Da qualche giorno non riesco più a sentire quello che mia nonna mi dice quando le telefono, perché la sua voce è diventata un bisbiglio impercettibile.
Ieri ho deciso che questa mattina sarei andata a trovarla, perché questa situazione si sta facendo intollerabile.
Ho aperto gli occhi dopo aver ascoltato per qualche minuto il fragore della pioggia sulle finestre e il rumore delle auto che sfrecciano sulla strada bagnata.
Mi sono fatta una doccia sperando che l'immersione in un altro elemento mi portasse altrove.
Poi ho tirato fuori la macchina dal garage e sono partita.
Oggi ho impiegato più di un'ora ad arrivare a Crespano, perché c'era molto traffico e lavori di riasfaltatura in giro per la provincia. Ad un certo punto un SUV con i fari spenti mi ha tagliato la strada e io ho maledetto la persona che lo stava guidando.
Ho lasciato la macchina nel parcheggio dell'ospedale. Ho percorso il corridioio che conduce al reparto dove sta mia nonna. Tutte le volte che lo attraverso mi torna alla mente un particolare episodio. Quello è il corridoio delle celle mortuarie, ma il mio ricordo le riguarda solo in parte.
Sono entrata in reparto premendo il bottone rosso che sblocca la porta.
Mia nonna era nella zona tv insieme ad una signora che va a farle compagnia durante la settimana. L'ho svegliata e l'ho salutata.
Poi penso che si sia riaddormentata. Oppure era in un posto a metà strada tra la veglia e il sonno.
L'ho osservata per un quarto d'ora circa. I suoi gesti scattosi e diretti al vuoto, le sue mani serrate e l'espressione sofferente sul suo volto mi hanno svuotata. Ho pensato che poteva morire da un momento all'altro. Tutti pensano che morirà presto, il ché non è un male.
Non sapevo cosa fare, allora le ho accarezzato il braccio sinistro.
Come se fosse un gatto.
Poi mi sono ricordata che mi era già capitato di sentirmi così tremendamente vuota ed impotente, anche se la situazione era diversa.
Ero seduta per terra nel ripostiglio della mia casa e stavo carezzando il fianco ossuto e sporco di un gatto randagio che i miei genitori mi avevano lasciato da accudire mentre loro erano in ferie. Era un bel gatto nero. Aveva la sindrome da immunodeficienza felina. L'ho carezzato finché non ha smesso di respirare. Poi ho scavato una buca in giardino e l'ho seppellito.
Mia nonna non è morta mentre ero lì con lei. E' rimasta sulla sua sedia a rotelle a fare ciò che fa da qualche tempo a questa parte, ovvero aspettare.
La tv era accesa su canale 5. Tutti urlavano e si insultavano e dicevano cose stupide e offensive. Ho immaginato di entrare nello studio in cui stavano registrando la trasmissione e ucciderli tutti con un kalashnikov. Mia nonna ha sempre odiato i programmi di canale 5.




