« You've got everything Now (2/2) | Main | Non dire cazzate »

Slint


In questi giorni cade l'anniversario della prima volta in cui ascoltaii gli Slint.
Fu alquanto traumatico, soprattutto se consideriamo il fatto che quella sera ero stata trascinata al mio primo ed ultimo concerto dei Derozer, la band (punk smarza) più celebre della città.
Ma non sono di certo qui per parlare di ciarpame.
Al contrario, sono qui per spingervi ad ascoltare gli Slint, sempre che voi non siate così pregevoli da averlo già fatto.

Gli Slint sono, ma per certi versi erano, una band di Louisville, un grosso centro industriale del Kentucky.
Padri di quello che Simon Reynolds chiamò post-rock, gli Slint provenivano da una formazione post-hardcore chiamata Squirrel Bait, dalle cui ceneri nacquero anche i godibilissimi Gastr del Sol.
Gli Slint realizzarono il primo album, Tweez, nel 1989. Si trattava di materiale decisamente rivoluzionario, una scossa elettrica in grado di frantumare le certezze di ogni serio ascoltatore di hardcore, grunge o più in generale di qualunque serio ascoltatore.
Personalmente posso affermare di essere stata traumatizzata dal suono degli Slint.
Il modo in cui il capelluto David Pajo e compagnia costruivano le loro trame melodiche, spesso intervallate da esplosioni sonore altamente distorte e da parti cantate che scomparivano per lasciar spazio a puri e semplici monologhi, è tutt'ora incredibile.

Se nel 1991 non avessi avuto quattro anni, con ogni probabilità non sarei impazzita per Nevermind. Avrei invece scelto la via di Spiderland.
Realizzo tutto ciò solo ora, in questo preciso istante.
Il grunge non è mai stato rivoluzionario.
Il grunge è stato semplicemente una figata.
Io adoro il grunge, ma di esso amo soprattutto la sua limitatezza. Mi fa sentire colta, perchè é un genere che ho studiato follemente e che ora posso dire di conoscere davvero.
Ma ribadisco, ora voto Spiderland, voto i confini illimitati post-rock, gli sguardi assenti del math-rock. Voto il vuoto emozionale che diventa veicolo per sentimenti nuovi, l'apertura di spazi mentali inesplorati.
Quando per la prima volta Spiderland si rivelò ai miei occhi in tutta la sua maestosità finii per ascoltarlo per tre volte di seguito.
Verso le quattro di mattina mi ritenni soddisfatta e tornai verso casa.
Fu Baldra a rivelarmi gli Slint. Successivamente scoprii che erano la stessa band che aveva suscitato il mio interesse qualche anno prima, quando avevo visto una foto della band, che poi è anche la copertina di Spiderland.
Ma non ero mai andata oltre, forse perché spaventata dal numero di album storici che mi capitavano tra le mani in quel periodo.
In un certo senso sapevo che quello che era un disco che avrebbe significato qualcosa per me, ma lo tralasciai, riservandolo per il futuro.
Quando Baldra mi fece ascoltare Spiderland non ci conoscevamo particolarmente bene. Passavamo le serate a Sant'Andrea a sconvolgerci, perchè avevamo un sacco di interessi in comune e mai prima di quel momento avevamo conosciuto qualcuno di Vicenza con cui riesumare così tante band amate.
Quella sera ci eravamo storditi di vino rosso mentre i Derozer suonavano alle nostre spalle. Ricordo sguardi accusatori; Nata e Cana che si illudevano di poter ancora manovrare la loro band, oggi ufficiosamente deceduta.
Non so per quale motivo finimmo ad ascoltare Spiderland. Ma so che fu una delle serate più sconvolgenti della mia vita.

[Squirrel Bait “Black Light Poster Child”]
[Slint “Carol”]
[Slint “Don, Aman”]

TrackBack

TrackBack URL for this entry:
http://www.margheritaferrari.com/cgi-bin/mt/mt-tb.cgi/16

Comments (9)

Spiderland è un album del eterno ritorno. Appare per poi sparire e ritornare.

Stè:

Appena ho visto il titolo di questo post, sono andato a mettere su Spiderland. Disco memorabile, come l'ho sempre reputato. E condivido con te in effetti tutte le tue idee sull'album e sul gruppo. Slint per sempre.

La copertina di Spiderland sa di "qualcosa che ho perso". Altro non saprei dire.

spiderland. sono mesi che non l'ascolto. tutta colpa di j mascis.

David Pajo degli Slint non prese poi parte a quella sfigatissima impresa corganiana chiamata Zwan?

MAtteo:

ero in un posto migliore, senz'elettricità.
continuo a leggere, se la cosa può rassicurare qualcuno.

Sì, Pajo fu anche membro degli Zwan.
Allucinante..

sante parole

Anonymous:

capito in questo blog guidata dagli slint. non conosco nessuno. mi piace il blog, gli slint e quello che sverna dentro di me quando li ascolto.

Post a comment

(If you haven't left a comment here before, you may need to be approved by the site owner before your comment will appear. Until then, it won't appear on the entry. Thanks for waiting.)

About

This page contains a single entry from the blog posted on 04.09.07 16:54.

The previous post in this blog was You've got everything Now (2/2).

The next post in this blog is Non dire cazzate.

Many more can be found on the main index page or by looking through the archives.

Powered by
Movable Type 3.35