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Comunità indie under 25 di Vicenza

Uno dei grossi problemi che, fortunatamente, mi sono ritrovata a condividere con qualcuno è la totale mancanza di riconoscimento sociale per ciò che dovrebbe risultare pregevole ed inusuale, insita nell'aria stessa di queste mie terre desolate.
Non che io ritenga i miei interessi pregevoli od inusuali. O meglio, li ritengo pregevoli proprio perché sono i miei interessi, ma so che non sono poi così inusuali.
Uno dei drammi della provincia consiste nel modo in cui pressoché inevitabilmente finirai corrotto e felicemente ignaro di tutto. Io preferisco evitare l'osmosi ed inseguire la serenità con altri mezzi.
Questo è però impossibile, a meno che tu non sia un pezzo di granito. In passato mi sono riferita a me stessa in questi termini; in realtà non sono un pezzo di granito. Non so più nemmeno io quale sia la metafora più calzante.
Tornando al discorso iniziale, ciò che mi turba enormemente è il periodico stare ad osservare lo sfacelo della mia vita sociale. Non che la mia vita sociale a Vicenza mi interessi più di tanto. Ho ormai compreso che se restassi qui finirei per suicidarmi. Ma non posso fare a meno di esplodere in intere giornate di prostrazione e lacrime quando noto che il mio investimento emotivo è stato vano.
Mi turba inoltre il fatto che, se parlassi in termini di "investimento emotivo" con le persone che mi stanno logorando, probabilmente farei la figura della viscida calcolatrice che passa la sua vita sui libri.
Il grande dramma di noi giovini schiacciati dalla provincia si articola in due aspetti: da un lato sappiamo di essere tremendamente limitati dal contesto in cui ci muoviamo, dall'altro, a causa del nostro malessere indelebile, finiamo per essere etichettati come snob.
Temo la parola snob e tutti suoi sinonimi come un vecchino sdentato teme delle focaccine di porfido. Ogni qual volta sono stata chiamata snob o fatta passare per tale in contesto berico, una parte di me è morta.
Perché, pensandoci, se tu mi chiami snob solo perché cerco di informarmi un minimo o perché non hai mai sentito nominare il 99% dei gruppi che cito di tanto in tanto, essendo io consapevole delle mie enormi lacune e del fatto che ci sono stormi interi di persone più sensate e competenti di me a questo mondo, la naturale conseguenza del tuo giudizio è che io finisca per considerarti un beota.

Ieri ho preso il treno per Padova dopo pranzo con Baldra. Abbiamo camminato fino a via del Santo. Sono stata in biblioteca per prendere un libro consigliatomi da un professore per un paper. Peccato che il libro in questione non c'entrasse assolutamente niente con l'argomento prescelto. Poi Baldra e io ci siamo diretti verso l'aula magna di Scienze Politiche. Subito dopo averci messo piede abbiamo realizzato che la prof stava di nuovo spiegando pari pari dal libro, così abbiamo girato i tacchi e siamo tornati a Vicenza. La sensazione di aver spercato giorni e giorni della mia vita in spostamenti in treno si sta facendo attanagliante.
Ecco perchè una volta scesa dal treno sono andata al Cancelletto a consolarmi con un paio di spritz e solo successivamente sono tornata in biblioteca, restandoci fino alla chiusura.
Ciò di cui abbiamo parlato al Cancelletto è la questione seguente: se Vicenza è in tutto e per tutto un buco di culo, dove apparentemente chiunque è noto, per lo meno di vista, possibile che non sia ancora emerso dalle nebbie un fan non sulla via della senilità dei Built to Spill (n.b. Il nome della band è variabile)? Individuare l'amante dell'indie in un posto come questo non dovrebbe essere difficile. L'amante dell'indie in terra berica, proprio perché schiacciato in una nicchia dal raggio di due centimetri, dovrebbe volersi esporre, farsi identificare in qualche modo.

Facciamo un esempio che vi scandalizzerà: come ho capito che Baldra poteva essere un ascoltatore di indie? Una sera eravamo a Sant'Andrea con della gente e lui è arrivato con una maglietta di "Goo" dei Sonic Youth. Le magliette di "Goo" non sono esattamente oggetti di nicchia. Eppure a Vicenza sono più che sufficienti per permettere di fare un distinguo enorme tra Persone Che Ascoltano i Sonic Youth e Persone Che Non Ascoltano i Sonic Youth, dove quest'ultima categoria comprende tutte le persone con cui so di non poter parlare seriamente di musica (il margine d'errore è basso).
Ed è ragionando in questi termini che Baldra ed io ci siamo ritrovati a teorizzare scenari tragici, probabili e al contempo confortanti.
Se effettivamente io e lui fossimo i massimi ascoltatori di indie in territorio berico nella categoria under 25 e trovassimo un modo per dimostrarlo, per lo meno avremmo qualcosa per cui essere rispettati.
Il secondo passaggio del nostro ragionamento è stato il seguente: se le persone tendono ad aggregarsi in base ad interessi comuni, formando così gruppi e nicchie, era assolutamente matematico che prima o poi Baldra ed io ci saremmo trovati alle tre di notte a parlare di quando eravamo dei bimbi e ascoltavamo grunge. L'aspetto per certi versi tragico della questione è che Baldra ed io rappresentiamo l'intera comunità indie* under 25 di Vicenza e mai nessuno è stato in grado di provarmi il contrario. Nonostante questo, il nostro grado di riconoscimento sociale rasenta tutt'ora lo zero.

*dove per comunità indie si intende un gruppo di persone che ascolta in prevalenza indie, consapevole del significato dell'espressione post-punk e in grando di elencare almeno quindici gruppi di questo tipo.

Tags:

  • Built to Spill
  • comunità indie under 25 di Vicenza
  • Goo
  • indie
  • Sonic Youth
  • Vicenza

Posted on 19.05.09 11:35 | Permalink

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