
Sono rientrata a Vicenza qualche ora fa.
Spero di trovare la forza di narrarvi qualche episodio divertente delle mie vacanze a Roseto degli Abruzzi, prima che i ricordi di quest'ultimi vengano schiacciati dal libro di diritto che devo studiare entro fine mese.
Ci sono stati pochi momenti salienti. Complessivamente posso dire di aver passato buona parte del tempo dormendo e tentando di leggere La Certosa di Parma ed un interessante testo francese di sociologia dell'alimentazione reperito in biblioteca prima della partenza. Ho poi evitato il contatto con un gran numero di esseri umani, privilegiando invece i pesci dell'acquario presente nell'entrata dell'albergo.
Baldra ed io scriveremo a breve dei primi due giorni in un post sul Soundlabs Festival, che andrà online su Vitaminic.
Il momento più triste del Soundlabs è stato senza dubbio al termine della performance di Micah P. Hinson, quando ho versato un paio di lacrime che nessuno sembra aver notato. I momenti più ridicoli sono stati molti e hanno sempre viste coinvolte le forze dell'ordine. Siamo infatti stati perquisiti e privati dei tappi delle nostre bottiglie di plastica, che sono notoriamente delle armi pericolosissime. Alcuni avventori sono stati fermati perché in possesso di erba. La polizia però non ha avuto il buon senso di osservare con un minimo di attenzione dei giovani palesemente fatti di ecstasy che, dopo aver ondeggiato per il territorio del festival sorseggiando superalcolici, hanno poi avuto modo rovinare parte della serata a tutti, compreso il sopraccitato Micah P. Hinson.
Ad ogni modo conservo un ricordo non particolarmente tragico del Soundlabs. Ero pur sempre in buona compagnia...
Il secondo ed ultimo giorno, dopo l'esibizione dei Mogwai, Baldra ed io abbiamo avuto il piacere di parlare per qualche minuto con Max Collini degli Offlaga Disco Pax, cosa che ha ridestato la mia fiducia nell'umanità per almeno quarantotto ore.
Nei giorni successivi al festival il mio abbigliamento si é fatto sempre più ridicolo, forse a causa del clima di relax che aleggiava nei pressi dell'albergo. Vagare attorno al bordo della piscina con quello che, a Vicenza, è uno dei miei pigiami ha contribuito a farmi apparire molto fuori luogo. Per non parlare della serata in cui la cena ci è stata presentata sotto forma di costolette nonché pasta e fagioli.
Non mangio la carne perché cerco di ridurre al minimo la mia viltà. Ritengo inoltre che “pasta e fagioli” sia uno di quei piatti veneti che sarebbe meglio non esportare, soprattutto quando fuori dalle mura dell'albergo è estate.
Durante la serata in questione ho cercato seriamente di non sfottere/insultare parte delle gioiose famiglie che si stavano cibando in nostra compagnia. L'apice del mio odio è stato raggiunto quando un tizio malefico, che durante la settimana aveva fatto del proprio giovane figlio una sorta di maggiordomo, se ne é uscito con una discorso davvero allucinante in cui elencava ai vicini di tavolo tutti i lavori domestici che attendevano sua moglie, una volta tornati a casa. Le parole di quest'uomo si sono sovrapposte al ricordo di una lezione di Politica Sociale, durante la quale osservai una serie di grafici relativi ad una ricerca effettuata su un campione molto ampio di liceali di diciotto/diciannove anni. Più della metà dei soggetti di genere maschile affemavano che gli uomini hanno una minor capacità delle donne di fare i lavori di casa. Le conseguenze di quest'idea, ben salda nelle loro menti marchiate Mediaset, erano evidenti all'interno dell'intera ricerca e nel complesso facevano senso.
Ecco perché ho trovato molto consolante il vino con cui ho accompagnato la mia cena a base di pane, pomodori e pannocchie.
Nel complesso posso dire di aver passato una buona vacanza, anche se un tantino sedentaria.
Durante i primi giorni Baldra ha finito di leggere Dio non è grande di Christopher Hitchens, un testo assai pregevole, anche se un tantino estremo. Per questo motivo ogni occasione era buona per simpatiche battute anticlericali, che si sono rivelate il vero leitmotiv della vacanza, insieme alle soste di fronte all'acquario per salutare i pesci.
Il rientro in terra berica è stato simbolicamente segnato dall'incontro con una inedita volante di quella che immagino fosse la polizia della base NATO chiamata Ederle 1, cui ho avuto modo di tagliare la strada appena uscita dall'autostrada.
[per la foto grazie a miss naïve]
