Gennaio 2011 Archives

Il sito americano CareerCast.com ha recentemente pubblicato la classifica del 2010 delle dieci professioni meno stressanti. (via @chiaraland)
Tra di esse troneggia senza clamore alcuno la figura in tweed-vestita del bibliotecario.

In circostanze normali ci saremmo dette: "Ok. Ha senso".
Stavolta, invece, la sopraccitata classifica americana (inapplicabile quindi al nostro mesto Paese) ci rabbuia.
"Perché?", domanderete voi, Amati Lettori, che per tanti anni avete condiviso con noi il mito della vita tranquilla e odorosa di carta del bibliotecario.
La risposta è molto semplice. La trovate nell'ultimo post di Loredana Lipperini.

edit: Scrittori contro il #rogodilibri



A Trento succedono un sacco di cose.
Per questo la gente lascia traccia del proprio elevato pensiero sui muri cittadini usando il pennarello indelebile e Il Trentino ci riferisce notizie a dir poco sconvolgenti ogni giorno.
Io faccio la mia parte dormendo fino a tardi e dedicando il mio venerdì sera alla creazione di piccoli quiz per Baldra. Quello che vedete nell'ultima foto è ispirato dal libro che sua sorella deve riassumere come compito per casa ("La Coscienza di Zeno"). Gli altri due personaggi (Virginia Woolf e James Joyce) c'entrano, ma anche no.

* foto di Baldra

Aspettavamo con ansia l'ennesima edificante dichiarazione di Elena Donazzan, che molti di voi ricorderanno come assessore all'istruzione della Regione Veneto. E la bassanese non si è fatta attendere più di un paio di giorni.
Dopo lo scandalo del libercolo sull'Europa delle Nazioni pagato con denaro pubblico (ma copiato spudoratamente, come è poi emerso) e la deliziosa promessa di donare una Bibbia ad ogni bambino iscritto ad una scuola elementare veneta, Donazzan raccoglie il testimone abbandonato da Speranzon e annuncia di voler scrivere una lettera a tutti gli istituti superiori della mia ridente regione per esortare "insegnanti e bibliotecari a non diffondere tra i ragazzi i libri di questi autori".
"Sono diseducativi", dice. Aggiunge poi che questa è "una censura morale".
Forse nel tentativo di mettere le mani avanti, come altri suoi colleghi hanno fatto negli ultimi giorni, Donazzan precisa che tale censura consiste solo in un indirizzo politico. "Nessun obbligo", afferma "voglio [solo] evitare che i ragazzi vengano a contatto con le idee di chi difende a spada tratta un furfante, un delinquente, un assassino conclamato".

Cosa dovremmo fare a questo punto? Ringraziare forse questa donna piena di spirito d'iniziativa, che tanto ama i ragazzi veneti, al punto da impedir loro di leggere gli avvincenti romanzi dei Wu Ming, gli istruttivi saggi di Loredana Lipperini o le deliziose opere di Daniel Pennac? I seguaci di Luca Zaia, che come sempre ha appoggiato le sparate fasciste di Donazzan, direbbero che l'assessore ha ragione e che forse sarebbe il caso di mandarle una pianta o un cesto di bigoli, tagliatella e teste di comunisti.
D'altronde è noto che le giovani menti sono malleabili come il pongo e che le opere degli autori presenti nella famigerata lista nera trasformerebbero tanti potenziali cittadini responsabili (nonché elettori dell'asse PDL-Lega Nord) in pericolosi terroristi.

Come altri prima di me hanno fatto notare, andando avanti di questo passo ci troveremo a difendere non solo gli scrittori contemporanei presenti nella lista nera di Speranzon, ma anche le opere capitali della nostra letteratura, che a scuola si studiano da sempre. Personalmente, oltre ai tanto citati Dante, Manzoni e Fogazzaro, prefiguro la censura del Parini e della sua satira della nobilità decaduta e corrotta, che tanto amai alle scuole superiori.
Di fronte a tanta ignoranza e sprezzo della decenza non resta che alzare la voce ed opporsi allo scempio che si sta consumando sotto i nostri occhi.

Per quanto riguarda la deprecabile figura di Elena Donazzan, infine, mi limito a condividere con i lettori che dell'assessore veneto hanno solo sentito parlare di sfuggita il suo curriculum politico.
* Iscritta al Fronte della Gioventù nel 1989
* Presidente provinciale di Vicenza del movimento giovanile del MSI Fronte della Gioventù e poi Dirigente Nazionale di Azione Giovani dal 1996 al 2005
* Membro dell'Assemblea Nazionale di Alleanza Nazionale - partecipa al congresso di fondazione di AN - Fiuggi 1995
* Membro della Commissione nazionale di AN per l'Agricoltura
* Responsabile del Dipartimento di Pari Opportunità per il Veneto di AN
* Consigliere Particolare del Ministro Alemanno
* Membro della Fondazione Triveneto "Più società meno Stato"
* Promotrice della rete Identità e Libertà (rete degli under 40 presente nel nord Italia)
[consiglio di dare un'occhiata al link per farvi quattro risate]
* Rappresentante della Regione nel CdA della Fondazione Studi Universitari di Vicenza
[permettetemi una crassa risata alla voce Fondazione Studi Universitari di Vicenza ai tempi della riforma Gelmini]

C'è altro da aggiungere al nostro grazioso quadretto fascista? Non credo.

Ogni volta pare di aver toccato il fondo, non è vero? Ce lo ripetiamo come pappagalli induriti dal dolore e dall'indignazione. Guardiamo i telegiornali, interloquiamo irati con i personaggi che occupano lo schermo, sapendo che il nostro fiato è sprecato. Abbiamo ripetuto quelle frasi già molte altre volte e le persone che ci hanno prestato attenzione non hanno certo bisogno di essere sottoposte all'ennesimo lamento post-prandiale.
Le notizie rivoltanti si scagliano perpetuamente contro il nostro cranio. Talvolta le andiamo addirittura a cercare e poi ci sentiamo in dovere di riferirle ad altri.
I nostri genitori, che vediamo ormai solo di tanto in tanto, ci fanno presente che stiamo precipitando in un vortice di negatività. Ci dicono che parlare con noi è terribile.

Essi evitano sistematicamente le notizie di cui sopra. E' comprensibile. C'è già tanto fango nel quale sguazzare nel corso della giornata.
Quando ci avviciniamo dicendo: "Sai la notizia sconcertante del giorno?" non è certo entusiasmo quello che compare sui loro volti.

Parliamo pur sapendo che il nostro messaggio genererà conflitto. Non possiamo farne a meno, forse perché conviviamo da tempo con la sensazione che la storia della nostra passione privata per la politica sia indelebilmente segnata dal marchio dell'assurdo. Parliamo di ciò che ci fa rivoltare le budella per trovare un senso alla bassezza di chi pretende di rappresentarci. Ricerchiamo una logica sottostante le trovate bestiali di cui leggiamo su blog e giornali, a costo di apparire catastrofisti, incapaci di ignorare provvedimenti che magari non ci riguardano in prima persona.
Il fatto è che siamo stanchi di sentirci dire che non dovremmo preoccuparci per il nostro prossimo.

Da veneti dotati di buon senso, siamo perpetuamente afflitti dalla consapevolezza d'essere associati ai leghisti che hanno assunto il comando della Regione. Per questo riteniamo necessario prendere le distanze, far presente che certi provvedimenti ci fanno schifo. L'abbiamo fatto di recente con l'ennesima trovata della signora Donazzan. Lo rifacciamo oggi, pregandovi di leggere e condividere l'ultimo post dei Wu Ming, di cui anticipiamo qualche riga:

"L'assessore alla cultura della provincia di Venezia, l'ex-missino-oggi-berlusconiano Speranzon, ha accolto il suggerimento di un suo collega di partito e intimerà alle biblioteche del veneziano di:
1) rimuovere dagli scaffali i libri di tutti gli autori che nel 2004 firmarono un appello dove si chiedeva la scarcerazione di Cesare Battisti
[tra cui gli stessi Wu Ming, Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari e molti altri.];
2) rinunciare a organizzare iniziative con tali scrittori (vanno dichiarati "persone sgradite", dice).
Il bibliotecario che non accetterà il diktat "se ne assumerà la responsabilità".
Si allude forse al congelamento di fondi, al mancato patrocinio delle iniziative, al mobbing, a campagne stampa ostili?
La proposta ha avuto il plauso del COISP, un sindacato di polizia. Così il bibliotecario ci pensa due volte, prima di mettersi contro l'ente locale e le forze dell'ordine.
Una cricca di "sinceri democratici" si sta già muovendo per estendere la cosa a tutto il Veneto, ed è probabile che l'iniziativa venga emulata oltre i confini regionali"

edit: La lettera con cui si chiede la rimozione dei libri dalle biblioteche veneziane (grazie a Ivan per la segnalazione)

In genere ripristino una parvenza di ordine nel caos dei miei pensieri scrivendo. Ora che non ho tempo di abbandonare le sudate carte e lasciare che le mia dita si muovano liberamente sulla tastiera, sono pervasa da inquietudine e dubbi amletici. La notte è la mia personale nemica. Non riesco ad addormentarmi. I miei incubi sono scevri dall'ombra degli imminenti esami che pesano, invece, sulle mie ore di veglia. Sogno in modo stupido e masochista, ignorando la morte e flirtando con ciò che la precede.
Gli esami, con le loro modalità insipide e spesso prive di senso, mi ricordano periodicamente che non so cosa sto facendo della mia vita. Che sono solo un individuo di genere femminile i cui stati mentali e desideri cozzano con l'appartente incompatibilità tra regime capitalistico e aglio egiziano*.

* questa ve la spiego la prossima volta

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