Febbraio 2009 Archives

Il secondo semestre è cominciato da quattro giorni e sono già distrutta. Ciò non toglie che al momento io sia euforica.
L'energia che mi dilania non dipende da eventi straordinari come la mia temporanea sordita dall'orecchio sinistro o la sempre più frequente soppressione dei treni con cui dovrei tornare a casa, quanto piuttosto dal fatto che quest'oggi ho parlato con il mio professore preferito (già citato qui) della mia idea per la tesi ed egli pare averla approvata.
Tripudio!
Immagino che ora tutti voi vorrete sapere su quale argomento sputerò sangue (ma sempre con gioia) nei prossimi mesi.
La risposta è: sul guerrilla gardening.

Ora che ho un argomento e un professore assolutamente pregevole che mi guiderà nel mare in tempesta della ricerca sociologica, non mi resta che cominciare ad impazzire.
Come prima cosa ho circa un mese di tempo per consultare un numero potenzialmente infinito di libri, ma soprattutto devo scoprire se esiste ed eventualmente contattare il gruppo di guerrilla gardening di Padova.
Quest'ultima impresa si sta rivelando particolarmente ardua. Online non ho trovato niente, ma nel profondo del mio cuore spero che esso esista, anche perchè sarebbe ridicolo il contrario.

Tanto per cambiare sfrutto questo spazio per chiedere il vostro aiuto. Qualcuno di voi ne sa qualcosa? Qualche lettore patavino?

Vista la recente chiusura di luoghi quali il Capannone Sociale e il Lynx, nonché i plurimi rifiuti da parte dei locali superstiti, il duo Teenage Lobotomy si vede costretto a tentare una via inedita.
Nato come disperato tentativo di occupare serate morte, esso propone dj set estremamente vari, che vanno dal post rock più soporifero a quanto di più idiota e danzereccio abbiano prodotto gli anni '60.
L'intento è quello adattarsi alle esigenze del pubblico, senza mai precipitare nello squallore.

Stai per festeggiare il tuo compleanno e cerchi qualcuno che possa far ballare i tuoi amici catatonici? Hai casa libera e sei così pregevole da volerla condividere con il mondo? Possiedi un locale a Vicenza di cui non siamo a conoscenza (probabilmente perché si trova nel sottosuolo)?
Contatta il duo Teenage Lobotomy all'indirizzo muoridelay[at]gmail.com per ulteriori informazioni!
Su richiesta possiamo vestirci abbinati!

N.B. Ci acconteniamo di essere ricompensati con beveraggi.

-Lunedì ho dato l'ultimo esame della sessione.
-Martedì sono andata a Padova a registrare un voto e a fare qualche centinaio di fotocopie.
-Ieri sono tornata a Padova per registrare Sociologia dell'Organizzazione e parlare con il prof della mia tesi. Sono stata in piedi contro uno dei muri dell'Aula Magna di SciPol per circa due ore e poi l'ho seguito fino in dipartimento, mentre l'isteria collettiva rendeva impossibile qualsiasi tipo di interazione sensata. La confortante risposta che ho ottenuto è stata: "Sentiamoci via email" (N.B. vedi questo)
-Oggi devo andare a trovare mia nonna presso la casa di riposo di Crespano del Grappa. Subito dopo andrò da H&M a Padova in compagnia di Baldra, non ricordo di preciso perché. Ci tengo però a ricordare che da qualche mese H&M esiste anche a Vicenza ma fa schifo. Avreste mai immaginato che una sede di H&M potesse fare schifo? [Chilometraggio del giorno: 166 km]
-Domani andrò invece a Schio a trovare i miei nonni materni, che ammorberò con le mie lamentele sull'università e che mi faranno poi non poche prediche. Nel pomeriggio mi sposterò in Piazza delle Erbe a Vicenza, dove -dopo mesi e mesi di caos- riuscirò a tagliarmi i capelli e a farmi qualche tinta ridicola. [Chilometraggio del giorno: 58 km]
-Sabato sono stata prenotata per fare un giro di tutti i bar in cui lo spritz costa poco della città. Senza contare che "da Renato" offrono una consumazione gratis a chiunque si presenti vestito da Carnevale.
-Domenica smaltirò l'alcol ingerito.

Tutto ciò per dire che credevo avrei dormito qualche ora prima di cominciare le lezioni del secondo semestre (lunedì pomeriggio). Invece no.

Queste ultime settimane sono state fantastiche. I miei genitori sono ormai convinti che io abbia un esaurimento. Non so cosa pensare a riguardo, a parte il fatto che talvolta mi rendo conto di avere le manie di persecuzione.
Ad ogni modo ho dato due esami in più (Lingua Francese II, Istituzioni di Diritto Pubblico) rispetto a quelli che avevo previsto (Lingua Francese I, Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, Sociologia Avanzato II) e ora posso vantare una schiera di voti vergognosi.
Ah già! Quasi dimenticavo! Se non studiassi sociologia potrei vantarmi di aver preso un sacco di 30. In realtà devo deterstarmi ed umiliarmi pubblicamente, nonché andare a lavorare nei campi e dormire sui sassi come Santa Caterina da Siena, il mio incubo adolescenziale.

Che altro dire? Immagino che non vi interessi, ma fino a qualche giorno fa, per pubblicare i miei post, usavo Movable Type 3. L'altro giorno, non so esattamente come, sono riuscita ad installare Movable Type 4. E' stata un'esperienza estremamente tragica e sfiancante, soprattutto considerando che il mio mouse va a scatti e la mia tastiera comincia a manifestare gli usuali problemi tipici delle tastiere, come l'affossamento dei tasti più utilizzati. Credo che questo dipenda dal fatto che tendo a scrivere con una certa violenza.
Mia madre, amante dello 0.0, talvolta mi guarda mentre produco i miei post e mi insulta assai spesso dicendo che sono nevrastenica.
E pensare che ho impiegato anni ed anni della mia vita per imparare a scrivere con la tastiera ad una velocità supersonica senza guardare la tastiera stessa!

Per il resto non ho grandi notizie. La mia faccia, come ogni anno in questo periodo, sta diventando una sfogliatina. Per quanto mi ricopra di creme idratanti e lenitive, non posso fare a meno di sembrare un marinaio norvegese.
Spero di compensare dando ai miei capelli una forma e dei colori degni della mia implacabile demenza. Se fino a qualche tempo fa credevo fosse finita l'era dell'idiozia, in corrispondenza con il mio accesso al temibile mondo universitario, ora ho realizzato che conviene attaccarsi a quanto di più insensato abita nel nostro cervello per sopravvivere senza riportare troppi danni.
Non so nemmeno come io abbia potuto credere il contrario.

Il ritorno della primavera mi rimpie quest'anno di gioia e aspettative enormi. Ecco perché non sono ancora esplosa.

Baci a tutti!

"Basta un giorno. Un passato e un presente già complicati. E il futuro può essere inghiottito da una sentenza. Un giorno Simone, un ragazzo romano di 17 anni, incensurato, è in giro per la città con la sua ragazza. Prende la metropolitana: all'uscita viene fermato da due carabinieri in borghese che lo osservano da un po'. Simone viene accusato di aver ceduto una ‘canna’ a una persona. Dunque spaccio. È l'8 ottobre del 2008. Da allora Simone si trova sottoposto a misure cautelari; a dicembre viene mandato in una comunità per minori in provincia di Catanzaro, in attesa di una perizia psichiatrica. E della nuova decisione del Tribunale dei minori.

Quello che ha portato Simone a 600 chilometri di distanza, in compagnia di altri ragazzi detenuti o affidati ai servizi sociali, ma soprattutto in cura con psicofarmaci, è una sentenza di primo grado. Il giudice infatti ha deciso per questa soluzione, considerate le sue difficoltà famigliari: la madre è morta quando era piccolo, il padre è un ex tossicodipendente, con problemi psichiatrici, giudicato inidoneo ad accudirlo. L'8 ottobre una volta fermato Simone viene perquisito, poi viene setacciata l'abitazione di suo padre, nonostante lui non viva lì. Quello che gli viene trovato è un pezzetto di hashish, per una quantità di principio attivo pari a 0,368 mg: nemmeno due ‘spinelli’. Una quantità tollerata come consumo personale anche dalla legge in vigore (Fini-Giovanardi)."

(continua su l'Unità, 9 febbraio 2009)


Ciò che più mi sconvolge, di faccende come questa, è la modalità risolutiva di quello che, secondo determinati ceti professionali, si presenta come un grave problema.
Se un/una ragazzo/a si fa una canna di tanto in tanto non è alla ricerca di piacere, o annoiato/a, o piegata in due dai dolori mestruali*. Il soggetto che si fa una canna ogni tanto ha un problema, è malato.
Ecco perché deve essere sottoposto ad una perizia psichiatrica e costretto ad assumere psicofarmaci. Perché gli psicofarmaci non sono una droga, mentre la cannabis lo è.
Poco importa che gli psicofarmaci distruggano il fegato e alla lunga anche il cervello, che diano dipendenza e che, se usati su una persona che non ne ha bisogno, portino a conseguenze tragiche. Non importa, perché sono le case farmaceutiche a produrli e noi ci fidiamo ciecamente delle case farmacetiche.
Invece non ci fidiamo della canapa, infida pianta infestante, da sempre presente nel nostro territorio. Siamo così terrorizzati dalle sue fronde che siamo arrivati al punto di non usarla quasi più neanche a livello industriale. Irrilevante è il fatto che le piante utilizzate in questo settore siano per la maggior parte ermafrodite, cioé inutili per chi intende farci sopra quattro risate.
Ancor più irrilevante è il fatto che i nostri nonni, qualche decennio fa, dormissero coperti da ruvide lenzuola di canapa e che migliaia di medici abbiamo certificato le qualità positive di questa pianta nella cura del dolore.
Non importa.
Ciò che importa è rinchiudere un ragazzo, orfano di madre e con un padre ex-tossicodipendente, in un centro di cura a centinaia di chilometri dai suoi affetti dove, goffmanianamente, sarà privato del suo corredo identitario e tramutato in una non-persona.


*già, proprio così: la cannabis è un'ottima cura per i dolori mestruali.

Dal giorno in cui si sono svolte le votazioni non ufficiali (dovute alla sospensione della consultazione popolare, ad opera del Consiglio di Stato) per determinare l'opinione dei cittadini di Vicenza circa la nuova base statunitense, l'attenzione dei media nazionali si è spostata altrove.
La sottoscritta, passando buona parte del suo tempo a Padova, si è trovata immersa in una bolla fatta di carenza di informazioni sugli sviluppi della vicenda, che spesso l'ha portata ad accontentarsi -a causa della stanchezza- di ciò che le veniva riferito da sua madre o dalla sua parrucchiera (che è una feroce attivista del No Dal Molin).
Ciò che non si è visto in tv o sui quotidiani, in un periodo in cui l'essere italiani si è fatto oltremodo imbarazzante, è che la resistenza degli attivisti del No Dal Molin non ha perso vigore.
Forse una piccola parte del problema è causata dall'effetto Obama: se fino a poche settimane fa gli Stati Uniti erano il paese che aveva eletto George W. Bush per ben due volte, oggi è invece la terra dell'integrazione e dell'apertura.
Il fatto è che, considerando la crisi attuale, sperare che Obama si interessi allo stato delle terre palladiane -militarizzare e per niente pronte a tollerare il peso che la Ederle 2 avrà sulla cittadinanza a livello economico e sociale- è a dir poco vano.
Ad ogni modo non è possibile fare a meno di commuoversi di fronte alla tenacia di chi è disposto a farsi pestare dalla polizia per difendere un ideale pacifico e orientato al perseguimento del bene comune.

Ciò che non si è visto sulle tv e sui giornali nazionali è questo: domani ci sarà la prima giornata di blocco totale del cantiere della Ederle 2. Si tenterà di impedire l'accesso agli operai e ai mezzi fin dalle cinque di mattina.
La questura ha scelto la linea dura, impedendo ai cittadini di manifestare da viale Ferrarin a viale Dal Verme.
La speranza è che non si ripetano gli episodi di violenza che hanno già visto come vittime molti membri del No Dal Molin.

Per chi fosse in zona, il movimento invita tutti a manifestare:
Martedì 10 febbraio
dalle 6.00 alle 18.00 c/o rotatoria Via Ferrarin-V.le Dal Verme
DIFENDIAMO VICENZA FERMIAMO IL CANTIERE.

Inoltre:
Stop alle demolizioni: un primo bilancio

Berlusconi: "Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli"

(via Outsiders)

Potremmo parlare dell'idiozia e della crudeltà di quest'affermazione per i prossimi due anni, se non oltre, tante sono le cose da dire a riguardo.
Nel mio piccolo mi limito a sognare uno spazio quotidiano, come l'oramai defunto "Great Moments in Presidential Speeches" del David Letterman Show, all'interno del quale raccogliere le sparate più idiote di Berlusconi.
Il problema è che, nel caso del nano malefico, esse sono volute e si tratterebbe comunque di una magra -e probabimente ben poco comica- consolazione.

sdarko.pngInterrompo per qualche frazione di secondo lo studio di diritto pubblico per annunciare una tragica notizia.
Forse qualcuno di voi ne sarà già a conoscenza.
Per tutti gli altri: assicuratevi di essere seduti.

Ad aprile uscirà il seguito di Donnie Darko.

Sì, proprio di Donnie Darko, quel film del 2001 che riuscì a traumatizzarci con la sua bellezza nonostante fossimo fino troppo granitici per reazioni di quel tipo.
Quel film incredibilmente predisposto per divenire materiale emo, ma che fortunatamente sembra essere stato graziato dalla furia barbara dei bimbi che si sono appropriati degli abiti a righe rosse e nere, impedendomi così di indossare parte del mio guardaroba faticosamente accumulato prima ch'essi tornassero di moda.
Donnie Darko: il film di cui mai e poi mai avremmo immaginato qualcosa di lontanamente paragonabile ad un sequel.

L'oscenità in questione porta il titolo di S. Darko. Ovviamente non si tratta di una pellicola sulla vita di Santo Darko, bensì di un qualcosa su cui non intendo indagare relativo alla sorella di Donnie, Samantha, e ambientato sette anni dopo quella fantomatica notte di Halloween.
Fortunatamente negli Stati Uniti le folle hanno reagito con sconcerto a questa oscenità, motivo per cui il film uscirà direttamente in home video. YouTube pullula già di video autoprodotti da giovini che invitano a boicottare il film o che esprimono la loro opinione sulla schifezza di questione.

Nel frattempo vi invito a deridere chiunque abbia concepito S. Darko e prendere visione del teaser trailer.

(la notizia mi è stata segnalata telefonicamente da Baldra, che ha dichiarato come fonte Junkiepop)

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