Un Dernier Verre (Pour La Route)

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Se siete stanchi di avere a che fare con band composte da ventenni ignoranti e dediti al plagio, se provate l'irrefrenabile desiderio di uccidere chiunque si vesta come un debosciato post-Strokes (ex. Blondelle, Pigeon Detectives o più in generale buona parte delle band che finiscono sulla copertina di NME), allora esiste la possibilità che il giovane Beirut faccia per voi.
Il suo primo album, Gulag Orkestar, uscito l'anno scorso per Ba Da Bing!, ha messo a dura prova il mio cuore di cemento, giocando con atmosfere balcaniche à la A Hawk and a Hacksaw, un fiume ottoni e melodie strazianti.
The Flying Club Cup, il secondo lavoro di Zach Condon, è dedicato alla Francia. L'ho ascoltato parecchio, cercando di farmelo piacere quanto Gulag Orkestar.
Oggi pomeriggio, mentre studiavo tra le mura della biblioteca di Scienze Politiche, ho fatto un ulteriore tentativo, ma il risultato non è stato quello previsto. L'ho trovato molto meno immediato dell'esordio. Il battito del mio cuore non è cambiato.
Una volta tornata a casa ho letto l'ultimo post di Marina, ho guardato il video in presa diretta di “Nantes” che aveva segnalato e ho lasciato che i brividi mi abbracciassero.
Sul sito di Beirut potete trovare tutte le canzoni di The Flying Club Cup eseguite dal vivo, alleggerite di quella superficie plastica e di quelle rifiniture che paiono aver privato il disco di parte del suo potenziale.
Fate dunque un favore ai vostri irrequieti spiriti e guardate questi splendidi video.

Guarda “Guyamas Sonora” (sotto)


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