Giugno 2010 Archives

Hot Freaks

Hot Freaks  | No TrackBacks

Il bello del guerrilla gardening è che, se praticato con passione, ti porta a fare cose totalmente aliene dal tuo agire consuetudinario.

Ecco una breve lista di esperienze anomale della sottoscritta e dei colleghi della Santa Alleanza dei Guerriglieri Verdi:
- raccogliere alberi mezzi morti per strada
- frugare nei bidoni dell'immondizia
- andare alla ricerca di materiali in ricicleria
- lanciare palle di terra in piena notte circondati da prostitute
- decorare un lenzuolo vecchio con vernice per legno, colla vinilica e glitter
- diventare maestri del cutter "a bisturi"
- andare a fare shopping in un negozio di decoupage
- togliersi gli strati di colla vinilica dalle mani
- farsi venire i calli alle mani con una macchina per fare le spillette
- dipingere delle borse fatte a mano fino alla cecità
- infilarsi tra i nidi di ragno della soffitta per raccogliere le decorazioni di natale (in piena estate)
- dare nuovo lustro all'espressione "baracconata"

Venite a trovarci al nostro banchetto natalizio presso Festambiente ed aiutateci a raccogliere i soldini necessari per Bulbami 2010.

Ho passato quasi tutti gli anni delle superiori dalle suore, il ché significa che ho un'idea distorta del normale funzionamento dei rituali scolastici. L'ultimo giorno di scuola della quinta sono rimasta a casa. Non ricordo neanche perché.
So che i miei compagni uscenti si sono presentati in classe in pigiama.

Detta così sembra una cosa molto simpatica e sovversiva, ma vi assicuro che i fautori di questo blitz erano per lo più persone cattive che adesso votano Lega Nord e che all'epoca mi facevano raggelare il sangue nelle vene con i loro discorsi aberranti sul fatto che Dio è un figo e che l'omosessualità è contagiosa.

Quando ero costretta a passare sei ore al giorno entro l'instituto cattolico invidiavo tantissimo i miei amici che frequentavano scuole normali. Loro non dovevano fare la preghiera tutte le mattine alle otto meno dieci, potevano fumare in cortile e non erano perseguitati dalla suora della portineria. Inoltre avevano delle vere assemblee d'istituto, una vera festa della creatività e veri rappresentanti.
Noi dell'istituto cattolico avevamo dei surrogati. La parte più bella di questi surrogati è che durante le feste della creatività c'era sempre il laboratorio dei gessetti colorati.
In quarta superiore ricordo che disegnai una pecora. Poi scoprii che la mia pecora non andava bene, perché bisognava disegnare qualcosa che avesse a che fare con un tema deprimentissimo che era stato assegnato dalle suore. Solo che era troppo tardi per ricominciare, così fui costretta a spiegare davanti a tutta la scuola qual era il senso della mia pecora.

Venerdì sera sono andata in piazza S. Lorenzo perché qualcuno aveva organizzato una specie di protesta pacifica.
Pare che da qualche anno a questa parte, l'ultimo giorno di scuola, gli studenti delle scuole della zona abbiano fatto un gran casino nei pressi della piazza che, tanto per cambiare, ospita una chiesa antica e bla bla bla.
Quindi quest'anno i festeggiamenti sono stati controllati da un po' di gente in divisa.
Questa cosa ha fatto incazzare molte persone, motivo per cui venerdì sera, dopo una riunione del gruppo di guerrilla gardening, mi sono recata con i colleghi giardinieri in piazza S. Lorenzo. C'era gente con taniche da cinque litri piene di vino rosso. Elisa, Baldra ed io abbiamo fatto un salto al Cancelletto e abbiamo comprato una bottiglia da un litro e mezzo piena di spritz troppo carico. In genere questa è una cosa che fanno i fattoni e i minorenni truzzi; nulla a che fare con lo spritz già pronto che sta cercando di commercializzare la Aperol. Un insulto ai veneti, all'esercito austro-ungarico, allo spritz Aperol con una spruzzatina di Cynar e più in generale alla creatività della gente.
Ad ogni modo, so che ad un certo punto ero ubriaca e stavo parlando con Marco e Baldra.
Marco ci fa: "Ma voi mettete musica, no? Perché un sacco di gente mi ha detto che siete bravi"
Immaginerete la mia reazione, soprattutto se consideriamo i due anni di fallimenti dj-istici e la quantità di spritz e vino da bar dei vecchi che avevo in corpo.
Poi è emerso che questo "sacco di gente" si riduce a tre persone e che Marco è un estimatore dei Pavement. Difatti li aveva messi durante un aperitivo alla Corte, cosa che aveva turbato Baldra. Sentire i Pavement a Vicenza è molto strano.
Per questo Baldra ed io li mettiamo sempre per i metallari del Sabotage e poi ci anneghiamo nelle pinte di Guinness fingengo che gli insulti non ci tangano.

Ecco, stasera c'è il nostro dj set mensile al Sabotage. Visto il mio umore odierno, penso che cercherò di mettere gli LCD Soundsystem e i Wombats, anche se il rischio di farmi sfregiare la faccia con un bicchiere rotto è alto.
Sabato, invece, saremo al Lioy 10 dalle otto e mezza. Poi, verso le due, cercheremo di fare un salto alla chiusura della Corte (con pregevole festa steampunk e presentazione di Margaret Killjoy). Se ci sarà ancora qualcuno saremo lieti di sfoderare la nostra musica *indie*.

Da qualche giorno non riesco più a sentire quello che mia nonna mi dice quando le telefono, perché la sua voce è diventata un bisbiglio impercettibile.
Ieri ho deciso che questa mattina sarei andata a trovarla, perché questa situazione si sta facendo intollerabile.

Ho aperto gli occhi dopo aver ascoltato per qualche minuto il fragore della pioggia sulle finestre e il rumore delle auto che sfrecciano sulla strada bagnata.
Mi sono fatta una doccia sperando che l'immersione in un altro elemento mi portasse altrove.
Poi ho tirato fuori la macchina dal garage e sono partita.

Oggi ho impiegato più di un'ora ad arrivare a Crespano, perché c'era molto traffico e lavori di riasfaltatura in giro per la provincia. Ad un certo punto un SUV con i fari spenti mi ha tagliato la strada e io ho maledetto la persona che lo stava guidando.

Ho lasciato la macchina nel parcheggio dell'ospedale. Ho percorso il corridioio che conduce al reparto dove sta mia nonna. Tutte le volte che lo attraverso mi torna alla mente un particolare episodio. Quello è il corridoio delle celle mortuarie, ma il mio ricordo le riguarda solo in parte.
Sono entrata in reparto premendo il bottone rosso che sblocca la porta.
Mia nonna era nella zona tv insieme ad una signora che va a farle compagnia durante la settimana. L'ho svegliata e l'ho salutata.
Poi penso che si sia riaddormentata. Oppure era in un posto a metà strada tra la veglia e il sonno.
L'ho osservata per un quarto d'ora circa. I suoi gesti scattosi e diretti al vuoto, le sue mani serrate e l'espressione sofferente sul suo volto mi hanno svuotata. Ho pensato che poteva morire da un momento all'altro. Tutti pensano che morirà presto, il ché non è un male.
Non sapevo cosa fare, allora le ho accarezzato il braccio sinistro.
Come se fosse un gatto.
Poi mi sono ricordata che mi era già capitato di sentirmi così tremendamente vuota ed impotente, anche se la situazione era diversa.
Ero seduta per terra nel ripostiglio della mia casa e stavo carezzando il fianco ossuto e sporco di un gatto randagio che i miei genitori mi avevano lasciato da accudire mentre loro erano in ferie. Era un bel gatto nero. Aveva la sindrome da immunodeficienza felina. L'ho carezzato finché non ha smesso di respirare. Poi ho scavato una buca in giardino e l'ho seppellito.

Mia nonna non è morta mentre ero lì con lei. E' rimasta sulla sua sedia a rotelle a fare ciò che fa da qualche tempo a questa parte, ovvero aspettare.
La tv era accesa su canale 5. Tutti urlavano e si insultavano e dicevano cose stupide e offensive. Ho immaginato di entrare nello studio in cui stavano registrando la trasmissione e ucciderli tutti con un kalashnikov. Mia nonna ha sempre odiato i programmi di canale 5.

Mater: Una cosa che mi ha stupita molto è il fatto che ormai proprio tutti mandano i messaggini
Io: [Risate isteriche] Mio Dio! La scoperta del millennio!
Mater: ...
Io: Aspetta che lo scrivo su Twitter...
Mater: [Incattivita] Guarda che ti tiro un piatto in testa!
Io: Mamma, ma non sai neanche cos'è Twitter!
Mater: Sì che so cos'è Twitter
Io: Cos'è Twitter?
Mater: E'... un motore di ricerca
Pater: [Dandosi un certo tono] Ma no, è un social network
Mater: Ma sì, una di quelle cose lì
Io: [Piegata in due]

Frugo nella borsa che da ieri pomeriggio giace sul divano.
Estraggo le chiavi di casa.
Esco dalla porta della cucina.
Cammino lungo il vialetto del giardino.
Attraverso il cortile.
Apro il cancello.
Mi arrampico sul muretto per recuperare il contenuto della cassetta postale senza usare le chiavi (che non ho).
Scopro con delusione che il libro di Blake Nelson non è ancora arrivato.
Guardo la copertina di Internazione e penso che, tanto per cambiare, non è un granché.
Chiudo il cancello.
Attraverso nuovamente il cortile e il vialetto.
Entro in cucina.
Scarto Internazionale.
Contempo per qualche instante la pubblicità cartacea allegata.
Leggo "Perché, a più di 60 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, oltre 40 nazioni ospitano ancora basi militari statunitensi?"

In una frazione di secondo mi attraversano la testa decine di immagini; uomini in tenuta militare che corrono lungo Corso Palladio (dieci anni fa), gli enormi palazzoni di cemento della Ederle 2 che si scorgono da chilometri di distanza, l'indescrivibile sensazione di vuoto, indignazione e disprezzo che ho provato quel pomeriggio esplorando il "Parco della Pace", militari statunitensi molesti in giro per il centro il sabato sera, le vicentine che si sposano l'invasore, i cartelli stradali con la bandiera degli Stati Uniti, il sindaco Variati che parla di fronte ad una Piazza dei Signori gremita, il gazebo della consultazione popolare ufficiosa dietro casa, le manifestazioni, i girasoli del Presidio, le macchine della Digos dietro l'angolo, i mezzi corazzati del 4 luglio scorso e il terrore che provai scoprendo che ce n'erano ad ogni incrocio, gli elicotteri.
Giro la pubblicità e scopro che "Standing Army" è un dvd con delle interviste.
Mi domando se possa essere interessante.
Scorro distrattamente i nomi delle persone intervistate.
Leggo "Noam Chomsky" e mi torna alla mente la lettera ch'egli scrisse alla gente del Presidio, qualche tempo fa.
Guardo la cartina geografica dei paesi che attualmente ospitano installazioni militari americane.
Per un istante ripenso a quell'articolo di Alternet sull'isoletta giapponese dove è sorto un presidio simile a quello della mia città, anche se lì sono tutti contadini cui è stata sottratta la terra.
Leggo la frase di Obama riportata sulla destra.
Poi leggo la frase che c'è sotto.

Mi viene da ridere.
Mi domando chi possa essere Edward Luttwak.
Sul retro della pubblicità c'è scritto che è un "economista e saggista statunitense, [...] un esperto di strategie militari e di geopolitica".
Penso che magari questo tizio non sappia un granché dei cittadini di Vicenza.
Me lo immagino alla sua scrivania in qualche prestigiosa università americana.
Poi vado su Wikipedia a controllare.
Scopro che Luttwak parla l'italiano, che ha vissuto a Palermo e Milano e che ha scritto due libri con tale Susanna Creperio Veratti ("Che cos'è davvero la democrazia" e "Il libro delle libertà").
Penso che potrei scrivere un post su questa cosa.

Parklife

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Ieri ho fatto un giro a parco Querini e ho visto, nell'ordine:
- una bambina che inseguiva un gallo
- un rifugio segreto pieno di galli
- la bambina sopraccitata che sparava acqua su un gruppo di anatre.
- quattro o cinque piccioni che oscillavano sui rami di un gelso per far cadere i fruttini a terra, dove c'erano altri piccioni pronti a mangiarli.

Non ho visto:
- nutrie
- conigli
- adolescenti seminudi
- forze dell'ordine

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