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All by Electricity

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The lady is dying
She bends back like a wave
As her spirit is climbing
Through the hospital wall and away

Neutral Milk Hotel

Sono ricominciate le lezioni. Il tempo per riposare gli occhi è finito.
Mi reco a Padova ogni giorno, tentando di ignorare il fatto che le settimane si dileguano senza che io possa annusarle.
Oggi ho cominciato a studiare statistica.
Ogni informazione acquisita allevia il panico. Ogni intuizione tappa un buco della mia autostima. Ogni pagina accantonata è una conquista.
Credo che in questo momento la mia vita sia priva di poesia. I rari istanti di catarsi sono riconducibili ai giorni in cui dedico la mia libertà dallo studio ai miei avi.
Salgo in macchina.
All'andata ascolto dischi da recensire, dall'inizio alla fine, anche se alcuni di essi mi fanno venire voglia di frantumare la leva del cambio. Penso intensamente alla morte, alla vecchiaia, all'assenza di vecchiaia. Cerco di smembrare ogni brano per individuarne le influenze. Raramente mi faccio trasportare dal flusso, quasi fossi il magico giudice sputasentenze teorizzato da Weber. Nella mia ricerca di oggettività trovano posto un eccesso di acidità non sfogata e la parola tundra.
L'insensatezza di un numero apparentemente infinito di esami da quattro crediti mi impedisce di pensare. Guidare lungo strade che conosco a memoria, mi riporta all'infanzia. I gatti incollati all'asfalto mi fanno piangere, perché ci sono ricordi che non ho rimosso.
Entro in territorio trevigiano.
Mio nonno mi racconta della sua vita quotidiana, della sua incapacità di accettare lo stato delle cose.
Traduco l'apice della tragicità in un fotogramma da conservare. Una cucina estrapolata dall'Alto Adige sullo sfondo. Un ex professore in primo piano.
Ci rechiamo in paese. Mio nonno mi racconta la storia dell'ospedale, del suo fondatore, di un ex primario. Mi spiega quali sono i reparti. Quanti pazienti possono ospitare. Mi illustra il progressivo allargamento del parcheggio. La mensa. Accanto all'obitorio. Mi spiega come sbloccare le porte. Dice che lì è nato mio padre.
Conferma che mia nonna non è più la stessa. La raggiungo mentre sta pregando. Segue la messa in tv. Mio nonno dice che tende a perdersi nei ricordi del passato.
Fingo che il presente sia finzione avviando una conversazione su Dostoevskij. Uno splendido argomento atemporale.
Torno poi a casa ascoltando un qualsiasi disco struggente.

Il giorno successivo mi muovo in direzione opposta. All'andata ascolto un disco da recensire. Se non mi piace ne metto un altro. Entro in un territorio minaccioso. Individuo una quantità imbarazzante di autovelox e auto della polizia.
I gatti morti si presentano in numero maggiore rispetto al giorno precedente, nonostante il chilometraggio sia più limitato. Gli anfibi sono ancora troppo rigidi per guidare senza incastrarmi sui pedali. Sono stanca e arrivo anticipo.
Mia nonna mi accoglie festosamente. Mio nonno invece non contempla questo tipo di manifestazioni affettive, perché é dichiaratamente old school.
Gli argomenti tragici sono all'ordine del giorno. Morte, malattia, vedove affrante, badanti e case di riposo, l'esame che non ho dato, la deficienza di chi intende votare Berlusconi anche questa volta, vicini di casa convinti che la raccolta differenziata sia il male, i miei capelli sempre più entropici.
I miei capelli generano una piccola lite.
Racconto dei miei nonni paterni, dei miei corsi, dei libri che sto leggendo, della ardua esistenza di Baldra.
A casa dei miei nonni materni fa freddo. Mangio un pezzo di cioccolata e contemplo i mobili. La gatta della mia nonna materna è morta qualche mese fa. Aveva diciotto anni. La gatta della mia nonna paterna qualche mese fa è stata investita da una macchina, ma non é morta. Precedentemente era stata abbandonata da ignoti. Ora abita dalla mia nonna materna. Teme mio nonno e dorme in un armadio.
Torno a casa ascoltando un disco struggente. Resto bloccata nel traffico per un po'. Penso alla cena delle due classi del mio anno. Il Revival.
Avremmo dovuto essere trentasei. Ci siamo ritrovati in dodici.
Nessuna traccia dei miei personaggi prediletti. Nessuna soddisfazione tardoadolescenziale.
Mentre attraverso Isola Vicentina rivedo una ragazza della mia età, seminuda, che canta un brano della Rettore mentre io mangio una pizza poco accattivante. Un tizio con i capelli bianchi la prende in braccio lasciando trasparire i suoi propositi marpioni.
Non posso fare a meno di sentirmi colpevole, perché lascio che quello scempio abbia luogo.
Nel frattempo scopro un lato molto piacevole di un ex seminarista, che ha abbandonato teologia per darsi alla matematica.

Parcheggio in garage mentre il disco struggente del giorno precedente continua a suonare.
”E' davvero commovente”, penso.

[mp3]Shipping News: All By Electricity

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