Carissimi,
chiedo perdono per la saltuarietà con cui aggiorno questo blog.
Il clima si sta facendo piacevole e gli impegni si accavallano; mi risulta sempre più difficile trovare il tempo per scrivere qualcosa. Inoltre temo di annoiarvi.
Il quarto ed ultimo periodo del presente anno accademico è cominciato. In teoria dovrebbe trattarsi anche dei miei ultimi mesi di frequenza all'università, ma non ne sono poi così certa.
Recentemente Baldra ha trovato prove tangibili dell'idiozia del nostro corso di laurea su Internet Archive. Ha infatti recuperato la pagina con i corsi di Scienze Sociologiche pre-ordinamento 509 (cioé il nostro) e ha così avuto conferma di quella che si credeva fosse una mera leggenda metropolitana. Quando si è passati da quadriennale a triennale, qualcuno dei nostri prof ha pensato bene di compattare il tutto senza ridurre il numero degli esami. Ecco perché, generalmente, chi riesce a laurearsi in tre anni in genere esce completamente ignorante ma con il prezioso/inutile pezzo di carta.
Questo è per me un incentivo ad andare con calma e ad impazzire volontariamente sul fronte tesi.
Ciò che ho constatato è che non esiste traccia del guerrilla gardening nella letteratura scientifica, per cui il mio relatore mi ha fatto presente che dovrò limitarmi a definire un disegno di ricerca, da sfruttare in futuro, magari quando farò il dottorato.
Non che il dottorato sia nei miei programmi.
Ad ogni modo mi sono infilata in una sorta di infernale circolo vizioso chiamato "osservazione etnografica". Per i profani l'osservazione etnografica è una tecnica di ricerca qualitativa, che presuppone la convivenza con i soggetti che si intende studiare e la costante stesura del cosiddetto diario entografico. Il diario entografico si compone del maggior numero possibile di informazioni raccolte nel corso dell'osservazione.
Personalmente l'oggetto della mia osservazione partecipante è il gruppo di guerrilla gardening che ho contribuito a creare a Vicenza. Ogni giorno scrivo sui miei fogli spiegazzati quello che viene pubblicato sul forum, ciò che accade durante le riunioni fisiche e ogni singolo evento avente luogo nel corso degli attacchi.
Inoltre devo stendere una traccia d'intervista (N.B. notoriamente la prima versione è sempre pessima) e leggere quintali di cose, la metà delle quali sotto forma di deprecabili pdf.
A parte questo me la passo divinamente.
I treni che collegano Padova e Vicenza non sono mai stati così in ritardo. Oggi Baldra ed io siamo arrivati ad ipotizzare nuovi modi per esprimere la nostra isteria, ad esempio contattando associazioni dei consumatori et similia. Vedere un eurostar Freccia Rossa pressoché vuoto che sfreccia a Grisignano di Zocco dopo che il tuo regionale è stato fermo un quarto d'ora per dargli la precedenza può essere difficile da tollerare. Ancor più difficile può essere sopportare di dover stare fermi per far passare non uno, non due, ma tre eurostar.
Se non fosse per Trenialia la qualità della mia vita e quella di molti altri pendolari migliorerebbe sensibilmente. Sogno il giorno in cui tutto ciò avrà fine. Per lo meno il giorno in cui abbasseranno i prezzi degli abbonamenti.
Qualche tempo fa ho studiato il concetto di capitale sociale per un esame. L'ho trovato molto interessante. In uno dei libri che ho letto si diceva che il Veneto è una zona in cui c'è un capitale sociale molto alto (vedi lo sviluppo dei distretti industriali).
Per questo speravo che il guerrilla gardening potesse attirare le folle beriche. Sfortunatamente non avevo calcolato fattori quali l'invecchiamento della popolazione e l'idiozia diffusa tra i più giovini.
Ho dunque constatato che:
- gli anziani tendono ad apprezzare i giovani che fanno guerrilla gardening, ma raramente intervengono (finora ce n'è stato uno solo che ci ha dato una mano a vangare). In genere si limitano a dire: "Bravi! Per fortuna che i giovani non sono tutti teppisti..." [ah ah ah]
- coinvolgere gli studenti delle superiori pare un'impresa impossibile. Ci siamo ridotti ad usare Facebook per fare propaganda. Ma, essendo l'inattività intrinseca all'uso odierno di FB, tutti ci aggiungono come amici e lì ha fine il discorso. Una parte di me (circa il 5%) confida però in uno sviluppo della situazione.
Nel frattempo ho trovato il master dei miei sogni ed un lavoro che mi piacerebbe fare. Non mi risulta che quest'ultimo esista in Italia. Per me è una gran cosa, considerando che in tutta la mia vita non sono mai riuscita rispondere con convinzione alla domanda: "cosa vuoi fare da grande?" (specialmente quando me lo chiedeva il deprecabile dentista di cui tanto ho scritto in passato).
Ecco. Se siete vicentini vi invito ad iscrivervi al gruppo, il cui nome deliziosamente blasfemo è Santa Alleanza dei Guerriglieri Verdi.
Se non siete abitualmente sfottuti con l'appellativo "magnagati" ed usate FB, diventate nostri amici per finta.
Nel frattempo, saluti berici a tutti.
*addare è una parola che ho cominciato ad usare spesso perché mi ricorda quanto male possa fare FB alla gente
