Questa mattina è morto il mio nonno paterno.
I miei genitori sono a Crespano del Grappa, presso la grande casa semivuota ed impolverata in cui da qualche tempo viveva da solo. Mia nonna è in casa di riposo da alcuni mesi.
Erano entrambi professori. Ho sempre trovato sconvolgenti le orde di ex studenti che li assalivano festosi quando andavamo al supermercato.
Mia nonna voleva morire per prima. Lo diceva spesso. Sosteneva inoltre che, nello sfortunato caso in cui questo desiderio non si fosse avverato, sarebbe morta pochi giorni dopo suo marito.
Ammetto che dopo aver appreso la notizia ho volto il mio pensiero a lei, che talvolta sembra vivere su di un pianeta fatto di foto in bianco e nero e nomi gettati casualmente all'intero di una frase. Sarebbe facile convivere con quest'idea, ignorando gli istanti in cui il suo sguardo non lascia trasparire l'incendio di cellule cerebrali che la colse nel suo letto d'ospedale e tutto sembra tornato alla normalità.
Per molti anni non ho capito mio nonno. Ho cominciato a parlargli sensatamente solo dopo che era diventato sordo. Ora non so cosa fare né cosa dire.
Non so nemmeno perché sono casa. Ho motivo di credere che questo abbia a che fare con i dettami del credo Ferrari, un'opera non scritta di stampo austro-ungarico che ognuno dei membri della famiglia conosce perfettamente, pur negandone l'esistenza.
Per non farmi cogliere dalla disperazione ho finito di fare le pulizie. Poi ho letto alcune storie di Zio Paperone scritte da Carl Barks che ho rinvenuto in bagno. A quel punto ho pensato di telefonare alla mia nonna materna, ma temevo di non essere in grado di proferire verbo.
Verso l'ora di pranzo Baldra è venuto a farmi compagnia. Per tenermi occupata ho fatto dei dolcetti a partire da una ricetta del libro Vegan Cupcakes Take Over The World. Sono stata costretta a variarla non poco perché in casa non c'erano parecchi degli ingredienti necessari.
La condivido con voi nella speranza che possa esservi utile.
Cupcake Low-Fat con Marmellata di Frutti di Bosco e Menta
Ingredienti per 12 cupcake:
½ tazza di yogurt
2/3 tazza di latte (possibilmente non malefico)
¼ tazza di marmellata di frutti di bosco (quella biologica è più buona)
3 cucchiai da tavola di olio di soia
¾ tazza di zucchero (quello del commercio equo e solidale è il migliore)
1/3 cucchiaino da té di estratto di vaniglia (provate quello in polvere biologico)
1 ¼ tazza di farina di grano tenero tipo “OO”
2 cucchiai da tavola di farina di frumento
¾ cucchiaino da té di lievito
½ cucchiaino da té di bicarbonato di sodio
¼ cucchiaino da Té di sale
1) Preriscaldare il forno a 180° e preparare la pirofila con le coppette cartacee. Personalmente uso un aggeggio di silicone ed evito le coppette, perché a Vicenza sono troppo costose. Vedete voi cosa preferite.
2) Mettere in una terrina abbastanza grande lo yogurt, il latte, la marmellata, l'olio, lo zucchero e l'estratto di vaniglia. Mescolarli con una frusta. Aggiungere poi i due tipi di farina, il lievito, il bicarbonato di sodio e il sale. Con una frusta elettrica (o con molta energia) mescolare il tutto finché il suo aspetto non diventa cremoso e uniforme.
3) Riempire le coppette cartacee/l'aggeggio di silicone circa fino a ¾. Cuocere per 22-25 minuti finché il proverbiale stuzzicadenti inserito al centro di un dolcetto non esce pulito.
Lasciare che i dolcetti si raffreddino.
4) Decorare a piacere con marmellata di frutti di bosco. Personalmente ho aggiunto delle foglie di menta. Se avete sotto mano mirtilli, more o fragole fatene largo uso.
Avvertenze:
Ho avuto grossi problemi a comprendere cosa intendono gli americani quando usano le tazze come unità di misura. Dopo svariati tentativi sono giunta alla conclusione che la misura migliore è quella delle tazze che usa mia madre. Ecco una foto esemplificativa. La tazzina di caffé dell'Ikea (misura standard) dovrebbe esservi utile per fare un confronto delle dimensioni.
La farina di frumento ha un gusto molto particolare e potrebbe non piacervi in un contesto dolce. Se non vi fidate provate a sostituirla con altra farina di grano generico.
Pur essendo partita da una ricetta vegana credo sia evidente che questi dolcetti non lo sono.



