A seguito dell'esplorazione del centro di Vicenza in data 24 aprile 2010 concludo che l'unica cosa da fare ieri sera era ubriacarsi.
Qualche ora dopo vengo svegliata da Mater che, agonizzante, mi manda alla ricerca della farmacia di turno. Pedalo dormendo.
Una vecchina mi prende per il culo perché mi sono fermata per farla passare.
Torno a casa. Le medicine sono sigillate così bene che mi serve il martello per aprirle.
Bevo la tisana che mi ero fatta alle due e mezza.
Esco in giardino. Contemplo l'area dove Pater ha tagliato l'erba, incurante delle piante di patate, dei narcisi sfioriti e di tutte le leguminose che avevo seminato l'autunno scorso.
Maledico l'ideale retrogrado del prato all'inglese.
Poi mi abbasso al livello del suolo e noto che i piselli stanno cominciando ad arrampicarsi sui rami che ho raccolto da un'aiuola pubblica dietro casa. Ho seguito il consiglio di Gayla Trail e ora aspetto con pazienza la fioritura.
A sinistra di una delle piante scopro che il germoglio ignoto che avevo notato la settimana scorsa ha messo le prime foglie vere.
Mi complimento con l'acero rosso per aver figliato.




