Vi ho mai raccontato il senso di vuoto che spesso provo al cospetto dei frammenti della "scena" musicale vicentina? Ah ah ah. Naturalmente sì.
Negli ultimi tempi i miei sentimenti a riguardo hanno raggiunto un nuovo grado di complessità. A turbarmi è soprattutto la pressoché totale assenza di band beriche in cui coesistano ragazzi e ragazze. Tutto il resto è un indecifrabile groviglio di frustrazioni non troppo antiche, che al momento non ho la forza di esplicare.
La questione musicale appena accennata non è che un dettaglio di un più ampio non-problema che da qualche tempo mi porto dentro. Dico non-problema perché se non lo sollevassi ora, temo che molti continuerebbero a percepire lo status quo come normale, giusto, scontato. Naturalmente non pretendo di poter cambiare la situazione, di avere il talento e le forze necessarie; mi limito a proporre qualcosa che mi porto dentro da qualche settimana o forse da dieci anni.
Vengo al dunque: negli ultimi tempi ho avuto la fortuna di toccare con mano e di partecipare a quella che spero di poter definire una piccola rinascita culturale, che si sta consumando a Vicenza. Il nulla eterno di qualche anno fa consiste ora in un sottile flusso di idee; una rete che per alcuni concittadini ha indubbiamente significato moltissimo. Si sono organizzati piccoli festival, momenti d'incontro tra "realtà alternative" della città, cineforum e via dicendo. A colpirmi è stata soprattutto la diffusione di una manciata di fanzine cartacee, tutte molto diverse tra di loro e ugualmente degne di nota. Il mezzo potrebbe apparire anacronistico come un vecchio walkman scassato; ciononostante si è rivelato efficace, se non altro tra chi, per motivi anagrafici o per nostalgia del non vissuto, non disdegna il fascino delle fotocopie storte. In questo inedito germinare di fascicoletti autoprodotti mi sono trovata a discutere, per lo più via mail, con uno dei fondatori de La Lotta Armata al Bar, una fanza locale la cui redazione è - se non vado errata - composta da ragazzi nati dopo il '90. Con Gabriele si è parlato del fatto che coinvolgere ragazze nella realizzazione di fanzine o di altri progetti simili pare più difficile del previsto.
Alzando lo sguardo e scrutando l'orizzonte si ha l'impressione che, nonostante le novità (l'amministrazione di centro-sinistra, l'effetto del No Dal Molin sulla coscienza dei vicentini, le attività di cui sopra), sia ancora rarissimo imbattersi in ragazze di sedici anni (e sto citando un età a caso) che suonano in una band, che esprimono la propria creatività non soltanto entro le mura della propria camera, ma insieme ad altre persone.
Parte del problema risiede indubbiamente nel fatto che in una città come Vicenza domina ancora l'idea che una ragazza sia strutturalmente incapace di produrre musica degna, di poter elaborare qualcosa che sia significativo a tutto tondo (ovvero non solo per le sue amiche mestruate, ma anche per il metallaro stempiato che anni or sono mi invitò ad accomodarmi sul suo grembo chiamandomi "Rossa").
Dato che sono speranzosa e al contempo turbata dal perpetuarsi di una situazione che mi fece soffrire non poco ai tempi delle medie e delle superiori, porgo ora un invito alle donzelle in ascolto.
Se sei una ragazza con una testa ronzante, scrivimi.
Se la provincia e la sua vacuità sono il tuo incubo primario, scrivimi.
Se ami suonare, creare, ascoltare musica, scrivere, guardare film assurdi, indossare calzini spaiati, arrampicarti sugli alberi, correre, accumulare libri, ecc ecc, ti invito a prendere parte ad un progetto al qualche sto cominciando a lavorare con un piccolo gruppetto di ragazze. L'idea sarebbe quella di edificare un blog collettivo dai contenuti assai vari e, successivamente, una fanzine cartacea. Sono graditissime ulteriori proposte.
Non ci sono limiti d'età e di provenienza geografica.
Per ulteriori delucidazioni contattatemi all'indirizzo muoridelay[at]gmail.com.
Se conoscete ragazze che potrebbero essere interessate al progetto, vi prego di segnalar loro questo post. Grazie.




