Febbraio 2011 Archives

Sì, lo so. Negli ultimi tempi trascurato un tantino il mio amato blog, dedicandomi ad attività completamente diverse. In breve: ho scritto qualche post e dedicato ore ed ore alla gestione della nuova webzine Soft Revolution, ho passato quasi tutti i pomeriggi dell'ultimo mese riscrivendo i primi capitoli del *romanzo* al quale accennai già mesi fa e, giusto per compromettere ulteriormente la mia salute psicofisica, ho deciso che devo vincere il bando dell'Università di Trento per passare qualche mese presso la Barnard University (il che implica aggiungere un corso serale di inglese C1b agli altri obbligatori).
Ho inoltre cominciato a lavorare come somministratrice di questionari nelle scuole superiori di Trento. Il lavoro in sé è abbastanza divertente e stimolante perché mi permette di avere a che fare con gli studenti e di imparare a gestire gruppi di minorenni esaltati (poiché spesso i professori si eclissano quando i somministratori bussano alla porta della loro classe).
Nelle scuole professionali e negli istituti tecnici, dove ho avuto a che fare prevalentemente con ragazzi di quarta e quinta, ho sperimentato una nuova forma di imbarazzo. Molti degli studenti erano stati bocciati una o più volte e io sono una di quelle ventitreenni che non si truccano e che vengono sistematicamente scambiate per neodiplomate et similia. Mentre esplicavo il contenuto del questionario o il significato della magica espressione "segreto statistico", ho avuto più volte l'impressione di aver adottato un atteggiamento da "simpatica supplente" con gente della mia età, anche se il realtà avevano quasi tutti tre o quattro anni meno di me.
Per quanto ridicolo sia tutto ciò, lo straniamento appena descritto mi ricorda quello di cui mi raccontava mia nonna, che cominciò ad insegnare nelle scuole superiori prima di laurearsi, perché durante la guerra c'era carenza di docenti. Mi diceva sempre che l'aspetto più strano della faccenda era il dover spiegare la letteratura a "giovanotti" che avevano due o tre anni meno di lei.
Vagare per le scuole alla ricerca delle classi assegnatemi dalla mia capa si sta inoltre rivelando molto utile per il lavoro di riscrittura della prima parte del *romanzo*. Spesso noto modi di fare, piccoli tic e "forme dell'abitare" la scuola che avevo dimenticato di aver vissuto.
Mai avrei pensato che mi sarei ritrovata a fare questo lavoro (e a guadagnarci anche qualche soldino), ma sono molto felice di aver cominciato.

Spero di poter riprendere al più presto ad aggiornare il blog con una discreta frequenza. Nel frattempo mi scuso e vi invito a leggere il recente prodotto del mio ruminare su Soft Revolution (nonché l'intero blog, dato che le mie colleghe hanno cose molto interessanti da dire).
Per il momento ho scritto del libro "All Known Metal Bands" di Dan Nelson (edizioni McSweeney's), degli skater vicentini e ho intervistato il titolare del negozio di dischi Joy Records e Nur, una delle organizzatrici del RomaPopFest.

E' confortante sapere che, per quanto io mi distragga o dedichi ad altro, Elena Donazzan continuerà a fare dichiarazioni ridicole o a redarguire colleghi e colleghe colpevoli di tutti i mali del mondo.
E' di un paio di giorni fa la notizia (già segnalata da Loredana Lipperini) di un botta e risposta tra Elena Donazzan (appoggiata da Morena Martini, assessore alla Scuola del comune di Bassano del Grappa) e la concittadina Annalisa Toniolo, assessore alle Pari Opportunità e alla Pubblica Istruzione.
A quanto pare il nostro amato assessore regionale ha fatto nuovamente ricorso alla via epistolare per bacchettare la "strumentalizzazione" operata dalla Toniolo, colpevole aver trasmesso una nota informativa ai presidi delle scuole superiori della sua città.
Il testo della nota è questo:
"Egregi dirigenti scolastici,
vi comunico che il 13 febbraio p.v. si discuterà nelle piazze del problema dell'immagine femminile come appare sui mass media. Vi trasmetto il documento allegato, affinchè tale iniziativa non venga politicizzata o strumentalizzata, ma vi sia l'occasione per parlarne in classe con i ragazzi. L'Assessore alle Pari Opportunità, Annalisa Toniolo".
L'allegato sarebbe, stando all'articolo di Bassanonet, "il documento "Se non ora, quando" senza alcun commento e senza alcuna immagine".

Ammetto di aver pensato, mentre leggevo per la prima volta di questa notizia, che il gesto della Toniolo sia stato forse un po' azzardato, visto il clima politico da caccia alle streghe (n.b. dove per streghe intendiamo i potenziali detrattori di sua santità Silvio Berlusconi) che domina in Veneto da (non) poco tempo a questa parte.
Ciò non toglie che la mia prima reazione sia stata pesantemente influenzata da quello che definirei istinto di autoconservazione. Con il senno di poi non ho potuto far a meno di riflettere sull'idiozia di una classe politica che, quando fa comodo, si attacca alla Costituzione e demonizza i docenti colpevoli di "aver fatto politica in classe".
Poco importa che questa regola valga solo per chi viene etichettato come comunista, terrorista e nemico di Berlusconi, mentre nel frattempo viene inaugurata una scuola ricoperta da tetto a zerbini di simboli di partito.
Una scuola in cui non si dedichi qualche spazio alla discussione dei fatti d'attualità è una scuola monca. Una scuola che si permetta di ignorare le notizie che ci martellano in testa da mesi, anzi da anni, è una scuola isolata, priva di contatto con la realtà.
Infine, trovo come sempre riprovevoli le sparate della Donazzan, che hanno come focus un'idea degli studenti delle scuole superiori come di creature prive di idee, fragili, costantemente attaccate da pericolose ideologie di stampo marxista e anarchico. Mi sembra sia un'immagine che ha poco a che fare con la realtà, nonostante i tanti problemi che oggi affliggono le nostre scuole. Non a caso le manifestazioni del 13 hanno visto una forte partecipazione anche dei ragazzi più giovani, il cui entusiasmo palpabile non era certo eterodiretto dai "pericolosi partiti della sinistra".
Ostinarsi a sostenere il contrario non fa altro che rinsaldare un'immagine deleteria dei ragazzi italiani; immagine che, alla lunga, ricade sui ragazzi stessi come richiamo all'inazione, al lasciare che siano gli altri ad occuparsi della politica.

Vi ho mai raccontato il senso di vuoto che spesso provo al cospetto dei frammenti della "scena" musicale vicentina? Ah ah ah. Naturalmente sì.
Negli ultimi tempi i miei sentimenti a riguardo hanno raggiunto un nuovo grado di complessità. A turbarmi è soprattutto la pressoché totale assenza di band beriche in cui coesistano ragazzi e ragazze. Tutto il resto è un indecifrabile groviglio di frustrazioni non troppo antiche, che al momento non ho la forza di esplicare.

La questione musicale appena accennata non è che un dettaglio di un più ampio non-problema che da qualche tempo mi porto dentro. Dico non-problema perché se non lo sollevassi ora, temo che molti continuerebbero a percepire lo status quo come normale, giusto, scontato. Naturalmente non pretendo di poter cambiare la situazione, di avere il talento e le forze necessarie; mi limito a proporre qualcosa che mi porto dentro da qualche settimana o forse da dieci anni.

Vengo al dunque: negli ultimi tempi ho avuto la fortuna di toccare con mano e di partecipare a quella che spero di poter definire una piccola rinascita culturale, che si sta consumando a Vicenza. Il nulla eterno di qualche anno fa consiste ora in un sottile flusso di idee; una rete che per alcuni concittadini ha indubbiamente significato moltissimo. Si sono organizzati piccoli festival, momenti d'incontro tra "realtà alternative" della città, cineforum e via dicendo. A colpirmi è stata soprattutto la diffusione di una manciata di fanzine cartacee, tutte molto diverse tra di loro e ugualmente degne di nota. Il mezzo potrebbe apparire anacronistico come un vecchio walkman scassato; ciononostante si è rivelato efficace, se non altro tra chi, per motivi anagrafici o per nostalgia del non vissuto, non disdegna il fascino delle fotocopie storte. In questo inedito germinare di fascicoletti autoprodotti mi sono trovata a discutere, per lo più via mail, con uno dei fondatori de La Lotta Armata al Bar, una fanza locale la cui redazione è - se non vado errata - composta da ragazzi nati dopo il '90. Con Gabriele si è parlato del fatto che coinvolgere ragazze nella realizzazione di fanzine o di altri progetti simili pare più difficile del previsto.
Alzando lo sguardo e scrutando l'orizzonte si ha l'impressione che, nonostante le novità (l'amministrazione di centro-sinistra, l'effetto del No Dal Molin sulla coscienza dei vicentini, le attività di cui sopra), sia ancora rarissimo imbattersi in ragazze di sedici anni (e sto citando un età a caso) che suonano in una band, che esprimono la propria creatività non soltanto entro le mura della propria camera, ma insieme ad altre persone.
Parte del problema risiede indubbiamente nel fatto che in una città come Vicenza domina ancora l'idea che una ragazza sia strutturalmente incapace di produrre musica degna, di poter elaborare qualcosa che sia significativo a tutto tondo (ovvero non solo per le sue amiche mestruate, ma anche per il metallaro stempiato che anni or sono mi invitò ad accomodarmi sul suo grembo chiamandomi "Rossa").
Dato che sono speranzosa e al contempo turbata dal perpetuarsi di una situazione che mi fece soffrire non poco ai tempi delle medie e delle superiori, porgo ora un invito alle donzelle in ascolto.

Se sei una ragazza con una testa ronzante, scrivimi.
Se la provincia e la sua vacuità sono il tuo incubo primario, scrivimi.
Se ami suonare, creare, ascoltare musica, scrivere, guardare film assurdi, indossare calzini spaiati, arrampicarti sugli alberi, correre, accumulare libri, ecc ecc, ti invito a prendere parte ad un progetto al qualche sto cominciando a lavorare con un piccolo gruppetto di ragazze. L'idea sarebbe quella di edificare un blog collettivo dai contenuti assai vari e, successivamente, una fanzine cartacea. Sono graditissime ulteriori proposte.

Non ci sono limiti d'età e di provenienza geografica.
Per ulteriori delucidazioni contattatemi all'indirizzo muoridelay[at]gmail.com.
Se conoscete ragazze che potrebbero essere interessate al progetto, vi prego di segnalar loro questo post. Grazie.

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