Mi hanno cacciata dalla biblioteca del college più o meno nell'istante in cui la neve ha invaso l'aria e il giardino del campus.
Sono corsa a casa, dove per casa intendo mezza stanza al dodicesimo piano di un palazzo che funge da college residence e da dimora per civili. La mia coinquilina si è vista poco, finora. Ho passato tre notti qui, di cui due con il pavimento invaso da corpi di sconosciuti. Ciò è spiacevole e spero che passi presto.
Oggi ho dimenticato di pranzare, tanto ero presa dall'astrusità del sistema informatico della mia nuova dimora universitaria. Iscriversi agli esami richiederebbe un esame a parte.
Ho conosciuto un sacco di persone, un sacco di ragazze. Oggi ho parlato con il mio supervisor, che è un sociologo dedito allo studio della società cinese e dei movimenti sociali che la abitano.
Ieri, invece, sono andata nel Bronx per fare qualche acquisto, dato che lì si trova la sede più vicina di Target. Ho preso un pelapatate, un cuscino e un contenitore per cibarie ermetico. In metropolitana ho fatto la conoscenza di una ragazza del mio programma che viene dalla Spagna. Abbiamo parlato di approcci analitici alla pop culture e di scrittura. Mi sono sentita nel mio elemento per qualche minuto.
Lunedì è festa nazionale, quindi conto di starmene nella mia tana a studiare e a scrivere. Martedì invece cominciano i corsi. Non appena avrò deciso definitivamente quali seguire proverò a parlarne qui. Al momento so solo che ne seguirò quattro e che, se tutto andrà bene, dovrei dividermi tra il campus del Barnard e quello della Columbia.
Oggi pomeriggio ho anche avuto modo di toccare con mano alcune fanzine della Barnard Zine Library, che fungeranno da supporto per la mia tesi. Ho trovato anche due bellissime fanzine realizzate dalle bibliotecarie. La prima spiega cosa sono le fanzine, che aree tematiche coprono e come trovarle nel sistema bibliotecario della Columbia. La seconda spiega come inserire le fanzine nelle bibliografie di testi accademici. Wow.
Il mio animo demenziofilo apprezza.





