" alt="Amaranto Annapurna" align="left">Onde inseguire quest'ombra di potenzialità, ho azzardato l'acquisto di un sacchetto di semi di amaranto, di cui mi sono innamorata osservando le fotografie del libro "<a href="http://www.amazon.com/Edible-Schoolyard-Universal-Alice-Waters/dp/0811862801">Edible Schoolyard. A Universal Idea</a>" di Alice Waters. L'ho scelto in una varietà chiamata Annapurna, sperando che la sua provenienza indiana lo renda più simpatico agli occhi di Mater.</p>

<p>L'autunno scorso ho realizzato che il mio ideale di giardino è ben lontano da quello parentale e soprattutto da quello del vicinato. Credo che il mio entusiasmo mi faccia passare per scema. Mesi fa la signora del piano di sopra si è sentita in dovere di fermarmi mentre stavo andando a buttare dei rifiuti nella compostiera per dirmi che il mio spazio di sperimentazione non è un giardino, bensì una discarica. <br />
Per questo ho deciso di venire incontro alle paturnie del mio prossimo piantando un po' di bulbi e tenendo a mente l'ideale balordo di giardino "ordinato" che i meno lungimiranti fanno assurgere ad archetipo.<br />
In questo modo, ogni qual volta qualcuno oserà insultare il mio lavoro, io diro: "Ma guarda! Ho piantato questi crochi/tulipani/narcisi solo per te!"<br />
Che ragazza previdente. <br />
Che genio del male.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/14926739@N03/4400446933/" title="Crochi di Beneath the Valley of the Underdog, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2725/4400446933_545fd49efc.jpg" width="500" height="333" alt="Crochi" /></a></p>]]>
        
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    <title>Indie Kletzmer</title>
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    <published>2010-03-02T16:14:29Z</published>
    <updated>2010-03-02T16:28:34Z</updated>

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    <title>Preferireste che io parlassi di qualcosa di più interessante, tipo delitti, castighi o memorie dal sottosuolo? </title>
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    <published>2010-02-21T23:43:19Z</published>
    <updated>2010-02-22T10:01:40Z</updated>

    <summary>Ho un po&apos; di confusione nella testa. Penso sia perché le posizioni granitiche ed estreme non mi convincono. Preferisco essere una scema sradicata piuttosto che una creatura bovina con i paraocchi. Mi manca l&apos;estremo disagio che provavo durante lo scorso...</summary>
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        <![CDATA[<p>Ho un po' di confusione nella testa. Penso sia perché le posizioni granitiche ed estreme non mi convincono. <br />
Preferisco essere una scema sradicata piuttosto che una creatura bovina con i paraocchi.<br />
Mi manca l'estremo disagio che provavo durante lo scorso anno accademico, alzandomi alle sei e qualcosa per recarmi a lezione ad ascoltare le rivelazioni di quello che poi sarebbe diventato il mio relatore. All'inizio del corso non capivo niente, anche se ero affascinata da quei discorsi cripitici. Poi, non so bene quando, ho cominciato a comprendere, vedere, sentire ed annusare cose che avevo disimparato a cogliere.</p>

<p>Mater non sembra convinta quando le dico che il mio fanatismo orticolo è una diretta conseguenza dei miei studi sociologici. La brama di terra viene ricondotta ad un ipotetico "gene contadino", poiché altrimenti parrebbe inspiegabile.<br />
In realtà la questione è ben più semplice e mi sono imbattuta in svariati libri portatori di un sentimento analogo al mio. Le nostre società sono pervase dall'incertezza e per lo più il nostro prossimo ci disgusta o ci causa angoscia. <br />
<img src="http://www.post-tamago.net/uochi-toki/wp-content/uploads/uochi-toki-libro-audio-copertina-300x300.jpg" align="right">Anziché sprecare tempo cercando di stare simpatica a tutti o di avere cinquemila contatti su facebook preferisco la compagnia di qualche amico degno, per dirla <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ozIuAppcDfA">con gli Uochi Toki</A>, e delle mie piante. Questo naturalmente comporta salutari periodi di crisi, per lo più quando fa freddo e il cielo è coperto, ma alla fine tutto si sistema sempre, o quasi sempre.<br />
Quest'inverno che va concludendosi mi ha vista risucchiata in una spirale d'infelicità autoindotta, dalla quale sono uscita seppellendo un amico che continua a venire a salutarmi come se niente fosse. Forse non ha capito che ai miei occhi le sue terga si sono svuotate. <br />
La mia costante necessità di sviscerare il non detto viene per lo più giudicata inopportuna. Pare che, per il bene di tutti, sia meglio continuare a far finta di niente. Smarscherare chi finge di non avere sentimenti, a parte quelli più balordi per un'ideologia a caso, è da maleducati. Dire: "Mi fai stare di merda" è un segno di debolezza, aggravato dal fatto che a pronunciare queste parole è un soggetto di genere femminile. In certi ambienti ci si guadagna rispetto fingendo di essere un uomo stereotipato. Non si possono citare i dolori mestruali all'interno di un discorso vagamente serio; questo mi è stato ripetuto in più occasioni, per lo più da giovani donne. Mi domando allora: "di cosa possiamo parlare?"<br />
Io sono dell'idea che fare tanti discorsi "femministi" per poi trincerarsi in una comunità mono-genere sia stupido e segno di profonda incapacità di osservazione. Ha più senso invadere spazi altrui per dissacrarli, per parlare di dolori mestruali pretendendo rispetto. Credo sia un imperativo implicito nei primi capitoli de "Il Secondo Sesso" di Simone de Beauvoir, ovvero gli unici che ho letto. Immagino sembri un'esagerazione a chi non è solito frequentare cerchie di fanatici dell'opposizione (a tutto e a tutti), ma personalmente mi sono rotta le scatole di sentire discorsi sull'idiozia degli uomini che si accompagnano a comportamenti che non fanno altro che giustificare la misoginia, perchè "loro sono così, sono dei ritardati." Io non penso che le persone cui si rivolgeva quest'appellativo fossero effettivamente ritardate. Penso che per lo più si vergognassero di estrinsecare qualcosa di diverso da un peto o da una bestemmia. La loro è una comunità fallocratica della quale amo ridere, quando riesco a superare la brama di prendere tutti a sberle.<br />
L'amico che ho sepolto fa parte di questa comunità. Per qualche tempo gli ho offerto tisane con insistenza, poiché è chiaro che nella sua mente queste bevande non sono virili. Poi ho realizzato che non aveva senso insistere. La comunità fallocratica se l'era già mangiato e non era il caso di continuare a farsi del male per dimostrargli che non occorre fare gli stronzi per essere dei "veri uomini". Rimpiango i tempi in cui la sua presenza mi allietava, anziché ricordarmi che c'è una persona in meno su cui posso contare.<br />
Nonostante ciò continuo a vivere la mia esistenza da berica sradicata. Non cerco conforto nelle sostanze stupefacenti, a differenza di quanto vogliono farmi credere i giornali. Secondo le mie stime dovrei essere giovane ancora per poco, anche se sto imparando solo ora a fare una buona imitazione dei versi delle galline. <br />
<img src="http://www.greenpeace.org.uk/files/images/migrated/MultimediaFiles/Live/Image/6528.jpg" align="right">Vedo futilità ovunque. Nei tabelloni delle stazioni sui quali si sommano ritardi, negli esami fatti per dimenticare tutto una volta registrato il voto, nei cervelli di chi si vergogna di rifiutare una busta di plastica anche quando non se ne ha alcun bisogno, nelle signore in Alfa Romeo che insistono nel cercare di uccidermi aprendomi addosso la portiera della macchina mentre passo in bici. E' una futilità che mi disgusta e che lascio scorrere, per evitare di farmi venire le coliche isteriche -sempre che esistano- a soli ventidue anni. </p>

<p>Non venite a dirmi che sono una persona pregevole perché pensante, aggiungendo poi che la vita si apprende dalla strada e non dai libri. Io sono quel che sono perché ho letto e vissuto. Non esistono compartimentazioni in tal senso. Vorrei riuscire a parlare con eloquenza, per dimostare a chi non legge i miei pensieri che sotto questo corpo impacciato c'è qualcosa di non riducibile ad un genere, a qualche post polemico sul quale lavoro per ore, alla mia faccia sfatta e non truccata, all'idea diffusa secondo la quale io sarei una persona seria. <br />
L'amico che ho sepolto ha visto il mio orto-giardino, massima espressione della mia non-serietà, ne ha commentato alcuni dettagli e poi ha ripreso a vedermi senza ironia alcuna. <br />
Eppure c'è così bisogno di ironia in questa città. <br />
Non tutto deve essere necessariamente antagonista.<br />
Per questo faccio fatica a stabilirmi in un mondo e a restarci con convinzione. <br />
Riconosco le mie debolezze, ma non ho bisogno di una divisa per credermi forte. Preferisco muovermi, seppur riproducendo disegni circolari che ruotano attorno ad un pezzo di terra.</p>

<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DID6ReHUyT4&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DID6ReHUyT4&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>]]>
        
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    <title>Caught in Between</title>
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    <published>2010-02-17T17:38:04Z</published>
    <updated>2010-02-17T18:22:12Z</updated>

    <summary> Uno dei motivi per cui adoro Micah P. Hinson è che riesce a volteggiare senza sforzo alcuno tra la senilità e la giovinezza, tra sonorità che appartengono ormai ad un&apos;altra epoca e sensibilità odierne. Sarà il sentore d&apos;incertezza che...</summary>
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        <![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-WMNW_aatSU&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-WMNW_aatSU&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>

<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bay_voSlO98&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bay_voSlO98&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>

<p>Uno dei motivi per cui adoro <a href="http://www.micahphinson.com/">Micah P. Hinson</a> è che riesce a volteggiare senza sforzo alcuno tra la senilità e la giovinezza, tra sonorità che appartengono ormai ad un'altra epoca e sensibilità odierne.<br />
Sarà il sentore d'incertezza che mi tormenta o la sensazione di essere immersa in un mare di futilità che mi spinge a tornare di continuo ai suoi dischi. Forse perché mi sembrano come certi classici inscalfibili, seppur portatori di una fragilità che certi longsellers hanno perso da tempo.</p>]]>
        
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    <title>La parola del giorno è &quot;primigenio&quot;</title>
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    <published>2010-02-15T18:46:49Z</published>
    <updated>2010-02-15T19:11:33Z</updated>

    <summary>Per oggi mi limito ad una lista di cose da comunicare al mondo. Visto lo stato in cui riverso, ogni elaborazione ulteriore potrebbe essermi fatale: 1. oggi ho finito gli esami. A forza di registrare sputacchi da quattro crediti sono...</summary>
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        <![CDATA[<p>Per oggi mi limito ad una lista di cose da comunicare al mondo. Visto lo stato in cui riverso, ogni elaborazione ulteriore potrebbe essermi fatale:</p>

<p>1. oggi ho finito gli esami. A forza di registrare sputacchi da quattro crediti sono riuscita a riempire il libretto. Ora non mi resta che concludere la tesi e dar libero sfogo alle mie brame di giardiniera.<br />
2. Venerdì mattina mi recherò al liceo Quadri di Vicenza con il Collega a <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=302642571804&ref=ts#!/event.php?eid=302642571804&ref=ts">diffondere il verbo</a> del guerrilla gardening. Questo mi rende molto felice.<br />
3. Come ogni terza domenica del mese, il 21 febbraio mi troverete al banchetto della <a href="http://ggvi.noblogs.org/">Santa Alleanza dei Guerriglieri Verdi</a> presso il <a href="http://www.nodalmolin.it/spip.php?article800">mercato</a> dei produttori locali e delle autoproduzioni del Presidio No Dal Molin. <br />
4. oggi pomeriggio mi sentivo così leggera che ho comprato una copia di Anna Karenina. <br />
<img src="http://lh6.ggpht.com/_f4gtvj9I5sY/SVfDR2MXi7I/AAAAAAAAAnI/073l5eMSJas/s512/SeaSerpentsIVGustavKlimt.jpg"></p>]]>
        
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    <title>Perché il PD ci disgusta? Un esempio berico</title>
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    <published>2010-02-09T11:36:31Z</published>
    <updated>2010-02-09T11:46:41Z</updated>

    <summary>Questo trafiletto è comparso su Il Vicenza (Epolis) di lunedì 8 febbraio. Analizziamo ora ciò che gli esponenti locali del Partito Democratico ci stanno dicendo: -l&apos;assemblea dedicata alla presentazione del progetto del Bocciodromo ha dimostato che dietro alle quattro associazioni...</summary>
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        <![CDATA[<p>Questo trafiletto è comparso su Il Vicenza (Epolis) di lunedì 8 febbraio.</p>

<p><img src="http://www.margheritaferrari.com/bocc.png"></p>

<p><strong>Analizziamo ora ciò che gli esponenti locali del Partito Democratico ci stanno dicendo:</strong><br />
-l'assemblea dedicata alla presentazione del progetto del <a href="http://bocciodromo.blogspot.com/">Bocciodromo</a> ha dimostato che dietro alle quattro associazioni che hanno vinto il bando ci sono "persone vicine al <a href="http://www.nodalmolin.it/">Presidio</a>, e non solo."<br />
-gli attivisti del Presidio Permanente sono senza dubbio delle persone pericolose.<br />
-il bando del Bocciodromo è stato probabilmente vinto in modo irregolare o sospetto</p>

<p><strong>Perché gli esponenti locali del Partito Democratico sono ridicoli e masochisti?</strong><br />
-Durante l'assemblea è emerso -ma già si sapeva- che la volontà di realizzare questo progetto è partita dal <a href="http://capannonesociale.noblogs.org/">Capannone Sociale</a> e non da generiche "persone vicine al Presidio". Questo potrebbe essere stato un argomento ben più valido, considerando che il Capannone è emerso a seguito della demolizione del centro sociale Ya Basta nel 2001 e che per anni ne ha rappresentato una sorta di surrogato. Com'è noto a chiunque sia minimamente pratico delle subculture beriche, la componente più orientata all'azione diretta del Presidio è costituita in prevalenza da persone legate al Capannone Sociale.<br />
Questo dettaglio potrebbe essere significativo per i benpensanti, i berlusconiani o per certi giovani vicentini attualmente legati al PD o a Sinistra e Libertà, che non hanno esistato a schierarsi contro i vincitori del bando e che non hanno mai avuto problemi a dire che la gente del Capannone "non si lavava".<br />
Ciononostante si è preferito insistere sui legami con il Presidio Permanente.<br />
-Ogni qual volta un esponente berico del PD se ne esce con insinuazioni sulla pericolosità degli attivisti del Presidio io mi domando: "Ma quanto allucinante è tutto ciò?"<br />
Gli attivisti del Presidio sono persone estremamente varie legate dall'indignazione e dalla volontà di fermare la <a href="http://www.nodalmolin.it/spip.php?article799">devastazione</a> -che sta avvenendo mentre scrivo queste righe- della falda acquifera che alimenta gli acquedotti di Vicenza e Padova. Non si tratta di gente che vuole creare problemi e far perdere tempo a chi lavora nel cantiere per partito preso. Se così fosse il Presidio avrebbe cessato di esistere un bel po' di tempo fa. Chi ha resistito, continuando a dedicare moltissimo tempo a quella che, fin dal principio, è stata definita "una causa persa" lo ha fatto perché ha compreso l'importanza della parola cittadinanza. Le persone sulle cui spalle si regge il No Dal Molin avranno molti difetti, ma per lo meno non si limitano a subire le decisioni mortifere prese da altri per ragioni che nulla hanno a che fare con la sovranità popolare. Sono disposte a farsi denunciare e manganellare per difendere qualche diritto sancito dalla Costituzione e l'integrità di un luogo incontaminato a pochi passi dal centro città, che oggi è cantiere vergognoso e indegno.<br />
L'attuale sindaco di Vicenza, Achille Variati (PD, ex DC), è stato eletto al ballottaggio solo grazie ai voti della Lista Civica No Dal Molin, che aveva ottenuto il 9% dei consensi. L'appoggio del Presidio è stato dovuto esclusivamente alla contrarietà di Variati alla Ederle 2. Questo significa che senza i voti di chi sostiene il No Dal Molin l'attuale sindaco avrebbe perso e oggi non occuperebbe la sua poltrona. <br />
Mi aspetterei dunque un minimo di rispetto da parte degli esponenti berici del Partito Democratico, che invece non esitano ad uscirsene con sparate come quelle relative alla questione Bocciodromo.<br />
-Tornando all'articolo, ciò che stupisce è la bassezza di chi lascia intendere che la vittoria del progetto delle quattro associazioni vicentine sia stata immeritata. Addirittura c'è chi chiede "un gesto di responsabilità all'ex assessore al Patrimonio". Perché non sia mai che il Bocciodromo finisca in mano ad un branco di facinorosi.<br />
Il problema è che il progetto delle quattro associazioni (Aps Web-Lab, Aps Giovani dei Ferrovieri, Aps Pensionati per la Pace, Aps Polisportiva Jackie Tonawanda) ha vinto semplicemente perché era molto valido.<br />
L'assemblea pubblica durante il quale è stato presentato non ha fatto altro che dimostrarlo.<br />
Ci sono state addirittura persone -comuni cittadini- che hanno chiesto di intervenire solo per darne conferma. Uno di loro ha detto più o meno ciò che segue:<br />
"Sono venuto stasera perché ero molto preoccupato. Il Giornale di Vicenza, la destra locale, ma anche l'altra parte politica, hanno detto cose inquietanti su questo progetto, scatenando la polemica. Ma ciò che ho sentito stasera non ha nulla a che fare con ciò che stato detto e scritto in questi giorni. Questo progetto è veramente magnifico."</p>

<p>Mi domando allora quale sia il reale obiettivo del Partito Democratico. Perdere? Bruciarsi l'intero elettorato pensante di Vicenza?<br />
Un'ipotesi più plausibile è la seguente. Considerando che il progetto del Bocciodromo è innegabilmente pregevole e orientato al bene comune*, la sua conversione in qualcosa di concreto potrebbe dimostrare ciò che alcuni già sanno: la gente del Capannone/Presidio non è per niente malvagia, anzi, mentre i politici che hanno ammazzato culturalmente Vicenza se ne fregano della sanità mentale della gioventù o di chiunque senta il bisogno di luoghi di aggregazione diversi dal bar.<br />
Quindi conviene evitare che il progetto diventi realtà.</p>

<p>* ad esempio il progetto prevede due palestre accessibili ed attrezzate per i disabili, aule studio con biblioteca dei testi scolastici, servizio ripetizioni a prezzi modici, sportello di consulenza per i migranti, luogo di ristoro con prodotti locali e biologici e via dicendo.</p>]]>
        
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    <title>Gonna get my Ph.D. / I&apos;m a teenage lobotomy</title>
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    <published>2010-02-05T23:31:35Z</published>
    <updated>2010-02-05T23:40:30Z</updated>

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</p>]]>
        
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    <title>Il retrogusto erbaceo del cambiamento</title>
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    <published>2010-02-05T16:01:34Z</published>
    <updated>2010-02-05T17:36:38Z</updated>

    <summary>La neve si sta sciogliendo. I giacinti e i crochi cominciano a fare capolino tra i ciuffi d&apos;erba umida. Li osservo dalla finestra pregustandone la fioritura, progettando nuovi lavori in giardino. Poi torno alle mie sudate carte, all&apos;ultimo esame, al...</summary>
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        <![CDATA[<p>La neve si sta sciogliendo. I giacinti e i crochi cominciano a fare capolino tra i ciuffi d'erba umida. <br />
Li osservo dalla finestra pregustandone la fioritura, progettando nuovi lavori in giardino.<br />
Poi torno alle mie sudate carte, all'ultimo esame, al capitolo mancante della tesi, l'unico che consiste in mera elaborazione di scritti altrui.</p>

<p>Mi distraggo, scrivo <a href="http://ggvi.noblogs.org/post/2010/02/05/the-guerilla-art-kit">un post</a> di cui nessuno sentiva l'esigenza, cerco una citazione di Proust scoprendo che tutti la riportano tronca. <br />
La colloco in apertura, prima dell'indice, fingendo che questa perdita di tempo conti come "lavoro". </p>

<p>Alle nove devo essere oltre il cavalcavia dei Ferrovieri per l'assemblea del <a href="http://bocciodromo.blogspot.com/">Bocciodromo</a>, il futuro centro sociale di Vicenza. Molti hanno polemizzato dicendo che non deve essere un centro sociale, bensì un centro giovanile. Poiché è noto che i primi sono immancabilmente governati dai bolscevichi, mentre i secondi sono apolitici. <br />
Poco importa che il Bocciodromo fosse in origine il centro di aggregazione degli anziani del quartiere. A noi berici senza cervello piace fare polemica senza avere consapevolezza di cosa stiamo dicendo. "Sociale" e "socialità" sono parole comuniste, come è noto a chiunque sappia stare al mondo.</p>

<p>Poi -per carità- non posso dire di non condividere l'iniziale turbamento di chi ha scoperto che il popolo del <a href="http://capannonesociale.noblogs.org/">Capannone Sociale</A> era coinvolto della vicenda e si è poi visto decine di immagini tristi fluttuare davanti agli occhi.<br />
Qualcuno ha creato un gruppo su Facebook con l'intento di esprimere il desiderio che il Bocciodromo non diventi come il defunto Capannone, ovvero un luogo rifuggito dai più.<br />
Molte persone che conosco si sono iscritte a questo gruppo. So per certo che alcuni di essi non sono degli idioti. Semplicemente non hanno investito qualche minuto della loro vita per informarsi sulla questione. Si sono limitati a fare il pensiero che io faccio quasi sempre quando ho a che fare con agglomerati umani del Capannone (N.B. agglomerati, non singoli), ovvero: "Perché mi sento di merda? Perché ho l'impressione che tutti mi disprezzino?"<br />
Il fatto è che senza la gente del Capannone il bando per il Bocciodromo non sarebbe stato vinto e la gioventù berica non avrebbe un luogo sul quale investire le proprie speranze. <br />
Il progetto del centro sociale -perché del tipo più nobile di centro sociale si tratta- è così esaltante da sembrare finto. Lo leggo e lo rileggo strabuzzando gli occhi.</p>

<p>Berici, anziché nascondervi dietro al muro di un gruppo di Facebook, affrontate chi credete di disprezzare o temere. Fatevi avanti e siate propositivi. Al massimo sarete derisi e non penso che questo rappresenti un problema particolarmente grave.<br />
Personalmente sono stata derisa così tante volte che ormai ho imparato a vedere il ridicolo in chi mi osserva con aria deprecante e dice: "Ma tu sei fuori!"<br />
Basta rispondere: "Io sono fuori? E tu hai una cazzo di divisa addosso."</p>

<p>Tutto ciò per dire che stasera all'assemblea indosserò il costume da <a href="http://ggvi.noblogs.org/">guerrilla gardener </a>insieme ad alcuni colleghi e proporrò una seconda volta di dedicare una parte del giardino alle piante aromatiche, da usare eventualmente per le tisane biologiche del bar.<br />
<img src="http://farm3.static.flickr.com/2520/3874594518_83bf6d39a7.jpg"><br />
Potrà sembrare una stupidaggine insignificante, eppure poche cose scaldano il cuore come una tisana dal retrogusto erbaceo, aliena da ogni tipo di packing.<br />
Lo so che sembro "fuori" quando faccio questi discorsi; quando contrappongo il pragmatismo dei vegetali alla volatilità della rivoluzione. <br />
Lo faccio perché penso che tutti abbiano il diritto di assaggiare un pomodoro appena colto, tiepido e succoso, o di sorseggiare una tisana contemplando il giardino da cui vengono i suoi ingredienti. Io l'ho fatto solo di recente e da allora il mio modo di vedere le cose è cambiato.</p>]]>
        
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    <title>Buon Giorno della Marmotta a tutti</title>
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    <published>2010-02-02T10:06:44Z</published>
    <updated>2010-02-02T10:10:20Z</updated>

    <summary> Sperando che l&apos;inverno finisca presto e che la primavera porti tanti adorabili roditori nei nostri giardini....</summary>
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        <![CDATA[<p><img src="http://animals.nationalgeographic.com/staticfiles/NGS/Shared/StaticFiles/animals/images/primary/groundhog.jpg"></p>

<p>Sperando che l'inverno finisca presto e che la primavera porti tanti adorabili roditori nei nostri giardini.</p>]]>
        
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    <title>Vicenza si difende</title>
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    <published>2010-01-31T14:11:05Z</published>
    <updated>2010-01-31T15:30:17Z</updated>

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        <![CDATA[<p>A Vicenza ci sono ancora persone convinte che la Ederle 2 sia una buona cosa, probabilmente perché sono come il <a href="http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/wordofmouth/2010/jan/28/mcdonalds-launch-mcitaly-burger">ministro Zaia</a> e ritengono che la cosa più importante a questo mondo sia il denaro. <br />
Parlando con questi soggetti emergono inevitabilmente degli elementi che li accomunano. Si tratta in genere di persone che per partito preso si dichiarano favorevoli alla costruzione del nuovo aereoporto NATO -magari perché l'ha detto Berlusconi o qualche altra figura politica di spicco- o di berici convinti che gli Stati Uniti non farebbero mai del male ai cittadini di Vicenza, soprattutto considerando le dichiarazioni "progressiste" di Obama su questioni ecologiste. In ogni caso questa è gente che ignora deliberatamente l'eloquenza dei fatti. <br />
Mi domando come facciano a continuare a credere che il No Dal Molin sia composto da facinorosi. Hanno visto gli attivisti all'opera per più di tre anni. Possibile che una frase sentita in tv o letta sul Giornale di Vicenza sia più potente della tangibilità di quanto accade fuori dalle proprie case, entro i confini della propria città?<br />
Per loro e per i nostri governanti i contenuti delle rassegne stampa del presidio permanente e di tutti gli altri presidii sparsi in giro per l'Italia -accomunati dalla lotta contro la costruzione infrastrutture deleterie- non sono altro che menzogne.</p>

<p>Mi domando dunque dove sia andata a finire la decenza di queste persone, che pretendono rispetto e che si considerano tanto sapienti, quando i fatti emergono dal sottosuolo, facendosi così evidenti che non esiste gioco retorico capace di ricacciarli da dove sono venuti. <br />
Piantare migliaia di pali in una falda acquifera senza fare le dovute valutazioni di impatto ambientare dovrà pur avere delle conseguenze, o siamo così stupidi da fingere il contrario?</p>

<p>Ora che la falda si sta ribellando, ora che cominciano a presentarsi<a href="http://www.nodalmolin.it/spip.php?article759"> i primi problemi concreti</a>, non posso far a meno di osservare la staticità di chi, da vicentino, continua ad insultare i suoi concittadini che si oppongono allo stupro che sta avendo luogo da mesi, turandosi il naso per non sentire la propria puzza di <a href="http://www.facebook.com/profile.php?ref=name&id=1013471544#/group.php?gid=69489948739">ignoranza e odio</a>.</p>

<p>Per certi versi quest'atteggiamento disdicevole non fa che alimentare la brama di resistenza di chi, invece, continua a lottare dichiarando il proprio no di fronte ad un abuso di potere indegno di un paese che vuole credersi democratico.<br />
Ed è così che questa mattina cinquanta attivisti del presidio No Dal Molin sono entrati nel cantiere innevato dell'aereoporto -una zona militare invalicabile- e si sono incatenati alle gru.<br />
<img src="http://www.nodalmolin.it/IMG/jpg/DSCN0383resized-2.jpg"><br />
Domandiamoci dunque: "Da tre anni a questa parte, chi ha realmente difeso la propria terra? I presidianti o i leghisti?"<br />
Tenetelo a mente quando voterete alle regionali.<br />
</p>]]>
        
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