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Little Monsters

comaneci3big.jpgDi recente narrai di episodi drammatici della mia inutile e vacua esistenza, durante i quali mi sentii provinciale ed incompresa più che mai.
Il particolar modo il mio spirito s'intorpidì quando il collega Baldra ed io fummo accusati di essere privi di spirito d'iniziativa.
L'assurda teoria che udii era più o meno questa: se nelle vostre terre d'origine non succede mai un cazzo è colpa vostra. Se vi impegnaste e organizzaste qualche serata la gente ne sarebbe lieta e vi parteciperebbe.

Questa è più o meno l'accusa più offensiva che mi sia stata rivolta negli ultimi due anni, un periodo in cui fui sbeffeggiata e derisa con una frequenza significativa. Di per sé potrebbe sembrare una delle mie grandi Paranoie di Giovane Frustrata. In realtà affermare ciò è girare il coltello in una piaga che non si rimarginerà mai e che è negli ultimi tempi si è riempita di pus.
Come ben sapete, Vicenza è una di quelle cittadine che paiono paeselli.
Essa è in provincia di Padova, ha un'università invisibile fatta di sedi distaccate di poli stranieri, è nota per i suoi marmi palladiani e la leggenda secondo cui le persone come me sarebbero solite mangiare i gatti. Tutto qua.
Affermare che se io mi impegnassi in qualche modo la situazione cambierebbe è dunque spaventosamente falso. Avendo subìto l'ingerenza del cattolicesimo nella mia vita in modo tragico mi permetto di abusare di una terminologia che non mi appartiene: quella teoria è una bestemmia.

Per provare la veridicità della mia tesi e demolire una volta per tutte quelle assurde e riprovevoli seghe mentali da persona sovrastimolata culturalmente mi sono basata sulla pratica e ho raccolto dati.
L'evento che Baldra ed io decidemmo di utilizzare per stilare un report fu il concerto di ieri sera dei Comaneci, una pregevole band di Ravenna che tutti voi dovreste conoscere ed amare incondizionatamente. La loro visita in terra vicentina fu proverbiale. Avevano infatti suonato la sera stessa in cui io ed il collega fummo accusati di essere dei falsi. Ci trovavamo a Bologna, città nota per il mostruoso numero di concerti od eventi d'interesse generico che si sovrappongono quasi ogni sera.

La prima fase del progetto prevedeva la propaganda mediatica. Disponendo dell'utile e costosa Vodafone Summer Card io e il collega ci impegnammo ad inviare un sms contentente un'esaltatoria pubblicità dell'imminente concerto dei Comaneci a tutti i vicetini di nostra conoscenza. Per tutti intento anche persone deprecabili con cui non avevamo più rapporti da anni, gente che abbiamo visto una volta e di cui non ci ricordavamo più la faccia. Tutti.
Successivamente io ne scrissi sul mio blog, linkando il pregevole MySpace dei Comaneci, di modo che chiunque potesse udire una selezione dei loro brani.
Durante la seconda fase del progetto ci recammo presso il nostro centro d'aggregazione prediletto, lo spritz bar Cancelletto, situato nei pressi di Piazza dei Signori, all'interno in una zona assai ristretta dove risiedono tutti i più significativi e frequentati spritz bar di Vicenza. Essi tendono ad essere in voga a rotazione, anche se il Cancelletto rimane per noi il luogo presso cui lo spritz è più buono e più economico. Esso è frequentato da un buon gruppo di persone pregevoli, alcune delle quali (tre o quattro) hanno un sano interesse per la musica degna. Fu così che sbandierammo l'evento serale e chiacchierammo amabilmente brindando ai Comaneci.
La terza fase del progetto preveva il recarci in giro per la città a raccogliere le poche persone interessate all'evento e impossibilitate a muoversi per qualche motivo.
Ricapitolando:
1.Abbiamo fatto davvero un sacco di pubblicità al concerto mandando sms e scrivendone online.
2.Abbiamo inseguito i pochi ascoltatori di musica degna della città per avvisarli.
3.Abbiamo accompagnato chi non sarebbe potuto andare Perarolo con mezzi propri.
Risultato?
Al concerto c'erano quasi solo persone interessate a mangiare maiali e a bere vino.
Le persone che dimostrarono di aver apprezzato veramente l'evento erano all'incirca dieci.
C'era mio padre, Marta, Faso, Pette con un amico, Al3sim e pochi altri.
Molti di quelli che ad inizio concerto si erano seduti al suolo millantando espressioni facciali da grande intenditore di musica se n'erano già andati dopo quaranta minuti, a dimostrazione della loro incredibile passione per l'arte.
Qualche maledetto bastardo aveva lasciato i figli isterici sotto il palco che, essendo dei bimbi presumibilmente delle elementari, erano iperattivi e rompicazzo. C'era poi chi faceva amabilmente conversazione, comportandosi proprio come se le persone che stavano suonando per loro non esistessero.
A questo punto credo di poter affermare con certezza che noi non meritiamo tutto questo, come invece sosteneva la mente illuminata che ci insultò a Bologna.
A nulla valsero il nostro impegno e la nostra dedizione.
A Perarolo ci limitammo ad ignorare le urla isteriche degli infanti e dei vecchi ubriachi.
Oramai siamo pronti a tutto.

Tra le persone che non sono venute ricordiamo:
-Dada, che ha preferito andare a rinchiudersi al Sartea come un analfabeta arteriosclerotico perchè Perarolo è troppo distante da Vicenza (11km scarsi) e la musica (la musica in genere, non “la musica dei Comaneci”) non gli piace.
-le circa centocinquanta persone che non hanno risposto ai nostri messaggi ma che erano a Vicenza e che con ogni probabilità non avevano un cazzo da fare.

Grazie! E' anche per merito vostro se viviamo in una città edificata sul letame.
Ringraziamo inoltre la redazione di CityLights, il mensile cittadino su cui dovrebbero comparire le attività culturali della provincia, per aver bellamente ignoranto il concerto dei Comaneci.
Grazie!

Leggi la mia recensione del concerto dei Comaneci su Vitaminic
Leggi il pregevole post di Marta sul concerto di ieri
Leggi le elucubrazioni di Baldra sul concerto dei Comaneci e sulla vacuità berica
Guarda un video del concerto (sotto)



[Comaneci "I'll be back soon" (demo version)]

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Comments (17)

Anonymous:

Aspetta, per una volta mi è parso d'avere in mente qualcosa d'opportuno e pregnante (niente fuffa involontariamente surreale, finchè è in mio potere d'evitarla). Perdonate l'eventuale brutalità dell'intervento, la questione è sentita.
A queste latitudini, la diatriba "città assassina-sbattiamoci per fare qualcosa" ha già raggiunto livelli parossistici. E' un argomento di conversazione molto popolare e le notazioni sulla sterilità di queste lande ricorrono come la meteorologia oltre manica.
Ma personalmente comincio ad avere qualche dubbio. E' un contesto nel quale ho riposto un sacco di fiducia, ma adesso, con quel po' d'esperienza che resta posso dire che a essere asfittico e repressivo è prima di tutto quel paesaggio di eventi e locali su cui abbiamo concentrato il grosso delle nostre energie (s'intende che parlo di me e dei miei sodali, del veneto non saprei). A questo punto, posso dire d'essermi rotto i coglioni di questo limbo rituale a nome giovinezza. Chiederei d'avere accesso a qualcosa di più solido. C'è una socialità che puzza di morte e tutta la mia distanza dalle cose e dalla gente è raramente chiara come durante quelle messe in incognito che sono i nostri (oh, i nostri) happening (che parola di merda) musicali.
Della cultura popolare ho cominciato a dubitare guardando, su blob, alcuni marmittoni dell'esercito italiano che entusiasti mitragliavano gente sulle note di the wall diffusa da un carro armato.
Considerati il tenore delle mie beghe, mi sa che non mi salverà nè un altro centro sociale nè l'ennesimo evento musicale (arezzo wave se lo tengano i fiorentini).
Quel che dici sulla provincia meriterebbe d'essere considerato, ma essersi sorbiti tutte le ultime uscite non omaggia l'intelligenza di nessuno. Meditavo di citare una cosa di Beradinelli, che però non trovo. Forse era meno opportuna di quanto ricordi.

Matteo :

ho fatto casino? il commento di cui sopra è il mio (per quel che vale) e con i nostri intendevo noialtri etruschi. S'intende che no volessi screditare altri che gli eroi della mia gioventù polverosa.

Matteo:

ho fato casino?
il commento di cui sopra è il mio (per quel che vale) e parlando de "i nostri" intendevo di noialtri etruschi, e niente più.

Matteo:

ho fatto casino, e aldilà delle aspettative...
adesso vado a piangere sui danni della mia alfabetizzazione..

Mentre ascolto il video (niente male questi Comaneci), vesto nuovamente, per un attimo i panni del correttore di bozze (quintultimo capoverso, escluso quello in corsivo: "ipertattivi" ?), per poi offrirti la mia solidarietà, dal basso della mia esperienza di presidente di quella che sarebbe dovuta essere un'appassionata associazione cinefila giovanile (http://associazionevertigo.wordpress.com/) e che, invece, è stata per me, in questi mesi, solo causa di grande stress, solitudine e perdita di denaro, per sms e pubblicità. Il tutto, in quel di Bari, città non molto più piccola di Bologna (dove invece mi trasferirò per terminare la specialistica), ma di rara arretratezza culturale, specie tra la rassegnata e bruciata gioventù, prevalentemente edonistica, individualista, menefreghista.

pat pat

grazie francesco :) non riesco a fare a meno di seminare errori di battitura ovunque.

per rispondere un po' a tutti: è desolante come alla fin fine per noi l'unica soluzione sia trasferirsi, o a bologna, o a roma, o all'estero. scelgo senza esitazione l'estero, per motivi vari.

dio mio, ieri sera ho mangiato fuori in un posto supereconomico tradizionalmente frequentato da metallari etilisti e villici dalla parlata criptica. vivo in veneto da sempre e ancora fatico a capirli, a capire mio nonno.
ora sono melodrammatica. mi sono svegliata senza motivo alle cinque.

ciao a tutti

io e Faso progettavamo come far sparire i bambini, poi mi sono piazzato in un punto d'accesso e non si sono più fatti vedere, a quanto pare.
comunque dai, meglio pochi ma buoni...

inutile parlare ancora di quanto sia triste vicenza, sarebbe autolesionismo. grazie per esserti fatta carico di una minorenne rompicazzo quale sono io, ho molto gradito.

non ne parlo per autolesionismo. lo vedo ogni giorno, ogni sera, ogni notte. è inevitabile pensarci

diciamo che non è che solo vicenza sia triste. per me tutto il veneto è un pò così... lo vedo dal giornale di facoltà, lo vedo dal summer, lo vedo tutti i giorni quando parlo a turisti idioti. e il peggio è che l'unica reazione che viene è un sospiro di rassegnazione. e nn mi sento patetica a dirlo perché agire per cambiare lo si fa ogni giorno perché non ci si può credere.

ultimamente cambi casa spesso, neh? :D

cmq ti rivelo che tutte le città (di media grandezza) di tutte le regioni di tutti i paesi di tutti i continenti hanno i medesimi limiti della tua.

Anonymous:

pensate a quelli che vivono in paesini di gran lunga più piccoli dei vostri e sentitevi meglio.

devo proprio ascoltarli questi Comaneci....

Buldra

P.S.: trentp è molto peggio di Vicenza. Believe me.

devo proprio ascoltarli questi Comaneci....

Buldra

P.S.: Trento è molto peggio di Vicenza. Believe me.

tristezza
come ti capisco, molto interessanti i tuoi racconti..

dalla avvallata periferia di Padova

folla
...

giulia:

Citylights? Non è nemmeno da prendere in considerazione quella sottospecie di mensile, se così lo si può chiamare. Oltre a fornire recensioni riprorevoli, perchè di questo si tratta, non riesce nemmeno a portare a termine il suo scopo principe, ovvero informare. Quanta carta sprecata.

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