Pare che ci siano casini al magazzino delle Poste di Vicenza. Il penultimo numero di Internazionale mi è arrivato questa mattina. Ho finito per leggere il mio oroscopo online.
Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Rimango sempre sconcertato quando, parlando dell'influenza di Saturno, certi astrologi intonano il gospel del pessimismo cosmico. Secondo me il pianeta degli anelli ci fa il regalo più grande che possiamo immaginare: ci stimola a diventare quello che siamo destinati a essere. Ci aiuta a tenerci alla larga dagli obiettivi che non sono in sintonia con la nostra anima. Ci costringe a rinunciare a fantasie vuote che, anche se si realizzassero, non ci renderebbero felici. Di conseguenza, sono lieto di darti una buona notizia. Da ora fino all'ottobre del 2012, Saturno viaggerà per buona parte del tempo nel tuo segno. E ti spingerà a eliminare le distrazioni inutili che non ti fanno concentrare su quello che ti spetta di diritto. (di Rob Brezsny)
Spero che questo significhi che ad aprile andrò a zappare sull'isola di Inis Mor. Se così non fosse dovrò ripiegare su qualche progetto di fuga alternativo.
Come suggerivo qualche post fa, la terra berica sta facendo di me una dissociata. Per quanto mi sforzi di vedere la questione in termini goffmaniani, questo non mi solleva dalla tragicità del dato empirico. Il dato empirico dice che, onde evitare detonazioni emozionali poco consone ad una persona con gli occhiali, faccio l'equilibrista tra la senilità più sprezzante e l'etilica spensieratezza adolescenziale. Il bello di tutto ciò è che riesco a prendermi sul serio pur sapendo che sto ragionando per stereotipi.
Questi cazzo di anni zero -come li chiama la leggenda vivente Vasco Brondi- sono stati per me gli anni della pre-adolescenza/adolescenza/prima post-adolescenza. E chiedo scusa per l'uso di queste segmentazioni su cui ho costruito il mio status di ggggiovane osservatrice dei ggggiovani.
Che dire? Cosa racconterò io di questi cazzo di anni zero? Ma soprattutto a chi?
Al di là delle problematiche macro, sulle quali preferisco soprassedere, che ricordi conserverò di questo decennio?
Forse...
- Ero alle medie, seduta su una panchina dell'istituto cattolico con la mia migliore amica dell'epoca. Lei mi passò un auricolare e dal suo walkman tenuto insieme con lo scotch uscì Serve the Servants. Ovvero: il mio primo ascolto dei Nirvana.
- Il fatto che durante gli anni zero tutti i miei morosi si chiamassero Luca.
- Le suore
- Underbreath
- L'orgoglio isolazionista e i capelli tagliati sempre più corti, fino al giorno in cui Luca2 aka Pacci mi rasò con estrema ignoranza.
- Il mio Guru
- L'ubriachezza molesta e il quartiere di Laghetto
- Il fatto che ad un certo punto la gente abbia cominciato ad apprezzarmi. Alcuni dicono per l'intelligenza. Altri per il senso dell'umorismo. Io continuo a non spiegarmi queste affermazioni.
- Il giorno in cui mi fu comunicato che durante la ricreazione non potevo andare nel corridoio della mia amica Giulia perché "avevo una cattiva influenza su di lei."
- Il giorno in cui cominciai ad odiare il mio medico di base.
- Il giorno in cui mi tolsi l'apparecchio per i denti e festeggiai l'evento comprando "Rubber Soul".
- Il giorno in cui andai in tv e vidi centinaia di signore in pelliccia che facevano la coda per gelarsi il culo in un capannone senza riscaldamento. Pensai: "Wow. Questo è il male".
- La mia sbronza #1, che in realtà ricordo a pezzi e dalla quale mi ripresi tre giorni dopo.
- La sera in cui vidi il mio primo tardivo concerto dei Derozer e ascoltai per la prima volta Spiderland.
- I risvolti piacevoli dell'università: un certo numero di compagne sensate, il corso del mio relatore e quello del prof isterico, che corso non era.
- L'uso massivo della bici. In particolar modo in condizioni atmosferiche avverse.
- La perdita della faccia.
- I sabati al Cancelletto, le mille varianti dello spritz, la conquista dello status sotto forma di bicchiere di vetro.
- La settimana in quel di Meledo, con i miei amici di Laghetto, Luca1, Luca2 aka Pacci, Viola e il mio amico malvagio. In particolar modo: la gara dell'abuso di caffé, l'odore di perdizione, le porte chiuse a chiave, la birra onnipresente, le conversazioni a bordo piscina che trasudavano frustrazione sessuale, la monotonia del cibo che diveniva motivo di festa, gente in armatura handmade che correva tra gli alberi in piena notte.
- La prima manifestazione nazionale del No Dal Molin, in particolar modo il momento cui realizzai quanta gente c'era.
- Amsterdam parte I e parte II
- Il mio primo concerto degli Offlaga Disco Pax al Capannone, che era pieno di trentenni vestiti in modo pretenzioso.
- Il periodo in cui la Subaru M80 fu l'unica macchina a pois della città e i sedili cominciarono a staccarsi.
- Un collage di momenti in cui mi dissi: "Sono passata oltre." L'ultimo è stato ieri sera, mentre bevevo una prugna al Sartea.
- I primi segnali della mia passione per l'accumulo di libri.
- Un certo numero di schiene
- La prima volta che udii il verbo di Moz attraverso il mio Guru.
- Gli Arcade Fire al Rock en Seine
- Gli anfibi come insignificante punteggiatura del mio vestire. In particolar modo i miei primi anfibi, abbandonati quest'estate nel campeggio della Route du Rock.
- Il giorno in cui vidi per la prima volta Baldra con la sua maglietta di Goo e gli chiesi: "Ma come ti chiami veramente?"
- Il giorno in cui, tornando verso casa con la mia bici, mi trovai di fronte alla demolizione del centro sociale Ya Basta. Ero alle medie e non ci avevo mai messo piede.
- La provincia finita di significato Pacci, che include tutte le nostre interazioni dal giorno in cui mi portò una copia di Let it Bleed a quello in cui abbandonammo il campeggio delle esonazioni fognarie poco fuori Barcellona e tornammo a casa.
- I gelidi marmi palladiani di Piazza Matteotti e il fatto che avessimo tutti le stesse scarpe.
- La letteratura francese spiegata dalla mia prof delle superiori
- La cantina di Luca1 (i ricambi per auto, le coperte sporchissime, una copia di Meat is Murder su vinile, l'ubriachezza molesta, Pacci vestito da coniglio, i Crash Test, il voler forzare le cose, due capodanni di devastazione).
...
[So che molte delle cose che compaiono nella lista sono incomprensibili. L'ho stesa perché mi andava di farlo e penso che pubblicarla sia l'unico modo per non perderla.
Grazie per l'ascolto e buon rito di passaggio a tutti.]


