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I Found That Essence Rare (o: Dischi Vecchi che hanno infuocato il mio 2007)

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Mesi fa ero intenta ad accarezzare le mie certezze rocciose. Sono sempre stata una grande amante delle cose vecchie. I dischi vecchi, i libri vecchi, i vestiti vecchi, le macchine vecchie e via dicendo.
Utilizzo il termine “vecchio” perché é semplice, poco cortese e può essere appiccicato a sostantivi di natura assai varia.
Quest'anno ho dedicato parte del mio tempo alla scoperta del nuovo, agevolata da accadimenti assai discutibili come la presunta reunion degli Smashing Pumpkins* e l'uscita di una vagonata di album inutili, generalmente incensati dal sempre più tragicomico New Musical Express.
Tra di essi non posso fare a meno di citare i lavori di Black Rebel Motorycle Club, Kings of Leon, Pigeon Detectives, Blondelle, Enter Shikari e Babyshambles. Escludo volutamente “Zeitgeist”, che occupa la posizione numero uno nella mia personale classifica dei dischi più imbarazzanti, orripilanti e deprecabili dell'anno.
In generale ho notato un progressivo regresso verso sonorità abusate da tempo. Albione pare infestata da band estremamente megalomani che amano plagiarsi a vicenda e ripescare materiale arcaico. Questo spiega l'autocitazionismo maniacale in salsa Kinks di Pete Doherty.
Non sono poi mancati gli album da Veri Uomini, come il pallossissimo “Baby 81”, su cui ho versato intere secchiate di lacrime. Mi sono chiesta più volte cosa possa spingere delle persone ispirate ad uscire di strada ed imboccare poi l'avverso vicolo che conduce alla morte, musicalmente parlando. I BRMC sono diventati dei pupazzi vestiti di nero, piatti, vuoti, adorati dalle bimbe rincoglionite e dagli uomini che amano sentirsi rassicurati.
Sì, se vi piace Baby 81 significa che siete virili. Lo stesso vale per i Kings of Leon, che sono comparsi in moltissime classifiche di fine anno causandomi brevi scosse d'isteria mista a panico.

Fortunatamente quest'anno non è uscito solo ciarpame. Ci sono stati i dischi che ho citato nel post precedente, qualche ep significativo e molte canzoni degne.
Eppure la necessità di indagare il passato non si é spenta.
Grazie a supporti assai validi, come lo straordinario “Post-Punk” di Simon Reynolds e “Post Rock e oltre” di Stefano Isidoro Bianchi ed Eddy Cilia, ho indagato in modo abbastanza approfondito questi due generi.
Insieme a Baldra ho passato ore ed ore tra negozi di dischi reali e store virtuali. Parlare di musica è per noi una delle poche via di fuga. Vicenza si sta sgretolando un po' per volta. Dopo aver appurato che dovremo stare qui ancora per un po', non resta che soffocare l'amarezza assordandoci con il comunismo dei Gang of Four o con i Fugazi, padri del tanto detestato emo di terza generazione.
All'interno di questo scenario estremamente deprimente, in cui lo studio è finalizzato alla disoccupazione e la mia città s'appresta a trasformarsi in un parco giochi per militari statunitensi, osservo il grigiore diffuso e fingo di essere a Louisville o a Manchester, luoghi infernali, votati alla produzione sfrenata, in cui la gente reagiva creando qualcosa di durevole.
A Vicenza non succede qualcosa di positivo da decenni. Ecco perché chiunque indossi abiti riconducibili alla scena oldschool punk, new wave o ai Devo viene automaticamente scambiato per un'idiota dai vecchi alcolizzati e bestemmiatori che stanno tutto il giorno al bar.
Personalmente ho scelto sperare, sfogando poi la mia frustrazione insultando gli emo-non-emo minorenni che osano deturpare il mio campo visivo. E' una scelta scontata, lo so.
Negli ultimi dodici mesi ho realizzato che vale la pena di vivere per vedere dal vivo gli Arcade Fire. Ho cambiato varie volte taglio e colore dei miei capelli, ho comprato un nuovo paio di anfibi, ho avuto splendide allucinazioni psichedeliche e ho amato incredibilmente un libro sulla Prima Guerra Mondiale.
Questi sono i dischi (ma c'è anche un cofanetto) che ho scoperto o riscoperto quest'anno, quelli che hanno dato un senso alla banalità della vita quotidiana, ai viaggi in treno, agli insulti ricevuti e donati, al mio ballare sempre e comunque da sola.

Dexy's Midnight Runners “Searching for the Young Soul Rebels” (1980)
Fugazi “Repeater” (1990)
Gang of Four “Entertainment!” (1980)
Gene “Olympian” (1995)
Plasticland “Wonder Wonderful Wonderland” (1986)
Rachel's “Music for Egon Schiele” (1996)
Rex “C” (1996)
Smashing Pumpkins “The Aeroplane Flies High” (1996)
Violent Femmes “s/t” (1983)
Young Marble Giants “Colossal Youth” (1979)
AA.VV. “No New York” (1978)
AA.VV. “Sci-Fi Lo-Fi, Vol. 1” (2007)

*ovvero un sempre-più-megalomane William Corgan accompagnato da tre pupazzi semoventi e dall'ombra di Chamberlain


(Dexy's Midnight Runners "Geno")


(Violent Femmes "Blister in the Sun")


(Gene "Sleep Well Tonight")

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Comments (11)

Zeitgeist però è un po' una storia a parte, una parodia di se stesso da parte di Corgan che comunque sono riuscito alla fine ad ascoltare parecchio (più di tanti altri gruppi "nuovi"). Sarà stato il recupero (pur nella quasi totale mancanza di idee e di bei pezzi) del suo lato fracassone da tempo abbandonato. La tua stroncatura su Vitaminic è stata grandiosa, ma un giorno forse tenterò di farne una difesa d'ufficio :)
Naturalmente da un punto di vista obiettivo resta tra i dischi peggiori usciti quest'anno...

Sono contento ogni volta che qualcun altro scopre il cofanetto dell'Aeroplano, pieno di chicche! (e anche Entertainment, parliamone!)

Zeitgeist però è un po' una storia a parte, una parodia di se stesso da parte di Corgan che comunque sono riuscito alla fine ad ascoltare parecchio (più di tanti altri gruppi "nuovi"). Sarà stato il recupero (pur nella quasi totale mancanza di idee e di bei pezzi) del suo lato fracassone da tempo abbandonato. La tua stroncatura su Vitaminic è stata grandiosa, ma un giorno forse tenterò di farne una difesa d'ufficio :)
Naturalmente da un punto di vista obiettivo resta tra i dischi peggiori usciti quest'anno...

Sono contento ogni volta che qualcun altro scopre il cofanetto dell'Aeroplano, pieno di chicche! (e anche Entertainment, parliamone!)

Nur:

Marghe, come io dovrò farti scoprire i segreti dell'indie pop evitando le sdolcinate lande svedesi per venirti incontro, lo stesso mi piacerebbe facessi tu con tutti questi vecchi dischi che, non so, mi ispirano. ;-)
Ci stai?

vale troppo la pena di vedere gli arcade fire dal vivo.

nur: certo che sì :)

Wow, ho scoperto di essere virile: devo farmi crescere due baffoni à la Village People, e poi sarò ok. :D
A me è piaciuta sia la svolta di Howl che questo Baby 81, e vabbè, lo metterò pure tra le cose da salvare del 2007. Non posso non essere d'accordo su Zeitgest, e sul cofanetto dei Pumpkins che contiene alcuni tra i più bei pezzi del gruppo: bei tempi, quelli. Ma la palma di album inascoltabile dell'anno spetta all'ammasso inconsistente di schifezze prodotto dagli Hives, per me.

ananda:

penso che "baby81" sia carino da ballare, ma mi è piaciuto solo per questo motivo

vinz:

bella scelta. soprattutto quella dei dischi del 2007.
Ora, per il 2008, un augurio di un buon anno avventuroso e musicale.

Io per i Gene presi una sbandata pazzesca.
Tipo che iniziai a cercare i dodici pollici, a recuperare dubbi e costosissimi 45 giri, e così via. Poi la sbornia passò col secondo disco. Chissà perchè, visto che poi non era così male.
(ma recuperati prima la raccolta di mezzo, To see the Lights.)

antonio:

il primo album dei gene ha sciolto il mio cuore. ho letto che i successivi sono più scarsi per cui sto aspettando un po' prima di ascoltarli...

ciao!

felice di vedere che qualcuno ancora ricorda Olympian. in questi tempi di klaxons suonati troppo forte e' roba non da poco.

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