- Ho scelto definitivamente i corsi.
- La mia coinquilina mi ha definita diverse volte bookworm e ha espresso costernazione quando le ho detto di aver passato due ore nel basement del nostro palazzo a studiare in mezzo alle lavatrici.
- La visita alla sezione "Asia" del Metropolitan.
- Il professore che tiene il seminario sul concetto di maschilità che fa una battuta su degli ipotetici vichinghi mestruati.
- La neve intatta ed accecante di Central Park.
- Un dottorando in religione della Columbia che dichiara di stare lavorando sulle volpi come ponte tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti nello shintoismo.
- Il delirio creativo del Barnard Zine Club (rilegatura in nastro magnetico preso da cassette contenenti musica degli anni '90 di nostro gusto? facciamola!)
- Solo musica italiana (Maria Antonietta, Gazebo Penguins, Fine Before You Came, i Tre Allegri Ragazzi Morti della post-adolescenza), eccetto Jeff Mangum e una canzone dei Motorpsycho.
- La constatazione che le aule dell'ateneo trentino sono più pulite e di quelle della Columbia.
- Ventotto biblioteche in un solo campus (!!!!!!).
- Le violette sono germinate.
- Sentirmi stupidissima durante certi corsi e molto sapiente durante altri.
(Ciò che si vede dalla finestra della mia stanza)
(La neve di domenica mattina)
(Il catalogo della collezione "Asia" del MET. L'imperativo categorico è: tornaci!)
(I primissimi libri per i corsi e per la tesi. Gli altri sono in arrivo.)
(birra buona per chiudere le giornate di studio)
(Le giovani violette)


