Marzo 2009 Archives

Il Veneto è un luogo fatato dove la maggior parte dei giovini credono che "indie" significhi indiano e la maggior parte dei meno giovini musicalmente colti adora cose progressive.
Non ho niente contro le cose progressive, anche se la sola idea di indossare delle cuffie giganti per ascoltare i Van der Graaf Generator mi provoca disagio, vista appannata, bocca impastata e svariati altri sintomi che possono essere riconducibili alla nota Sindrome da Stress Pre-Traumatico.
Il Veneto che conosco bene (Vicenza), abbastanza bene (Verona e Padova) e per sentito dire (Rovigo) rappresenta ai miei occhi la Tomba dell'Indie, o meglio, la Tomba della Gioia di Vivere, perché in effetti qualche gruppo indie pregevole è stanziato sul territorio.
Questo spiega almeno in parte per quale motivo il Collega ed io abbiamo chiesto di mettere i dischi praticamente ovunque a Vicenza (dopo la chiusura del Capannone e del Lynx) e l'unico luogo in cui abbiamo ottenuto una risposta affermativa è il Sabotage.
Per chi non lo sapesse, il Sabotage è un agorà metallara di recente costituzione, nel cui parcheggio, un paio d'anni fa, un tizio strafatto piegò a mani nude una portiera della mia amata ex macchina (la ben nota Subaru Merda) facendo esplodere un finestrino.
Inutile dire che per mesi e mesi non ho più avvicinato il luogo in questione, soprattutto perché, la sera del misfatto fui avvicinata da un metallaro decrepito con chiari segni di cirrosi epatica che mi disse: "Ehi rossa! Vieni qui!" intentendo che dovevo sedermi su di lui.
Ci terrei inoltre a sottolineare che all'epoca non avevo i capelli rossi.
Tornando a noi, stavo dicendo che Vicenza è un luogo infernale. Da qualche tempo sui volantini dei locali più disparati compaiono scritte affermanti "Dj set LIVE!", per ben distinguersi da chi invece propone "Finto dj set ad opera della modalità random di iTunes!".
Senza considerare che ormai la mia terra è stata colonizzata da un tale, presente ovunque io vada, che mette reggae.
E questo non è tutto.
Da qualche anno a questa parte Vicenza è diventata il centro nevralgico del mispelling del genere in questione. Cominciò il Capannone Sociale con "reggea" e si è arrivati nelle scorse settimane al "raggae" di un altro covo di metallari aperto di recente.

Il duo Teenage Lobotomy (di cui io sono Teenage e Baldra è Lobotomy), nel suo sempre più vano tentativo di offrire del divertimento sano ed indie ai giovini berici, esordirà domani sera al Sabotage (zona industriale) con un dj set a tema su Billy Idol.
Ho dunque circa 36 ore di tempo per ascoltarlo, capirlo e pensare a possibili altre band da mettere che gli somiglino.

Questi sono i giorni dello stordimento profondo e delle pile di fotocopie alte fino al soffitto.
I giorni in cui finalmente torno ad ascoltare musica, persino quella distorta che fino ad una settimana fa mi causava nausea e dolore acuto da qualche parte all'interno della testa.
I giorni in cui raggiungo l'apice delle mie capacità mentali sul treno del ritorno, pochi minuti prima di collassare e spegnermi.
I giorni in cui vorrei andare all'università in birkenstock e calzetti, ma non sono ancora sufficientemente forte per farlo.
I giorni passati sentendomi in colpa perché la pila di fotocopie mi fissa deprecandomi.

Questi sono i giorni del distacco dalla routine per mezzo della scoperta del suolo. Anche se continuo a fare sempre le solite cose -cioé studiare, prendere il treno, spostarmi in bici, riempire lo zaino di cose che potrebbero essermi utili, sottolineare con le matite colorate, fare fotocopie, andare a lezione, dormire male- tendo a non sentirmi più di merda.
Ho ancora la costante impressione di trovarmi nel posto sbagliato e provo sentimenti terribili osservando oggetti inanimati e persone che fanno finta di non conoscermi. Però ho trovato una valvola di sfogo.
Il mio problema con il mondo storicamente è stato definito in vari modi. La mia ex compagna di classe delle superiori nota come La Nobile o Miss Ballo delle Debuttanti, ad esempio, un giorno mi disse: "Ma tu hai dei problemi mentali."
Se per "problemi mentali" intendiamo scrivere post molto divertenti sulle proprie compagne di classe fuori fase, allora ammetto di aver un chiodo figurato piantato nel cervello.
In un'altra occasione mio padre mi regalò, con fare burlone, una copia del deprecabile best seller chiamato "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita". Sfortunatamente leggendo il testo in questione scoprii che quello dedito alle seghe mentali era l'autore e non la sottoscritta.

Nel corso degli anni ho constatato che la filosofia spicciola è sufficiente per chiudere la bocca a buona parte della popolazione berica, mentre frasi come "Ciò che dici non ha senso perché l'ordine delle portate è una costruzione sociale" non funzionano.
Ho quindi riflettuto sulle poche cose che ricordo del Socrate studiato il terza superiore e le ho assemblate con il ricordo dei miei drammi adolescenziali, ottenendo Il Mio Grande Dramma.
Del tutto casualmente oggi ho scoperto che esso coincide con il Grande Dramma della Modernità secondo Durkheim, il baffuto padre della sociologia.
Me l'ha detto Baldra in treno, che l'ha appreso durante il corso di Storia del pensiero sociologico. Anch'io ho fatto quel corso, ma il programma era diverso.
Durkheim diceva che un tempo gli uomini che sapevano un po' di tutto (a livello sia pratico sia intellettuale) erano considerati assai pregevoli. Nella modernità invece un soggetto di questo genere è visto come un derelitto incapace, poiché a trionfare è la specializzazione, non solo in ambito lavorativo, ma anche per quanto riguarda i propri passatempi.
Fare ordineQuante e quali considerazioni possiamo trarre da una affermazione di questo tipo?
La prima risposta è molte. La seconda risposta è troppo complessa per essere espressa in modo serio a mezzanotte, dopo una giornata di distruzione.
Mi limiterò a dire che ricordo il giorno in cui mi domandai, stupidamente, se valeva la pena si dedicare il mio tempo libero ad un solo interesse, in modo da poter essere sapiente almeno in un ambito. Ovviamente, avendo dovuto scegliendere, avrei optato per la lettura. Ma pare che nessuno sia mai riuscito a leggere tutti i libri mai scritti.
Oggi posso definirmi fanatica dell'accumulo di conoscenze e conseguentemente provo frustrazione con venature di ribrezzo di fronte ai giovini che si lasciano marcire al sole come cadaveri.
Ciò non significa che io sia brillante. So abbastanza cose e posso fare una discreta figura se circondata da beoti, ma in linea di massima tendo a sentire il peso della mia ignoranza e delle mie scarse capacità relazionali.
Questo si traduce in un costante brusio che popola la mia testa e talvolta mi impedisce di dormire. In genere scrivo preventivamente per spegnere il brusio prima di andare a letto. A volte mi domando se riuscirei a dormire meglio non sapendo certe cose. Non credo si tratti di paranoia o di qualche altra patologia che preferisco ignorare.
Le mie fallimentari zucchine dell'anno scorsoIl trucco sta nel gestire il flusso di informazioni proporzionandolo al proprio masochismo. Io, ad esempio, non ho l'ho ancora perfezionato e dico cose come: "Non comprerò mai più vestiti" oppure "perché la gente non problematizza il maiale?"

Fino a qualche tempo fa temevo non ci fosse limite al peggio. Mi veniva da piangere di fronte al rumore infernale di un treno in frenata e facevo incubi popolati da compiti per casa delle superiori.
In questi giorni ho scoperto che esiste un modo per spegnere il brusio: il giardinaggio.
Non so perché, ma quando sto in giardino per un'ora a mescolare il compost, a dare acqua alle piante e a seminare l'attività speculativa del mio cervello si ferma. Solo una volta riposti i guanti e gli attrezzi torno ad essere l'idiota di sempre, il self primario.

Vorrei diventare una esperta di botanica ma credo che mi limiterò ad imparare qualche nome in latino, a leggere i manuali ereditati da mio nonno e ad affondare le mani nella terra sperando che qualcosa si degni di crescere sul mio suolo argilloso.

MALEDETTA PRIMAVERA

La notizia dell'ultimo minuto è che domani Baldra ed io metteremo i dischi presso l'amata Casetta Lou Fai. Il tutto si svolgerà dalle due e mezza in poi all'interno della festa nazionale organizzata da Rockit nota come Maledetta Primavera.
Oltre al duo Teenage Lobotomy suoneranno i Fake P.
Se passate di lì venite a dirmi ciao!

Spring

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Carissimi,
chiedo scusa a voi per la mia ingiustificata assenza e chiedo scusa a me stessa per il mal di testa che mi sto provocando.
Come vanno le cose? Qui tutto bene. Di recente mi sono sottoposta ad un numero considerevole di visite mediche perché ho la tendenza a concentrare la sofferenza in periodi di circa tre-quattro settimane, in modo da non doverci più pensare per il resto dell'anno.
Ora che ho recuperato l'uso dell'orecchio sinistro e che sto per cambiare lenti ai miei occhiali tartarugati, la vita sembra più lieve e sopportabile.

La primavera è ormai alle porte, motivo per cui mi sono data al giardinaggio, sfogando l'inerzia accumulata durane il periodo invernale. Per il resto sto studiando per i due esami di inizio aprile e sto leggendo tonnellate di materiale su vari argomenti aventi a che fare con la tesi, tra cui: movimenti sociali, etnografia, giardinaggio ed ecologia.
Tutte cose assai pregevoli, indipendentemente dal fatto che comincio ad avere non poco casino in testa.

Ho deciso di interrompere il mio imperdonabile silenzio per:
1) farvi sapere che sono viva e non più sorda
2) segnalarvi una gioiosa scoperta che ho fatto un paio di giorni fa.

Di recente sono diventata socia Coop, poiché mia madre, stanca del fatto che le rubassi di continuo la tessera, ha deciso di iscrivermi come dono di natale. Per questo motivo ho cominciato a ricevere Consumatori, il simpatico periodico di Coop Adriatica. Nel numero di marzo ho trovato un articolo sugli orti urbani, accompagnato da una breve intervista a Gianumberto Accinelli, entomologo dell'Università di Bologna, nonché ideatore di Eugea.
Eugea significa Ecologia Urbana Giardini e Ambiente; si tratta di un progetto di un gruppo di ricercatori che hanno pensato offrire qualche opportunità in più ai privati cittadini che vogliono fare qualcosa in prima persona per l'ecosistema.
Sul sito trovate una vasta gamma di prodotti orientati in tal senso, tra cui sementi di piante che forniscono nutrimento a vari tipi di insetti preziosi per i nostri giardini e per l'ambiente in generale.
L'idea di comprare semi per mantenere in vita degli insetti potrebbe sembrare a prima vista assai idiota, soprattutto a chi non ha un buon rapporto con il verde. In realtà molti scienziati, negli ultimi tempi, si sono detti allarmati, perché la sparizione di insetti impollinatori o utili per mantenere in salute le nostre piante si sta rivelando imponente. Le cause sono varie ma, da ciò che ho dedotto leggendo articoli qua e là, il nemico principale è rappresentato da tutti quei prodotti chimici che vengono utilizzati per la "cura" del giardino o in agricoltura.
Vi consiglio dunque di dare un'occhiata ai prodotti Eugea e magari di fare qualche acquisto. Personalmente ho comprato "Il Giardino delle farfalle" e "Il Giardino degli insetti utili".
Non vedo l'ora che mi arrivino...

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