Ogni volta pare di aver toccato il fondo, non è vero? Ce lo ripetiamo come pappagalli induriti dal dolore e dall'indignazione. Guardiamo i telegiornali, interloquiamo irati con i personaggi che occupano lo schermo, sapendo che il nostro fiato è sprecato. Abbiamo ripetuto quelle frasi già molte altre volte e le persone che ci hanno prestato attenzione non hanno certo bisogno di essere sottoposte all'ennesimo lamento post-prandiale.
Le notizie rivoltanti si scagliano perpetuamente contro il nostro cranio. Talvolta le andiamo addirittura a cercare e poi ci sentiamo in dovere di riferirle ad altri.
I nostri genitori, che vediamo ormai solo di tanto in tanto, ci fanno presente che stiamo precipitando in un vortice di negatività. Ci dicono che parlare con noi è terribile.
Essi evitano sistematicamente le notizie di cui sopra. E' comprensibile. C'è già tanto fango nel quale sguazzare nel corso della giornata.
Quando ci avviciniamo dicendo: "Sai la notizia sconcertante del giorno?" non è certo entusiasmo quello che compare sui loro volti.
Parliamo pur sapendo che il nostro messaggio genererà conflitto. Non possiamo farne a meno, forse perché conviviamo da tempo con la sensazione che la storia della nostra passione privata per la politica sia indelebilmente segnata dal marchio dell'assurdo. Parliamo di ciò che ci fa rivoltare le budella per trovare un senso alla bassezza di chi pretende di rappresentarci. Ricerchiamo una logica sottostante le trovate bestiali di cui leggiamo su blog e giornali, a costo di apparire catastrofisti, incapaci di ignorare provvedimenti che magari non ci riguardano in prima persona.
Il fatto è che siamo stanchi di sentirci dire che non dovremmo preoccuparci per il nostro prossimo.
Da veneti dotati di buon senso, siamo perpetuamente afflitti dalla consapevolezza d'essere associati ai leghisti che hanno assunto il comando della Regione. Per questo riteniamo necessario prendere le distanze, far presente che certi provvedimenti ci fanno schifo. L'abbiamo fatto di recente con l'ennesima trovata della signora Donazzan. Lo rifacciamo oggi, pregandovi di leggere e condividere l'ultimo post dei Wu Ming, di cui anticipiamo qualche riga:
"L'assessore alla cultura della provincia di Venezia, l'ex-missino-oggi-berlusconiano Speranzon, ha accolto il suggerimento di un suo collega di partito e intimerà alle biblioteche del veneziano di:
1) rimuovere dagli scaffali i libri di tutti gli autori che nel 2004 firmarono un appello dove si chiedeva la scarcerazione di Cesare Battisti [tra cui gli stessi Wu Ming, Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari e molti altri.];
2) rinunciare a organizzare iniziative con tali scrittori (vanno dichiarati "persone sgradite", dice).
Il bibliotecario che non accetterà il diktat "se ne assumerà la responsabilità".
Si allude forse al congelamento di fondi, al mancato patrocinio delle iniziative, al mobbing, a campagne stampa ostili?
La proposta ha avuto il plauso del COISP, un sindacato di polizia. Così il bibliotecario ci pensa due volte, prima di mettersi contro l'ente locale e le forze dell'ordine.
Una cricca di "sinceri democratici" si sta già muovendo per estendere la cosa a tutto il Veneto, ed è probabile che l'iniziativa venga emulata oltre i confini regionali"
edit: La lettera con cui si chiede la rimozione dei libri dalle biblioteche veneziane (grazie a Ivan per la segnalazione)