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Don't you cry tonight*

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Ieri sera, mentre stavo indossando i miei occhiali tartarugati, fui colta dal fulmine dell'ispirazione. Controllai l'aderenza dei miei anfibi al suolo e risi nascostamente.
Non ero ubriaca. Non avevo fumato.
Avevo però incontrato l'amico A., il cui vero nome è Luca. Tra di noi non c'è mai stato dialogo. In genere lui ama raccontare delle sue visioni, delle sue prese di coscienza dettate dall'abuso di sostanze stupefacenti e via dicendo.
Ieri si limitò a fare una serie di gesti riprodotti in loop per una decina di volte.

Mi chiesi dunque se quello era il massimo cui il collega ed io potessimo aspirare per sfogare la nostra ira infrasettimanale. Da ciò scaturì l'idea per una nuova rubrica, profondamente autoreferenziale, forse un tantino inutile. Tra vent'anni tornerò a leggere tutti i miei interventi e farò un grafico.
La nuova rubrica si chiama “Cosa ho fatto sabato sera” ed il suo scopo è quello di delineare in poche righe gli eventi che hanno fatto battere il mio cuore in quello che dovrebbe essere il momento più salvifico della settimana. Spero di poter dotare questo angolo di una ombreggiatura tragicomica, per rendervela più sopportabile.

E ora: Cosa Ho Fatto Sabato Sera pt.1 (20/10/07)

- 18.30: Mi reco al noto spritz bar Cancelletto in compagnia di Baldra e Giulia. Conversiamo amabilmente tentando di scaldarci con l'alcol. Baldra riceve via sms un invito per una cena soli-uomini a casa di Dada, il deprecando pantofolaio di cui già scrissi qui.
- Ora Imprecisata: Dopo aver accompagnato Giulia alla fermata dell'autobus Baldra ed io torniamo a piedi verso la mia dimora, dove ci nutriamo di minestra di dado vegetale. Guardiamo una puntata e mezza dei Simpsons in lingua originale.
- 21.30: Dopo aver constatato che nessuno sarebbe venuto al Cancelletto per partecipare a quello che è l'unico momento di aggregazione giovanile berica privo di discriminazione, Baldra ed io raccattiamo la macchina e andiamo a nutrirci presso la Birreria n°1, luogo solitamente pieno di famiglie e infestato da animali impagliati. Io mangio una bruschetta. Baldra mangia degli gnocchi e un'insalatina.
- 22.30: Ci rechiamo presso il Capannone Sociale, che ha riaperto di recente. Ovviamente è popolato dal popolo del No Dal Molin e da un numero sconvolgente di giovinetti.
- 22.35: Incontriamo A., che fa il mimo per noi
- 22.40: Scopriamo che l'entrata è gratis con la tessera Arci. Sfoggiamo dunque la nostra tessera Arci.
guns.jpg- 22.41: Constatiamo che il gruppo che sta suonando è una cover band composta da tre chitarristi, un bassista, un batterista e una cantante. Il repertorio oscilla tra Led Zeppelin, Guns 'n Roses e AcDc. La band, il cui intelligentissimo nome è Danger, suona per un periodo di tempo indefinito. I membri del gruppo sono giovani e conseguentemente accompagnati dai genitori, fatto incredibile per gli standard del Capanno. Dopo un po' guardo Baldra e affermo: “Manca solo Stairway to Heaven”. Egli aggiunge: “E Paradise City”.
E' dunque straordinario constatare che i due pezzi successivi sono proprio quelli citati. La band è orripilante. Si perde in assoli infelici e poco riusciti. La cantante ritiene opportuno mantenere lo stesso tono di voce per tutta la durata del concerto. Baldra ed io riflettiamo sul fatto che a Vicenza una cover band dei Pearl Jam o dei Radiohead sarebbe vista assai negativamente. Per non parlare di chi si scrive i propri pezzi.
- Ora Imprecisata: Si presentano sul palco degli sfigati ubriachi. Indossano magliette che ci permettono di classificarli come adepti dell'HC (Nabat, The Casualities, etc). Come prima cosa propongono un'intro durante la quale tentano di rappare delle bestemmie.
Quando cominciano a suonare il cuore di Baldra esplode di tristezza. Ce ne andiamo.
- 01.00: Una volta giunti a casa beviamo acqua di rubinetto. Poco dopo ci piazziamo davanti alla tv con la mia gatta grigia. Guardiamo una serie di cose a caso, tra cui l'inizio di Arma Letale 3, Marzullo e parti di un programma su Gambero Rosso sulla coltura del peperoncino.
- 2.00: Ci infiliamo nel mio letto, schiacciati come sardine.

[Mogwai: Don't Cry* (Peel Session) (Guns 'n Roses cover)]

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Comments (5)

La domanda su ciò che ci si può ragionevolmente aspettare dal sabato sera temo sia la stessa per molti. Fatto salvo per strane coincidenze fortunate si susseguono sempre uguali e quasi del tutto privi di fatti rilevanti. Per mia somma fortuna questo sabato l'ho passato a teatro, ma è stato più o meno un miracolo.

l'unica cosa che mi chiedo è: perché 3 chitarristi?
qs sabato ero a cena fuori. una cosa tranquilla.

IlVileNorman:

perdiana, quelli che fanno cover di guns n'roses e led zeppelin oltre la scuola media dovrebbero pensare a fare dell'uncinetto.

3 chitarristi? Forse dovevano suonare anche qualche pezzo dei Lynyrd Skynyrd. :-)

Maggie, ti ho mandato l'invito sul vecchio splinder per il mio blog, che ho reso privato.

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