Comprare i quaderni per i corsi che si intendono seguire nel corso del semestre è una di quelle attività che rende pregevole l'istruzione universitaria.
Oggi mi sono recata a lezione in quel di Padova coccolando i miei nuovi acquisti in carta riciclata. La giornata si preannunciava gradevole.
Gli eventi tragici hanno cominciato a verificarsi verso le ore undici, quando il mio zaino si è sfasciato di punto in bianco. Poco dopo mi sono presentata alla prima lezione di Sociologia del Lavoro I. Il professore ha presentato il corso e ha risposto alle domande degli studenti, come da procedura. Successivamente ci ha fatto presente che il boss dell'Ateneo di Padova aveva invitato i docenti a spiegare in poche parole quali conseguenze avranno e stanno avendo i mitici tagli all'istruzione e la cosiddetta Riforma Gelmini.
Mentre le parole prendevano forma nella cavità orale del mio prof ho visto il futuro sgretolarsi e ho bramato un falò alimentato dai corpi senza vita dei puttanieri e delle povere di spirito che stanno facendo a pezzi quel poco che c'era di questo triste paese.
Una volta tornata a Vicenza, sfinita e amareggiata, mi sono imbattuta in un banchetto del No Dal Molin. Un cartellone annunciava che nelle ultime ore il terreno dell'aereoporto civile è stato ufficialmente ceduto agli Stati Uniti. Conseguentemente la consultazione popolare che avrebbe dovuto tenersi questa domenica è stata annullata.
Non ho più parole per descrivere il mio senso di impotenza e la mia rabbia. Non so più che argomenti usare con i vicentini che hanno votato Berlusconi o Lega Nord. Adesso come adesso so solo che, per quanto questa città mi stia stretta, ho sempre amato la maestosa quiete generata dalla vista di un monumento palladiano al tramonto.
Non ha senso essere educati con chi gioca con la tua vita, con chi distrugge la tua città, la tua università, le tue speranze. Tempo fa vi domandavo come riuscite a restare calmi di fronte all'ignoranza ostentata dei leghisti.
Oggi vi chiedo la stessa cosa.
Subito dopo l'annuncio da parte dell'ex sindaco di centro-destra Hullweck relativo all'edificazione della Ederle 2 moltissimi leghisti si erano dichiarati contrari. Il motivo è molto semplice: gli statunitensi sono pur sempre extra-comunitari che amano occupare il ricco nord-est.
A distanza di pochi mesi è difficilissimo trovare un leghista disposto ad ammettere che l'ampliamento lo irrita. Tutti fanno finta di niente, quasi fossero stati resi ciechi dall'eloquenza del loro brillante leader.
Cosa ha senso fare con questa gente? Nel loro cervello fluttua una sola parola: sicurezza. La ripetono come pappagalli anche dopo che gli si è provato che le priorità per questo paese sono altre.
Il desiderio di fare qualcosa -qualsiasi cosa- mi spinge ad abbandonare la prospettiva di una doccia ristoratrice. Alle 20.30 sarò in Piazza Castello con (spero) molti altri vicentini per una fiaccolata contro la vergognosa decisione del Consiglio di Stato.
In conclusione riporto frammenti della rassegna stampa di oggi dal sito del No Dal Molin.
Per Cinzia Bottene, consigliere comunale e leader del movimento contrario all'ampliamento della base americana a Vicenza, la decisione del Consiglio di Stato «dimostra che in città c'è un'emergenza democratica». (...) «La reazione - precisa Cinzia Bottene - sarà immediata sin da oggi».
«Siamo di fronte a un golpe con cui si cancella la democrazia». Così Vittorio Agnoletto, eurodeputato Prc/Sinistra Unitaria Europea, commenta il no del Consiglio di Stato al referendum sull'ampliamento della base Usa. «Il Consiglio di Stato rinuncia a svolgere il suo ruolo d'istituzione autonoma dall'esecutivo e si appiattisce sulla linea del governo. E anzi, ha fatto sue nelle motivazioni esattamente le stesse dichiarazioni rilasciate in questi giorni da Berlusconi e La Russa contro il referendum, che tra l'altro avrebbe certamente dato ragione a chi si oppone all'ampliamento della base». Alle 17 di oggi Agnoletto annuncia di avere un incontro con il prefetto di Vicenza per «denunciare le indebite ingerenze del governo in quella che doveva essere una ordinaria consultazione popolare». «Ci troviamo di fronte a un vero e proprio atto di regime - prosegue il deputato europeo - con il quale si cancella un diritto previsto dalla Costituzione che garantisce alla popolazione di esprimere liberamente la propria opinione». «Ricordo infine - conclude Agnoletto - che consultazioni di questo tipo sono esplicitamente previste anche dall'Unione Europea».
