Prima di studiare sociologia non credevo nella sociologia.
Eppure facevo sociologia spicciola senza rendermene conto.
Raccoglievo dati, tentavo di definire assiomi, scrutavo per anni gli stessi soggetti, proponevo questionari camuffati.
Per qualche settimana tentai la via della ricerca sul campo. Mi “sporcai le mani”, entrai al Totem, finsi interesse.
Trasudavo idiozia e scrivevo post divertenti.
Dopo la fine delle superiori archiviai qualche personaggio e non ricevetti più minacce di denuncia totalmente infondate.
Questa sera indosserò i miei anfibi più nuovi, necessari per sorreggermi quando sarò troppo instabile per camminare sui tacchi, e mi recherò a casa del diavolo. Il luogo in questione si trova non molto lontano dalla mia umile dimora, nell'area di Vicenza tradizionalmente adibita alla prostituzione. E' una discoteca minimal chic il cui target dichiarato è “over 26”.
Dopo mesi e mesi di trattative e svariati rendez-vous andati in fumo, cenerò finalmente in compagnia dei miei ex compagni di classe.
L'odio che ci unisce è palpabile. Una cena in discoteca è stato l'unico argomento capace di porre fine anni di isteria mal celata.
Come mi colloco io in tutto questo? Senza dubbio tra i vinti.
-Studio Scienze Politiche a Padova, dunque sono una fancazzista drogata, una povera di spirito con i vestiti marci.
-Non ho ancora scritto un nuovo libro. Quando mi verrà posta la domanda di rito, dovrò rispondere che ho fallito.
-Odio le discoteche. Difficilmente riuscirò a non lamentarmi. Inoltre non so come vestirmi.
-Odio le discoteche. Specialmente quelle dedite all'house. L'unica via d'uscita è l'ubriachezza molesta.
-Avrei potuto declinare l'invito, ma non l'ho fatto perché sono una sentimentale viscida e calcolatrice.
-Non fumo. Mentre tutti faranno accattivanti pause-cicca io mi guarderò intorno trattenendo le lacrime.
Durante la serata farò del mio meglio per immagazzinare informazioni interessanti.
Aspettatevi dunque un post di revival in stile blog defunto.