
Quand'ero all'asilo i miei genitori decisero che dovevo fare un corso di danza.
Ai tempi delle elementari espressi il desiderio di giocare invece a calcio, ma la mia proposta fu cassata.
Fu così che, in occasione di uno di quei tristissimi saggi di fine anno cui partecipano solo parenti annoiati, mi presentai vestita da idiota, ma accompagnata da un brano delle Bangles, prontamente suggerito da mio padre.
Quando in seguito scoprii che la band in questione aveva registrato una cover di September Gurls dei Big Star rivalutai i tempi in cui saltavo sul divano ballando Manic Monday e Walk Like an Egyptian.
Le Bangles sono tornate a fare capolino nella mia vita due settimana fa, quando ho cominciato a guardare Gilmore Girls in inglese, ignorando il fatto che qualche tempo fa mia nonna mi rivelò cosa succede nell'ultima puntata della serie. Rivedere la prima stagione in ordine si sta rivelando un'esperienza estremamente piacevole, che supera le aspettative più paradisiache. Ero a conoscenza del fatto che la serie fosse deliziosamente gravida di citazioni musicali capaci di commuovere un pezzo di granito, ma anni fa avevo colto ben poco. L'apertura del pilota accompagnata da There She Goes dei La's, la successiva comparsa di un'effige degli Echo & the Bunnymen e la spiegazione dell'origine del nome di Rory Gilmore sono stati motivi più che sufficienti per farmi apprezzare inconzionatamente Gilmore Girls.
Tutto questo per dire che il clima estivo mi impedisce di godere delle sonorità spigolose che rendono invece pregevole il tedio autunnale. Oltre a Micah P.Hinson, cui rendo omaggio quotidianamente mentre studio in biblioteca, mi trovo spesso ad ascoltare album che avrebbero potuto accompagnare i miei balletti ai tempi dell'asilo, se solo i miei genitori ne avessero posseduto una copia.
Tra di essi spicca Beauty and the Beat delle Go-Go's, un disco del 1981 che ho scoperto pochi mesi fa. Dopo averlo ascoltato decine di volte ho constatato di avere una cotta adolescenziale per gli undici brani che lo compongono.
Quest'oggi, riprendendolo in mano, ho bramato un salto nei primi anni novanta per poter ripetere quel tragico saggio di danza accompagnata da How Much More o We Got The Beat. In ogni caso dubito sarebbe stato meno imbarazzante, ma l'idea di ballare un brano delle Go-Go's all'età di sei anni di fronte ad una platea deprimente non è male.