
Sono giorni bui.
Mi dedico a letture religiose per il bene della mia opera, prematuramente denominata Spiderland. Se mai la concluderò spero che David Pajo mi denunci.
Sarebbe emozionante.
Non appena avrò un po' di tempo, abbandonerò i testi di critica e mi dedicherò alla Bibbia.
Cercavo svago in un romanzo e senza rendermene conto mi sono trovata nel bel mezzo de “I Sotterranei del Vaticano” di Gide.
So che questo non è un buon segno.
Mentre svolgo le mie attività quotidiane, come prendere un treno puzzolente o mangiare insalata con le bacchette all'entrata della Facoltà di Scienze Politiche, non posso fare a meno di pensare al mio passato e al modo in cui fui indottrinata.
Se da un lato la vicenda di cui sto scrivendo è una sottile vendetta verso i miei educatori, dall'altro la furia con cui mi dedico alla raccolta di documentazione è un tentativo di trovare risposte.
Qualche giorno fa, mentre seguivo una lezione di Sociologia della Conoscenza, constatai che la mia visione del pensiero di Heidegger era completamente priva di senso.
Non sono riuscita a provare odio o risentimento nei confronti della mia professoressa di filosofia, responsabile dei miei problemi con l'amico Martin, nel liceo cattolico di cui tanto scrissi. E' una brava persona.
Il problema in tutta questa faccenda è che lei è una suora. Probabilmente non vede nulla di male nel fornire ai suoi studenti interpretazioni dal puzzo cattolico.
Non dimenticherò mai un giorno in cui a ricreazione stavo vagando per la scuola. Ero in quarta superiore e già da svariati anni mi professavo atea, anche se non in contesto scolastico (questo avrebbe peggiorato ulteriormente la mia posizione). Passai davanti all'aula di una delle quinte e osservai cosa stava accadendo.
Pareva ci fosse una lite in corso tra la mia professoressa di Filosofia e una studentessa. Per qualche motivo quest'ultima si era vista costretta ad affermare pubblicamente che secondo la sua opinione Dio non era che un'invenzione umana. Rimasi sconvolta e pressoché pietrificata di fronte alla reazione della mia prof, che per poco non si mise ad urlare affermando che tali supposizioni erano frutto di ignoranza. Diceva che era l'esistenza di Dio è evidente; chi tenta di confutarla finisce sempre nell'errore.
Ho un problema con la Chiesa Cattolica.
Innanzitutto la odio per avermi reso cieca, per aver abusato del mio cervello, del mio spirito.
La odio per ciò che mi ha fatto credere.
Odio il modo in cui si è radicata nel mio corpo.
Sono anni che faccio immani sforzi di volontà per scacciare tutti i residutati della mia patetica fede. Eppure non passa giorno senza che io mi ritrovi intenta a rimuginare su dogmi e ciarpame simile.
Talvolta mi sento inconsapevolmente in colpa per quello che faccio, perché mi era stato detto che è sbagliato e che Dio, che è ovunque e ci guarda, non approva simili comportamenti.
Cacciare questo senso di fastidio, che è come un prurito non localizzabile, risulta spesso più complesso del previsto, indipendentemente dalle mie certezze. Credo che Dio sia un'invenzione eppure non faccio altro che inciampare su di lui. Leggo Christopher Hitchens e, alzando lo sguardo, vedo un'immagine della Madonna, presente nella mia cucina dall'anno della conversione di mia madre. La fisso, scaccio il desiderio di buttarla via.
Credevo fermamente in Dio, lo amavo, pregavo con una imbarazzante regolarità, anche se già alle elementari ero riuscita a mettere in crisi qualche catechista con delle domande infantili.
La Chiesa ha forgiato il mio spirito, direttamente ed indirettamente.
Ieri leggevo che Ratzinger si è recato ad una convention di farmacisti cattolici, dove ha affemato che dovrebbero evitare di vendere la pillola del giorno dopo o più in generale medicine "che abbiano scopi chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia"
Questa è pura istigazione al disservizio. In un paese civile le reazioni sarebbero state ben più significative, dato che la questione sfocia inesorabilmente nell'illegalità.
Essere stata cresciuta sotto una cupola di marmo cattolico mi fa vergognare di me stessa.
Tutto il mio risentimento giace impilato sulla mia scrivania, sotto forma di libri, articoli di giornale, appunti e foglietti.
Se solo ne avessi il tempo mi dedicherei anima e corpo alla loro rielaborazione.





- 22.41: Constatiamo che il gruppo che sta suonando è una cover band composta da tre chitarristi, un bassista, un batterista e una cantante. Il repertorio oscilla tra Led Zeppelin, Guns 'n Roses e AcDc. La band, il cui intelligentissimo nome è Danger, suona per un periodo di tempo indefinito. I membri del gruppo sono giovani e conseguentemente accompagnati dai genitori, fatto incredibile per gli standard del Capanno. Dopo un po' guardo Baldra e affermo: “Manca solo Stairway to Heaven”. Egli aggiunge: “E Paradise City”.
Ho capito fin dal primo istante che il disco degli 






Oggi però mi sento incredibilmente giovane perché, dopo aver constatato che, in un brano contenuto nel suo nuovo album 

