Maggio 2009 Archives


(via Desperate Youth, associato alla lettura del post di Anita)

Non riesco a capire quali siano i loro intenti. Vogliono spingere in massa i giovani -"il futuro del Paese"- all'alcolismo? Vogliono mandarci fuori di testa? Personalmente ho grosse difficoltà a tollerare la sola idea di dover dormire a Vicenza, soprattutto a seguito delle mazzate emotive di cui ho scritto di recente. Dopo aver letto il post di Anita sono stata assalita dalla stessa rabbia lancinante e fine a sé stessa che associo ormai alla questione Dal Molin.
Questi provvedimenti, queste decisioni che cadono dal cielo e che pesano come macigni sulla schiena non hanno niente di razionale, di calcolato al millimetro. Serviranno per raccogliere voti, ma mi sembra assurdo che questa sia l'unica ragione.
La cosa difficile è spiegarlo ai nostri vecchi, far entrare nelle loro teste consunte che, di questi tempi, non puoi semplicemente rinchiudere la gente in casa, non puoi prendere uno studente già terrorizzato e sfiduciato di per sé e segregarlo in uno scantinato.
E' così che la gente va fuori di testa, che comincia ad odiare indistintamente chiunque appartenga alle forze dell'ordine, pur sapendo che è stupido.

In conclusione: poi non lamentatevi se vi spariscono le madonne abusive di pietruzzo dalle rotatorie...

Nelle ultime due settimane ho assistito al collasso del rapporto che intrattenevo con la mia oramai ex migliore amica.
Il tutto ebbe inizio più di un anno fa, quand'ella rese pubblica la sua relazione con questo tizio, comunemente definito "nazi" dal popolo del Capannone Sociale, poi confluito nel No Dal Molin. Nonostante questo decisi di far finta di niente e di sorvolare sulle nostre divergenze, sperando che la mia amica continuasse a disprezzare l'omofobia e a non odiare "gli extracomunitari".
Sfortunatamente il tutto degenerò e io me ne resi contro il giorno in cui constatai che non avrei più potuto esprimermi come un tempo.
I motivi sono molteplici.
Come prima cosa non volevo risultare inopportuna ed offendere la mia amica. Volevo dimostrare a me stessa di poter avere una conversazione civile anche con persone che hanno votato Borghezio alle ultime politiche e che raccontano come se niente fosse di aver pestato degli stranieri e di essersi divertiti un mondo. Inoltre constatai ben presto la tendenza di Tizio a buttare i discorsi problematici in vacca.
A questo si aggiunse l'evento che per primo minò la mia fiducia nello stato delle cose. Ricordo che la mia ex amica, Baldra ed io ci trovavamo al bar; stavo riferendo il racconto di un professore sulla ricerca di una collega sul No Dal Molin e sulle difficoltà che stava incontrando nell'analizzare tutto il materiale che aveva a disposizione. A quel punto la mia ex amica mi disse che Tizio sarebbe arrivato a breve e mi fece intendere che, per evitare casini, forse avrei dovuto evitare argomenti come quello del No Dal Molin.
Al di là della totale incoerenza di una persona che vota Lega, va in giro con i nazi e ritiene che l'ampliamento della base Nato, piena di militari extracomunitari, sia una buona cosa, percepii come il caos si stesse sostituendo alla mia pace mentale.
In seguito riuscii a limitare le incazzature alle questioni più agghiaccianti, come il giorno in cui stavano mostrando un concerto per Mandela in tv, e Tizio disse che lo festeggiavano così tanto solo perché si trattava di "un negro". Fu poi straordinario porre delle domande e constatare che tizio ignorava completamente la storia della persona che aveva appena insultato. Non sapeva neanche quale fosse il suo paese d'origine.
La mia ex amica se l'è presa parecchio quando non sono più riuscita a sopportare la situazione e, qualche giorno fa, le ho chiesto come facesse a stare con una persona che dice cose simili, come potesse ridere alle sue battute squallide.

Tutti mi dicono che avrei dovuto cambiare aria fin da subito.
Nonostante io abbia cercato di portare avanti questa amicizia sono stata accusata di avere pregiudizi, di non sapermi relazionare con chi è diverso da me.
È triste notare come tanti concetti vengano mescolati e confusi. In questo caso opinione ed appartenenza, neonazisti e diversità.
Ciò che Tizio e la mia ex amica non sono riusciti a capire, nonostante abbia espresso il mio risentimento in varie occasioni, è che insultare qualcuno non significa insultare solo lui/lei. Ad esempio, al termine della frase, i miei valori potrebbero essere stati insultati, oppure alcuni dei miei amici, o magari le persone che subiscono violenza inaudite per fuggire dal loro paese, e poi magari, prima ancora di poter mettere piede sul suolo italiano, vengono rispedite "a casa".

Constatare che, molte delle persone in cui avevo riposto fiducia in passato, oggi banchettano con qualunquisti e gente che non sembra in grado di sostenere una conversazione, mi turba un po'. Fortunatamente ho ancora i miei punti di riferimento, che però vedo di rado.
Il motivo per cui mi sono trovata a scrivere questo post è semplice. Nel corso di questi ultimi giorni ho ricevuto appellativi interessanti e coloriti. Io stessa, dopo aver chiesto che ci vedessimo per parlare varie volte, non avendo ottenuto risposte accettabili, mi sono vista costretta ad usare il vile mezzo dell'email per spiegare la mia isteria e successivamente per porre fine alla nostra amicizia ormai putrescente.
Una delle ultime email che ho ricevuto mi descriveva come persona incoerente e giudicona, ma soprattutto maniaca dello studio.
Questo è un punto tragico, su cui spesso mi trovo a riflettere. Perché mai una persona che si informa e, amando ciò che studia, si trova talvolta a raccontare ciò che ha letto o sentito all'università, deve passare per megalomane, snob e rompiballe? Perché?
Come ho già spiegato varie volte, non ho problemi ad ammettere la mia ignoranza. Ma dovrei forse fingere che ciò che mi sta a cuore non mi interessi per non turbare nessuno? Perché in questo paese, la persona deliberatamente ignorante vince sempre? Non sto parlando di mio nonno comunista scledense con la seconda elementare, che mi risulta abbia vinto molto di rado. Sto parlando di chi, indipendentemente dal proprio titolo di studio, se ne fotte di tutto ciò che non lo riguardi in prima persona.
Interrogo voi, amati lettori. Dovremmo forse far finta di niente? Farci insultare, star zitti quando disponiamo dell'arte dialettica per denigrare chiunque dimostri di meritarselo, purché non sia un avvocato o abbia un avvocato sotto mano.
L'idiozia di questa vicenda ha raggiunto il suo apice quando, dopo essere stata accusata di essere incoerente, ho portato quest'esempio: a differenza della mia ex amica, che può dirsi vegetariana perché sua mamma le compra puntualmente seitan e simili, io affronto quotidianamente conversazioni sfibranti e ridicole con i miei genitori che, nonostante siano persone sensate, mi considerano una fanatica e di certo non mi facilitano sul fronte "alimentazione sostenibile e responsabile". GiardinoCiò che mi ha permesso di dimostrare dialetticamente che la mia ex amica è stata plagiata e che non ha mai preso in considerazione i miei discorsi più accorati è stata la risposta alla seconda parte dell'esempio. Ho infatti scritto che, dato che sono incoerente e irresponsabile, ho passato circa due settimane infernali perché mio padre ritiene che il giardino debba essere composto da prato, siepe e fiori, mentre io ho occupato l'unica zona in cui batte il sole con un piccolo orto, nel quale ho piantato pomodori.
Questo gesto è l'ennesimo tentativo che faccio di produrre qualcosa di commestibile a casa mia, in modo del tutto biologico.
La mia ex amica, che si dice amante della natura, ha denigrato tutto ciò definendo i miei pomodori "pomodorini" e dicendo che conflitti domestici derivati dal mio disperato tentativo di fare qualcosa di buono per l'ambiente (in un paese in cui sembra strutturalmente impossibile) non sono "veri problemi".

Se solo non vivessi in un paese dove, nonostante tutto quello che è successo, Berlusconi è ancora al governo, potrei far finta di niente e tornare al mio quieto vivere. Sfortunatamente sono qui; Berlusconi e la sua faccia di merda non si sono mossi di un millimetro e io sto scrivendo questa cosa nonostante mi fossi ripromessa di evitarlo. Sotto lo sguardo impassibile, le battute postume e lo stile granitico, la vostra blogger incostante non-più-preferita piange la perdita della sua migliore amica e il suo passaggio al lato oscuro*.
Amen.

*se non altro è un'astensionista di ferro, il ché significa che non dovrebbe mai votare PdL, Lega o Forza Nuova.

Domanda: Qual è il drappo di terra ferma che può vantare la più alta concentrazione di capitelli di tutto il mondo?
Risposta: il Veneto.

Pomodori in rotatoriaL'ateismo sfrenato dei berici con cui riesco ad avere conversazioni dotate di senso potrebbe colpire l'ignaro straniero, ma esso si spiega semplicemente notando quando disgustosamente cattolica possa essere Vicenza. Sabato stavo piantando ortaggi in una rotatoria insieme ad alcuni esponenti del gruppo di guerrilla gardening Santa Alleanza dei Guerriglieri Verdi, quando siamo stati assaliti da un anziano rompicoglioni che ci ha chiesto autorizzazioni bollate e, quando gli abbiamo spiegato che volevamo solo abbellire la rotatoria, lui ci ha rispostdo dicendo che a quello provvedeva già la Madonna di gesso situata a pochi passi da noi. Alquanto presuntuoso da parte sua.
Come se non bastasse ogni anno dobbiamo sorbirci il riprovevole Festival Biblico. Quand'ero ancora una studentessa delle superiori presso un istituto cattolico sono stata costretta a partecipare ad una conferenza all'interno della suddetta manifestazione. Ricordo che il tutto consistette in due ore di dicerie già note e comunque basate su traduzioni fasulle dei primi dieci o quindici versetti della Genesi. Un incubo. Devo ancora riprendermi dall'esperienza. Durante la stessa giornata fui trascinata a Parco Querini con la mia classe e costretta a realizzare una scultura di pongo che avesse a che fare con le Sacre Scritture. Un'impresa ardua.
Fu così che buona parte dei miei compagni poco furbi realizzarono infelici crocefissi ornati di fiori di campo, il cui significato era "un crocefisso ornato di fiori di campo". La sottoscritta invece realizzò una superficie tortuosa e delle specie di biglie. Il significato, che inventai di sana pianta quando me lo chiesero, era "la superificie tortuosa è la Parola di Dio, le biglie siamo noi comuni mortali, che dobbiamo sforzarci di camminare sulla retta via". Il trucco che molti colleghi non hanno mai imparato sta nell'apprendere e rielaborare il gergo degli ecclesiastici o filo-ecclesiastici, per poterli poi fregare nei momenti più opportuni.
Ad ogni modo il Festival Biblico, così come VicenzaJazz e tutto il ciarpame che trova posto in Fiera (vedi VicenzaOro ecc) si colloca nel filone delle finte attività culturali, che fanno tanto piacere a chi non capisce niente della vita. Ne consegue che i giovani berici si trovano comunque a non avere niente da fare, ma vengono inoltre insultati dai più senili, che dicono loro: "non siete mai contenti! Ai miei tempi ci spaccavamo la schiena! Voi avete tutto comodo!".



Il programma del festival biblico di quest'anno [alcuni estratti]:

I volti della Scrittura nelle opere di Jacopo Dal Ponte
Il volto amicale delle Scritture. Giovani amici e amiche di Dio
Il volto delle Scritture nei canti liturgici delle varie religioni
I volti nelle icone russe (le icone russe sono ormai un vero e proprio e proprio incubo a Vicenza. Da qualche anno ce ne sono svariate centinaia esposte a Palazzo Leoni Montanari e tutti sembrano amarle alla follia. Personalmente sono stata contretta a visitare la mostra almeno tre volte e sono giunta ad odiarle visceralmente).
Il volto del Padre Creatore: i giorni della settimana
Le donne nella Bibbia (Laboratorio teatrale degli studenti dell'Istituto Paritario "Farina") (argh)
Il codice di Tarso
I volti di Maria nelle tavolette degli Ex-voto
I mille volti dello Spirito Veglia di Pentecoste (presiede: Cesare Nosiglia, arcivescovo)
Camminando con San Paolo (Il percorso della Fede tra i giovani,oggi)
Your FACE in The BOOK (Il volto di Cristo nel volto dei giovani) (!!!!)
Inchiesta sulla Sindone
Ester, donna sola (Meditazione e preghiera del mattino)
Credere nello sport (La fede nelle interviste ai campioni) (argh)

Uno dei grossi problemi che, fortunatamente, mi sono ritrovata a condividere con qualcuno è la totale mancanza di riconoscimento sociale per ciò che dovrebbe risultare pregevole ed inusuale, insita nell'aria stessa di queste mie terre desolate.
Non che io ritenga i miei interessi pregevoli od inusuali. O meglio, li ritengo pregevoli proprio perché sono i miei interessi, ma so che non sono poi così inusuali.
Uno dei drammi della provincia consiste nel modo in cui pressoché inevitabilmente finirai corrotto e felicemente ignaro di tutto. Io preferisco evitare l'osmosi ed inseguire la serenità con altri mezzi.
Questo è però impossibile, a meno che tu non sia un pezzo di granito. In passato mi sono riferita a me stessa in questi termini; in realtà non sono un pezzo di granito. Non so più nemmeno io quale sia la metafora più calzante.
Tornando al discorso iniziale, ciò che mi turba enormemente è il periodico stare ad osservare lo sfacelo della mia vita sociale. Non che la mia vita sociale a Vicenza mi interessi più di tanto. Ho ormai compreso che se restassi qui finirei per suicidarmi. Ma non posso fare a meno di esplodere in intere giornate di prostrazione e lacrime quando noto che il mio investimento emotivo è stato vano.
Mi turba inoltre il fatto che, se parlassi in termini di "investimento emotivo" con le persone che mi stanno logorando, probabilmente farei la figura della viscida calcolatrice che passa la sua vita sui libri.
Il grande dramma di noi giovini schiacciati dalla provincia si articola in due aspetti: da un lato sappiamo di essere tremendamente limitati dal contesto in cui ci muoviamo, dall'altro, a causa del nostro malessere indelebile, finiamo per essere etichettati come snob.
Temo la parola snob e tutti suoi sinonimi come un vecchino sdentato teme delle focaccine di porfido. Ogni qual volta sono stata chiamata snob o fatta passare per tale in contesto berico, una parte di me è morta.
Perché, pensandoci, se tu mi chiami snob solo perché cerco di informarmi un minimo o perché non hai mai sentito nominare il 99% dei gruppi che cito di tanto in tanto, essendo io consapevole delle mie enormi lacune e del fatto che ci sono stormi interi di persone più sensate e competenti di me a questo mondo, la naturale conseguenza del tuo giudizio è che io finisca per considerarti un beota.

Ieri ho preso il treno per Padova dopo pranzo con Baldra. Abbiamo camminato fino a via del Santo. Sono stata in biblioteca per prendere un libro consigliatomi da un professore per un paper. Peccato che il libro in questione non c'entrasse assolutamente niente con l'argomento prescelto. Poi Baldra e io ci siamo diretti verso l'aula magna di Scienze Politiche. Subito dopo averci messo piede abbiamo realizzato che la prof stava di nuovo spiegando pari pari dal libro, così abbiamo girato i tacchi e siamo tornati a Vicenza. La sensazione di aver spercato giorni e giorni della mia vita in spostamenti in treno si sta facendo attanagliante.
Ecco perchè una volta scesa dal treno sono andata al Cancelletto a consolarmi con un paio di spritz e solo successivamente sono tornata in biblioteca, restandoci fino alla chiusura.
Ciò di cui abbiamo parlato al Cancelletto è la questione seguente: se Vicenza è in tutto e per tutto un buco di culo, dove apparentemente chiunque è noto, per lo meno di vista, possibile che non sia ancora emerso dalle nebbie un fan non sulla via della senilità dei Built to Spill (n.b. Il nome della band è variabile)? Individuare l'amante dell'indie in un posto come questo non dovrebbe essere difficile. L'amante dell'indie in terra berica, proprio perché schiacciato in una nicchia dal raggio di due centimetri, dovrebbe volersi esporre, farsi identificare in qualche modo.

Facciamo un esempio che vi scandalizzerà: come ho capito che Baldra poteva essere un ascoltatore di indie? Una sera eravamo a Sant'Andrea con della gente e lui è arrivato con una maglietta di "Goo" dei Sonic Youth. Le magliette di "Goo" non sono esattamente oggetti di nicchia. Eppure a Vicenza sono più che sufficienti per permettere di fare un distinguo enorme tra Persone Che Ascoltano i Sonic Youth e Persone Che Non Ascoltano i Sonic Youth, dove quest'ultima categoria comprende tutte le persone con cui so di non poter parlare seriamente di musica (il margine d'errore è basso).
Ed è ragionando in questi termini che Baldra ed io ci siamo ritrovati a teorizzare scenari tragici, probabili e al contempo confortanti.
Se effettivamente io e lui fossimo i massimi ascoltatori di indie in territorio berico nella categoria under 25 e trovassimo un modo per dimostrarlo, per lo meno avremmo qualcosa per cui essere rispettati.
Il secondo passaggio del nostro ragionamento è stato il seguente: se le persone tendono ad aggregarsi in base ad interessi comuni, formando così gruppi e nicchie, era assolutamente matematico che prima o poi Baldra ed io ci saremmo trovati alle tre di notte a parlare di quando eravamo dei bimbi e ascoltavamo grunge. L'aspetto per certi versi tragico della questione è che Baldra ed io rappresentiamo l'intera comunità indie* under 25 di Vicenza e mai nessuno è stato in grado di provarmi il contrario. Nonostante questo, il nostro grado di riconoscimento sociale rasenta tutt'ora lo zero.

*dove per comunità indie si intende un gruppo di persone che ascolta in prevalenza indie, consapevole del significato dell'espressione post-punk e in grando di elencare almeno quindici gruppi di questo tipo.

Carissimi,
chiedo perdono per la saltuarietà con cui aggiorno questo blog.
Il clima si sta facendo piacevole e gli impegni si accavallano; mi risulta sempre più difficile trovare il tempo per scrivere qualcosa. Inoltre temo di annoiarvi.
Il quarto ed ultimo periodo del presente anno accademico è cominciato. In teoria dovrebbe trattarsi anche dei miei ultimi mesi di frequenza all'università, ma non ne sono poi così certa.
Recentemente Baldra ha trovato prove tangibili dell'idiozia del nostro corso di laurea su Internet Archive. Ha infatti recuperato la pagina con i corsi di Scienze Sociologiche pre-ordinamento 509 (cioé il nostro) e ha così avuto conferma di quella che si credeva fosse una mera leggenda metropolitana. Quando si è passati da quadriennale a triennale, qualcuno dei nostri prof ha pensato bene di compattare il tutto senza ridurre il numero degli esami. Ecco perché, generalmente, chi riesce a laurearsi in tre anni in genere esce completamente ignorante ma con il prezioso/inutile pezzo di carta.
Questo è per me un incentivo ad andare con calma e ad impazzire volontariamente sul fronte tesi.
Ciò che ho constatato è che non esiste traccia del guerrilla gardening nella letteratura scientifica, per cui il mio relatore mi ha fatto presente che dovrò limitarmi a definire un disegno di ricerca, da sfruttare in futuro, magari quando farò il dottorato.
Non che il dottorato sia nei miei programmi.
Attacco del 01/05/09Ad ogni modo mi sono infilata in una sorta di infernale circolo vizioso chiamato "osservazione etnografica". Per i profani l'osservazione etnografica è una tecnica di ricerca qualitativa, che presuppone la convivenza con i soggetti che si intende studiare e la costante stesura del cosiddetto diario entografico. Il diario entografico si compone del maggior numero possibile di informazioni raccolte nel corso dell'osservazione.
Personalmente l'oggetto della mia osservazione partecipante è il gruppo di guerrilla gardening che ho contribuito a creare a Vicenza. Ogni giorno scrivo sui miei fogli spiegazzati quello che viene pubblicato sul forum, ciò che accade durante le riunioni fisiche e ogni singolo evento avente luogo nel corso degli attacchi.
Inoltre devo stendere una traccia d'intervista (N.B. notoriamente la prima versione è sempre pessima) e leggere quintali di cose, la metà delle quali sotto forma di deprecabili pdf.
A parte questo me la passo divinamente.
I treni che collegano Padova e Vicenza non sono mai stati così in ritardo. Oggi Baldra ed io siamo arrivati ad ipotizzare nuovi modi per esprimere la nostra isteria, ad esempio contattando associazioni dei consumatori et similia. Vedere un eurostar Freccia Rossa pressoché vuoto che sfreccia a Grisignano di Zocco dopo che il tuo regionale è stato fermo un quarto d'ora per dargli la precedenza può essere difficile da tollerare. Ancor più difficile può essere sopportare di dover stare fermi per far passare non uno, non due, ma tre eurostar.

Se non fosse per Trenialia la qualità della mia vita e quella di molti altri pendolari migliorerebbe sensibilmente. Sogno il giorno in cui tutto ciò avrà fine. Per lo meno il giorno in cui abbasseranno i prezzi degli abbonamenti.

Qualche tempo fa ho studiato il concetto di capitale sociale per un esame. L'ho trovato molto interessante. In uno dei libri che ho letto si diceva che il Veneto è una zona in cui c'è un capitale sociale molto alto (vedi lo sviluppo dei distretti industriali).
Per questo speravo che il guerrilla gardening potesse attirare le folle beriche. Sfortunatamente non avevo calcolato fattori quali l'invecchiamento della popolazione e l'idiozia diffusa tra i più giovini.
Ho dunque constatato che:
- gli anziani tendono ad apprezzare i giovani che fanno guerrilla gardening, ma raramente intervengono (finora ce n'è stato uno solo che ci ha dato una mano a vangare). In genere si limitano a dire: "Bravi! Per fortuna che i giovani non sono tutti teppisti..." [ah ah ah]
- coinvolgere gli studenti delle superiori pare un'impresa impossibile. Ci siamo ridotti ad usare Facebook per fare propaganda. Ma, essendo l'inattività intrinseca all'uso odierno di FB, tutti ci aggiungono come amici e lì ha fine il discorso. Una parte di me (circa il 5%) confida però in uno sviluppo della situazione.

Nel frattempo ho trovato il master dei miei sogni ed un lavoro che mi piacerebbe fare. Non mi risulta che quest'ultimo esista in Italia. Per me è una gran cosa, considerando che in tutta la mia vita non sono mai riuscita rispondere con convinzione alla domanda: "cosa vuoi fare da grande?" (specialmente quando me lo chiedeva il deprecabile dentista di cui tanto ho scritto in passato).

Attacco del 21/04/09Ecco. Se siete vicentini vi invito ad iscrivervi al gruppo, il cui nome deliziosamente blasfemo è Santa Alleanza dei Guerriglieri Verdi.
Se non siete abitualmente sfottuti con l'appellativo "magnagati" ed usate FB, diventate nostri amici per finta.


Nel frattempo, saluti berici a tutti.

*addare è una parola che ho cominciato ad usare spesso perché mi ricorda quanto male possa fare FB alla gente

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