Superfici bianche e stelle comete

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Mi piace sentirmi risucchiata da tele enormi. Non so mai quando e se accadrà. Di tanto in tanto visito un museo, un po' per senso del dovere, un po' per curiosità. Non penso mai alla questione delle tele enormi. Ci faccio caso solo quando l'esperienza si è conclusa e io ho avuto ciò di cui avevo bisogno.
Oggi pomeriggio sono stata risucchiata da due opere del minimalista Robert Ryman, che fanno attualmente parte dell'esposizione Surface, Support, Process: The 1960s Monochrome in the Guggenheim Collection. Le tele esposte si presentano ricoperte da strati difformi di pigmento bianco. Questo tipo di lavorazione mette in evidenza il lavoro materiale svolto dall'artista e la consistenza della superficie, in contrasto con un obiettivo pittorico che ci aspetteremmo dal formato dei quadri. Le opere sono esposte su due pareti ad angolo retto e creano uno spazio all'interno del quale darsi alla contemplazione dell'immensità del bianco e delle sue forme. Non ho provato quiete di fronte allo stagliarsi dei due quadri dal pavimento all'alto soffitto del Guggenheim; piuttosto la piacevole agitazione che sento sul corpo quando aspetto di scrivere qualcosa che mi sta tormentando o quando penso alle profondità dei boschi.

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(Robert Ryman, Surface Veil I)


Al Guggenheim c'era anche All, l'esposizione dedicata a Maurizio Cattelan, di cui tanto si è parlato. Cattelan mi sta abbastanza simpatico e in genere tendo a ridere con lui, piuttosto che farmi beffe della sua opera o incensarlo. Mi ha fatto piacere visionare l'esposizione, che raccoglie buona parte delle sue opere, per lo più prestate da collezionisti privati. Ho riso dentro di me in diverse occasioni, mentre strisciavo lungo la rampa che permette di raggiungere la sommità del Guggenheim, perché apprezzo la blasfemia. Certo, ci sarebbero milioni di parentesi da aprire sul rapporto tra blasfemia e ciò che Cattelan pare rappresentare (vs. il modo in cui racconta sé stesso), ma non ritengo di essere la persona più preparata per farlo. Mi limito a dire che, a distanza di anni, il Papa colpito dal meteorite mi dà ancora molta soddisfazione.

1.JPG
(lo scheletro di gatto gigante)

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(la bara di JFK)

3.JPG
(la stella cometa delle Brigate Rosse)

4.JPG
(parte dell'allestimento)

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