Cambio d'abito

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Mi ero detta che tanto valeva cambiare il template del blog. Tentare di dargli un aspetto dignitoso.
Così mi sono messa al lavoro e per un po' sono riuscita a non pensarci, come quando quest'estate stavo in giardino, con le mani guantate, e dimenticavo di essere al mondo.
O come quando mercoledì sono andata a Padova. Dovevo parlare con uno dei miei professori. Mi sono presentata puntuale di fronte alle aule dedicate ai ricevimenti e in quel momento è arrivata una segretaria con un avviso che diceva "il ricevimento comincia più tardi."
Allora ho mangiato il pranzo portato da casa in compagnia di Baldra e poi sono stata ad ascoltare i discorsi lamentosi di alcune compagne di corso.
Stando a casa tutto il giorno faccio fatica a concentrarmi. Per scrivere la tesi devo essere moderatamente di buon umore.
Per studiare devo essere al caldo, ma non troppo, onde evitare il sopraggiungere del sonno.

Zinnie

Di recente sono stata in presidio perché suonava Capossela. Alla fine non ho seguito il concerto e ho fatto conversazione con alcuni amici.
Poi sono tornata a casa e ho scritto la bozza del primo capitolo della mia nuova opera. Ora sto aspettando di raccogliere alcune opinioni su quanto steso. L'attesa mi inquieta.

Così ho deciso di ingannare i miei demoni pensando ad altro.
Ad esempio ho pensato che non vale la pena che io mi sforzi di capire l'oi se poi nessun ascoltatore di oi si sforza di capire o per lo meno di non denigrare ciò che piace a me.
Accumulare insulti spacciati per battute non fa bene alla pelle.
Non ha senso che io edifichi aspettative sulle spalle di chi vive sul confine che separa gli altri significativi e gli emeriti insignificanti.
Contemplo queste terga deludenti, questi volti inscalfibili e nel frattempo bevo. Peccato che sia di stagione il vin brulé, che difficilmente stordisce.

Poco importa se al termine di ogni periodo di ripiegamento esistenziale ciò che resta è la grigia consapevolezza di non poter sopravvivere a lungo in questo posto, con questa gente. Ciò che conta è il risultato: ora riesco di nuovo a pensare.
Mi faccio dei gran discorsi in testa e aspetto che i miei vicini si accorgano di avermi ferita.
Farlo notare è inutile.
Si raccolgono risposte come questa:
"Ma Maggie, io tratto tutti così."
Dove per "tutti" intendiamo "la gente che conosco ma che non mi interessa più di tanto."

Così ho deciso di cambiare il template del blog. Somiglia un po' a quello di Underbreath, per chi ne conserva memoria.
Ringrazio Daniele e Ale che mi hanno aiutata a sistemarlo dopo che avevo incasinato tutto.

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