Guide Pratiche per Adolescenti Introversi Revisited #1: Roald Dahl vs. Harry Potter

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Un post scritto qualche notte fa.

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In questo periodo soffro d'insonnia. Uno dei motivi per cui non riesco ad addormentarmi è assai banale. Continuo a pensare. Mi trovo nel bel mezzo di uno dei soliti vecchi giochini per crollare nel sonno ed ecco che dal nulla sto scrivendo mentalmente un post che non sarà mai pubblicato. Non so se la memoria m'inganna. Ho l'impressione di aver cominciato a raffinare il mio dialogo interiore nel periodo in cui la gestione di un blog è divenuta per me una pratica inderogabile, vagamente compulsiva. Stanotte ho tentato di tutto per addormentarmi.
Dopo essere giunta al metodo estremo, ovvero l'accomodarmi con i piedi al posto del cuscino à la Pippi Calzelunghe, ho notato che il mio cervello era fin troppo popolato di spiritelli isterici per darmi un minimo di tregua.
Quando non scrivo per più di qualche giorno tendo a sragionare, perché mi manca un metodo per stendere i miei pensieri e poterli giudicare con calma.

A volte chiedo alle persone di raccontarmi una storia. Quando mi vergogno di rendere esplicito questo desiderio mi limito ad ascoltare i logorroici. Sono un'ottima ascoltatrice di logorroici.
Molto banalmente credo mi manchino i tempi in cui avevo l'età giusta per poter richiedere la ripetizione di determinate storie verso sera. La mia nonna materna ogni tanto mi ricorda che da piccola non volevo mai mangiare e tendevo a scendere a compromessi solo in cambio di una storia. Non ho memoria di questi episodi, ma immaginarli è molto confortante.

Qualche giorno fa ho rivisto il mio Guru e con la sua ricomparsa mi sono tornati alla mente i tempi in cui stavo delineando la mia filosofia di vita idiota. All'epoca ero molto turbata da fenomeni quali la prima stagione del Grande Fratello e il fatto che tutti i miei coetanei sembrassero preferire la spregevole musica radiofonica ai dischi tristi e stridenti con cui mi deprimevo ogni giorno. Fu proprio in quel periodo che realizzai una serie di cose fondamentali che finirono per confluire nella costruzione di quello che chiamerei il mio self blogghico. Ad esempio scoprii che provavo piacere nel mettere in atto un isolamento costruttivo. Lo stesso isolamento costruittivo che qualche anno dopo mi spinse a candidarmi come Rappresentante della Consulta insieme ad un collega relativamente popolare. Quando persi e mi incazzai con il pubblico indossavo una maglietta di “The Queen is Dead”. Fu un momento memorabile nonché di rara idiozia.

Parlare di filosofia di vita idiota mi sembra abbastanza improprio, ma in questo momento il mio cervello sfiancato da Trenitalia non è in grado di produrre di meglio. Ad ogni modo, le rare volte in cui mi trovo a fare conversazione con il mio Guru finisco per pensare a quanto mi fa schifo quello che ho scritto nel mio libercolo chiamato “Guide Pratiche per Adolescenti Introversi”. Egli afferma che è normale sentirsi così nei confronti delle proprie opere dopo qualche tempo.
Un'idea del tutto condivisibile. In questo momento mi limito ad apprezzare il senso complessivo delle mie Guide in versione cartacea, non i contenuti dei singoli capitoli. Godo invece ricordando la sensazione che provai contemplando per la prima volta la copertina di “Guida Ragionevole al Frastuono più Atroce” di Lester Bangs. Dopo qualche minuto realizzai che mi ricordava quella della mia creatura.
Tutto questo ciarpame per dire che dopo aver steso quelle affermazioni su Harry Potter che turbarono parte dei lettori delle Guide, in particolar modo quelli che ancora mi odiano per una lunga serie di motivi, non ho cessato di riflettere sul caro maghetto.
Qualche giorno fa stavo camminando verso la stazione di Padova quando sono stata colta da un'epifania. Pensai:
I miei discorsi vagamente snob sul giovine occhialuto avevano senso fino ad un certo punto. E allo stesso tempo la mia idolatria nei confronti di Roald Dahl non era stata espressa in modo sufficientemente inattaccabile.
La voragine che, ai miei occhi, separa Harry Potter e le creature di Dahl si era finalmente manifestata. Nella mia mente assume le forme di un canyon. Non dubito che nelle vostre possa continuare ad apparire come una boiata.
Ad ogni modo ciò che intendevo dire è che ricordo molto bene cosa provavo quando da piccola leggevo e rileggevo di nascosto, fino a mezzanotte, i libri di Dahl. Mi sentivo esattamente come quando i miei nonni mi raccontavano delle storie prima di dormire. Il fatto poi che i protagonisti fossero, per diversi motivi, fondalmentalmente degli outsiders rendeva il tutto più accattivante.
I libri di Harry Potter sono molto piacevoli da leggere, ben costruiti e di certo non privi di contenuti educativi. Eppure non sono mai riusciti a farmi sentire in quel modo. Dubito dipenda dal fatto che li ho incontrati durante la prima adolescenza. La mia impressione è che il tema centrale -la magia- allontai il giovane lettore da un'esperienza più profonda dell'opera. Anche in Dahl troviamo la magia, ma si tratta di qualcosa di ben diverso. Non è la magia delle formule, dell'esercizio, del talento naturale e delle scuole arroccate non si sa dove. È piuttosto la magia che ogni bambino sa di avere in sé, perché vede cose che i grandi non riescono proprio a percepire, o perché sa di avere potenziale, anche quando le maestre lo etichettano negativamente e i compagnetti sono crudeli.
I libri di Harry Potter tendono a piacere a tutti. Personalmente ho avuto difficoltà ad ammettere a me stessa che il primo della saga mi aveva letteralmente tenuta incollata alle pagine. Non sto dunque dicendo che siano schifezze scritte male. Anzi.
Il punto è che vedendoli nelle mani dei bambini ho sempre provato sensazioni ambivalenti. Meno ambivalenti sono invece i sentimenti che provo osservando le quindicenni/sedicenni che si presentano nella sede centrale della biblioteca di Vicenza per prendere a prestito libri situati nel reparto “Ragazzi”, dove si trovano volumi che credevo potessero soddisfare un pubblico al massimo tredicenne. È molto strano.
In passato mi domandata se ci sia un nesso tra un consumo di libri di questo tipo ed opere come quelle della Rowling nelle mani di un bimbo. Sarebbe necessario indagare più a fondo.
Se siete abituali frequentatori di biblioteche, anche voi avete osservato un fenomeno simile? Ma soprattutto, conoscete qualche metodo alternativo per ammazzare l'insonnia?

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