Leviathan - The Movie

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N.B. Questo post non particolarmente dotato di senso è rimasto a fare la muffa sul mio desktop per qualche giorno. A voi!

Talvolta l'assenza di eventi è tale da spingerti a fare cose che reputi stupide.
Recentemente mi sono recata al cinema per assistere ad una proiezione di "Angeli e Demoni". La scelta era tra il suddetto e "Transformers 2".
L'anno scorso e l'anno precedente mi sono trovata in situazioni analoghe. È stato così che ho visto capolavori d'inutilità come "Transformers" e "Miami Vice".
Quest'anno Baldra ed io abbiamo resistito a lungo prima di cedere, anche se sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto.
Di "Angeli e Demoni" dirò solo che non mi sono vergognata di scartare delle caramelle durante la proiezione. Da un lato posso capire che sia apprezzato da un pubblico americano che ignori totalmente il sistema burocratico su cui si regge la Chiesa Cattolica o l'esistenza di un tizio chiamato Bernini.
Trovo però agghiacciante la sola idea che sia stato distribuito in Italia così come l'ho visto. Ma dato che nessuno si è lamentato evidentemente il problema non sussiste.
Ciò su cui vorrei soffermarmi non è il ridicolo film che mi ha tenuto compagnia durante una serata afosa, bensì sui trailer che ho visto prima dell'inizio della proiezione.
Vedere i trailer in un cinema dove il volume è costantemente altissimo mi piace molto. Ad esempio l'altro giorno sono rimasta colpita da due film. Il primo è "Il Messaggero", un horror basato sull'usuale formula arraffa-idioti che tutti noi conosciamo. Il secondo è "2012", l'ennesima scempiaggine apocalittica, direttamente dal regista di "The Day After Tomorrow" (che comunque aveva un suo senso) e "Independence Day".
Questi due film rappresentano l'ennesimo disperato tentativo di spaventare e al contempo far godere il pubblico sfruttando due temi -i morti viventi e l'Apocalisse- che dall'alba dei tempi scatenano terrore atavico nel cervello umano.

Oggi pomeriggio sono tornata a riflettere su tale questione mentre stavo schematizzando uno dei libri che devo preparare per l'esame di scienza politica.
Fin dagli anni delle superiori nutro una particolare passione per un'opera -che non ho mai letto- del carissimo Thomas Hobbes.
L'opera in questione è il Leviatano. Anni fa, non ricordo né come né quando, ebbi una visione. Tale visione consisteva in un trailer fracassone sullo stile di quelli dei vari "Transformers", solo che l'opera ivi rappresentata era un certo LEVIATHAN - THE MOVIE.
Oggi ho scoperto che esiste già un film che porta questo nome, solo che il titolo fa riferimento al mostro marino biblico, non allo Stato hobbesiano.

La mia proposta di oggi, che spero raggiunga qualche produttore di Hollywood e che sono lieta di condividere con voi, consiste nel porre fine allo scempio rappresentato dalle migliaia di film inutili ed oggettivamente senza senso che ogni settimana occupano sale cinematografiche che potrebbero ospitare ben altro. Anziché farci martellare il cervello od adattarci a stare a stare inevitabilmente a casa con i nostri film scaricati, perché non godere invece di una pellicola sanguinolenta, piena di effetti speciali, ma soprattutto tratta da una delle opere più importanti che siano mai state scritte?
Il film potrebbe aprirsi su uno scenario accattivante, che di certo soddisferà gli amanti delle pellicole piene di esplosioni e combattimenti all'ultimo sangue. Sto parlando ovviamente della trasposizione banalizzata di una serie espressioni di memoria hobbesiana, quali "homo homini lupus" e "bellum omnium contra omnes". Fiumi di sangue e paura agghiacciante, dunque.
Come tutti voi saprete, Hobbes afferma che per uscire dallo stato di natura sia necessario stipulare un patto con il quale gli uomini cedono i loro diritti naturali ad un sovrano. Citando Wikipedia:
"Hobbes nega decisamente la possibilità dell'insurrezione. Definisce legittima la resistenza del suddito al sovrano nell'unico caso in cui questi non minacci l'incolumità fisica del suddito; tuttavia, nel momento in cui il suddito resiste al sovrano, anche legittimamente, il sovrano ha ancora il diritto di combattere contro il suddito che gli resiste, e di ucciderlo: difatti la resistenza del suddito al sovrano non è altro che una riproposizione dello stato di natura, all'interno del quale tutti hanno diritto a tutto, e la vittoria è del più forte.
Da notare inoltre che Hobbes assegna al sovrano la possibilità di stabilire cosa sia omicidio, furto o minaccia alla sicurezza: per questo il sovrano può legittimamente ordinare ai sudditi di uccidere un altro suddito, o di andare in guerra, nel momento in cui lo ritenga necessario alla sicurezza dello Stato. Per quanto riguarda la forma dello Stato, Hobbes afferma che il sovrano può essere un individuo solo (un monarca) o un'assemblea. Tuttavia, esprime chiaramente la sua preferenza per la monarchia, in quanto un'assemblea può più facilmente dividersi in fazioni e giungere alla guerra civile. La guerra civile, in cui una parte dello Stato avoca a sé il potere del sovrano, è definita da Hobbes come una ricaduta nello stato di natura, e dunque nel peggiore dei mali. Se Hobbes afferma che il suo Stato assoluto può degenerare in una tirannide, tuttavia ripete a più riprese che questa situazione sarà sempre migliore e più sopportabile della guerra civile."
Devo aggiungere altro? Qui abbiamo il materiale per un film estremamente rumoroso, pieno di personaggi di buon cuore schiacchiati dalla tirannide e pronti a tutto per sovvertire il malvagio Leviathan, chiunque egli sia.
Poniamo fine una volta per tutte ai film basati sul vuoto siderale. Cominciamo a sfruttare le opere dei grandi pensatori del passato!

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I got a catholic block inside my head was the previous entry in this blog.

Se dovessi scegliere adesso tenterei una seconda laurea in agraria is the next entry in this blog.

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