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What Would the Community Think

Amstlavandino1.jpgVerso mezzanotte e mezza ho poggiato la schiena sul mio letto.
Mater è ancora invalida, motivo per cui si è dedicata a tempo pieno alla pulizie domestiche e a letture di vario genere. So che ha buttato via qualcosa di molto rilevante, ma non ho il coraggio di guardare. Mater non fa altro che cestinare le mie cose. Non riesce a farne a meno.
La mia camera è vuota e guardarla mi fa rimpiangere lo schifo entro cui Baldra ed io nuotavamo nel nostro tugurio di Amsterdam.

La nostra casa era il simpatico l'Hotel Brian (una stella). Esso si compone di quattordici stanze le cui dimensioni sono assai limitate. I muri hanno una colorazione che varia dal grigio al giallo, le lenzuola sono ravvivate da immensi buchi, i materassi sono poco invitanti.
Baldra aveva paura di camminare scalzo.
Quello che avrebbe dovuto essere un letto matrimoniale erano in realtà due singoli, di cui uno appeso a mezz'aria. Vista la situazione precaria io e il collega optammo per una scelta revivalistica e, come siamo soliti fare in terra berica, dormimmo per nove giorni schiacciati come sardine nel letto poggiato a terra, evitando di toccare il muro e di cadere a terra.

Visitammo il visitabile, con la nostra guida del Corriere e Amsterdam – L'altra guida tra le mani, rifuggendo gli italiani, mangiando macedonie fuori dai supermercati e beandoci di ogni dettaglio.
Ci scalfimmo i piedi con un sorriso maldestro stampato in faccia, consapevoli della volatilità del piacere da poco conquistato. Scegliemmo con cura i coffee shop più quotati, soffermandoci ad osservare le tecniche con cui i team di giovani connazionali si atteggiavano da esperti, odorando i vari di tipi di erba, quasi fossero stati vino. Ci perdemmo per varie ore nella dolce legalità del funghetti allucinogeni, che spalancarono la nostra mente permettendoci di visualizzare sotto forma di colori le Peel Sessions dei Mogwai.
Ci imbattemmo nel negozio di dischi dei nostri sogni, pieno di vinili accatastati ovunque. Lì trovai il 45 giri di “Sleep Well Tonight” dei Gene, mentre Baldra impazziva stringendo tra le mani una decina di oggetti di culto post-rock.
I musei furono quelli che potete immaginare, tutti splendidi, privi di quella pesantezza che spesso ristagna nella nostra amabile penisola.

Per sfatare il triste mito italico secondo cui ad Amterdam non c'è niente e due giorni di permanenza sono più che sufficienti, fummo travolti da una tristezza sterminata quando i nostri dieci giorni di vacanza si conclusero.
Entrare una seconda volta a contatto con gli olandesi mise nuovamente in crisi il mio sistema di valori e credenze, facendomi desiderare ardentemente la deflagrazione di Vicenza, di tutto ciò che, pur essendo spaventosamente deleterio, è ormai radicato nelle nostre vite di italici.

Di recente lessi un commento di origine semianonima posto ai piedi dell'ultimo post di Baldra.
Nel commento Tekla lamentava l'indifferenza di tanti vicentini per la questione Dal Molin, ponendola sul piedistallo della Cosa Più Importante in Assoluto per la Città.
Ovviamente è vero, il fatto che della gente alquanto potente stia violentando la nostra terra dovrebbe spingermi a passare il mio tempo in presidio. Eppure non me la sento proprio di dedicarmi anima e corpo a quella che è solo una causa persa. Mi dispiace dirlo, ma i vicentini non riusciranno mai a fermare il governo degli Stati Uniti. Per questo il discorso si discosta in modo radicale da quello relativo alla TAV. Il “nemico” è un altro, il bacino d'utenza dei due prodotti finiti è diverso.
Vicenza non è mai stata nostra. E' degli imprenditori, di Berlusconi, dei leghisti, dei militari americani.
Non credo che la soluzione sia lasciare che questa gente ci tolga la voglia di vivere. La Ederle 2 verrà edificata ed inaugurata. Il nostro odio per coloro che entrano nell'esercito USA per ignoranza crescerà, così come quello per la pula, per la gente che si compra i SUV e via dicendo.
Il nostro fegato esploderà comunque, ma almeno potrò dire di non aver passato la mia giovinezza battendomi per qualcosa che non mi riguarda più da un pezzo.
Alla manifestazione nazionale contro il Dal Molin, quella che tutti avete visto in tv, c'erano pochissimi vicentini. Mancavano i giovani, li stessi giovani che non muoverebbero un dito per fare qualcosa che abbia un minimo di valore. Questo significa che loro lo vogliono il piede straniero sul cuore. Allora io non posso fare a meno di pensare che loro se la meritano la Ederle 2, che dovrebbero costruirla di fronte alla loro porta di casa.
L'unica soluzione è andarsene, magari ad Amsterdam. Mi dispiace solo per Palladio, che di qui non può muoversi.

[Cat Power “What Would the Community Think”]
[Coldplay “Amsterdam”]

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Comments (13)

saluti dalla ridente barcellona. ( foto davvero significativa, i miei complimenti cara )

Amsterdam vista dalla tua prospettiva..assume maggiore concretezza tra i progetti del mio immediato futuro!
Saluti!

Mi sono sempre dimenticato di chiederle se lei ha mai letto "Alta fedeltà" di Hornby Nick.

Stè:

L'ha letto, l'ha letto...

E per questo mi auguro che il tuo spritz-progetto entri in orbita.

onore e gloria ad Amsterdam.

e agli Olandesi.

a cui va tutta la mia stima e il mio rispetto per la loro sublime capacità di conciliare in una sola città sbandati e fattoni di varia provenienza con un cospicuo numero di autoctoni mediamente in carriera.

ma soprattutto, onore e gloria al "LemonGrass" Wok Take Away.


silvia

Fran:

Interessante, ma io sono dell'idea che l'Irlanda sia "may be the best country of the world" !!!

Bell'avventura olandese comunque. Ciao ciao

clap clap clap.
le vacanze ti fanno bene. :D

violet_mood:

appena tornata da bruxelles e nutro le stesse deprimenti sensazioni.
in particolare:
"[...] mise nuovamente in crisi il mio sistema di valori e credenze, facendomi desiderare ardentemente la deflagrazione [...] di tutto ciò che, pur essendo spaventosamente deleterio, è ormai radicato nelle nostre vite di italici"
durante il viaggio di ritorno mi balenavano come per magia tutte le cose che non mi stanno bene nel territorio di appartenenza e della mia vita in generale. ora so che le mie difese si abbasseranno di nuovo e verrò risucchiata dalla stessa routine. non c'è altra soluzione che trasferirsi.

Bè, mi auguro che ti sia stata utile l'Altra Guida.
Dubito che ci sarà un'altra edizione ma accetto comunque commenti e suggerimenti.

El Doc

p.s.
Dimenticavo lo smile... :-)

Anonymous:

sono sempre io, l'anonima del post del tuo amico...
(è da maleducati essere anonimi? domanda a cui non ho mai trovato risposta)
Beh quello che ho scritto era più per ridere, cioè più per far capire una mia maniera di vedere le cose, ovvero che non si può dire che vicenza sia morta perchè la gente non va ai concerti... sono più e più i fattori che la rendono una città morta.
su questo ti dò ragione.
Per il resto non sono convinta di ciò che dici. Vicenza è anche mia, e beh, se non può esserla, almeno rendo la vita un pò più difficile a leghisti, americani, eccetera eccetera.( i paroni, per capirsi, parola che mi pare tanto marxista ma che uso per spiegarmi)
Non è vero che il 17 non c'erano i cittadini. C'erano almeno 10 .000 vicentini, un decimo degli abitanti, ma c'erano.
Perderemo la battaglia?
può darsi, probabile.
Ma siamo sicuri che tutto ciò non ci ha cambiati?
solo quest'anno ho conosciuto almeno 500 persone, di tutte le generazioni, in presidio. Ci sono stati dibattiti, concerti, mostre... c è un universo di relazioni nuove che è nato, è difficile da descrivere.
e scommetto che, dall'otto al 15 che ci sarà la sagra e i campeggi no dal molin, se ci sono dei concerti che ti interessano ci verrai.
sta città è una merda lo so ma ho deciso di viverci, sta a noi se costruire qualcosa o stare sempre a lamentarci... qualsiasi cosa.
tekla

Anonymous:

sono sempre io, l'anonima del post del tuo amico...
(è da maleducati essere anonimi? domanda a cui non ho mai trovato risposta)
Beh quello che ho scritto era più per ridere, cioè più per far capire una mia maniera di vedere le cose, ovvero che non si può dire che vicenza sia morta perchè la gente non va ai concerti... sono più e più i fattori che la rendono una città morta.
su questo ti dò ragione.
Per il resto non sono convinta di ciò che dici. Vicenza è anche mia, e beh, se non può esserla, almeno rendo la vita un pò più difficile a leghisti, americani, eccetera eccetera.( i paroni, per capirsi, parola che mi pare tanto marxista ma che uso per spiegarmi)
Non è vero che il 17 non c'erano i cittadini. C'erano almeno 10 .000 vicentini, un decimo degli abitanti, ma c'erano.
Perderemo la battaglia?
può darsi, probabile.
Ma siamo sicuri che tutto ciò non ci ha cambiati?
solo quest'anno ho conosciuto almeno 500 persone, di tutte le generazioni, in presidio. Ci sono stati dibattiti, concerti, mostre... c è un universo di relazioni nuove che è nato, è difficile da descrivere.
e scommetto che, dall'otto al 15 che ci sarà la sagra e i campeggi no dal molin, se ci sono dei concerti che ti interessano ci verrai.
sta città è una merda lo so ma ho deciso di viverci, sta a noi se costruire qualcosa o stare sempre a lamentarci... qualsiasi cosa.
tekla
aggiugno: la questione dal molin non la considero la cosa più importante per la città (come l'hai scritto tra l'altro mi ha fatto pensare che mi consideri una povera esaltata... non mi sembra giusto) mi fa solo ridere il fatto che ci si rimanga male se le persone non vanno ad un concerto, quando le persone non fanno proprio uno stracazzo!
basta, non vi rompo più i cojoni.
mi piacciono i vostri blog.

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