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Per un Ateismo Decerebrato ed Inconcludente (o: I Treni in Ritardo Stimolano la Riflessione Filosofica e Permettono di Dedicare Tempo alla Lettura)

Ci sono giorni in cui vorrei essere un ghiro. L'idea del letargo mi solletica non poco, in particolar modo in quegli istanti in cui realizzo di essere su un treno puzzolente diretto a Padova.
Quest'oggi ho cominciato il secondo periodo del primo semestre. Mi sono svegliata presto per andare a studiare nella biblioteca di facoltà un po' prima della lezione di Storia del Pensiero Sociologico. Una volta giunta in aula ho scoperto che il professore non c'era.
A Padova queste cose capitano abbastanza spesso. Immagino accada lo stesso in molte altre città universitarie, anche se mi è stato detto che il livello di disorganizzazione della mia facoltà è aumentato sensibilmente negli ultimi anni.
Sono ormai una pendolare rassegnata. Contemplo i ritardi dei treni con passiva desolazione. Quando scopro di aver sprecato due ore della mia vita in spostamenti inutili non faccio altro che cercare un libro nel mio zaino. Amo leggere finché occhi e cervello reggono, per dimenticare il mio Paese, Trenitalia e la mia amata facoltà di Scienze Politiche.
Quest'oggi, mente sfogliavo uno degli ultimi numeri dell'Internazionale, non ho potuto fare a meno sogghignare silenziosamente. Il motivo della mia ilarità era questa striscia di Max Cannon*.

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Da un paio di mesi mi sento come una studiosa delle religioni alle prime armi. Sto leggendo la Bibbia, in particolar modo in Nuovo Testamento, e l'interessantissimo “Sociologia dell'Islam” di Enzo Pace, per il mio esame di Sociologia della Religione. Ho letto inoltre “Dio non è grande” di Christopher Hitchens, “Contro Ratzinger” di un autore anonimo e “Apocalissi”, una raccolta di scritti dedicati ai vari libri della Bibbia.
Una nuova religione, che sto ancora delineando, sarà tra i “protagonisti” del mio romanzo.
La mia speranza è che, quando ne saprò abbastanza di religione, quando non sentirò più l'esigenza di definirmi atea per sottolinare costantemente e a chiare lettere la mia avversione per tutto ciò che implica il silenzio della ragione, allora potrò vivere in pace la mia vita.
Mia madre, che gravita tra culto cattolico, misticismo montanaro e meditazione, non apprezza il mio nuovo atteggiamento. Quando stavo studiando gli esistenzialisti avevo condiviso parte delle loro idee. Trovavo commovente il modo in cui Sartre parlava di ateismo come scelta razionale, non immune da soffrenza e talvolta da disperazione**.
Negli ultimi tempi invece ho constatato che, finché qualcun'altro dei miei parenti/amici non morirà, probabilmente sarò in grado di vedere la cosa da un diverso punto di vista. Convivo con la prospettiva di un Nulla che mi attende dietro l'angolo e non mi sento male quando ci penso. E' un obiettivo adolescenziale raggiunto.
Leggendo la striscia di Max Cannon ho pensato ai miei nonni cattolici, alle mille sette sciite che sto studiando, ai pentecostali, al misticismo folle di mia madre, ai mormoni, e via dicendo.
Credono tutti di avere ragione sull'Aldilà. Riderci sopra è il minimo che possa fare.


*Sull'Internazionale era stata tradotta in modo da risultare più semplice per noi italiani. Per chi non lo sapesse L.Ron Hubbard è il fondatore di Scientology.

**Non sono sicura che la mia idea della filosofia di Sartre abbia completamente senso, perché, come scrissi qualche tempo fa, la mia ex professoressa di filosofia è una suora. Di recente ho scoperto che a volte le sue lezioni sul pensiero di alcuni filosofi potevano dirsi fuorvianti. Ad ogni modo è grazie a lei che ho cominciato ad apprezzare questa materia di studio e gliene sono grata.

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Comments (9)

hmm.. la storia del Nulla che aspetta dietro l'angolo è inquietante.. ma in assenza di prove la darei come la cosa che più probabilmente capiterà.. a questo punto ho estratto dal mio debole cervello la conclusione che la cosa migliore da fare è fare in modo di essere ricordato dopo la morte (con questo non intendo certo attacare mie foto dappertutto o imbrattare ogni muro che incontrerò con il mio nome.. essere ricordato con amore dalle persone a cui vogliamo bene una volta morti sarebbe già qualcosa..)..

concordo pienamente. in un certo senso è anche per questo che scrivo.
è una motivazione marginale ma mi spinge a non abbandonare i miei progetti.

saluti e grazie per il commento

A me fanno ridere molto quelli che muoiono in Chiesa, per esempio travolti da un crocifisso che gli cade in testa. Oppure in incidente dopo essere stati a S.Giovanni Rotondo.

Io, anche se fa un pò sfigatello lo ammetto, amo pensarla come gli antichi stoici. Se ci sarà qualcosa dopo la morte non sarà un problema di quel che sono io ORA. Se c'è qualcosa sarà un problema di quel che ero prima di venire al mondo e visto che non ne ho memoria non vedo perchè dovrei preoccuparmene particolarmente (ad ogni modo penso non ci fossero fiamme e solfatare). Se non ci sarà nulla, lo stesso. Quello che mi ha sempre spaventata non è la fine di quello che sono io, mi spaventa la fine delle persone a me care, quello si. Ma su questo si sa, conviene sempre pensarla in un modo: vivere al meglio con loro finchè ci è possibile. Su questo tema ha scritto cose molto profonde e meno banali delle mie cazzatucce Simone De Beauvoir, che a mio parere (mio eh) su alcune cose aveva la vista più acuta di quella di Sartre.
Pace e prosperità

già. simone de beauvoir ha scolvolto non poco le mie idee sulla vita. peccato che sia stata bellamente ignorata all'interno del programma di letteratura francese delle superiori che ho trattato. avevo una prof molto brava che di certo l'avrebbe presentata correttamente, non fuorviando le sue idee per incastrarle nel pensiero cattolico.

....mmm, si sono daccordo.
occhio a definirsi atei però.

chi si definisca ateo rischia, per lo meno, di reificare un apparato religioso che prevede l'esistenza di UN DIO.

io non mi definisco ateo, credo in Dio, perchè credo nell'essenza delle cose. Quell'essenza che non mi spiego e che è ovunque. Perfino nel ciarpame.
Un' Essenza (a questo punto scriviamola maiuscola) che di sicuro non prevede culti, riti, leggi e sacramenti del tutto UMANI, verso i quali nutro un interesse antropologico, ed ai quali nel bene e nel male in parte appartengo in quanto appartengono alla cultura nella quale sono nato.

Un'Essenza, quindi, che è al di là di tutto. E, quindi al di la del Nulla, o forse NEL Nulla.

Di sicuro, qust'essenza, un giorno ci spazzerà via. Senza avvisarci.
Quello che mi frega no è il pensiero della morte, al contrario, è il pensiero della vita.
Nel senso che quendo vedo certe cose, tipo un cielo, o faccio un respiro, o oservo un'onda nel mare, o sento un odore....ho la percezione netta che queste cose siano in parte razionali, ed in parte no. Quindi dev'esserci qualcosa oltre la ragione. E se non c'è, è comunque un bellissimo nulla, cazzo complimenti al signor nulla.

bah....comunque grazie per avermi fato pensare come sempre.

Buldra.

....mmm, si sono daccordo.
occhio a definirsi atei però.

chi si definisca ateo rischia, per lo meno, di reificare un apparato religioso che prevede l'esistenza di UN DIO.

io non mi definisco ateo, credo in Dio, perchè credo nell'essenza delle cose. Quell'essenza che non mi spiego e che è ovunque. Perfino nel ciarpame.
Un' Essenza (a questo punto scriviamola maiuscola) che di sicuro non prevede culti, riti, leggi e sacramenti del tutto UMANI, verso i quali nutro un interesse antropologico, ed ai quali nel bene e nel male in parte appartengo in quanto appartengono alla cultura nella quale sono nato.

Un'Essenza, quindi, che è al di là di tutto. E, quindi al di la del Nulla, o forse NEL Nulla.

Di sicuro, qust'essenza, un giorno ci spazzerà via. Senza avvisarci.
Quello che mi frega no è il pensiero della morte, al contrario, è il pensiero della vita.
Nel senso che quendo vedo certe cose, tipo un cielo, o faccio un respiro, o oservo un'onda nel mare, o sento un odore....ho la percezione netta che queste cose siano in parte razionali, ed in parte no. Quindi dev'esserci qualcosa oltre la ragione. E se non c'è, è comunque un bellissimo nulla, cazzo complimenti al signor nulla.

bah....comunque grazie per avermi fato pensare come sempre.

Buldra.

antonio:

G e H sono tasti vicini fra loro.
Credo ti sarebbe interessato l'incontro di ieri sera all'MPX di Padova (forse non si dice cosi') per ascoltare cosa pensano Cacciari e Bianchi
sulla "prospettiva del Nulla dietro l'angolo".
Avresti cosi' capito che, in relazione a certi argomenti, e' meglio pensare da soli.

ananda:

l'unico dio esistente è google!!
http://www.thechurchofgoogle.org/Scripture/Proof_Google_Is_God.html
per chi capisce un po' d'inglese

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