Uno degli aspetti positivi dello studiare "cose inutili" è che ci si imbatte di sovente in scritti molto divertenti. In alcuni casi essi stimolano anche la riflessione nei confronti di tematiche che ci toccano in prima persona.
Ad esempio, io amo far notare al mio granitico prossimo che il concetto di famiglia non è per niente statico. Questa pratica diviene ancor più esilarante se l'interlocutore di cemento armato è un leghista, naturalmente costretto alla dissociazione dalle dichiarazioni contradditorie forniteci dai nordici leader di partito negli ultimi anni.
Prendiamo ad esempio un ipotetico veneto, diviso interiormente dal suo amore per Lega Nord e per la Chiesa Cattolica Romana. Egli sarà indubbiamente un sostenitore della moralità, della pudicizia e di tutte queste cose tristi. Al contempo dirà cose spregevoli sugli omosessuali, sulla gente che convive al di fuori del sacro vincolo del matrimonio e probabilmente anche sulle donne con un minimo di cervello.
Giustificherà le sue idee affermando che "è sempre stato così", che "quei maiali vogliono distruggere l'istituzione della famiglia", che "non c'è più religione", ma soprattutto che "la famiglia tradizionale è quella formata da marito e moglie con figli".
Ora, io non capisco proprio questa ostinazione nell'uso della parola tradizione.
Persino in Veneto sarebbe semplice raccogliere tonnellate di volumi che dimostrano l'insensatezza di quest'idea balorda di età dell'oro durante la quale i celti, o chi per loro, facevano le elementari, poi andavano a lavorare in fabbrica e poi si sposavano con una "brava ragassa", poi figliavano e soprattutto andavano sempre a messa.
Per dimostrare la profonda idiozia di quest'idea granitica di famiglia per bene che la nostra classe politica vuole appiopparci, faccio ricorso alle parole dell'amico Arnold Van Gennep, autore di uno scritto seminale intitolato "I riti di passaggio", che vi consiglio se siete amanti delle mutilazioni e delle pratiche sessuali che da noi sono considerate devianti*.
"L'efficacia magico-religiosa del coito con un animale risulta anche nelle prescrizioni seguenti, rilevate in Dalmazia dal dottor A. Mitrovics. [...] Per avere una vita felice in famiglia, bisogna copulare con una capra e si deve anche raccogliere lo sperma e con questo spalmare la porta di casa." (Van Gennep, I riti di passaggio, 1909, pg. 151)
Sbaglio, o questa è una pratica tradizionale diffusa un tempo presso i nostri amici confinanti? Che sia forse il caso di rivalutarla?
*io lo sto studiando per un esame, il ché significa che non si tratta di un testo sovversivo, sempre che il mio professore di antropologia non sia un periocoloso cospiratore.




