Trovami un modo semplice per uscirne

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Che ne è stato dei post relativi ai miei turbamenti, alle mie cazzate quotidiane? Li scrivo a mente e poi li lascio lì, perché la mia personalissima situazione geopolitica è mutata negli ultimi anni.
Ora potrei offendere qualcuno. Qualcuno che non merita di essere offeso.
Quando nessuno dei miei conoscenti pareva interessato a quello che scrivevo dovevo preoccuparmi solo delle suore e delle mie compagne di scuola.

Quindi sappiate che io continuo a scrivere a mente. Quasi quasi mi trasferisco su iobloggo e vi costringo tutti a chiedermi la password per poter filtrare il mio flusso di coscienza.

"Cosa stai combinando in questo periodo?", mi chiedete voi.
Bah. In questo periodo soffro d'insonnia, fingo di non essermi arenata sul fronte tesi, rifletto sul primo episodio secessionistico della Santa Alleanza dei Guerriglieri Verdi. Cos'altro? Progetto i prossimi tatuaggi da farmi, mi faccio prendere dal panico, leggo Goffman e la Arendt, osservo l'espansione delle mie occhiaie.
Ho tre interviste intatte che aspettano solo di essere sbobinate.
Stasera vado a mettere musica da uomini al Sabotage. La chiamo musica da uomini per denigrare gli uomini, sia chiaro.
Quando andai al Sabotage la prima volta ricordo che un metallaro disgustoso sulla quarantina mi urlò: "Ehi, rossa! Vieni a sederti qui [indicando le sue ginocchia]".
Queste sì che sono esperienze formative. Tra l'altro all'epoca non avevo neanche i capelli rossi.

Mio padre vuole farsi tatuare il logo del Chelsea. L'aspetto divertente della questione è che ha rivelato questa intenzione a mia madre un paio di mesi fa e io l'ho saputo del tutto collateralmente mentre stavo mangiando la mia minestra domenica scorsa. C'è mancato poco che non finisse sotto i ferri del batterista dei Derozer.
Un altro aspetto divertente della questione è che qualsiasi vicentino calciofilo che si rispetti dovrebbe avere poca simpatia per il Chelsea.
Possibile che io sia l'unica a scandalizzarmi?

A parte questo me la passo alla grande. Sono piegata su me stessa a causa del disfacimento ovarico mensile e bestemmio la categoria dei proibizionisti con passione ed inedito pathos.

A causa di qualche strana coincidenza astrale continuo ad imbattermi in articoli sul cancro all'utero e sui dolori premestruali.
La nonna di Baldra dice che quest'ultimi passano con il primo parto.
Poi ci sono quelli in camice bianco che consigliano di prendere ormoni e dicono: "c'è così tanta disinformazione! Se tutte queste giovini sapessero che basta riempirsi di merda per non stare più male, sarebbero molto più produttive e non ci sarebbe nulla di cui lamentarsi."
Durante le mie peregrinazioni internautiche ho scoperto che i preparati di calendula sono d'aiuto su questo fronte, solo che bisogna assumerli tutti i giorni e io non sono brava con questo genere di cose.
Per anni ho fatto affidamento sugli antidolorifici generici. Li prendevo anche per il mal di denti causato dall'apparecchio e per il mal di testa.
Ora ci mettono qualcosa come sei/otto ore per farmi effetto.
L'unica sostanza da me sperimentata che abbia calmato il dolore senza spiacevoli effetti collatorali (=gravidanza, dimenticanze letali, schifo nel sangue) sfortunatamente è illegale.
Peccato che sia il prodotto di una pianta. Una pianta che fino a qualche tempo fa cresceva rigogliosa in Veneto. Una pianta che, secondo me, ha anche un suo valore ornamentale.

Sono troppo seria per scrivere queste cose? Normalmente potrei esserlo.
Ma, come ho detto recentemente ad un amico, mi sento come avessi nuovamente diciassette anni, solo che ora la mia collezione di dischi tristi si è espansa a dismisura.

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