A volte guardo Baldra e mi preoccupo. Lo vedo fuori di sé, carico di fotocopie e testi accademici inquietanti.
Ora che sono sola in casa scruto quelle montagne di carta stampata e vi riconosco le stesse montagne di carta stampata che per mesi hanno invaso il salotto, la mia camera, la mia scrivania, i davanzali e i pavimenti. Tonnellate di fotocopie inutili e di libri presi a prestito a causa di un capitolo dal titolo fuorviante e di una tesi la cui forma mi era ancora ignota.
Dovrei pulire il fornello, ma ho ancora un paio di giorni prima che i miei tornino.
Baldra differisce dai miei amori passati sotto molti punti di vista.
Pacci, il mio più recente ex, ad esempio, stava simpatico a tutti. Anche quando fece i test per entrare nell'Aeronautica Militare. Era il periodo dell'esplosione della questione Dal Molin a Vicenza. Ciononostante tutti continuarono ad amarlo e ho motivo per credere che quella fase della sua vita sia stata ormai dimenticata. Il suo nuovo gruppo rap tanto seguito dai miei giovani concittadini ha insabbiato il suo passato. Basta citare Luttazzi e Travaglio in un testo per assurgere allo status di artisti politicamente attivi.
Baldra, al contrario, fa fatica a suscitare questo genere di sentimenti.
Parla lentamente, beve acqua calda, non ha l'abitudine di picchiare la gente e pinza i quotidiani.
Baldra ed io siamo quelli che raggiungono gli amici al bar e, pur sforzandosi di non fare discorsi "pallosi", finiscono sempre per sbagliare qualcosa.
Recentemente mi è capitato di provare sentimenti di vergogna e brama di fuga mentre stavo tessendo le lodi di Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.
Tutto è crollato mentre stavo dicendo: "La colonna sonora è deliziosa".
Questo genere di situazione è una tale costante nella mia vita da aver ormai minato alla base la mia capacità di fingere interesse o condiscendenza per cose che mi disgustano o che ritengo idiote.
Un tempo non avrei riso con sarcasmo di fronte all'affermazione: "Il biglietto per i Prodigy allo Sherwood costerà 40 euro."
Al contrario, avrei detto: "Ah sì?"
Baldra ed io facciamo dell'ironia su questo genere di cose. Sui Prodigy odierni, sui Prodigy di dieci anni fa, sulla gente che spende 40 euro per andare a vedere i Prodigy, sulla gente convinta che i Prodigy abbiano una qualche rilevanza.
Goffman direbbe che siamo un'équipe di rappresentazione e che questo nostro accanirci sui nostri detrattori prende il nome di denigrazione del pubblico.
Molti tendono a sottovalutare rapporti interpersonali come il nostro. Se quattro anni fa non ci fossimo conosciuti, forse a quest'ora saremmo disposti a spendere quei 40 euro pur di avere una parvenza di vita sociale.
Forse ci saremmo buttati nel Bacchiglione. Forse avremmo abbandonato la società umana per entrare in quella delle nutrie.
Forse Baldra avrebbe continuato a fallire ad Ingegneria Gestionale e si sarebbe suicidato. Forse gli avrebbero fatto un funerale cattolico.
Forse non avremmo comprato i biglietti per andare a sentire i Pavement a Bologna.
Forse non avrei mai imparato a ruttare [devono avermi fatto un discreto lavaggio del cervello, perché ho imparato a ruttare solo l'anno scorso]*
Forse non avremmo costruito un instabile edificio teorico secondo il quale noi giovani sociologi indie abbiamo capito tutto, mentre i neuropsicologi tanto amati dalla redazione di Internazionale sono il nemico.
E la società ha bisogno di edifici teorici come questo, di miti, di nemesi, di capri espiatori.
Io dico che è giunta l'ora di porre fine alla denigrazione dei giovani sociologi che non si limitano ad incrociare i dati e di individuare nei neuropsicologi il nuovo obiettivo contro cui scagliarsi.
Non è corretto prendersela con chi non ha neanche uno stupido albo cui iscriversi. I neuropsicologi, invece, stanno tentando di farci credere di aver trovato ogni risposta nel cervello umano. Quasi vivessimo totalmente isolati. Come se non ci influenzassimo in alcun modo tra di noi.
Come se i calvinisti fossero portatori del genere capitalista. Anzi; come se alcune persone fossero portatrici del gene calvinista. Come se il capitalismo e il calvinismo fossero stati calati dall'alto.
Bah.
Gli articoli dei neuropsicologi che escono di continuo su Internazionale mi lasciano spesso molto perplessa. C'era bisogno di un tizio con i camice bianco e trenta lauree per arrivare alla conclusione che i bambini sono più creativi degli adulti?
Ma soprattutto, era necessario etichettare come visionario un neuropsicologo fuori di testa che sostiene di aver scoperto che il cervello maschile prescrive il conflitto e quello femminile il lavoro di cura? (vedi Beautiful Minds su Current tv).
Procedendo in tal senso propongo di lasciare tutte le donne a casa, di bruciare i libri di Simone de Beauvoir, di bombardare la Svezia e la Norvegia, di impiccare i più raffinati teorici del Welfare State e di far precipitare anche le famiglie che ancora se la cavano nella povertà più nera.
L'aspetto geniale della teoria di questo neuropsicologo fuori di testa è, che secondo il suo punto di vista, il cervello maschile è "superato", perché oggigiorno per sopravvivere l'uomo non ha più bisogno di picchiare i suoi simili e di andare a caccia di mufloni.
Questo lo porta a sostenere che l'uomo contemporaneo, per vivere all'interno della società, deve sviluppare competenze "eminentemente femminili" e, almeno in parte, farsi donna.
Questo discorso mi fa accapponare la pelle perché mi ricorda di quando lessi che fino a non molti decenni fa, in alcuni contesti, era diffusa l'idea che le lesbiche non esistessero e, conseguentemente, che le donne che amavano altre donne fossero in realtà uomini in un corpo femminile.
Tutto ciò potrebbe sembrare irrilevante così come la mia apparente incapacità di fare battute di successo. Al contrario, propongo di smetterla di parlare del nulla e di focalizzarci invece su questioni chiave; questioni cui nessun neuropsicologo ha dato una risposta convincente.
Ad esempio: "Perché sembra impossibile parlare di Fantastic Mr. Fox con un disobbediente? Perché i disobbedienti non guardano film come Fantastic Mr. Fox?"
Ma soprattutto: "Perché mi viene voglia di urlare quando sento l'odore di una chiesa se sono portatrice del gene cattolico?"
* perdonate la volgarità




