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Every Artist Needs a Tragedy

Sabato scorso toccammo il fondo.
Ci lanciammo in un folle giro della città recandoci ovunque ci fosse una parvenza di vita.
Dopo aver ingoiato vaghe reminiscenze di terrore, ci recammo al Sabotage Bar, dove qualche mese fa un eroinomane distrusse un finestrino della mia indifesa Subaru piegando la portiera anteriore destra.
Suonavano gli OJM, una band di cui avevamo già sentito parlare da qualche parte.
Dopo due minuti di esibizione per poco non vomitai davanti al palco. Ma evitai di farlo, perché ero circondata da uomini nerboruti poco rassicuranti.
Per la cronaca: gli OJM sono una band di Treviso che a breve partirà per un mini tour negli States. Fanno una sorta di hard rock anni '70 che incontra lo stoner. Potrebbero sembrare dei Led Zeppelin vestiti male muniti di cantante bruttissimo e con una voce orripilante. O in alternativa dei Wolfmother con un cantante dello stesso tipo, tutti dediti al recupero di amplificatori valvolari ed ignari del buon gusto.
Dopo aver constatato che ci stavamo facendo solo del male, scappammo di corsa.
A differenza di quanto ci era stato precedentemente comunicato, il Capannone Sociale era chiuso. Il suo popolo ha posto radici al Presidio Permanente. Questo non è che uno dei fatti deleteri connessi all'imminente edificazione della Ederle 2.
Abbandonammo dunque la zona industriale e ci recammo in via Quadri, dove da qualche anno sorge lo sfortunato Lynx Club, ex Midian.
Lì scoprimmo che l'entrata costava sei euro, una cifra improponibile per vedere i Cut, una band totalmente inutile del catalogo Homesleep.
battles200.jpg
Tutto ciò che volevo era ballare in pace, possibilmente da ubriaca, perché il Lynx è sempre vuoto, come testimonia questa vecchia foto, e io tendo ad imbarazzarmi facilmente.
Sono troppo povera per pensare di investire soldi in qualcosa che mi fa venire voglia di spararmi.
Sono masochista perché voglio ballare i Battles e qui pare che nessuno li conosca.
Il Totem ha riaperto. E' rincominciata la stagione dello scazzo serale, dell'esodo di massa verso discoteche costosissime piene di gente di merda, degli spritz che ti congelano le mani fuori dal Cancelletto.
Nel fine settimana ci guardiamo negli occhi e pensiamo: “droga”.

Come se non bastasse è ricominciata l'università e nel primo periodo del semestre corrente mi trovo a dover affronare sei ore buca. Il mercoledì sette. Vivo sulla mia pelle la mancanza di rispetto per i pendolari.
Ieri sono stata insultata da un tizio di mezza età che non approvava il modo in cui avevo parcheggiato la mia bici fuori dalla stazione. Gli ho detto: “Sì” e ho pianto mentalmente. Era troppo buio perché potessi reagire diversamente.

Mi conforta la certezza che nei prossimi tre anni non riuscirò ad andarmene da qui.
Nel frattempo contemplo le fonde della mia pianta dell'Ikea. Non so che pianta sia, perché sono cresciuta sull'asfalto, però è bella.

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In chiusura vi segnalo una serie di band che a mio avviso dovreste ascoltare. Io l'ho fatto e guardate come sono leggiadra e gaudente!

No Age:
"Weirdo Rippers" è uscito quest'anno per la Fat Cat. Non è un album, ma una sorta di raccolta di tutti i brani contenuti negli (introvabili) ep che i No Age hanno pubblicato negli ultimi tempi per svariate etichette statunitensi.
Compariranno senza dubbio nella top 10 dei miei dischi dell'anno.
- "Every Artist Needs a Tragedy"

Asobi Seksu:
E' da poco uscita (per One Little Indian) la ristampa del primo album omonimo. Tra qualche giorno ne scriverò su Vitaminic.
E' probabile che non capiate alcuni dei testi. Sono in giapponese :)
- “I'm So Happy But You Don't Like Me

Nervous Cabaret:
Nusrat Fateh Ali Khan incontra i Clash, Captain Beefheart e i Kocani Orkestar. Ne ho scritto oggi su Vitaminic.
-“Instant Lady

Hella:
Gente dedita ad un rumore à la Cedric Blixer-Zavala ed apprentemente fatta di acidi che ci regala brani straordinari come “Anarchists Just Wanna Have Fun”. Qui ne ho scritto più approfonditamente.
-“Hand that Rocks the Cradle

Land of Talk:
Amo la loro sconvolgente inutilità. Da qualche giorno non faccio altro che ascoltarli ballando da sola. Baldra dice che ricordano i Cardigans.
-“Summer Special

Forse un giorno guarirò da questa malattia che mi fa odiare l'indie pop svedese. Non sono ancora riuscita ad ascoltare tutto “Night Falls Over Kortedala” di Jens Lekman. Al secondo brano mi viene voglia di distruggere tutto quello che mi circonda.

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Comments (10)

Grazie per la canzone di Asobi Seksu. Bella e non ci credevo. In seconda battuta: il rispetto per i pendolari non esiste se non in rare e potenti università. Qui io non ho mai più di due ore di lezione al giorno spalmate qua e là, sono incazzata e sono residente figurarsi gli altri. I signori che t'insultano fuori dalla stazione o dal bar o dal ferramenta o dal negozio di lampadine usate sono deprecabili ma sempre presenti. Ci si deve consolare pensando che se gli è necessario prendersela con noi per inutili cagate la loro vita non dev'essere poi tutto questo spasso. Vediamola così...

garantisco che, nei 10 secondi di una canzone che ho sentito, i land of talk sembravano i cardigans!
sabato "AL TOTEM!", mi raccomando :p

a parte gli scherzi, non vedo l'ora di sorridere dall'estero pensando alle serate prive di stimoli che si passano qui...

Nur:

In effetti per approcciarti all'indiepop svedese dovresti cominciare da tutto meno che da Jens! :D
se vuoi ti passo un pò di dischi...

potrebbe essere un'idea. da sola non saprei da che parte cominciare :)

ci vediamo sabato..
ciao ciao

perché non mi caghi mai quando ti commento?

scusa se non ho risposto all'altro commento. ma cosa dovevo dirti? io non ho problemi con i clash...

e poi non capita di frequente che risponda ai commenti, visti i precedenti con i miei vecchi blog

violet_mood:

uh uh...non ho letto tutto il commento,ma ho visto solo la foto dei battles. mi piacciono un sacco, e non li passo a nessuno perchè tanto non piacerebbero. tornerò a finire la lettura

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