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Febbraio 2008 Archives

01.02.08

Part Time Punks #2/Teenage Lobotomy/Imbarazzanti Lamenti

[Per qualche motivo i commenti hanno smesso di funzionare. Sono sommersa dallo spam e non ricevo i vostri interventi. Cercherò di risolvere il problema al più presto.]

Ho della pellicola trasparente in testa. Sto cercando di tingermi i capelli senza usare sostanze acide, per il bene del mio corpo e mio habitat.
Sono reduce da due esami e ne sto preparando un terzo.

Se fossi una di quelle bimbe che considerano il blog come un oggetto di tendenza, volto a costruire una determinata immagine della propria insipida esistenza, credo che mi sentirei legittimata a scrivere un post dedicato alla mia voglia di chiudere il mio blog, lo strumento che amplifica elegantemente la mia sofferenza.
Sfortunatamente ieri il mio antico contenitore di scritti adolescenziali avrebbe compiuto cinque anni. Questo significa che:
- ho già chiuso da tempo il mio blog.
- sono troppo vecchia per dedicare tempo alla stesura di post dai contenuti autodistruttivi.
Ad ogni modo quest'oggi ci terrei a rendervi partecipi dei miei turbamenti, in chiave demenziale, come si addice ad una persona che sta scoprendo il mondo grazie a Weber e Durkheim.
Come prima cosa dovreste sapere che sui muri della biblioteca di Vicenza sono comparse decine di scritte volte all'esaltazione dei deprecabili Tokio Hotel.
Questo fatto scatena in me intolleranza, pietà, senso di superiorità, furia omicida e soprattutto la voglia di dire a quella gente che decolorarsi i capelli alla lunga rende calvi.
In secondo luogo vorrei farvi presente che il mio portaborse Baldra ed io abbiamo finalmente messo in discussione la nostra proverbiale mancanza di fiducia nella provincia berica.

Avendo sofferto per anni a causa della cronica mancanza di eventi rilevanti a Vicenza, abbiamo deciso di rendere gioiosi i sabati sera dei nostri concittadini più giovani, proponendo il nostro primo (e speriamo non ultimo) dj set.
La nostra speranza è quella di poter proporre un'alternativa sana, divertente e culturalmente degna al Totem. Ovviamente siamo coscienti del fatto che tutto ciò è pura utopia, ma per il momento non ci siamo ancora dati all'alcol e alle droghe per alleviare la delusione.
Sabato 9 febbraio dunque metteremo i dischi al Capannone Sociale, dopo il concerto dei Dogma.
Se siete in zona venite a dirci ciao.

Come ultima cosa vi segnalo la seconda parte di Part Time Punks, la mia rubrica su Citylights.
Il pezzo riguarda gli amori maledetti.
Se avete qualcosa da dire a riguardo vi prego di lasciare un commento sul sito della rivista, non sul mio blog.

9febbrario.png

05.02.08

Un imperativo morale.

teen.png

Sabato 9 febbraio Baldra ed io mettiamo i dischi al Capannone Sociale.
Se siete di Vicenza e dintorni sappiate che la vostra presenza è obbligatoria.

Al momento la playlist è incerta, motivo per cui non ho ancora avuto modo di far sparire il casino che c'è nella mia camera. Ogni abbozzo di pulizia porterebbe inevitabilmente alla vanificazione della selezione dei dischi, che giacciono sparsi sull'intera superficie della scrivania, sul comodino e forse anche sul pavimento.

Vi basti sapere che esordiremo con del buon post-punk arcaico, in sintonia con il suono dei berici Dogma. Successivamente ci limiteremo a mettere quel genere di cose molto accattivanti che non sentirete mai al Totem.

N.B.: Non abbiate paura! Il Capannone Sociale non è il covo di comunisti puzzolenti di cui avete sentito parlare! E la musica indie non fa venire i brufoli!

06.02.08

You gotta love the Moz

Negli ultimi tempi ho smesso di stimare incondizionatamente Morrissey.
Mi limito ad amarlo con non poche perplessità.

Ci tengo comunque a segnalarvi tre voci di Urban Dictionary dedicate a lui:
- Moz
- Mozzer
- Mozfather
Leggendole ho riso un bel po'.


[Ho risolto il problema dei commenti. Ora funzionano.]

09.02.08

Segnalazione

L’Istituzione Scientifica “Centro per la salvaguardia dei colibrì” di Trieste ha realizzato per conto del Governo Italiano, del Governo Peruviano e del Governo Ecuadoriano, dei progetti di salvaguardia ambientale che consistono nel realizzare riserve naturali sostenibili in Sud America, oltre ad allevare e reintrodurre i colibrì nel loro ambiente naturale. Questo Centro rischia ora di chiudere, condannando a morte i rari colibrì per colpa della burocrazia italiana che non ha ancora erogato i 127.120€ promessi già nel 2005 dal precedente Governo.

Visita il sito del Centro per la salvaguardia dei colibrì e sottoscrivi l'appello.

16.02.08

This Town Ain't Big Enough for Both of Us

max_weber.jpgPrima di studiare sociologia non credevo nella sociologia.
Eppure facevo sociologia spicciola senza rendermene conto.
Raccoglievo dati, tentavo di definire assiomi, scrutavo per anni gli stessi soggetti, proponevo questionari camuffati.
Per qualche settimana tentai la via della ricerca sul campo. Mi “sporcai le mani”, entrai al Totem, finsi interesse.
Trasudavo idiozia e scrivevo post divertenti.

Dopo la fine delle superiori archiviai qualche personaggio e non ricevetti più minacce di denuncia totalmente infondate.

Questa sera indosserò i miei anfibi più nuovi, necessari per sorreggermi quando sarò troppo instabile per camminare sui tacchi, e mi recherò a casa del diavolo. Il luogo in questione si trova non molto lontano dalla mia umile dimora, nell'area di Vicenza tradizionalmente adibita alla prostituzione. E' una discoteca minimal chic il cui target dichiarato è “over 26”.
Dopo mesi e mesi di trattative e svariati rendez-vous andati in fumo, cenerò finalmente in compagnia dei miei ex compagni di classe.
L'odio che ci unisce è palpabile. Una cena in discoteca è stato l'unico argomento capace di porre fine anni di isteria mal celata.

Come mi colloco io in tutto questo? Senza dubbio tra i vinti.
-Studio Scienze Politiche a Padova, dunque sono una fancazzista drogata, una povera di spirito con i vestiti marci.
-Non ho ancora scritto un nuovo libro. Quando mi verrà posta la domanda di rito, dovrò rispondere che ho fallito.
-Odio le discoteche. Difficilmente riuscirò a non lamentarmi. Inoltre non so come vestirmi.
-Odio le discoteche. Specialmente quelle dedite all'house. L'unica via d'uscita è l'ubriachezza molesta.
-Avrei potuto declinare l'invito, ma non l'ho fatto perché sono una sentimentale viscida e calcolatrice.
-Non fumo. Mentre tutti faranno accattivanti pause-cicca io mi guarderò intorno trattenendo le lacrime.

Durante la serata farò del mio meglio per immagazzinare informazioni interessanti.
Aspettatevi dunque un post di revival in stile blog defunto.

29.02.08

All by Electricity

oggi.png

The lady is dying
She bends back like a wave
As her spirit is climbing
Through the hospital wall and away

Neutral Milk Hotel

Sono ricominciate le lezioni. Il tempo per riposare gli occhi è finito.
Mi reco a Padova ogni giorno, tentando di ignorare il fatto che le settimane si dileguano senza che io possa annusarle.
Oggi ho cominciato a studiare statistica.
Ogni informazione acquisita allevia il panico. Ogni intuizione tappa un buco della mia autostima. Ogni pagina accantonata è una conquista.
Credo che in questo momento la mia vita sia priva di poesia. I rari istanti di catarsi sono riconducibili ai giorni in cui dedico la mia libertà dallo studio ai miei avi.
Salgo in macchina.
All'andata ascolto dischi da recensire, dall'inizio alla fine, anche se alcuni di essi mi fanno venire voglia di frantumare la leva del cambio. Penso intensamente alla morte, alla vecchiaia, all'assenza di vecchiaia. Cerco di smembrare ogni brano per individuarne le influenze. Raramente mi faccio trasportare dal flusso, quasi fossi il magico giudice sputasentenze teorizzato da Weber. Nella mia ricerca di oggettività trovano posto un eccesso di acidità non sfogata e la parola tundra.
L'insensatezza di un numero apparentemente infinito di esami da quattro crediti mi impedisce di pensare. Guidare lungo strade che conosco a memoria, mi riporta all'infanzia. I gatti incollati all'asfalto mi fanno piangere, perché ci sono ricordi che non ho rimosso.
Entro in territorio trevigiano.
Mio nonno mi racconta della sua vita quotidiana, della sua incapacità di accettare lo stato delle cose.
Traduco l'apice della tragicità in un fotogramma da conservare. Una cucina estrapolata dall'Alto Adige sullo sfondo. Un ex professore in primo piano.
Ci rechiamo in paese. Mio nonno mi racconta la storia dell'ospedale, del suo fondatore, di un ex primario. Mi spiega quali sono i reparti. Quanti pazienti possono ospitare. Mi illustra il progressivo allargamento del parcheggio. La mensa. Accanto all'obitorio. Mi spiega come sbloccare le porte. Dice che lì è nato mio padre.
Conferma che mia nonna non è più la stessa. La raggiungo mentre sta pregando. Segue la messa in tv. Mio nonno dice che tende a perdersi nei ricordi del passato.
Fingo che il presente sia finzione avviando una conversazione su Dostoevskij. Uno splendido argomento atemporale.
Torno poi a casa ascoltando un qualsiasi disco struggente.

Il giorno successivo mi muovo in direzione opposta. All'andata ascolto un disco da recensire. Se non mi piace ne metto un altro. Entro in un territorio minaccioso. Individuo una quantità imbarazzante di autovelox e auto della polizia.
I gatti morti si presentano in numero maggiore rispetto al giorno precedente, nonostante il chilometraggio sia più limitato. Gli anfibi sono ancora troppo rigidi per guidare senza incastrarmi sui pedali. Sono stanca e arrivo anticipo.
Mia nonna mi accoglie festosamente. Mio nonno invece non contempla questo tipo di manifestazioni affettive, perché é dichiaratamente old school.
Gli argomenti tragici sono all'ordine del giorno. Morte, malattia, vedove affrante, badanti e case di riposo, l'esame che non ho dato, la deficienza di chi intende votare Berlusconi anche questa volta, vicini di casa convinti che la raccolta differenziata sia il male, i miei capelli sempre più entropici.
I miei capelli generano una piccola lite.
Racconto dei miei nonni paterni, dei miei corsi, dei libri che sto leggendo, della ardua esistenza di Baldra.
A casa dei miei nonni materni fa freddo. Mangio un pezzo di cioccolata e contemplo i mobili. La gatta della mia nonna materna è morta qualche mese fa. Aveva diciotto anni. La gatta della mia nonna paterna qualche mese fa è stata investita da una macchina, ma non é morta. Precedentemente era stata abbandonata da ignoti. Ora abita dalla mia nonna materna. Teme mio nonno e dorme in un armadio.
Torno a casa ascoltando un disco struggente. Resto bloccata nel traffico per un po'. Penso alla cena delle due classi del mio anno. Il Revival.
Avremmo dovuto essere trentasei. Ci siamo ritrovati in dodici.
Nessuna traccia dei miei personaggi prediletti. Nessuna soddisfazione tardoadolescenziale.
Mentre attraverso Isola Vicentina rivedo una ragazza della mia età, seminuda, che canta un brano della Rettore mentre io mangio una pizza poco accattivante. Un tizio con i capelli bianchi la prende in braccio lasciando trasparire i suoi propositi marpioni.
Non posso fare a meno di sentirmi colpevole, perché lascio che quello scempio abbia luogo.
Nel frattempo scopro un lato molto piacevole di un ex seminarista, che ha abbandonato teologia per darsi alla matematica.

Parcheggio in garage mentre il disco struggente del giorno precedente continua a suonare.
”E' davvero commovente”, penso.

[mp3]Shipping News: All By Electricity

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